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	<title>Enrico Baccarini &#124; ENIGMA</title>
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		<title>Cenni storici (interpretazioni sulla sincronicità) &#8211; Carl Gustav Jung</title>
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		<pubDate>Wed, 08 Sep 2010 23:28:18 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Enrico Baccarini</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Carl Jung nacque nel villaggio svizzero di Keswill nel 1875 e, dopo un'infanzia solitaria costellata di malattie e un carattere introverso tendente a sogni e fantasie, diventò uno studente di medicina, estroverso, robusto, amante del bere. Dopo essersi specializzato in psichiatria il giovane Jung cominciò a corrispondere con Freud. Quando, nel 1907 i due si incontrarono l'analista svizzero aveva già dato dei contributi significativi col suo test di associazione verbale e la sua teoria dei complessi. Le loro discussioni furono molto fruttuose tanto che Freud scrisse: "Non potevo sperare in nessuno meglio di te per continuare e completare il mio lavoro".]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://www.enricobaccarini.com/wp-content/uploads/2010/08/BABELE.jpg"><img class="aligncenter size-medium wp-image-1557" title="BABELE" src="http://www.enricobaccarini.com/wp-content/uploads/2010/08/BABELE-219x300.jpg" alt="" width="219" height="300" /></a></p>
<p style="text-align: center;">del Dott. Giuseppe Maria Galliano</p>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;">Carl Jung nacque nel villaggio svizzero di Keswill nel 1875 e, dopo un&#8217;infanzia solitaria costellata di malattie e un carattere introverso tendente a sogni e fantasie, diventò uno studente di medicina, estroverso, robusto, amante del bere. Dopo essersi specializzato in psichiatria il giovane Jung cominciò a corrispondere con Freud. Quando, nel 1907 i due si incontrarono l&#8217;analista svizzero aveva già dato dei contributi significativi col suo test di associazione verbale e la sua teoria dei complessi. Le loro discussioni furono molto fruttuose tanto che Freud scrisse: &#8220;Non potevo sperare in nessuno meglio di te per continuare e completare il mio lavoro&#8221;.<span id="more-1556"></span>Tuttavia, malgrado la loro amicizia, Freud e Jung avevano una visione molto diversa dell&#8217;inconscio. Anche il metodo di ricerca era differente perché mentre Freud si basava sulla tradizione scientifica razionale, Jung era più interessato nello spiritualismo, nelle fantasie e nella strana natura delle immagini disegnate e sognate dai suoi pazienti. Mentre Freud sosteneva che la nostra vita inconscia è dominata dagli istinti e dalle repressioni su cui si stende una leggera patina di civiltà, Jung riteneva che la mente inconscia avesse una dimensione creativa nascosta e che non fosse solo guidata da pulsioni sessuali.</p>
<p style="text-align: justify;">Già nel 1909, malgrado fossero ancora molto amici, c&#8217;era della tensione che serpeggiava sotto il loro rapporto. Un giorno Freud stava rimproverando Jung per il suo interesse nello spiritualismo e lo metteva in guardia dal rischio di essere sopraffatto dalla &#8220;marea nera del fango dell&#8217;occultismo&#8221;. Jung provò una sensazione di caldo bruciante al diaframma e, allo stesso tempo, i due uomini udirono un forte suono proveniente dalla libreria. Jung suggerì che quello fosse un esempio di &#8220;esteriorizzazione catalitica&#8221;, in risposta alla reazione scettica di Freud, Jung predisse che sarebbe accaduto un secondo evento e infatti si sentì un altro suono che scosse Freud considerevolmente.</p>
<p style="text-align: justify;">Da quel momento le loro strade divennero sempre più separate fino a che si ebbe la rottura definitiva nel 1912 con le dimissioni di Jung da presidente del congresso psicoanalitico.</p>
<p style="text-align: justify;">Dopo la separazione di Jung da Freud seguirono alcuni eventi che sono particolarmente significativi per lo sviluppo dell&#8217;idea di sincronicità. Libero di esplorare le sue idea senza l&#8217;ombra incombente di Freud, Jung cominciò a lavorare sui tipi psicologici visti come un bilanciamento tra le forze dell&#8217;Intuizione, Sensazione, Pensiero e Sentimento e mise a punto i concetti di estroversione e introversione.</p>
<p style="text-align: justify;">Nel mezzo di questa attività che lo portò successivamente a esplorare l&#8217;inconscio collettivo Jung cominciò a sentire i primi sintomi di quello che i suoi biografi hanno definito una totale rottura dell&#8217;equilibrio mentale di cui riferisce in Memorie, sogni e riflessioni. Nei mesi che seguirono il viaggio interiore si fece sempre più profondo nei recessi nascosti della sua mente e, in un sogno, simbolizzò la sua mente come una casa con una cantina nascosta contenente una porta a trappola che portava in una caverna ancora più remota, preistorica. Jung stava cominciando a scoprire un&#8217;area profonda e universale della mente, quella che poi avrebbe chiamato l&#8217;inconscio collettivo. In questa area, che dimostrò comune in tutti gli esseri umani, Jung scoprì una varietà di simboli micro-macrocosmici, che chiamò &#8220;mandala&#8221;, e un certo numero di personalità autonome. Il viaggio nell&#8217;inconscio era accompagnato da figure con cui conversava quali Filemone, il vecchio saggio, Anima, la giovane donna che fu da guida spirituale a Simon Magnus, Lao-Tzu, Klingsor, etc. Di Filemone, Jung scrive: &#8220;&#8230;a volte mi sembrava molto reale, come se fosse una personalità vivente. Continuavo a camminare su e giù per il giardino con lui e per me era quello che gli indiani chiamano un guru&#8230;.Mi disse cose che non avevo pensato consciamente. E osservai che era chiaramente lui che parlava, non io.&#8221;</p>
<p style="text-align: justify;">Queste &#8220;visite&#8221; raggiunsero il loro culmine nel 1916 quando l&#8217;intera casa di Jung era come infestata da delle presenze e, un sabato mattino, il campanello suonò e alla porta non c&#8217;era nessuno.</p>
<p style="text-align: justify;">&#8220;Credetemi, continua Jung, l&#8217;atmosfera era molto spessa. Allora sentii che stava per accadere qualcosa. L&#8217;intera casa era piena come se ci fosse una folla, totalmente piena zeppa di spiriti. Erano ammassati fino alla porta e l&#8217;aria era così spessa che facevo fatica a respirare&#8221;. Nelle tre notti successive Jung scrisse, come posseduto da queste entità, I Sette sermoni ai morti, un lavoro scritto in stile profetico, che presenta una cosmologia globale dell&#8217;universo materiale e mentale. Nei sermoni il mondo di tutte le cose create, la &#8220;creatura&#8221; emerge da una situazione precedente ancora indifferenziata, il &#8220;pleroma&#8221; e il libro stesso diventa una metafora dell&#8217;emergenza della coscienza dall&#8217;inconscio collettivo, e di quest&#8217;ultimo dallo &#8220;psicoide&#8221;, uno stato che precede la distinzione tra mente e materia.</p>
<p style="text-align: justify;">Come la fisica moderna ha prodotto un mito della creazione della materia a partire dal vuoto indifferenziato o dal big bang primordiale così Jung ha creato una storia dell&#8217;origine della mente nell&#8217;universo.</p>
<p style="text-align: justify;">I Sermoni sono importanti perché contengono, in forma simbolica, molto di quello che poi Jung avrebbe reso esplicito nelle ricerche e negli scritti successivi. Dalle sue ricerche risulta che la mente umana può essere scavata al di là dell&#8217;inconscio personale e che, ai suoi livelli più profondi, possiede una struttura ricca di forze dinamiche, configurazioni simmetriche e centri autonomi di energia. Andando ancora più in profondità si incontra il terreno comune da cui sono emersi sia la mente che la materia, un eco di quello che Kammerer definiva come: &#8220;un cordone ombelicale che connette pensiero, sentimenti, scienza e arte col grembo dell&#8217;universo che li ha generati&#8221;.</p>
<p style="text-align: justify;">Che cosa è veramente successo a Jung durante questo periodo di rottura dell&#8217;equilibrio mentale? Dire che era pazzo non spiega nulla perché il suo viaggio nell&#8217;inconscio era tutt&#8217;altro che caotico anzi mostrava un consistente ordine interno. Il mondo che Jung aveva scoperto non era pazzo e senza senso ma talmente strutturato che lo psicologo fu in grado di ritornare alla superficie della &#8216;sanità normale&#8217; portando con se delle profonde intuizioni e delle scoperte che formarono la base del suo lavoro successivo. Questa profonda trasformazione di Jung durante il suo viaggio nella &#8216;follia&#8217; fu accompagnato da un certo numero di sincronicità, quali l&#8217;infestazione degli spiriti e il suono del campanello alla porta, sicuramente importanti per il futuro riconoscimento del fenomeno.</p>
<p><a href="http://upload.wikimedia.org/wikipedia/commons/thumb/d/dd/Jung_1910.jpg/465px-Jung_1910.jpg" target="_blank"><img src="file:///C:/Documents%20and%20Settings/User/Desktop/In%20Lavorazione/Vari%202/Carl%20Gustav%20Jung%20e%20il%20paranormale_files/465px-Jung_1910.jpg" border="0" alt="" /></a><br />
Fonte  -  <a href="http://www.winebarshow.it/interpretazioni">Winebarshow.it</a></p>
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		<title>Volto della Sindone: il modello in 3d con computer grafica</title>
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		<pubDate>Wed, 08 Sep 2010 23:21:58 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Enrico Baccarini</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Vengo a sapere che a Marzo 2010 è uscito in Inghilterra (in Italia chissà quando..) un interessantissimo studio sulla Sindone fatto dallo studio Macbeth di New York di Ray Downing per uno speciale di History channel. Ho potuto vederlo in inglese (chissà quando sarà disponibile in italiano) e devo dire che sono rimasto sconcertato per tanti motivi, soprattutto per la serietà e la metodologia con cui è stato condotto. E il risultato è convincente. 
