
del Dott. Giuseppe Maria Galliano
Carl Jung nacque nel villaggio svizzero di Keswill nel 1875 e, dopo un’infanzia solitaria costellata di malattie e un carattere introverso tendente a sogni e fantasie, diventò uno studente di medicina, estroverso, robusto, amante del bere. Dopo essersi specializzato in psichiatria il giovane Jung cominciò a corrispondere con Freud. Quando, nel 1907 i due si incontrarono l’analista svizzero aveva già dato dei contributi significativi col suo test di associazione verbale e la sua teoria dei complessi. Le loro discussioni furono molto fruttuose tanto che Freud scrisse: “Non potevo sperare in nessuno meglio di te per continuare e completare il mio lavoro”. (more…)

(Anne Ancelin Schützenberger - La sindrome degli antenati - Di Renzo Editore)
“Ciascuno di noi ha dentro di sé un romanzo familiare e ogni famiglia ha una storia da raccontare; una storia che si ripete, una storia mitica, una saga e dei segreti. Siamo tutti eredi di queste tradizioni. Più esattamente, siamo gli eredi di questa tradizione, di questa storia.”

Per poter capire e comprendere la sindrome degli antenati dobbiamo partire dal concetto Junghiano di Inconscio Collettivo, passando attraverso teorie più aderenti all’impostazione scientifica studiate ed elaborate dai due ricercatori Rupert Sheldrake e Richard Dawkins (con il concetto di Campo morfico o morfogenetico per Sheldrake, e al concetto di ‘Trasmissione dei memi’ per Dawkins). Attraverso questi passaggi si arriva a comprendere nel modo più chiaro possibile, come tutto sembri essere profondamente in correlazione con il tutto. Un concetto molto caro a certe filosofie orientali o a talune concezioni religiose già presenti all’alba stessa dell’umanità. Un concetto tanto semplice quanto, irrimediabilemente, fondamentale. Affianco alle teorie di Dawkins, Sheldrake e Jung, e a supporto del concetto di “non-frammentabilità psichica” dell’Universo a noi noto, troviamo anche una legge fisica raramente associata all’idea di una “Psiche Universale”, perenne ed indistruttibile, ma che presenta delle strette affinità con quest’ultima, la legge del ‘Principio di Non-Località’. Sulla base di tale Principio, estremamente affascinanti sono stati in seguito i modelli teorici sviluppati dal fisico americano David Bohm, che è giunto all’ideazione di un’unica teoria denominata: “Teoria dell’Olomovimento” (dalla quale è nato il concetto di “Universo Olografico”). Non si può, poi, assolutamente scordare un’altra teoria che sembra rientrare totalmente all’interno di questa tipologia di tematica, ovvero entanglement quantistico parola inglese traducibile con il termine di “intreccio-non-separabile” ovvero un fenomeno in cui lo stato quantico di due oggetti risulta strettamente dipendente l’uno dall’altro, anche se questi oggetti sono separati spazialmente. Da un punto di vista prettamente fisico, gli esperimenti Alain Aspect hanno confermato la validità del Principio di Non-Località, e per certi aspetti quindi, anche le teorie di D.Bohm sul concetto di Olomovimento. Come ultimo punto di quanto detto l’ennesima conferma della verosimile “non-frammentabilità” dell’Universo psicofisico in cui viviamo, ci viene dal mondo della psicologia transpersonale-generazionale, grazie alle ricerche della psicologa francese Anne Ancelin Schützenberger, ideatrice della teoria da lei stessa denominata “Sindrome degli Antenati”. A sostegno di tale teoria, l’autrice nel corso degli anni è riuscita a reperire, esaminare ed accumulare parecchi casi di “vita familiare”, in cui determinate situazioni o “fatti insoliti e particolari si ripetevano continuamente nel tempo, di generazione in generazione“. Dai tempi di William James sino ad oggi, quindi, tutti gli sforzi che abbiamo compiuto nel tentativo di comprendere una buona parte della Realtà Ultima delle cose, sembrerebbero convergere interamente verso un’unica direzione, quella in cui sia il Piano Fisico che quello Psichico, tendono a manifestarsi come un unicumm, dove è proprio la loro reciproca interazione a spiegare ogni cosa, a rendere evidente ciò che per secoli abbiamo sempre cercato di ignorare nel buon nome del metodo scientifico.
Enrico Baccarini

Sapete cos’è un genosociogramma? Immagino di no. Sembra una parola senza senso, eppure esprime un concetto ben preciso: ovvero la possibilità di stabilire un diagramma personale del carattere, psicologia, predisposizioni, talenti in base alla propria storia familiare, a quella dei propri antenati e genitori diretti.
Il genosociogramma (da genealogie – albero genealogico e sociometria di Moreno – legami affettivi, relazioni) é una rappresentazione grafica dei legami familiari quindi, una sorta d’albero genealogico con le informazioni importanti su ogni membro della famiglia. Fu Murray Bowen che nel 1980 stabili come strumento della terapia familiare multi-generazionale questa rappresentazione simbolica standard che comprende :
-I nomi e le età di tutti i membri della famiglia ;
-Le date di nascita, di matrimonio, di separazione, divorzio, morte e altri elementi significativi ;
-Indicazioni delle attività, occupazioni, luoghi di residenza, malattie, cambiamenti nello svolgimento della vita, segnate nello stesso genogramma ;
-Informazioni su almeno tre generazioni.
In terapia familiare questo strumento permette ai membri della famiglia di precisare e modificare la percezione che essi hanno del loro sistema familiare come del loro ruolo in quel sistema. Il sociogramma s’interessa anche ai rapporti nascosti e inconsci ed è un genogramma più dettagliato secondo la nozione d’ “atomo sociale” di Moreno. Egli definiva atomo sociale la rappresentazione del mondo personale dell’individuo “l’immagine di una vita, delle sue ramificazioni, dei suoi interessi , dei suoi sogni e delle sue angosce … il nucleo interno e esterno delle persone emozionalmente collegate al soggetto”. (more…)

