Macrolibrarsi.it presenta il libro: Quando i Giganti Abitavano la Terra - Zecharia Sitchin

Misterioso animale in un lago russo avrebbe divorato finora 19 pescatori

Un gruppo di pescatori russi, chiede che venga messa a disposizione una sonda subacquea, per andare alla ricerca di una creatura simile al mostro di Loch Ness, in un lago remoto della Siberia. I locali dicono che ‘Nesski‘ ha divorato 19 pescatori, che sono scomparsi nelle acque torbide del lago Čany, mentre erano a bordo dalle loro barche.

Coloro che affermano di avere intravisto la creatura, raccontano che somiglia alla classica immagine a collo lungo del mostro leggendario della Scozia. E ‘stato anche descritto’ ‘simile ad un serpente, mentre altri testimoni suggeriscono una grande pinna e la coda enorme.

L’ultima morte misteriosa di un uomo di 59 anni, la scorsa settimana, ha alimentato le richieste di una sonda, proprio per ricercare ciò che si nasconde sotto la superficie di Čany, uno dei più grandi laghi d’acqua dolce della Russia .

‘Sono stato con il mio amico … circa 300 metri dalla riva, ‘ha dichiarato, Vladimir Golishev, di 60 anni. ”agganciò qualcosa di enorme alla sua esca, e si alzò in piedi nella barca. (more…)

Ritrovato a Pachino, Sicilia, calamaro gigante

PACHINO – Dalle profondità degli abissi atlantici era probabilmente entrato nelle acque del Mediterraneo per riprodursi, finendo poi per spiaggiarsi sulle rive di contrada Granelli, vicino Pachino, dove è stato trovato morto. La singolare scoperta scientifica di un calamaro gigante affiorante sul bagnasciuga è avvenuta ieri ad opera di una passante che ha immediatamente avvertito l’ufficio locale marittimo della guardia costiera di Portopalo.

Il grosso cefalopode, dal peso di 22 chilogrammi per una lunghezza di 1,10 metri, giaceva vicino alla fonte Longarini. I militari , coordinati dal comandante Stella, appena giunti sul luogo hanno accertato che si trattava di un esemplare di “THYSANOTEUTHIS RHOMBUS”, una specie che vive nelle profondità atlantiche abituata a frequentare le acque del mediterraneo nella stagione della riproduzione. Dell’insolito rinvenimento sono state informate le autorità scientifiche mentre i vigili urbani di Pachino hanno presidiato la zona. Dopo l’intervento dei veterinari dell’Ausl 8, che hanno appurato l’assenza di vita del cefalopode, il grosso calamaro è stato consegnato al curatore scientifico e responsabile del museo civico di storia naturale, Gianni Insacco. Il tempestivo intervento della capitaneria di porto attivata dalla chiamata di un cittadino ha così consentito che non venisse dispersa un’importante scoperta scientifica utile per lo studio delle specie che popolano gli abissi marini.

Fonte – Express-news, 28 giugno 2010

Il “Verme Mongolo della Morte”, analisi e storia di un criptide misterioso

di Enrico Baccarini©

e.baccarini@gmail.com

Non è frutto della fantasia umana, nè tantomeno una nuova forma di marketing virale tesa a pubblicizzare qualche nuovo prodotto. Tradizioni e leggende plurisecolari parlano di un gigantesco vermide velenoso che vivrebbe sotto le sabbie del Gobi, uccidendo le sue ignare vittime con una potente scossa elettrica o sputandogli una sostanza altamente acida addosso. Adam Davies sono ormai diversi anni che cerca una soluzione a questo enigma, stabilendosi nelle solitudini desertiche alla ricerca del Verme Mongolo della Morte.

Secondo le tradizioni locali e i pochi dati ad oggi recuperati si tratterebbe di un verme lungo fino a 1.5 metri che vivrebbe in questo vasto e inospitale deserto, motivo per cui ad oggi non sarebbe stato ufficialmente identificato.
Tra le principali fonti ’storiche’ che ce ne rendono testimonianza storica troviamo le tribù del Gobi, e soprattutto mongole, che chiamano la creatura ”allghoi khorkhoi” o verme intestino per la sua somiglianza con un intestino di vacca. Di colore apparentemente rosso, si afferma che in alcuni casi siano stati osservati degli uncini ai lati della bocca. Le tradizioni locali affermano che l’allghoi khorkhoi è un animale estremamente pericoloso che spruzza sulle sue vittime un veleno corrosivo e sarebbe capace di scaricare una dose altrettanto letale di elettricità, anche a distanza di qualche passo.

Il primo riferimento storico riguardo la presenza della creatura è del Professore Roy Chapman Andrew, nel suo libro del 1926 On The Trail of Ancient Man, sebbene il paleontologo americano non fosse più di tanto convinto dell’esistenza del criptide dopo averne ascoltato le storie ad una riunione degli ufficiali mongoli: “nemmeno uno dei presenti aveva mai visto la creatura, ma tutti credevano ciecamente nella sua esistenza e lo descrivevano minutamente.” (more…)

Il mostro dell’Ontario, che cosa è questo strano essere?