In poche parole, considerando sempre l'immagine della Sindone come un database di informazioni telemetriche, con i nuovi algoritmi grafici sono riusciti a rimuovere il 'rumore' presente dovuto alla trama del tessuto, alle pieghe e macchie posteriori, insomma, hanno tolto gran parte dei segni del tempo. ]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Vengo a sapere che a Marzo 2010 è uscito in Inghilterra (in Italia chissà quando..) un interessantissimo studio sulla <a title="Sindone" href="http://www.preghiereagesuemaria.it/libri/la%20santa%20sindone%20e%20la%20scienza%20medica.htm" target="_blank">Sindone</a> fatto dallo studio Macbeth di New York di Ray Downing per uno speciale di <a title="History channel" href="http://www.history.com/shows/the-real-face-of-jesus" target="_blank">History channel</a>. Ho potuto vederlo in inglese (chissà quando sarà disponibile in italiano) e devo dire che sono rimasto sconcertato per tanti motivi, soprattutto per la serietà e la metodologia con cui è stato condotto. E il risultato è convincente.<br />
In poche parole, considerando sempre l&#8217;immagine della Sindone come un database di informazioni telemetriche, con i nuovi algoritmi grafici sono riusciti a rimuovere il &#8216;rumore&#8217; presente dovuto alla trama del tessuto, alle pieghe e macchie posteriori, insomma, hanno tolto gran parte dei segni del tempo.<br />
Dopodichè hanno considerato le sue deformazioni presenti alla formazione dell&#8217;immagine ipotizzata da energia radiante (un telo che ricopre un viso non è piano ma segue le curve della testa) corrispondente ad una griglia deformata, e l&#8217;hanno usata per attuare una legge\equazione di trasformazione geometriche &#8216;matriciali&#8217; dell&#8217;immagine sindonica, in questo modo hanno &#8216;corretto&#8217; quest&#8217;ultima ricollocando il posizionamento spaziale dei dati quindi hanno potuto dividere quale informazione appartiene ad uno spessore e quale ad una larghezza. Ovvio che non si può sapere esattamente come fu posizionato il lino sul viso ma gli errori di deformazione non sono molto enormi considerando che le proporzioni dei teschi non cambiano molto. Un paio d&#8217;immagine per capire:</p>
<p><a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://www.enricobaccarini.com/wp-content/uploads/2010/09/4c2fd205a528b_big.jpg"><img class="aligncenter size-medium wp-image-1653" title="4c2fd205a528b_big" src="http://www.enricobaccarini.com/wp-content/uploads/2010/09/4c2fd205a528b_big-300x218.jpg" alt="" width="300" height="218" /></a></p>
<p><a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://www.enricobaccarini.com/wp-content/uploads/2010/09/4c2fd20f152bd_big.jpg"><img class="aligncenter size-medium wp-image-1654" title="4c2fd20f152bd_big" src="http://www.enricobaccarini.com/wp-content/uploads/2010/09/4c2fd20f152bd_big-300x265.jpg" alt="" width="300" height="265" /></a></p>
<p><a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://www.enricobaccarini.com/wp-content/uploads/2010/09/4c2fd20f152bd_big.jpg"></a><a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://www.enricobaccarini.com/wp-content/uploads/2010/09/real-face-of-jesus.jpg"><img class="aligncenter size-medium wp-image-1655" title="real-face-of-jesus" src="http://www.enricobaccarini.com/wp-content/uploads/2010/09/real-face-of-jesus-300x180.jpg" alt="" width="300" height="180" /></a></p>
<p>Il risultato a questa trasformazione puramente geometrica dei dati del Volto della Sindone è la seguente:</p>
<p><a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://www.enricobaccarini.com/wp-content/uploads/2010/09/4c2fd6739f5f2_big.jpg"><img class="aligncenter size-medium wp-image-1656" title="4c2fd6739f5f2_big" src="http://www.enricobaccarini.com/wp-content/uploads/2010/09/4c2fd6739f5f2_big-300x286.jpg" alt="" width="300" height="286" /></a></p>
<p><a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://www.enricobaccarini.com/wp-content/uploads/2010/09/4c2fd67be732b_big.jpg"><img class="aligncenter size-medium wp-image-1657" title="4c2fd67be732b_big" src="http://www.enricobaccarini.com/wp-content/uploads/2010/09/4c2fd67be732b_big-237x300.jpg" alt="" width="237" height="300" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">Come si può vedere benissimo, l&#8217;informazione contenuta nel telo con la logica considerazione della distorsione geometrica da il risultato di un volto di giuste proporzioni. Dunque si sta scoprendo che questa reliqua è un negativo tridimensionale&#8230;mi chiedo sempre come il geniale falsario del medioevo avrebbe mai potuto creare un negativo tridimensionale su un lino. Confido che il problema della datazione del C14 verrà risolto, è l&#8217;unica nota stonata di una complessa sinfonia di evidenze che stiamo scoprendo passo dopo passo con decenni di studi e il progredire della tecnologia che ci aiuta! Cmq procedendo con questo studio analogamente per tutto il telo si acquisita l&#8217;informazione 3d di tutto il corpo. Così si è potuto lavorare a un modello f.e.m. Per i dettagli mancanti inevitabilmente però c&#8217;è voluta l&#8217;abilità e come dire il tocco artistico di chi l&#8217;ha realizzato. Non si potrà mai ricostruire quello che non c&#8217;è, bisogna decidere in altri modi meno analitici ma di buon senso. Io ho trovato che hanno agito con cognizione di causa. Così si aggiunge il contributo della computer grafica seria.</p>
<p style="text-align: justify;"><a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://www.enricobaccarini.com/wp-content/uploads/2010/09/4c2fddd926734_big.jpg"><img class="aligncenter size-medium wp-image-1658" title="4c2fddd926734_big" src="http://www.enricobaccarini.com/wp-content/uploads/2010/09/4c2fddd926734_big-300x143.jpg" alt="" width="300" height="143" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">Per apprezzare meglio ho fatto una screenshot del risultato finale del loro lavoro finito (ultime 3 foto del post) e lo sovrapposto all&#8217;immagine della Sindone. Dopo attraverso vari algoritmi grafici semplici e accessibili a tutti ho evidenziato un pò l&#8217;uno e un pò l&#8217;altro. Il risultato lo condivido con voi.</p>
<p style="text-align: justify;"><a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://www.enricobaccarini.com/wp-content/uploads/2010/09/3sovr1.jpg"><img class="aligncenter size-medium wp-image-1659" title="3sovr1" src="http://www.enricobaccarini.com/wp-content/uploads/2010/09/3sovr1-300x294.jpg" alt="" width="300" height="294" /></a><a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://www.enricobaccarini.com/wp-content/uploads/2010/09/3sovr2.jpg"><img class="aligncenter size-medium wp-image-1660" title="3sovr2" src="http://www.enricobaccarini.com/wp-content/uploads/2010/09/3sovr2-300x293.jpg" alt="" width="300" height="293" /></a><a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://www.enricobaccarini.com/wp-content/uploads/2010/09/3sovr8.jpg"><img class="aligncenter size-medium wp-image-1661" title="3sovr8" src="http://www.enricobaccarini.com/wp-content/uploads/2010/09/3sovr8-300x295.jpg" alt="" width="300" height="295" /></a><a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://www.enricobaccarini.com/wp-content/uploads/2010/09/3sovr46.jpg"><img class="aligncenter size-medium wp-image-1662" title="3sovr46" src="http://www.enricobaccarini.com/wp-content/uploads/2010/09/3sovr46-300x292.jpg" alt="" width="300" height="292" /></a><a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://www.enricobaccarini.com/wp-content/uploads/2010/09/volto.jpg"><img class="aligncenter size-medium wp-image-1663" title="volto" src="http://www.enricobaccarini.com/wp-content/uploads/2010/09/volto-300x187.jpg" alt="" width="300" height="187" /></a><a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://www.enricobaccarini.com/wp-content/uploads/2010/09/voltodicristo1.jpg"><img class="aligncenter size-medium wp-image-1664" title="voltodicristo1" src="http://www.enricobaccarini.com/wp-content/uploads/2010/09/voltodicristo1-300x300.jpg" alt="" width="300" height="300" /></a><a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://www.enricobaccarini.com/wp-content/uploads/2010/09/voltodicristo2.jpg"><img class="aligncenter size-medium wp-image-1665" title="voltodicristo2" src="http://www.enricobaccarini.com/wp-content/uploads/2010/09/voltodicristo2-300x187.jpg" alt="" width="300" height="187" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">Fonte &#8211; Blog <a href="http://shakespeare1982.giovani.it/diari/3116270/volto_della_sindone_modello_3d_con_computer_grafica.html">Shakespeare1982</a>, 4 Luglio 2010</p>
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		<title>Il viaggio spirituale del sensitivo George Hunt Williamson alla ricerca del Paititi</title>
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		<pubDate>Wed, 01 Sep 2010 09:09:45 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Enrico Baccarini</dc:creator>
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		<description><![CDATA[All’inizio del 1957 il medium e antropologo statunitense di origine serba George Hunt Williamson (1926-1986), si trovava a Lima, dove conobbe l’esoterico Daniel Ruzo (1900-1991), grande studioso di Marcahuasi, l’altipiano situato a 4000 m.s.l.d.m., indicato come il centro magnetico e gravitazionale del pianeta.
Chi era in realtà G.H. Williamson?
Anche se il suo principale interesse era l’attività di contatto extra-sensoriale con “intelligenze superiori”, si distinse anche come antropologo, esploratore e fondatore della paleo-astronautica, ovvero la disciplina che analizza la possibilità che in passato vi siano state delle visite di alieni nel nostro pianeta.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://www.enricobaccarini.com/wp-content/uploads/2010/08/george_hunt_williamson.jpg"><img class="aligncenter size-medium wp-image-1630" title="george_hunt_williamson" src="http://www.enricobaccarini.com/wp-content/uploads/2010/08/george_hunt_williamson-228x300.jpg" alt="" width="228" height="300" /></a></p>
<p style="text-align: center;">articolo di Yuri Leveratto</p>
<p style="text-align: justify;">All’inizio del 1957 il medium e antropologo statunitense di origine serba <strong>George Hunt Williamson</strong> (1926-1986), si trovava a Lima, dove conobbe l’esoterico Daniel Ruzo (1900-1991), grande studioso di Marcahuasi, l’altipiano situato a 4000 m.s.l.d.m., indicato come il centro magnetico e gravitazionale del pianeta.<br />
Chi era in realtà G.H. Williamson?<br />
Anche se il suo principale interesse era l’attività di contatto extra-sensoriale con “intelligenze superiori”, si distinse anche come antropologo, esploratore e fondatore della paleo-astronautica, ovvero la disciplina che analizza la possibilità che in passato vi siano state delle visite di alieni nel nostro pianeta.<br />
A mio parere G.H.Williamson può essere un definito un sensitivo, anche considerando la sua attività ascetica e spirituale in alcuni monasteri situati nelle Ande, durante gli ultimi venti anni della sua vita.<br />
I due studiosi s’intesero subito, probabilmente c’era una percezione di fondo che li legava, ovvero la consapevolezza che anteriormente al diluvio universale (10.500-9.500 a.C.) una grande civiltà megalitica si era sviluppata in tutto il pianeta (vedi mio articolo sulle civiltà antidiluviane).<span id="more-1629"></span><br />
Detta civiltà mondiale aveva in Sud America i suoi centri di conoscenza nelle città megalitiche di Tiwanaku, Sacsayhuamán e Marcahuasi.<br />