Il Buddismo, nato come una grande “eresia” del Brahmanesimo induista , si è sviluppato come dottrina universale del riscatto dalla sofferenza tra il sec. VI a.C. e l’VII d.C. Oggi è la quarta comunità religiosa mondiale, dopo Cristianesimo, Islam e Induismo, e conta almeno 400 milioni di seguaci.
Verso il V° secolo a.C. il principe indiano Gotama Siddharta, percorrendo unaVia Mistica diversa da quella induista [ vedi : Induismo ], la “ Via di Mezzo” , oltre i sensi, oltre la mente, oltre l’anima ( l’IO, l’Atman, il Sè) , entra in unaCoscienza Iilluminata, libera da tutti i karma , libera dal Samsara, libera dalla sofferenza. E’ la coscienza portata ( non è detto da Chi o da che cosa ) nel Vuotodi esistenza , Sunyata , nella Estinzione del desiderio e dei karma , Nirvana. E’ ilBuddha ,l’illuminato dalla Chiara Luce, che irradia Compassione.
Una rappresentazione molto approssimativa delle relazioni tra coscienza psicologica , sensi, mente ed anima .
La coscienza psicologica può essere rappresentata come un campo in cui si manifestano i segnali dei sensi , dei pensieri e dei diversi processi della mente che superano la “porta” della censura.
Un aspetto profondo della mente viene comunemente chiamato inconscio , cioè ordinariamente irreperibile nel campo della coscienza. (more…)

Uno degli aspetti particolarmente nuovi all’interno del sistema junghiano è quello che riguarda la libido (. dal lat. nom. libido “desiderio, libidine” introdotto nel linguaggio scient. alla fine del sec. XIX . Secondo le teorie di S. Freud (1856-1939), manifestazione dinamica dell’energia psichica dovuta allo stesso istinto di conservazione; l’insieme delle pulsioni sessuali) e che fu al centro delle divergenze con Freud, al punto che sfociarono nella spaccatura e nelle dimissioni dalla Società Psicoanalitica Internazionale nel 1914.
Mentre infatti Freud considerava la libido come unica fonte di energia psichica-vero aspetto pulsionale e sola spinta al comportamento-Jung riteneva che in realtà nell’uomo sono presenti diverse forme di energia psichica, tutte importanti – decisive come spinte pulsionali, e tra di esse va collocata – senza alcun primato particolare – la libido. Come in fisica sono presenti energie quali la luce, il calore, ecc., e anche in psicologia occorre prendere in considerazione altre forme di energia, precedentemente trascurate, che esercitano il medesimo ruolo svolto dalla libido. Ma c’è un altro aspetto che differenzia da Freud, e che riguarda la combinazione di causalità e teleologia (=finalizzazione). (more…)

Secondo i risultati di una ricerca realizzata su pazienti con gravi forme di amnesia
ROMA – A volte una persona anziana non e’ piu’ in grado di ricordare un fatto sepolto nel suo lontano passato, eppure puo’ ancora provare il ‘brivido’ dell’emozione che quel fatto, per esempio la nascita di un figlio, ha prodotto. Anche un individuo malato, la cui memoria e’ KO per esempio per via del morbo di Alzheimer, non ricordera’ neanche cosa ha fatto 10 minuti prima ma, se quell’azione gli ha prodotto un sentimento, state pur certi che la sua memoria inceppata lo ricordera’. Le emozioni, infatti, secondo una ricerca pubblicata sui Proceedings of the National Academy of Sciences, lasciano segni indelebili nel cervello: anche quando i ricordi scompaiono le emozioni loro legate rimangono. La scoperta e’ di Justin Feinstein e DanTranel dell’universita’ dell’Iowa. (more…)
DOSSIER su Pareidolie e Apofenie
a cura di Enrico Baccarini

Dopo molto tempo, studi e ricerche pubblichiamo un DOSSIER che certamente non si esaurirà presto nel tempo. Ci riferiamo ai fenomeni noti come pareidolie cioè l’illusione subcosciente che tende a ricondurre a forme note oggetti o profili (naturali o artificiali) dalla forma casuale. Attraverso le pagine di questo DOSSIER cercheremo di presentare ai nostri lettori le più intriganti foto, gli studi compiuti, le analisi e i riscontri psicologici effettuati fin dalla prima identificazione di questo fenomeno. Come sarà possibile vedere molte volte si sfocerà nell’ambito religioso e in presunte o ipotetiche manifestazioni a carattere sacro afferendo tanto al cristianesimo quanto, ad esempio, al mondo mussulmano. Non vogliamo assolutamente ledere la sensibilità di nessuno, né tantomeno le credenze religiose, cercheremo nel nostro lavoro di catalogare e analizzare i fenomeni per come si sono presentati ovvero osservarli anche dal punto di vista della Psicologia moderna e delle discipline che ad essa si possono richiamare.
Enrico Baccarini (more…)