Un mostro dal pelo bruno, la coda da topo e la faccia umana scoperto dagli indiani sulle rive del Big Trout Lake, in Ontario. Gli aborigeni del Canada, i quali sostengono che la creatura misteriosa si nutre divorando i castori, ne hanno pubblicato le foto sul loro sito Internet, guardando le quali viene da pensare che si tratti di un essere per nulla simile alle specie animali attualmente conosciute dai biologi. (more…)

Royal Navy: “nessun archivio sui mostri marini”

La Royal Navy può registrare possibili avvistamenti di mostri marini, ma non raccoglie ciò a livello centrale. I marinai possono annotare inusuali avvistamenti sulle onde degli oceani dalle loro navi, ha riferito la Royal Navy. Ma non sono tenuti a farlo e nessuna di queste informazioni è contenuta in un archivio centrale dedicato ai mostri marini. Eventuali avvistamenti di strani animali marini riferiti alla Royal Navy da parte del pubblico, sono trasmessi all’Hydrographic Office britannico, che fornisce i grafici e gli altri servizi di navigazione per i marinai. I dettagli della politica della Royal Navy sulle creature giganti degli abissi sono emersi in risposta ad una richiesta al Freedom of Information (FOI). Un biologo marino aveva richiesto se il Ministero della Difesa avesse documenti su “mostri marini anormalmente grandi o pericolosi di centinaia di metri” che non fossero stati divulgati al pubblico. In risposta un funzionario ha scritto che “la Royal Navy e il Ministero alla Difesa in generale non hanno nessun archivio centrale informativo esclusivo sui mostri marini. Il personale potrebbe essere incline a registrare avvistamenti inusuali da navi ma non vi è, per quanto ne sappiamo, alcun effettivo obbligo per loro di farlo. Tuttavia la RN (Royal Navy) non invita la gente a denunciare avvistamenti di mammiferi marini ed è possibile che potrebbero includersi in avvistamenti inusuali. Queste sono trasmesse all’Hydrographic Office britannico di Taunton“.

FonteNewsshopper, 16 maggio 2010, traduzione italiana della CUT

Svezia: trovato «mostro» abissale

Il Regalecus glesne può raggiungere anche i 17 metri, un pesceremo di oltre tre metri di lunghezza è stato rinvenuto su una spiaggia di Bovallastrand


MILANO – Nei secoli scorsi alcuni esemplari dell’animale erano stati rinvenuti spiaggiati dopo grandi tempeste, alimentando per il loro aspetto la leggenda di grandi mostri marini divoratori di uomini. Ora non c’è più quel leggendario timore, ma sicuramente c’è stato grande stupore quando davanti alle coste della Svezia è stato rinvenuto un pesceremo di più di tre metri, il «serpente di mare», conosciuto col nome scientifico di Regalecus glesne. Un pesce abissale che solitamente vive in acque tropicali (tra l’altro da poco è stato filmato per la prima volta mentre si muoveva nella profondità dell’oceano) e che da oltre 130 anni non veniva osservato in Svezia. Misterioso e poco noto, il pesceremo potrebbe aver alimentato nel passato il mito dei serpenti marini. Nel fine settimana un escursionista ha trovato per caso il pesce, oramai morto, trascinato a riva dalla corrente sulla spiaggia del villaggio Bovallstrand, tra Göteborg e il confine norvegese. (more…)

Misterioso animale scovato in Cina, soprannominato “yeti orientale”

Gli scienziati di Pechino esamineranno il suo Dna. Intanto dilagano le ipotesi sull’origine della creatura catturata nel boschi dello Sichuan

A guardare quella creatura in gabbia, difficilmente viene alla mente l’essere leggendario che abiterebbe i più inaccessibili recessi dell’Himalaya… Eppure, con una buona dose di fantasia, quel bizzarro animale dall’aria derelitta, catturato nei boschi della provincia di Sichuan, in Cina, è stato battezzato “Oriental Yeti”.

«Non ha pelliccia, ha una coda simile a quella del canguro ma assomiglia piuttosto a un orso» così lo descrive Lu Chin, uno dei cacciatori artefici del ritrovamento. «Ma i suoi versi sono più simili al miagolio di un gatto piuttosto che a quelli di un orso; inoltre – prosegue Lu Chin – si lamenta di continuo, forse lo fa per chiamare i suoi simili ma forse è l’ultimo della sua razza. Una leggenda locale narra di un uomo che divenne orso. Alcuni ritengono sia questa la creatura che abbiamo catturato».

Nel frattempo, per sfatare improbabili ipotesi, il Dna del misterioso animale è stato inviato a Pechino per un’analisi che dovrebbe permettere di dare un nome più consono allo Yeti oreintale.

Intanto, sul sito del Times – uno dei numerosi quotidiani britannici che riporta la notizia -, i commenti degli utenti aprono a svariate interpretazioni: secondo Valentine è un panda rosso, affetto da qualche malattia cutanea; per Samuel Bolton si tratta certamente di un diavolo di Tasmania; Nathaniel Ehrman è convinto possa essere un wallaby e ricorda la colossale bufala del chupacabra messicano; più cinico, Bud Fox sostiene che qualunque cosa sia, è destinato a diventare l’ingrediente fondamentale di qualche sofisticata ricetta oppure se ne scopriranno miracolose virtù terapeutiche, da utilizzarsi per qualche medicamento… In entrambi i casi, non resterà in giro a lungo.

Fonte - virgilio.it, 9 aprile 2010

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