Durante il viaggio a Marcahuasi, G.H. Williamson fu colpito dalle fantastiche statue antropomorfe e sentì il caratteristico rumore di fondo, definibile come un ronzio, che si sente anche in altri luoghi magnetici del Sud America come per esempio l’enigmatica Serra del Roncador (che fu visitata negli ultimi anni XX secolo da Neil Armstrong, il primo uomo che mise piede sulla Luna, in un suo pellegrinaggio spirituale).<br />
G.H. Williamson continuò il suo viaggio di scoperta e studio viaggiando verso il Cusco, l’antica capitale degli Incas. Il suo scopo era fare luce sulla possibilità che culture pre-incaiche avessero utilizzato la scrittura.<br />
Durante gli anni 50’ del secolo scorso si pensava che gli Incas e i loro predecessori non conoscessero la scrittura. In effetti negli ultimi anni del XX secolo si è dimostrato che ciò non corrisponde esattamente alla verità: nella regione andina era infatti diffuso (solo tra ristrette cerchie di elite sacerdotali), un tipo di scrittura pittografica chiamato quellca, che fu trovata in alcuni oggetti di estremo valore archeologico come la Fuente Magna, il monolito di Pokotia e la pietra di Oruro.</p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://codenamejumper.files.wordpress.com/2010/08/petroglifi-pusharo.jpg"><img class="aligncenter" title="Petroglifi Pusharo" src="http://codenamejumper.files.wordpress.com/2010/08/petroglifi-pusharo.jpg?w=124&amp;h=96" alt="" width="124" height="96" /></a></p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://codenamejumper.files.wordpress.com/2010/08/petroglifi-pusharo.jpg"></a>G.H. Williamson apprese da alcuni capi spirituali quechua che nella giungla del Madre de Dios si trovava un’immensa roccia con degli strani petroglifi che secondo alcuni rappresentavano una forma di arcaica scrittura. Si trattava dei bellissimi petroglifi di Pusharo, divulgati al mondo dal Padre Vicente de Cenitagoya nel 1921. I petroglifi, che furono descritti nuovamente dal ricercatore Jorge Althaus di Cusco nel 1953, e studiati a fondo da Harmut Winkler nel 1957, non sono stati ancora completamente decifrati.</p>
<p style="text-align: justify;">Anche se molti avventurieri li individuano come una probabile mappa che guiderebbe “l’uomo puro di cuore” verso il Paititi, a mio parere sono la rappresentazione simbolica di una specie di “demarcazione territoriale” che antenati degli Arawak intagliarono, intorno al sesto millennio prima di Cristo, nel loro cammino verso l’altopiano andino.<br />
G.H Williamson viaggiò fino all’attuale paesello di Shintuya insieme al suo amico Miguel Acosta di Ayaviri.<br />
Il 10 luglio del 1957 i due viaggiatori giunsero a Pusharo, insieme a due guide Matsiguenkas. Non sappiamo quali furono le conclusioni di G.H. Williamson sugli enigmatici petroglifi di Pusharo, ma è certo che egli sentì qualcosa di particolare in quelle vallate remote.<br />
Le guide Matsiguenkas avvisarono il sensitivo statunitense che era molto pericoloso procedere nella stretta valle oltre i petroglifi, in quanto secondo loro era abitata dai bellicosi Kuga-Pacoris, fortissimi nativi alti circa due metri, conosciuti come “i guardiani del Paititi”.<br />
G.H. Williamson era una persona saggia e decise di non procedere, probabilmente perché si rese conto che un mistero così meraviglioso come il Paititi sarà rivelato in modo naturale e senza forzature, solo a tempo debito.<br />
Altri esploratori invece, come lo statunitense Robert Nichols e i francesi Serge Debru e George Puel, che decisero avanzare oltre Pusharo senza l’aiuto di guide Matsiguenkas, nel 1970, furono effettivamente uccisi dai Kuga Pacoris, proprio perché violarono, senza autorizzazione, un territorio sacro, ancestrale e magico.<br />
G.H. Williamson si ripropose di tornare a cercare il Paititi nel corso della sua esistenza, magari non in modo fisico, ovvero senza pretendere di viaggiarvi con il corpo, ma tentando di percepirne l’essenza con la mente.<br />
In effetti il viaggio personale di G.H. Williamson alla ricerca del Paititi non terminò al suo ritorno al Cusco.<br />
In realtà per il sensitivo esoterico statunitense quella data, quel 10 luglio del 1957, fu solo l’inizio di un lungo viaggio spirituale che lo portò a cercare se stesso e la vera natura dell’essere umano.<br />
La ricerca esoterica ed archeologica di G.H. Williamson continuò in Europa, nell’anno successivo. Nel 1958 s’incontrò infatti con lo studioso italiano Costantino Cattoi. Quest’ultimo aveva documentato a fondo l’antica città etrusca di Capena, l’arcaica Cosa, nell’Ansedonia e il sito di Lilibeo (oggi Marsala, in Sicilia).<br />
I due studiosi concordarono sul fatto che l’antica civiltà megalitica antidiluviana si era sviluppata in tutto il pianeta e in particolare dal Medio Oriente fino all’altipiano andino. L’osservazione e lo studio delle antiche città tirreniche, sarde e pelasgiche, comparate alle città megalitiche andine sopraccitate, e la constatazione che in detti siti archeologici si percepisce (anche con strumenti scientifici), un elevata attività magnetica, proprio come a Marcahuasi, portò i due ricercatori alla conclusione che la civiltà tirrenica-pelasgica-sarda doveva avere avuto dei rapporti con la civiltà megalitica americana, che si sviluppò posteriormente al diluvio.<br />
Ecco come G.H. Williamson spiega le scoperte di Costantino Cattoi, nel suo libro <em>Road in the Sky</em>:</p>
<p style="text-align: justify;"><em>Recentemente ho ricevuto lettere da Roma che rivestono un’estrema importanza in relazione alle scoperte di Marcahuasi. Il professor Costantino Cattoi e sua moglie, Maria Mataloni Cattoi, entrambi ricercatori, scienziati ed archeologi, scrivono di aver scoperto in alcune zone una strana concentrazione sotterranea d’energia elettro-magnetica. Inoltre essi hanno scoperto che, dove esiste una tal energia, si trovano figure gigantesche simili a quelle di Marcahuasi. Egli ha studiato e fotografato centinaia di figure simili per oltre 40 anni ed ha scoperto leoni, dragoni e persino ciclopi con un occhio solo. Di nuovo ci ricordiamo di Marcahuasi e della razza degli antenati a sud del lago Titicaca.</em></p>
<p style="text-align: justify;">Di ritorno negli Stati Uniti G.H. Williamson iniziò uno dei periodi più intensi della sua vita dal punto di vista della ricerca archeologica e spirituale.<br />
Ebbe contatti con H.L.Cayce, il figlio di Edgar Cayce, dal quale ricevette alcuni documenti riservati del grande medium che si riferivano al passato occulto dei primi popoli del Sud America e dei loro rapporti con gli altri popoli della Terra. Viaggiò quindi in Giappone dove studiò a fondo la cultura Jomon, e nello Yucatan, dove studiò la civiltà Maya e documentò delle camere cerimoniali sotterranee nel sito di Loltun (la cosiddetta caverna del fiore di pietra). Nel 1962 G.H. Willimson e il professor Vicente Vasquez, scoprirono la caverna di Kukikan, dove furono trovate evidenze di contatti tra gli antenati dei Maya e i popoli indigeni del Sud Est degli attuali Stati Uniti.<br />
A questo punto G.H. Williamson cambiò il suo nome in Michel D’Obrenovic Obilic Von Lazar (nome della sua famiglia d’origine, uno dei casati reali serbi del XIX secolo), e iniziò a frequentare un monastero situato in una remota valle nelle Ande, nel nord del lago Titicaca.<br />
Tornò varie volte negli Stati Uniti e continuò la sua attività di ricercatore, studioso d’antiche civiltà antidiluviane e contattista. Si è speculato molto sugli ultimi anni di vita di G.H. Williamson e sui motivi che lo portarono ad isolarsi nelle montagne andine, avvicinandosi ad uno stile di vita quasi ascetico, dove si dedicava al contatto con “intelligenze superiori” per mezzo di “canalizzazione vocale di natura telepatica” (dal suo libro <em>Secret of Andes</em>).<br />
Probabilmente il suo viaggio ai petroglifi di Pusharo lo aveva colpito molto.<br />
G.H. Williamson era convito che alcune di queste “intelligenze superiori”, con le quali aveva avuto dei contatti telepatici, denominate in spagnolo “<em>la hermandad blanca</em>” (la fratellanza bianca), si fossero rifugiate nel Paititi, sia per tramandare le tradizioni antiche che per difenderlo da eventuali attacchi d’intrusi.<br />
Personalmente considero il Paititi come <em>lo scrigno d’oro dove sono nascoste le nostre origini e il nostro futuro </em>e credo che anche per G.H Williamson fosse molto di più di un luogo fisico. Era inoltre consapevole del fatto che solo quando i tempi saranno maturi l’uomo potrà conoscere appieno ogni suo segreto più nascosto.<br />
G.H. Williamson era poi pienamente convinto che la nostra attuale civiltà si è sviluppata molto male, e che solo dopo innumerevoli tragedie e indicibili sofferenze si potrà tornare a quell’età dell’oro, dove regnerà l’equilibrio tra gli esseri umani e gli altri esseri viventi presenti sul pianeta Terra.</p>
<p style="text-align: justify;">Fonte &#8211; <a href="http://codenamejumper.wordpress.com/2010/08/29/il-viaggio-spirituale-del-sensitivo-george-hunt-williamson-alla-ricerca-del-paititi/">Codenamejumper</a>, 29 Agosto  2010</p>
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		<title>Jack lo Squartatore e il Mostro di Firenze: inquietanti analogie</title>
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		<pubDate>Mon, 30 Aug 2010 21:27:08 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Enrico Baccarini</dc:creator>
				<category><![CDATA[Mostro di Firenze]]></category>
		<category><![CDATA[Jack lo Squartatore]]></category>
		<category><![CDATA[Michele Giuttari]]></category>

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		<description><![CDATA[Di tutti i crimini seriali, quelli attribuiti a “Jack lo Squartatore“, sono tra i più efferati. Le povere vittime, tutte prostitute, furono: Mary Ann Nichols uccisa il 31 agosto 1888 a Bucks Row (le fu tagliata la gola e fu mutilata all’addome); l’8 settembre fu la volta di Annie Chapman, trucidata ad Hanbury Street (l’assassino le tagliò la gola e le mutilò orribilmente il ventre e gli organi sessuali); il 30 settembre toccò ad Elizabeth Stride, a Berner Street (fu trovata con la gola squarciata); lo stesso giorno fu trucidata Catherine Eddowes, a Mitre Square (gola recisa e mutilazioni orribili al viso e al basso ventre). Mary Jane Kelly, fu seviziata il 9 novembre, a Miller’s Court: gola recisa e tutto il corpo mutilato nella maniera più atroce tanto che questo fu definito il delitto più spaventoso di Jack lo Squartatore e ricordato come “l’Orrore di Miller’s Court”. Cinque povere vittime in sole dieci settimane da incubo in quel lontano 1888. ]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://www.enricobaccarini.com/wp-content/uploads/2010/08/ripper.jpg"><img class="aligncenter size-medium wp-image-1644" title="ripper" src="http://www.enricobaccarini.com/wp-content/uploads/2010/08/ripper-291x300.jpg" alt="" width="291" height="300" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">Di tutti i crimini seriali, quelli attribuiti a “<strong>Jack lo Squartatore</strong>“, sono tra i più efferati. Le povere vittime, tutte prostitute, furono: Mary Ann Nichols uccisa il 31 agosto 1888 a Bucks Row (le fu tagliata la gola e fu mutilata all’addome); l’8 settembre fu la volta di Annie Chapman, trucidata ad Hanbury Street (l’assassino le tagliò la gola e le mutilò orribilmente il ventre e gli organi sessuali); il 30 settembre toccò ad Elizabeth Stride, a Berner Street (fu trovata con la gola squarciata); lo stesso giorno fu trucidata Catherine Eddowes, a Mitre Square (gola recisa e mutilazioni orribili al viso e al basso ventre). Mary Jane Kelly, fu seviziata il 9 novembre, a Miller’s Court: gola recisa e tutto il corpo mutilato nella maniera più atroce tanto che questo fu definito il delitto più spaventoso di Jack lo Squartatore e ricordato come “l’Orrore di Miller’s Court”. Cinque povere vittime in sole dieci settimane da incubo in quel lontano 1888.</p>
