«Mostro di Firenze, ecco chi ordinò i delitti»

LE RIVELAZIONI DI UN DETECTIVE FRANCESE INFILTRATO NELLA SETTA. TRA I NOMI DEI MANDANTI PERSONE INSOSPETTABILI E ALTRI GIÀ ENTRATI NELL’ INCHIESTA

Nuovo rapporto della polizia alla Procura. Le ultime due vittime erano venute in Italia per un rito satanico Le rivelazioni di un detective francese infiltrato nella setta. Tra i nomi dei mandanti persone insospettabili e altri già entrati nell’ inchiesta «Mostro di Firenze, ecco chi ordinò i delitti» Nuovo rapporto della polizia alla Procura. Le ultime due vittime erano venute in Italia per un rito satanico

ROMA – Nadine Mauriot e Jean Kraveichvili, l’ ultima coppia uccisa dal «mostro» di Firenze, erano in Toscana per partecipare a riti satanici e messe nere. Qualcuno li «adescò» e li mise in contatto con una setta della zona. Ma poi li trasformò nelle vittime sacrificali. La nuova «verità» sugli omicidi seriali avvenuti nelle campagne fiorentine tra il 21 agosto 1968 e l’ 8 settembre 1985 emerge dall’ ultimo rapporto che la squadra mobile ha consegnato un paio di settimane fa al pubblico ministero Paolo Canessa. Ed è raccontata da un testimone rintracciato in Francia dagli uomini guidati da Michele Giuttari. L’ uomo, un investigatore privato che dopo il delitto dei due francesi venne in Italia per cercare la verità sull’ omicidio, ha raccontato di essere riuscito a «infiltrarsi» nella setta. E ha fatto nomi e cognomi di professionisti e di altri «insospettabili» che avrebbero aderito alla congrega: è il livello «occulto» che per anni avrebbe cercato di depistare le indagini. E di negare che dietro gli omicidi agisse un gruppo di mandanti. Una pista che invece sin dal 1985 il Sisde, il servizio segreto civile, aveva delineato perfettamente individuando anche i luoghi dove queste persone si incontravano.


Una «verità» di cui era a conoscenza anche l’ allora direttore Vincenzo Parisi, poi diventato capo della polizia. Il dossier consegnato alla Procura è di oltre cento pagine ed è diviso in due parti. La prima riguarda le indagini che la squadra mobile ritiene di aver ormai concluso e per le quali chiede ai magistrati di procedere. L’ elenco delle persone sotto inchiesta comprende ++++++++++++++++++ dove lavorò Pietro Pacciani e dove sarebbero stati compiuti riti magici; il giornalista Giovanni Spinoso, accusato di frode processuale per aver inviato ai carabinieri un biglietto anonimo che accusava Pacciani e un’ asta guidamolla compatibile con l’ arma usata dal «mostro» avvolta in un pezzo di stoffa uguale a quello trovato in casa del contadino di Mercatale; l’ ex appuntato dei carabinieri di San Casciano, Filippo Toscano, sospettato di aver fornito a Mario Vanni i proiettili calibro 22; Maria Ines Piatrasanta, indagata per rapina per essere entrata il 22 gennaio del 1996 a casa di Pietro Pacciani, aver aggredito e narcotizzato sua moglie Angiolina, e aver portato via documenti.

La donna è la vedova del professor Giulio Zucconi, primario di ginecologia all’ ospedale Careggi di Firenze e titolare di un laboratorio a San Casciano, sospettato di aver avuto rapporti proprio con Pacciani. Anche il fratello di Zucconi è stato coinvolto nell’ indagine. Si tratta di un ambasciatore ora in pensione che si sarebbe interessato in maniera sospetta agli accertamenti compiuti dalla Procura. Che interesse aveva? Era sua intenzione «coprire» qualcuno? Che cosa sa dei delitti del «mostro»? Tutta la seconda parte del dossier consegnato ai magistrati riguarda i possibili mandanti degli omicidi che nel corso degli anni hanno poi cercato di sviare le indagini. Nell’ elenco ci sono un avvocato, un medico e altri personaggi ritenuti «insospettabili» sul cui conto la polizia sollecita ulteriori accertamenti.


E’ stato il nuovo testimone a fare i loro nomi, ma ulteriori riscontri sono arrivati rileggendo i documenti raccolti dal Sisde che – senza avvisare la Procura – dal 1985 in poi svolse un’ inchiesta parallela sulla vicenda affidando anche due consulenze, una compiuta dal criminologo Francesco Bruno e l’ altra da una 007 del «centro» di Firenze. Entrambe le relazioni arrivarono alla conclusione che gli omicidi fossero stati ordinati da una setta. Ma nessuna delle due fu consegnata agli inquirenti che continuavano a seguire la pista dei «compagni di merende». Fiorenza Sarzanini LE VITTIME DEL MOSTRO CASTELLETTI DI SIGNA 21 agosto 1968 Vengono uccisi Barbara Locci e Antonio Lo Bianco BORGO SAN LORENZO 15 settembre 1974 Stefania Pettini e Pasquale Gentilcore SCANDICCI 7 giugno 1981 Le vittime sono Carmela De Nuccio e Giovanni Foggi CALENZANO 23 ottobre 1981 Senza vita Susanna Cambi e Stefano Baldi MONTESPERTOLI 20 giugno 1982 Muoiono Antonella Migliorini e Paolo Mainardi GIOGOLI DI SCANDICCI 9 settembre 1983 Il mostro uccide Wilhelm Meyer e Uwe Rusch VICCHIO DI MUGELLO 30 luglio 1984 Sono uccisi Pia Rontini e Claudio Stefanacci SAN CASCIANO 8 settembre 1985 Nadine Mauriot e Jean Kraveichvili Sarzanini Fiorenza.

Fonte – Corriere della Sera, 23 gennaio 2002, pagina 16

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