<p style="text-align: justify;"><span id="more-1637"></span>Nessuna di queste donne fu violentata, tutti i corpi presentavano orrende mutilazioni e si parlò anche allora di mutilazioni “rituali”, come nel caso dei terribili delitti di Firenze (commessi, questi ultimi, in fase di luna nuova, con l’escissione del pube di alcune delle giovani donne. Ben cinque coppie su sette sono state, poi, barbaramente assassinate il sesto giorno della settimana, cioè di sabato, giorno particolarmente importante nella magia nera e in quella satanica, ma gli elementi rituali sono tanti altri ancora). Jack lo Squartatore, dopo l’ultima vittima, sembrò volatilizzarsi nel nulla, di lui Scotland Yard conserva ancora un fascicolo aperto: non si è mai riusciti ad identificarlo e anche sul “mostro” (o i “mostri”) di Firenze regna ancora il più assoluto mistero.<br />
Le vittime fiorentine furono 14.</p>
<p style="text-align: justify;">Furono delitti esoterici, questo ormai è incontestabile. Lo ha detto il capo della squadra mobile, Michele Giuttari, sottolineando che “abbiamo le prove documentali”. Si tratta di alcune foto che ritraggono tre cerchi simbolici, a pochi metri dal luogo dove le ultime vittime, i due turisti francesi, si erano accampati. Secondo gli esperti di essoterismo, i cerchi rappresentano un rituale. Gli omicidi sono avvenuti, quasi sempre, di sabato. Curiosità: lo stesso Pacciani sarà trovato morto, pure di sabato, intorno alla mezzanotte (21/22 febbraio 1998).</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Le vittime, uccise sempre con una Beretta calibro 22, furono</strong>:</p>
<ul style="text-align: justify;">
<li style="text-align: justify;">Stefania Pettini e Pasquale Gentilcore (14 settembre 1974); il corpo della ragazza fu orribilmente deturpato, le furono inflitte ben novantasei ferite da taglio nel torace e nella zona pubica e le fu infilato un tralcio di vite nella vagina;</li>
<li>Carmela De Nuccio e Giovanni Foggi (6 giugno 1981); alla disgraziata giovane fu reciso e prelevato il pube;</li>
<li>Susanna Cambi e Stefano Baldi (22 ottobre 1981), che sono stati assassinati di giovedì; alla donna fu asportato totalmente il pube con tre tagli netti;</li>
<li>Antonella Migliorini e Paolo Mainardi (19 giugno 1982); a differenza della altre volte sul corpo della donna non furono compiuti scempi;</li>
<li>Jens Uwe Rush e Friedrich Meyer (9 settembre 1983), due ragazzi tedeschi in vacanza; forse fu un errore del “Mostro”;</li>
<li>Pia Rontini e Claudio Stefanacci (29 luglio 1984); alla poveretta viene asportato il pube e la mammella sinistra;</li>
<li>L’ultimo omicidio infine è quello di Nadine Mauriot e J. Michel Kraveichvili (8 settembre 1985): anche stavolta si ripete il macabro rituale e alla donna viene asportato pube e seno sinistro.</li>
</ul>
<p style="text-align: justify;">Oltre a questi omicidi vennero compiuti, in quel periodo, tanti altri omicidi misteriosi. Su “Il Giornale” del 19 Marzo 2001, in un articolo a firma B. Gualazzini, si legge, tra l’altro: “…va detto che la scia di morti ammazzati lasciati dietro di sé dal mostro, secondo molti di coloro che si sono interessati, a vario titolo, di questo incubo, tuttora senza colpevoli convincenti, conterebbe tra i fidanzati uccisi, le loro amiche e altri che ne sapevano troppo, omosessuali, lenoni e prostitute, almeno 35 vittime…”.</p>
<p style="text-align: justify;">Sull’identità di Jack si fecero, analogamente ai fatti di Firenze, una ridda di ipotesi, ma non si giunse a nulla di concreto. Tutto fu reso più difficile e complicato per la misteriosa sparizione di documenti e reperti. Tra le tante congetture, la più inquietante è quella che ipotizza che “Jack lo Squartatore” facesse parte di una setta satanica ed i suoi, in realtà, erano paurosi rituali di morte decisi dalla congrega, che esigevano sacrifici umani. Analogamente la pista che percorrono ora gli investigatori delle sfortunate coppie fiorentine punta su una pericolosissima setta che avrebbe commissionato gli omicidi. Se il nome della feroce setta è, come sostiene taluno: “La rosa rossa”, si può pensare che la misteriosa confraternita potrebbe avere parentele strettissime con “L’Ordine della Roseae Rubeae et Aureae Crucis”.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Vediamo meglio di che si tratta e quali sarebbero le analogie tra i delitti di Jack e quelli di Firenze</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;">Nel panorama dei movimenti magici, alcune organizzazioni, di origine inglese, con importanti filiazioni italiane, che hanno rilevante spicco e profonda conoscenza di certe ritualità, in relazione all’utilizzo tenebroso della magia sessuale, si collegano agli insegnamenti segreti del mago inglese Aleister Crowley (1875-1947). Egli fu iniziato all’Ordine della società esoterica “Hermetic Order of the Golden Down”, presieduta dal mago Samuel Liddel Mathers sposato con la sorella del filosofo Henri Bergson, Moira. Nel tempo furono fondate altre società, collegate, in qualche modo, alla “Golden Dawn” che, a sua volta, si divideva in tre Ordini. Il primo ordine, o della Golden Dawn in Outer, comprendeva i primi cinque gradi inferiori. Il secondo Ordine fu fondato nel 1891, quando un adepto, “frater Lux e Tenebris”, passò a Mathers i rituali necessari per stabilire un Ordine Interno, un Secondo Ordine: l’Ordine della Rosa Rossa e della Croce d’Oro (Roseae Rubeae et Aureae Crucis).<br />
Sulla base delle rivelazioni fornite, fu stabilita anche una “Cripta degli Adepti”, che divenne l’organismo guida dei Templi della Golden Dawn. Il terzo ed ultimo Ordine era riservato ai Capi Segreti. Il nome “Rosa Rossa+Croce d’Oro” richiama immediatamente al simbolismo esoterico massone. La sètta dei Rosa+Croce, fondata nel XII secolo da Raimondo IV, conte di Tolosa, uno dei capi della prima crociata fu, in un certo senso, d’ispirazione, nel XVIII secolo, alla Massoneria. A proposito della “Golden Dawn” è interessante sapere che si verificarono eventi strani e inquietanti, dopo un anno dalla sua fondazione: si registrarono a Londra, infatti, parecchi crimini sessuali, da taluni addebitati a segreti rituali dell’Ordine, relativi ad un particolare tipo di alchimia sessuale.</p>
<p style="text-align: justify;">Vittorio Fincati nel suo saggio (2° ediz. Aggiornata) “I mostri di Firenze e l’alchimia” (Carpe Librum, Nove (VI) 2001), scrive che: “…interpretazioni devianti dell’alchimia – quella stessa che secondo Renè Guénon sarebbe degenerata a partire da Basilio Valentino e Paracelso – sono ben evidenti nelle opere manoscritte e a stampa di un gran numero di scritti di derivazione paracelsiana, in cui primeggiano quelli che parlano della confezione di elixir di lunga vita o nel famoso Testamentum Fraternitatis Rosae et Aureae Crucis, nel quale si afferma, senza possibilità di interpretazione allegorica, di impossessarsi di parti di cadaveri, umani e/o animali e di aggiungervi sangue umano e/o animale al fine di ottenere delle realizzazioni di ordine magico-stregonico…”. Ottenere potere, forza, salute, e chissà cos’altro ancora.</p>
<p style="text-align: justify;">Ritualità estreme. Il medico e mago, Franz Hartmann, scriveva che i corpi di quelli, morti violentemente, uccisi, “…hanno grandi poteri occulti. Essi non contengono vita, bensì il balsamo della vita, ed è anche una fortuna che questo fatto non sia pubblicamente conosciuto, perché se persone mal disposte conoscessero queste cose e l’uso che se ne può fare, potrebbero servirsene per stregonerie e scopi malvagi, e infliggere agli altri molte sofferenze…” (Franz Hartmann, Il mondo magico di Paracelso, Mediterranee, Roma 1982). Theophrastus Paracelsus (1493-1541), il mago del Cinquecento, era anch’esso convinto che ad una persona morta d’improvviso e violentemente, può essere captato, da un esperto occultista, il suo corpo astrale e questi se ne può servire per gli scopi più diversi ed orribili. La dottrina esoterica orientale insegna la medesima cosa.</p>
<p style="text-align: justify;">Dopo i delitti, i poveri corpi delle donne, sia nel caso di Jack lo Squartatore, sia in quello del Mostro di Firenze, sono stati mutilati. A. Corbin in “La violenza sessuale nella storia” (Laterza, Bari 1992) racconta che le vittime dello “Squartatore”dopo essere state uccise subirono: “mutilazioni sessuali, effettuate da mani che apparivano esperte, abbastanza al corrente dell’anatomia femminile. (…) l’assassino, come rilevò il dott. Halsted dell’ospedale di Londra, aveva prelevato certi organi del corpo che nella buona società di solito non si nominano…”. Dovette presentarsi agli investigatori uno spettacolo atroce. Corbin, nell’opera citata, è molto esplicito: “…Winne Baxter rivelò che l’assassino aveva prelevato l’utero dal corpo della vittima… e che con queste mutilazioni aveva dato prove di sicure conoscenze anatomiche”. “In numerosi casi, tagliò le parti genitali interne ed esterne, portandole con sé…” (Krafft-Ebing, Psychopathia sexualis, Payot, Paris 1931).</p>
<p style="text-align: justify;">Analogamente, nei delitti di Firenze, a quattro delle sei donne uccise fu escisso il pube con tagli netti e precisi, quasi da professionista e le ultime due furono anche mutilate del seno sinistro. Sinistri feticci sessuali da usare in orripilanti rituali satanici o di magia nera. Da questi abissi di tenebra emergono, infatti, indizi inquietanti che farebbero, appunto, supporre che il “secondo livello”, ipotizzato da Giuttari e Lucarelli nel libro “Compagni di sangue” (Le Lettere, Firenze 1998), potrebbe essere costituito da una “schola” dei misteri, con una sua origine che si perde nei secoli e arriva fino ai RosaCroce, celata dietro ai delitti di Firenze e a quelli attribuiti a Jack lo Squartatore, che si tramanda nei secoli, da adepto ad adepto, terrificanti rituali.</p>
<p style="text-align: justify;">C’è dell’altro che accomuna il Mostro di Firenze allo Squartatore. A Nadine Mauriot, la donna della coppia assassinata l’8 settembre 1985, anche in questo caso, viene escisso il pube e il seno sinistro. Il giorno verrà spedito un lembo del seno della poveretta al sostituto procuratore Silvia Della Monica.<strong> </strong>Anche Jack sfidò gli inquirenti: oltre che lasciando indizi sulla sua identità, egli indirizzò a giornali e commissariati i macabri souvenir delle sue imprese. Più volte gli ispettori, che indagavano su The Ripper, ricevettero plichi postali contenenti raccapriccianti resti umani.</p>
<p style="text-align: justify;">A favore della tesi esoterica, dei delitti commessi dallo “Squartatore”, Giorgio Galli nel suo “Hitler e il nazismo magico” (Rizzoli, Milano 1997), scrive che Jack compare, contemporaneamente alla nascita, nel 1887, dell’Ordine esoterico della “Golden Dawn”. In effetti, dopo circa un anno dalla fondazione dell’Ordine esoterico, si verificarono, a Londra, diversi spaventosi omicidi. Un collegamento tra alcuni particolari delitti e il satanismo era stato già suggerito dal giornalista Maury Terry che aveva scritto, in relazione a certi serial killer, che i loro crimini solo apparentemente sembrano incomprensibili, ma acquistavano significato se studiati in relazione a certi rituali satanici.</p>
<p style="text-align: justify;">Jack lo Squartatore sarebbe stato in realtà l’avvocato Montague John Druitt, che morì, si disse, suicida. Nel 1964 lo scrittore Daniel Parson pubblicò una serie di prove, che attesterebbe che Druitt era adepto di una setta satanica “Gli Apostoli” e che il suo non fu suicidio, ma un assassinio deciso dai membri della confraternita, per eliminare il pericoloso adepto, che avrebbe potuto portare a loro. Se si appurasse, dall’esito della perizia ancora non depositata, che anche Pacciani è stato assassinato per chiudergli per sempre la bocca, questa sarebbe un’altra inquietante analogia tra i due casi. Giorgio Galli, nel suo libro citato, in relazione a Montague John Druitt, scrive ancora: “Il suo corpo con le tasche piene di pietre era stato ripescato nel fiume a pochi metri da Osiers, una dimora privata di Cheswick che veniva utilizzata per le riunioni di un club detto degli Apostoli, una società dai fini oscuri alla quale Druitt apparteneva e della quale erano membri molti aristocratici e anche un possibile erede al trono d’Inghilterra, Albert Victor (Eddy) duca di Clarence, nipote della regina Vittoria, a sua volta sospettato di essere the Ripper”.</p>
<p style="text-align: justify;">Galli osserva inoltre che “L’accostamento delle date (il duca di Clarence si ammalò nel corso del 1890 e morì nel 1891 o secondo altri nel 1892) permette un’ipotesi: vi è una tradizione di magia sessuale e di magia nera che provoca discussioni e divisioni nei circoli occultistici, che si rinverdisce con l’incontro tra Eliphas Levi e Bulwer Lytton, che in parte è presente nella fondazione della ‘Golden Dawn’ (1887), che può essere connessa con gli assassinii, verosimilmente rituali, del 1888, come tali presentati in una storia ritenuta fantastica negli anni Quaranta, ai quali segue una sorta di epurazione nelle società occultistiche. Queste vicende coinvolgono settori dell’aristocrazia inglese…”. Analogamente, nei delitti di Firenze, si parla di personaggi molto potenti e insospettabili, che commissionarono i delitti e che avrebbero goduto di incredibili protezioni.</p>
<p style="text-align: justify;">Fonte &#8211; <a href="http://www.armonics2zero.it/index.php/angolo-esperto/jack-lo-squartatore-e-il-mostro-di-firenze-inquietanti-analogie/">Armonics2zero</a>, testo di Giuseppe Cosco</p>
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		<pubDate>Mon, 30 Aug 2010 21:23:16 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Enrico Baccarini</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Recentemente, il libraio Vittorio Fincati, spirito inquieto ma colto del piccolo mondo del politeismo italiano e curatore del sito Picatrix, aveva avanzato una tesi azzardata ma interessante nel suo libro I 'Mostri di Firenze' e l'alchimia (Carpe Librum, Nove, 2001).]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: center;"><span style="font-family: Verdana;">di Miguel Martinez</span></p>
<div style="text-align: justify;">
<p><span style="font-family: Verdana;"><span><strong>I delitti di Firenze</strong></span></span></p>
<p><span style="font-family: Verdana;"><span>Recentemente, il libraio <strong>Vittorio Fincati</strong>, spirito inquieto ma colto del piccolo mondo del politeismo italiano e curatore del sito <strong>Picatrix</strong>, aveva avanzato una tesi azzardata ma interessante nel suo libro <em>I &#8216;Mostri di Firenze&#8217; e l&#8217;alchimia</em> (Carpe Librum, Nove, 2001).</span></span></p>
<p><span style="font-family: Verdana;"><span><a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://www.enricobaccarini.com/wp-content/uploads/2010/08/fincati.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-1635" title="fincati" src="http://www.enricobaccarini.com/wp-content/uploads/2010/08/fincati.jpg" alt="" width="200" height="291" /></a><br />
</span></span></p>
<p><span style="font-family: Verdana;"><span>Secondo Fincati, l&#8217;ambito in cui determinati delitti sarebbero stati preparati avrebbe poco o nulla a che vedere con il mondo del &#8220;satanismo&#8221;. Si tratterebbe piuttosto di un ambiente &#8220;magico&#8221; tipicamente italiano, le cui origini risalgono addirittura al 1898, quando il fotoincisore e giornalista Ciro Formisano di Napoli (1861-1930), meglio noto come <strong>Giuliano Kremmerz</strong>, costituì la Fratellanza Terapeutica di Miriam. Il circolo applicava un complesso sistema di riti, ostensibilmente mirati soprattutto ad aiutare gli ammalati.</span></span></p>
<p><span style="font-family: Verdana;"><span>Il gruppo si è molto diffuso, soprattutto all&#8217;intemo degli ambienti massonici più interessati all&#8217;esoterismo, scindendosi in innumerevoli frazioni e fazioni, spesso in aspro conflitto tra di loro. Un certo numero di persone, in genere benestanti, appartengono contemporaneamente a gruppi kremmerziani e ad altri movimenti, come i martinisti; in anni recenti, un intero gruppo di kremmerziani italiani è entrato nell&#8217;ambito del <strong>prestigiatore indiano Sai Baba</strong>.</span></span></p>
<p><span style="font-family: Verdana;"><span>Un ambiente di per sé certamente non pericoloso, ma che a volte, a causa della sua ansia per ottenere risultati concreti dalla magia, può intrecciarsi con realtà  molto più discutibili.<span id="more-1634"></span><br />
</span></span></p>
<p><span style="font-family: Verdana;"><span><a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://www.enricobaccarini.com/wp-content/uploads/2010/08/kremmerz.jpg"><img class="aligncenter size-medium wp-image-1641" title="kremmerz" src="http://www.enricobaccarini.com/wp-content/uploads/2010/08/kremmerz-269x300.jpg" alt="" width="269" height="300" /></a><br />
</span></span></p>
<p><span style="font-family: Verdana;"><span> </span></span></p>
<p style="text-align: center;"><em>Ciro Formisano, alias &#8220;Giuliano Kremmerz&#8221;</em></p>
<p><span style="font-family: Verdana;"><span>Vittorio Fincati ha pubblicato e commentato una serie di testi interni, diffusi tra alcuni gruppi kremmerziani e attribuiti allo stesso fondatore del movimento, che descrivono la &#8220;<strong>magia avatarica</strong>&#8220;. Secondo questi testi, l&#8217;anima è mortale, ma è possibile conquistarsi l&#8217;immortalità acquisendo energia vitale da altri, tramite una forma di &#8220;chimica occulta&#8221;. L&#8217;energia vitale diventa disponibile soprattutto durante l&#8217;atto sessuale: i testi quindi istigano, in maniera abbastanza esplicita, all&#8217;omicidio di coppie colte durante il coito.</span></span></p>
<p><span style="font-family: Verdana;"><span>A sostegno della sua ipotesi, Fincati segnala l&#8217;arresto, avvenuto proprio a Firenze nel 1991, di un seguace di queste dottrine, autore di scritti a dir poco preoccupanti, che aveva cercato di uccidere una prostituta colpendola ripetutamente alla testa con una statuetta di marmo raffigurante un drago a sette teste.</span></span></p>
<p><span style="font-family: Verdana;"><span>Vera o falsa che sia questa ipotesi, tutto ciò ha ovviamente poco a che vedere con l&#8217;immaginario cristiano su Satana, pensato come un dio al rovescio, &#8220;adorato&#8221; tramite sacrifci di sangue speculari sia a quelli biblici che alla messa. Ma a un certo punto sono subentrati, come protagonisti dell&#8217;inchiesta, due personaggi a dir poco pittoreschi: <strong><a href="http://cosco-giuseppe.tripod.com/">Giuseppe Cosco</a></strong> e <strong><a href="http://www.giustainformazione.it/">Gabriella Pasquali Carlizzi</a></strong>.</span></span></p>
<p><span style="font-family: Verdana;"><span>Giuseppe Cosco [<em>morto dopo l'uscita di questo articolo, NdR</em>], <strong>detective privato, ufologo e ipnotista </strong>che sostiene di essere &#8220;consulente&#8221; dei carabinieri di Soverato in Calabria, è un collaboratore prezioso della rivista <em>Il Segno del Soprannaturale</em>, un caposaldo (come vedremo) della letteratura visionaria diffusa in certi ambienti carismatici estremi. Sul suo sito Internet, Cosco sostiene il complotto globale, fondendo in un unico, meraviglioso calderone la <strong>Madonna di Fatima</strong>, la congiura giudaico-massonica che avrebbe promosso <strong>la rivoluzione russa</strong>, l&#8217;<strong>astrologia</strong>, &#8220;le terribili profezie su Roma&#8221;, la tesi secondo cui <strong>il cancro altro non sarebbe che un fungo</strong>, &#8220;160 tonnellate di luce&#8221; che ogni giorno ci bombarderebbero dal Sole inducendo infarti e suicidi, la storia segreta dell&#8217;AIDS (&#8220;AIDS, come si inventa un virus&#8221;), la <strong>pedofilia</strong> attribuita ad &#8220;apprendisti stregoni travestiti da scienziati&#8221; a loro volta associati agli Illuminati di Baviera, &#8220;1.135.000 satanisti operanti negli Stati Uniti&#8221; tutti dediti ai sacrifici umani e l&#8217;ultimo segreto di <a href="http://www.kelebekler.com/occ/padrepio.htm">Padre Pio</a>. Il sito contiene anche un Riconoscimento dal dirigente della sezione di polizia giudiziaria presso il Tribunale di Catanzaro, per la sua &#8220;profonda conoscenza in campo grafologico, psicologico, <strong>esoterico</strong> e criminologico&#8230;&#8221;.</span></span></p>
<p><span style="font-family: Verdana;"><span>Chi paga le tasse è costretto a chiedersi in base a quali criteri vengano concessi simili riconoscimenti a individui che sul proprio sito sostengono che &#8220;l&#8217;analisi grafologica, con lo studio della mano e del <strong>tema oroscopico individuale</strong>, offre una pluralità  di informazioni che consentono di percepire l&#8217;essenza unica dell&#8217;individuo&#8221;.</span></span></p>
<p><span style="font-family: Verdana;"><span>Se per i giornalisti della <em>Repubblica</em> (&#8220;Aristocratico tramò il rito del mostro&#8221;, 22.8.01, in Cronaca di Firenze) Cosco viene promosso a &#8220;studioso&#8221;, la Carlizzi diventa &#8220;giornalista&#8221;.</span></span></p>
<p><span style="font-family: Verdana;"><span>Condannata nel 1995 a quattro mesi di reclusione per diffamazione in seguito ad alcune fantasiose affermazioni fatte nell&#8217;ambito del caso Moro, la Carlizzi si Ã¨ poi distinta per accuse lanciate contro vari personaggi noti (tra cui <strong>Alberto Bevilacqua</strong>, anche lui accusato di essere il &#8220;mostro di Firenze&#8221;). Attualmente, oltre al &#8220;<strong>Partito Cristiano della Democrazia</strong>&#8220;, la Carlizzi dirige un&#8217;organizzazione dall&#8217;ingannevole nome di &#8220;<strong>Associazione fra i Volontari della caritÃ &#8221;</strong>, in realtÃ  un cenacolo di carismatici visionari, condannati dal vicariato della Diocesi di Roma.</span></span></p>
<p><span style="font-family: Verdana;"><span>Da dodici anni, la signora Carlizzi riceve regolarmente messaggi apocalittici dal defunto fondatore del cenacolo, <strong>Padre Gabriele</strong>, e occasionalmente anche dalla Madonna, da Gesù e da Mosé. I lettori saranno lieti di sapere che &#8211; almeno stando alla stampa &#8211; la signora Carlizzi gode di una <strong>scorta di polizia</strong> in seguito alle sue rivelazioni sul mostro di Firenze.</span></span></p>
</div>
<div style="text-align: justify;"><span style="font-family: Verdana;"><span><br />
</span></span></div>
<div style="text-align: justify;"><span style="font-family: Verdana;"><span></p>
<hr size="0" /><span style="font-family: Verdana;"><span style="color: #993333;">Su questo sito, ho citato la signora Carlizzi in un mio articolo sul <a href="http://www.kelebekler.com/occ/satana3.htm">satanismo e il caso del &#8220;mostro di Firenze&#8221;.</a> Mi ha risposto in maniera molto cortese, senza nemmeno chiedere una rettifica. Comunque pubblico per intero il suo messaggio. </span></p>
<hr size="0" /><span style="font-family: Verdana;">4 luglio 2004</span></p>
<p>Caro Miguel,</p>
<p>Certamente non mi permetto di entrare nel merito delle tue idee o valutazioni nei miei confronti, poiché ritengo, che nel reciproco rispetto etico, l&#8217;uomo sia un essere libero.</p>
<p>Nè intendo sfiorare il concetto di appartenenza religiosa, a meno che a te non faccia piacere discutere su tematiche che in quanto tali esistono indipendentemente dalle condivisioni private.</p>
<p>Mi limito a precisare, seguendo il tuo stesso ordine di elencazione, ciò che risente di una visione distorta, o prevenuta, dimmelo tu.</p>
<p>Nel 2001 ebbi occasione di parlare telefonicamente molte volte con <a href="http://www.kelebekler.com/occ/croci.htm">Vittorio Fincati</a>, e sono d&#8217;accordo con te circa l&#8217;interesse della tesi da lui sostenuta in ordine ai delitti del cosiddetto &#8220;Mostro di Firenze&#8221;. In alcune parti coincideva con il mio pensiero ma anche con documentazione presente agli atti dell&#8217;indagine e a me nota nella mia veste di testimone.</p>
<p>Ho apprezzato il saggio di Fincato &#8220;Goezia &#8211; I mostri di Firenze&#8221;, anche se in molti aspetti specialistici non ero preparata per poter esprimere un giudizio. Come persona, parlandoci frequentemente, non potetti fare a meno di percepire molti risentimenti da parte sua verso altri, e in tale contesto ebbe a parlarmi di Massai, colui che arrestarono anni prima, trovando materiale riconducibile a pratiche di magia. All&#8217;epoca gli inquirenti che indagavano sul &#8220;Mostro&#8221;, non avrebbero mai pensato a un possibile movente esoterico, dunque il caso Massai rimase circoscritto ai fatti.</p>
<p>Personalmente non ho mai pensato ad eventuali collegamenti con l&#8217;inchiesta. Tu critichi coloro che considerano Satana una sorta di &#8220;Dio al rovescio&#8221;.</p>
<p>Effettivamente molti gruppi si comportano così, ma secondo me questa é la conseguenza di gravi errori, anche di linguaggio, che commette la gerarchi ecclesiastica. Parlare, per farti un esempio, della morte di Gesù, continuando a pronunciare la parola &#8220;sacrificio&#8221;, innesca in chi é in malafede, false interpretazioni con effetti di ribaltamento dottrinale.</p>
<p>Gesù, non si é offerto in sacrificio, anzi stava nascosto, sapendo di essere ricercato e Giuda divenne il traditore per aver svelato dove si nascondeva Gesù, e in quale persona dovevano riconoscerlo, di qui il famoso bacia.</p>
<p>La crocifissione era la conseguenza della applicazione della legge di quel tempo, in caso di condanna. Il resto rigurda il modo in cui Gesù subì, e in quel senso per i credenti nel cristianesimo, la sua morte assunse un valore salvifico per l&#8217;umanità. Ti ripeto, l&#8217;uso improprio del linguaggio religioso, può indurre conseguenze inimmaginbili, ma questo non dipende da noi, né da me, né da te.</p>
<p>Citi dunque Giuseppe Cosco e Gabriella Carlizzi, questa sciagurata con cui stai parlando&#8230;&#8230; vedi che i miracoli esistono?</p>
<p>Conosco Cosco attraverso internet, di lui lessi qualcosa nel &#8217;95, ma avvertivo una sorta di &#8220;esclusiva&#8221; sulle stesse argomentazioni che io portavo avanti, non come esperta, ma assumendomi le mie responsabilità innanzi alla Autorità Giudiziaria, e credo che questo sia un dato di fatto.</p>
<p>Sapevo che Cosco era consulente con la magistratura calabrese, e credo che frequentasse anche Francesco Bruno. Pare che la moglie sia convinta che sia stato ucciso.</p>
<p>E veniamo al mio curriculum.</p>
<p>La condanna cui ti riferisci, non é di quattro mesi ma di due,con tutte le attenuanti e la non menzione della pena.</p>
<p>Rifiutai di difendermi da Valerio Morucci, il diffamato, per essere coerente con ciò in cui credo veramente, dunque non la coerenza dei muli, ma quella radicata in convinzioni. Il tempo mi ha dato ragione, come vedi oggi si riparla delle stesse cose che all&#8217;epoca rappresentai a chi di dovere, facendo sequestrare il famoso memoriale Morucci, di cui nessuno sapeva, a meno di&#8230; qualcuno.</p>
<p>E veniamo ad Alberto Bevilacqua.</p>
<p>Al di là di quanto fa comodo avere in arhivio, per alcune agenzie di stampa tipo l&#8217;Ansa, i fatti sono diversi.</p>
<p>A denunciare Bevilacqua come mostro di Firenze fu tale Annamaria Ragni di Genova, la quale si presentò prima a me ed io non potevo fare altro che trasmettere il suo nome a chi di dovere. La stessa firmò il verbale relativo il 2 marzo 1995 innanzi a Vigna e a Canessa, e il 10 marzo 1995, dopo otto giorni, Bevilacqua veniva interrogato come persona offesa del reato di calunnia. Uno dei pochi fortunati che in Italia non passa nemmeno per il cosiddetto &#8220;atto dovuto&#8221;. Questi sono i verbali, peraltro pubblicati da me in diversi libri, e consultabili o presso la mia redazione, o il mio avvocato o presso le sedi giudiziarie avendone titolo.</p>
<p>Se poi ad una certa stampa di potere fu imposto di comportarsi falsificando i fatti, ci sono state querele, e chi ha sbagliato ha pagato.</p>
<p>Il caso lo ha creato invece Bevilacqua stesso, il quale ha approfittato della risonanza del suo nome e dell&#8217;accusa in se, guadagnando qualche miliardo con il suo libro sul mostro e con interviste e presenze nei salotti televisivi, costringendomi a contestare quanto purtroppo sta portando in luce, ciò che non spetta a me giudicare.</p>
<p>Presiedo da venti anni l&#8217;Opera di carità fondata da Padre Gabriele Maria Berardi, presso la quale non ho mai avuto il piacere di incontrarti e presentarti le realtà che cerchiamo di aiutare. Puoi venire quando vuoi, abbiamo bisogno di volontariato, e non chiediamo i documenti e nemmeno l&#8217;appartenenza religiosa.</p>
<p>Di condanne da parte del Vicariato di Roma, non mi risulta, al contrario mi risultano diffamazioni non firmate e da confessionali, ma Ruini&#8230; é una storia a parte, nè può condannare o scomunicare nessuno.</p>
<p>Io, come vedi sono sempre disponibile al dialogo, se poi qualcuno pensa di colpire alle spalle, si é già qualificato, basta viverle con la gioia nel cuore queste piccole cose, non ti pare?</p>
<p>E parli anche dei &#8220;messaggi&#8221; del Cielo.</p>
<p>Qui é difficile risponderti, perché se invece di considerarli ispirazioni dell&#8217;anima, questa é la dizione corretta, li considerassimo frutto di un pensiero,il mio vale il tuo e viceversa, e possiamo essere condivisi oppure no. Dov&#8217;é il problema? Tra l&#8217;altro, queste realtà, normalmente vengono usate al negativo, e tu ne hai dato prova, quindi ti assicuro che non ci si guadagna. Un fatto é certo, e se un giorno leggerai davvero quello che sicuramente non conosci, giudicherai tu stesso: questi &#8220;messaggi&#8221; spesso contengono anticipazioni di competenza dell&#8217;ordine pubblico. Io normalmente li deposito nelle competenti sedi, e ti assicuro che consentono di evitare e prevenire tante brutte cose. Non sempre, come ad esempio é accaduto per la strage di Capaci: Venti giorni prima verbalizzai il deposito del messaggio con Vincenzo Parisi, l&#8217;allora capo della Polizia, ma evidentemente non bastò. Il verbale con le nostre firme fu poi pubblicato, scoppiò un casino nelle Prefetture e da quel giorno, le mie ispirazioni, vengono considerate con più attenzione, tutto qui.</p>
<p>E siamo arrivati alla scorta. Non ho avuto nè ho scorta, ma dal 1985 rientro tra le persone a rischio, perché l&#8217;associazione che presiedo, si occupa di reinserimento nella società civile di detenuti e terroristi, sottoposti agli obblighi e di conseguenza si attivano controlli particolari. Da un anno invece sono praticamente immobilizzata a causa di un tentativo di uccidermi attuato dopo molte minacce. In Procura c&#8217;é una indagine e un fascicolo per tentato omicidio, ma non ho scorte, anzi se proprio devo essere sincera, penso che con la scusa di proteggermi, magari mi spiano&#8230;. io non sono una persona comoda, sono una persona libera, e te l&#8217;ho dimostrato contattandoti e senza adeguarmi al pensiero altrui. Tu hai mai visitato il mio sito? Se ti va mi farà piacere: <a href="http://www.giustainformazione.it/">www.giustainformazione.it</a> A presto, e grazie di avermi consentito di spiegarti qualcosa&#8230;.. almeno ci ho provato.</p>
<p>Ciao</p>
<p>Gabriella</p>
<p>Fonte &#8211; <a href="http://www.kelebekler.com/occ/satana3.htm">Kelebekler </a>sito di Miguel Martinez</p>
<p style="text-align: justify;">
<p></span></span></span></div>
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		<title>Studio shock sul DNA di Hitler: aveva origini ebraiche</title>
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		<pubDate>Mon, 30 Aug 2010 17:16:03 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Enrico Baccarini</dc:creator>
				<category><![CDATA[Storia Antica & Moderna]]></category>
		<category><![CDATA[Adolf Hitler]]></category>
		<category><![CDATA[DNA]]></category>

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		<description><![CDATA[Che Hitler avesse sangue ebreo nelle vene era voce da tempo circolante, con svariate e talvolta fantasiose ipotesi. Ma ora sembra che sia la scienza a dimostrare, senza possibilità di confutazione, l’origine ebraica e forse anche nordafricana del Führer. Lo dimostrerebbe l’analisi del Dna. Che Hitler avesse sangue ebreo nelle vene era voce da tempo circolante, con svariate e talvolta fantasiose ipotesi. Ma ora sembra che sia la scienza a dimostrare, senza possibilità di confutazione, l’origine ebraica e forse anche nordafricana del Führer. Lo dimostrerebbe l’analisi del Dna.A indagare sono stati due belgi, il giornalista Jean-Paul Mulders e lo storico Marc Vermeeren che, con somma pazienza hanno rintracciato ben 39 discendenti di Hitler (cosa non facile dato che tutti costoro cercano in ogni modo di nascondere l’imbarazzante parentela) dai quali hanno ottenuto altrettanti campioni di saliva. ]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://www.enricobaccarini.com/wp-content/uploads/2010/08/adolf-hitler.jpg"><img class="aligncenter size-medium wp-image-1621" title="adolf-hitler" src="http://www.enricobaccarini.com/wp-content/uploads/2010/08/adolf-hitler-214x300.jpg" alt="" width="214" height="300" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">Ebreo e pure nordafricano. Algerino, magrebino, come uno dei tanti poveracci che oggi la povertà spinge verso l’Europa. Popoli «inferiori» che non devono contaminare la purezza della «superiore razza ariana». Se qualcuno avesse voluto immaginare un «contrappasso» per Adolf Hitler nello sconosciuto girone infernale in cui si trova, non ne avrebbe potuto trovare uno più crudele. Per lui, ovviamente.</p>
<p style="text-align: justify;">Che Hitler avesse sangue ebreo nelle vene era voce da tempo circolante, con svariate e talvolta fantasiose ipotesi. Ma ora sembra che sia la scienza a dimostrare, senza possibilità di confutazione, l’origine ebraica e forse anche nordafricana del Führer. Lo dimostrerebbe l’analisi del Dna. Che Hitler avesse sangue ebreo nelle vene era voce da tempo circolante, con svariate e talvolta fantasiose ipotesi. Ma ora sembra che sia la scienza a dimostrare, senza possibilità di confutazione, l’origine ebraica e forse anche nordafricana del Führer. Lo dimostrerebbe l’analisi del Dna.A indagare sono stati due belgi, il giornalista Jean-Paul Mulders e lo storico Marc Vermeeren che, con somma pazienza hanno rintracciato ben 39 discendenti di Hitler (cosa non facile dato che tutti costoro cercano in ogni modo di nascondere l’imbarazzante parentela) dai quali hanno ottenuto altrettanti campioni di saliva. Rigorose analisi di laboratorio – scrive l’inglese Daily Telegraph che riprende la notizia dalla rivista belga Knack – avrebbero rintracciato il cromosoma Aplogruppo Eib 1b1, rarissimo fra gli occidentali e comune invece fra gli ebrei ashkenaziti e sefarditi, nonché fra i berberi del Marocco, dell’Algeria e della Tunisia.</p>
<p style="text-align: justify;"><span id="more-1620"></span>I risultati hanno ottenuto l’avallo della prestigiosa Università Cattolica di Lovanio.Vedi un po’ le sorprese che ti riservano le indagini cromosomiche, a conferma, come ben sanno i genetisti, che di razze «pure» non ne esistono al mondo ma siamo tutti frutto di milioni di incroci. Lo sostiene anche il genetista italiano Guido Barbujani, autore nel 2003 di un sarcastico romanzo intitolato per l’appunto “Questione di razza” (Mondadori). E tanto più difficile è separare le origini dei cittadini in quel crogiuolo di etnie fra occidente germanico ed Europa orientale che era l’impero austroungarico dove Adolf nacque il 20 aprile 1889 a Braunau am Inn, cittadina nei pressi del confine bavarese. Klara era la terza moglie di Alois, dal quale ebbe sei figli. Sopravvissero solo Adolf e la sorella Paula.Fra i tanti misteri che hanno circondato la figura di Hitler in vita e in morte c’è anche quello della sua famiglia. Si è accertato che Alois, padre detestato da Adolf, era figlio illegittimo: da ragazzo portava il nome della madre, Anna Maria Schicklgruber, modesta cameriera in una locanda di Graz. Più tardi adottò il nome del padre naturale (che però pare non lo abbia mai voluto riconoscere), Johann Georg Hiedler o forse Hüttler, che successive trascrizioni trasformarono in Hitler. Altre fonti sostengono che Anna Maria rimase incinta di un giovane ebreo di nome Frankenberger, ma pare si tratti di notizia infondata.Dove sta il mistero? Sta nel cognome Schicklgruber, comune fra gli ebrei ai quali l’imperatrice Maria Teresa concesse la cittadinanza austriaca dopo la loro conversione al cattolicesimo. Dunque la nonna paterna di Hitler molto probabilmente era un’ebrea convertita. Hitler aveva almeno un buon quarto di sangue ebreo nelle vene.Secondo mistero: la causa dell’odio folle che il Führer portò agli ebrei fin dagli esordi in politica. Anche qui le ipotesi sono le più svariate. C’è chi, come il «cacciatore di nazisti» Simon Wiesenthal, ha sostenuto che una prostituta ebrea contagiò il giovane Adolf con la sifilide al tempo del suo soggiorno viennese. Altri dicono che portasse tenace rancore ad un medico ebreo, Eduard Bloch, che sottopose a cure sbagliate la madre Klara. Ma storici più accurati avrebbero invece appurato che la povera Klara, affetta da un carcinoma al seno diagnosticato troppo tardi che la uccise a soli 47 anni, fu invece curata con grande dedizione e capacità professionale dal dottor Bloch al quale Hitler – profondamente legato alla madre – professò sempre eterna riconoscenza. Che cosa ne fu poi del medico ebreo al tempo della persecuzione antisemita, questo non si sa. Forse, per sua fortuna, morì prima.Un’altra spiegazione potrebbe essere l’inesausto rancore che Hitler portò sempre al padre, uomo rozzo e incapace di affetto, che non credeva in lui né tantomeno nelle sue capacità artistiche (non gli si può nemmeno dar torto), e dal quale si sentì sempre incompreso e disprezzato. Il suo odio avrebbe incluso anche l’incolpevole nonna, che portava la vergogna di essere una ragazza madre, cosa che, in tempi di rigidi costumi, la collocava in fondo alla scala sociale, sia come ebrea che come cattolica.Altrettanto fantasiosa è la spiegazione che Hitler fornisce in Mein Kampf in cui sostiene di essere stato scioccato dall’incontro a Vienna con un «Ostjude», un ebreo dell’Europa orientale dall’aspetto stregonesco. Più probabile è invece la precoce influenza subita a Monaco negli anni Venti delle idee antisemite del giornalista-editore Dietrich Eckart con il quale strinse una duratura amicizia. Dopo tutto, l’antisemitismo non lo inventò Hitler. Lui vi aggiunse solo le contorte pulsioni che si aggiravano negli oscuri meandri della sua psiche.</p>
<p>Fonte &#8211; <a href="http://www.ilgiornale.it/cultura/studio_shock_hitler__aveva_origini_ebraiche__e_prova_e_suo_dna/26-08-2010/articolo-id=469247-page=0-comments=1">Il Giornale</a>, articolo di Domizia Carafoli,  26 Agosto 2010</p>
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		<title>Analisi criminologica dei delitti di Firenze</title>
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		<pubDate>Sun, 29 Aug 2010 21:18:35 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Enrico Baccarini</dc:creator>
				<category><![CDATA[Criminologia e N.M.R.]]></category>
		<category><![CDATA[Mostro di Firenze]]></category>
		<category><![CDATA[Edizioni Segno]]></category>
		<category><![CDATA[Giuseppe Cosco]]></category>
		<category><![CDATA[Pacciani]]></category>
		<category><![CDATA[pista esoterica]]></category>

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		<description><![CDATA[La vicenda del c.d. "mostro di Firenze" ha rappresentato e rappresenta tuttora il "caso" più intricato ed oscuro della storia giudiziaria italiana.
In circa 34 anni di indagini, si sono succedute ipotesi investigative di ogni genere le quali, in gran parte, sono servite solo a riempire di fascicoli e scartoffie gli uffici giudiziari fiorentini.
Investigatori ed indagatori di ogni estrazione e metodologia si sono affiancati, alternati, sovrapposti e contrapposti, giungendo con risultati spesso contrastanti, a difendere posizioni fortemente polemiche tra loro, con ovvie conseguenze sugli esiti delle indagini.
A ciò si è aggiunto uno stillicidio di rivelazioni, secondo alcuni, sapientemente dosate nel tempo da un fantomatico ed occulto regista.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><strong><a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://www.enricobaccarini.com/wp-content/uploads/2010/08/il-mostro-di-firenze.jpg"><img class="aligncenter size-medium wp-image-1602" title="il-mostro-di-firenze" src="http://www.enricobaccarini.com/wp-content/uploads/2010/08/il-mostro-di-firenze-300x175.jpg" alt="" width="300" height="175" /></a></strong><br />
<address style="text-align: center;"></address>
</p>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;">
<div style="text-align: justify;">
<address style="text-align: center;">Il saggio di Giuseppe Cosco è stato pubblicato, con la prefazione del vicequestore</address>
<address style="text-align: center;"><span style="color: #000000;">Dott. Roberto Coppola </span>dirigente della sezione di polizia giudiziaria di Catanzaro,</address>
</div>
<div style="text-align: justify;">
<address style="text-align: center;">sulla rivista Teologica (Edizioni Segno di Udine), n.36, di gennaio-febbraio 2002</address>
<dt style="text-align: center;"><span style="color: #ffffff; font-size: medium;"><span style="color: #000000;"><br />
</span></span></dt>
</div>
<p style="text-align: justify;"><span style="text-decoration: underline;">PREFAZIONE</span></p>
<p style="text-align: justify;">La vicenda del c.d. &#8220;mostro di Firenze&#8221; ha rappresentato e rappresenta tuttora il &#8220;caso&#8221; più intricato ed oscuro della storia giudiziaria italiana.<br />
In circa 34 anni di indagini, si sono succedute ipotesi investigative di ogni genere le quali, in gran parte, sono servite solo a riempire di fascicoli e scartoffie gli uffici giudiziari fiorentini.<br />
Investigatori ed indagatori di ogni estrazione e metodologia si sono affiancati, alternati, sovrapposti e contrapposti, giungendo con risultati spesso contrastanti, a difendere posizioni fortemente polemiche tra loro, con ovvie conseguenze sugli esiti delle indagini.<br />
A ciò si è aggiunto uno stillicidio di rivelazioni, secondo alcuni, sapientemente dosate nel tempo da un fantomatico ed occulto regista.<br />
Le prime indagini fecero ipotizzare il killer come alto di statura e dalla mano precisa a tale punto da fare pensare ad un chirurgo.<br />
Poi si finì per indagare un uomo dai caratteri opposti ovvero il tarchiato e rude contadino Pietro Pacciani, pregiudicato per violenza sessuale, che fu al fine condannato come esecutore degli efferati omicidi e quindi &#8220;archiviato&#8221; come ideale interprete del personaggio &#8220;mostro di Firenze&#8221; per come l’immaginario collettivo lo aveva concepito.<br />
Poi Pacciani morì, per alcuni, in un alone di mistero, non prima di avere ricollegato alla vicenda i suoi &#8220;compagni di merenda&#8221;, singolare locuzione per qualificare un gruppo di squallidi guardoni, usi al bere e per giunta mezzo omosessuali.<span id="more-1590"></span> In seguito, &#8220;dulcis in fundo&#8221;, sorta e poi tramontata l’ipotesi delle sempre ricorrenti frange deviate dei &#8220;servizi segreti&#8221;, si è giunti ad ipotizzare l’occulta partecipazione di personaggi &#8220;noti&#8221;, adepti di una misteriosa setta satanica.<br />
In questo alternarsi di tesi sconfessate ed ipotesi spesso azzardate e prive di fondamento, non può non apprezzarsi l’intuizione di Giuseppe Cosco, tra i primi a proporre la pista esoterica in un’opera edita nel 1997.<br />
Studioso di esoterismo, saggista, analista della scrittura, autore di numerosi e interessanti articoli, egli, in questo saggio intitolato &#8220;ANALISI CRIMINOLOGICA DEI DELITTI DI FIRENZE&#8221;, analizza in maniera fredda e ponderata l’annosa e tragica vicenda, suggerendo nuove e originali chiavi di lettura.<br />
Particolare interesse suscita l’esame di circostanze ricorrenti, rilevate dall’autore con abile intuizione, che accomunano la vicenda fiorentina a quella –irrisolta- del più famoso Jack the Ripper (Lo squartatore) che ebbe il triste &#8220;merito&#8221; di essere, a suo modo, un protagonista dell’austera Inghilterra di fine ‘800.<br />
L’ipotesi di Cosco è avvalorata da una peculiare simbologia a carattere esoterico che egli ravvisa dall’esame analitico del &#8220;modus operandi&#8221; seguito dall’autore dei singoli delitti.<br />
Essa si fonde peraltro egregiamente con l’ipotesi, estremamente attuale, della c.d. pista &#8220;satanica&#8221; ovvero dell’attribuzione dei delitti ad un’organizzazione qualificabile come &#8220;setta satanica&#8221;.<br />
Come sempre, egli stupisce per la chiarezza e la competenza con cui affronta i più disparati argomenti, non lesinando, peraltro, copiose note bibliografiche sulle fonti consultate.<br />
Mente estremamente versatile e abile conferenziere, l’autore, colpisce con le sue riflessioni ponderate ed ipotesi spesso originali. Chi lo segue, non può non rimanere avvinto dalle sue argomentazioni, estremamente logiche nel loro svolgimento.<br />
Cosco tratta innumerevoli argomenti con deduzioni che, a volte, possono contrastare con il comune modo di pensare.<br />
Di grande interesse i suoi articoli sulle &#8220;nuove religioni&#8221; ed, in particolare, i suoi saggi sul fenomeno del satanismo, ripresi anche dalla stampa estera.<br />
Tra l’altro, in essi, egli ipotizza inquietanti correlazioni tra misteriose congreghe sataniche e suicidi poco chiari verificatisi in Calabria negli ultimi anni.<br />
Giuseppe Cosco svolge da anni opera peritale per l’Autorità Giudiziaria di Catanzaro e, quale consulente in materia di psicologia, analisi della scrittura e criminalistica, è di valido ausilio per diversi uffici di polizia giudiziaria del capoluogo, dei quali gode alta e peraltro meritata considerazione.</p>
<p style="text-align: justify;">Dr. Roberto Coppola<br />
V. Questore A. della Polizia di Stato</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>ANALISI CRIMINOLOGICA DEI DELITTI DI FIRENZE</strong></p>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;"><span style="text-decoration: underline;">LE VITTIME</span></p>
<p style="text-align: justify;">· Omicidi inquietanti. I delitti, sicuramente accertati del cosiddetto &#8220;mostro di Firenze&#8221;, se escludiamo gli amanti Lo Bianco e Barbara Locci (21 agosto 1968) che, come è stato appurato, non furono sue vittime (il clan sardo sarebbe responsabile dell’assassinio di questa coppia), sono 14: Stefania Pettini e Pasquale Gentilcore, fidanzati. Il giorno è sabato 14 settembre 1974, mezzanotte circa. Il periodo stagionale corrisponde alla fine dell’estate. I proiettili sparati contro la coppia sono del tipo winchester serie H calibro 22, ramato. Lui è stato colpito, alla spalla sinistra e al cuore; lei alla gamba e all’addome. La donna presenta 97 incisioni misteriose eseguite con arma da taglio intorno al seno e al pube. Un tralcio di vite le è stato infilato nella vagina. Lui presenta dieci ferite inferte con arma da taglio. Carmela De Nuccio e Giovanni Foggi. Il giorno è sabato 6 giugno 1981, ore 23,45, è inizio dell’estate. I proiettili sparati sono winchester serie H, calibro 22. Lui è stato attinto con tre colpi alla testa, cuore e polmoni; lei con cinque alla testa, collo, cuore e braccia. L’uomo presenta ferite con arma da taglio al cuore, polmoni e capo; lei al ventre; con tre colpi precisi le è stato escisso il pube. La borsa della donna è frugata. Accanto al cadavere della donna viene trovata una pietra a forma di piramide senza punta. Susanna Cambi e Stefano Baldi, coppia di fidanzati. Il giorno è giovedì 22 ottobre 1981, ore 23,30, metà autunno. I proiettili esplosi contro la coppia sono winchester serie H, calibro 22. Lui è stato colpito con cinque colpi al cuore, ai polmoni e alla spalla sinistra. Lei al torace e al seno. L’uomo presenta tre profonde ferite alla schiena. La donna presenta diversi tagli sui seni e due profonde ferite alla schiena. Le è stato escisso il pube. La borsetta è stata frugata. La madre della giovane riceve delle telefonate. Antonella Migliorini e Paolo Mainardi, fidanzati. Il giorno è sabato 19 giugno 1982, ore 23,45, inizio estate. L’arma da fuoco è la stessa. Lui è stato colpito con quattro proiettili alla testa, orecchio e alle spalle. A lei sono stati esplosi tre colpi alla testa. Non sono stati pugnalati. Uwe Rush e Horst Meyer, sono due amici. Il giorno è sabato 9 settembre 1983, ore 23, fine estate. Vengono uccisi con tre colpi di pistola ciascuno. Nessuna ferita da arma da taglio. Pia Rontini e Claudio Stefanacci, fidanzati. Il giorno è sabato 29 luglio 1984, ore 21,30, piena estate. I proiettili sono winchester cal. 22, serie H, di tipo piombo nudo e di tipo ramato. Lui è stato colpito al torace e all’orecchio destro. Lei alla schiena con tre colpi. Il giovane presenta dieci pugnalate alle spalle e diverse coltellate agli organi sessuali. La donna è pugnalata due volte al collo e le vengono asportati seno sinistro e pube. La giovane stringe nel pugno destro lo slip e la maglietta insanguinati. Nadine Mauriot e J. Michel Kraveichvili, conviventi. Il giorno è domenica 8 settembre 1985, l’ora non è stata appurata. Il periodo corrisponde alla fine dell’estate. Lui è stato colpito con tre colpi d’arma da fuoco. La donna viene colpita al capo e al seno. Il giovane è stato pugnalato tre volte al petto, due alla gola, due all’addome e due volte alle spalle. Alla poveretta vengono asportati pube e mammella sinistra. Il cadavere della donna viene sistemato mani sul seno e gambe tese; conviventi; tenda e macchina. Vengono trovati tre cerchi simbolici realizzati con pietre chiare a pochi metri dal luogo dove si erano accampate le vittime. Viene inviato, da San Piero a Sieve (Mugello), un lembo della mammella della sfortunata donna al magistrato Silvia Della Monica. Ben cinque coppie sono state uccise di sabato.</p>
<p style="text-align: justify;"><span style="text-decoration: underline;">SIMBOLOGIA DEL SABATO NELLA TRADIZIONE STREGONESCA</span></p>
<p style="text-align: justify;">· Il Sabba. C’è da spiegare che il termine &#8220;sabba&#8221;, dato alle riunioni notturne delle streghe è etimologicamente identico a sabato. Il sabato, nella tradizione stregonesca, sarebbe la festa della luna piena (shabat, cessare; la luna cessa di crescere); più tardi questa festa avrebbe comprese ognuna delle quattro fasi lunari, ricongiungendosi a quella del settimo giorno. E’ a questa antichissima tradizione che si riferisce il sabato o sabba della stregoneria. Durante questa notte, secondo le leggende, avvenivano scene spaventose, orge e profanazioni. E’ il simbolismo del settimo giorno della creazione del mondo, quando Dio si riposa e i demoni si agitano. Il sabato, poi, secondo la tradizione astrologica, è attribuito al pianeta Saturno, il pianeta più oscuro a cui è stato assegnato il nome di &#8220;Grande Malefico&#8221;. I segni zodiacali in cui ha domicilio sono il Capricorno e l’Acquario, opposti a quelli delle illuminazioni, quindi alla luce e alla gioia della vita. Nelle tradizioni ermetiche Saturno è un altro nome di Satana. Pacciani sarà trovato morto, pure, di sabato, intorno alla mezzanotte (21/22 febbraio 1998). L’ora è sempre vicina alla mezzanotte, momento propizio alle evocazioni.</p>
<p style="text-align: justify;"><span style="text-decoration: underline;">LA PIRAMIDE TRONCA</span></p>
<p style="text-align: justify;">· La piramide senza vertice. Accanto al corpo senza vita di Carmela De Nuccio, come ho già scritto, viene rinvenuta una pietra a forma di piramide, priva del vertice. La piramide tronca, nella simbologia esoterica, ha un significato simbolico molto negativo. Essa rappresenta una gerarchia priva della sua sommità sacra e, tutto ciò, collega questo simbolo al mondo infero. La piramide tronca racchiude in sé l’idea dell’iniziazione incompleta, cioè una sorta di &#8220;contro-iniziazione&#8221;. Questa incompiutezza del ciclo iniziatico è, secondo gli esoteristi, la più tipica caratteristica della &#8220;magia nera&#8221; e di quella &#8220;satanica&#8221;.</p>
<p style="text-align: justify;"><span style="text-decoration: underline;">TROPPE STRANE MORTI</span></p>
<p style="text-align: justify;">· &#8220;almeno 35 le vittime…&#8221;. Morti strane, sospette, come quella di Renato Malatesta, coniuge di Antonietta Sperduto, che era stata oggetto di violenze da parte di Pacciani e Vanni, e padre di Milva, bruciata nella sua Panda con il figlio Mirko di 3 anni nel 1993. Malatesta fu trovato impiccato il 24 dicembre 1980 nella stalla della sua casa. Francesco Vinci fu invece trovato morto con un pastore, Angelo Vargiu, in un&#8217;auto nel &#8217;93, pochi giorni dopo la morte di Milva e del suo bambino. Vinci avrebbe avuto una relazione con la Malatesta. Il figlio di Vinci conviveva con una prostituta, Anna Milvia Mattei, trovata anche lei uccisa, con il fuoco, il 25 maggio del &#8217;94. Cinque morti: Vinci, Vargiu, la Malatesta ed il bimbo, la Mattei e, forse, il sesto sarebbe Pacciani. Pietro Pacciani, verosimilmente, è stato assassinato. A marzo 2001 la procura di Firenze apre un fascicolo contro ignoti sul decesso dell&#8217;agricoltore morto nel &#8217;98, mentre era in attesa del secondo processo d&#8217;appello.<br />
· Una misteriosa scia di morti ammazzati. Gli autori dei delitti di Firenze sono ancora, pericolosamente, in circolazione? A Firenze sono state uccise, dal 1982 al 1994, sette prostitute, con vari modus operandi, fino ad oggi si è creduto che l’autore fosse stato un serial killer, ma, la teoria in questione, ha iniziato ad indebolirsi nel 1994, anno in cui è stata uccisa Milva Mattei. Per finire vi è pure il misterioso omicidio di una coppia uccisa con una calibro 22, nella provincia di Lucca. La pista potrebbe portare al &#8220;Mostro&#8221; sebbene la procura fiorentina abbia sempre negato qualsiasi tipo di collegamento con gli assassini di Firenze. Per concludere, anche Barbarina Steri, moglie di Salvatore Vinci, ex sospettato mostro di Firenze, è deceduta, nel 1962, in circostanze alquanto sospette. In un articolo a firma B. Gualazzini, su &#8220;Il Giornale&#8221; del 19 Marzo 2001, si legge, tra l’altro: &lt;&lt;…va detto che la scia di morti ammazzati lasciati dietro di sé dal mostro, secondo molti di coloro che si sono interessati, a vario titolo, di questo incubo, tuttora senza colpevoli convincenti, conterebbe tra i fidanzati uccisi, le loro amiche e altri che ne sapevano troppo, omosessuali, lenoni e prostitute almeno 35 vittime…&gt;&gt;.</p>
<p style="text-align: justify;"><span style="text-decoration: underline;">TIPOLOGIA DEGLI OMICIDI</span></p>
<p style="text-align: justify;">· I delitti sono tutti caratterizzati da una metodicità quasi ossessiva ed altrettanta precisione ed hanno un medesimo comune denominatore: la coppia;<br />
· Il momento in cui gli assassini agiscono è preciso, sembrano voler prevenire il compimento dell’atto sessuale. Le coppie sono appartate in luoghi particolari: macchina, camper o tenda;<br />
· Le modalità esecutive sono sempre uguali: prima viene colpito l&#8217;uomo, poi, è la volta della donna. Al cadavere dell’uomo, successivamente, vengono inferte coltellate nella zona pubica e, poi, si procede all’escissione del feticcio cimelio (pube) della donna. Almeno uno degli assassini dimostra grande abilità chirurgica nelle escissioni. I carnefici scelgono i posti, dimostrando di conoscere bene il territorio.<br />
· Elementi da approfondire ulteriormente e da collegare: vittime, luoghi, novilunio, frequenza del sabato, escissioni, simboli esoterici, religiosi. Gli omicidi sono iniziati il 1968 o il 1974? Hanno ucciso altre volte? Prima? Dopo? Durante la Serie? Perché, tra un delitto e il successivo, c’é uno spazio di tempo così lungo? Perché furono scelti quei giorni e non altri? Le coppie non erano sposate (casualità o altro?).</p>
<p style="text-align: justify;"><span style="text-decoration: underline;">INDIZI ESOTERICI</span></p>
<p style="text-align: justify;">· Donna= vittima sacrificale;<br />
· Escissione del pube e/o della mammella= feticci rituali;<br />
· Uccidono per motivazione rituale.<br />
· Il movente metafisico. Il movente esoterico o &#8220;religioso&#8221; è evidente da particolari caratteristiche degli omicidi stessi: orario, sempre vicino alla mezzanotte (ora delle evocazioni); la fase lunare è quella della luna nuova (periodo importante per le cerimonie magiche); prossimità di feste religiose; scelta del sabato, in ben 5 omicidi (giorno importante nella tradizione stregonesca), ecc.<br />
· &#8220;Certo il movente esoterico&#8221;.<br />
Così ha detto il capo della squadra mobile Michele Giuttari. Ritrovate alcune foto che ritraggono tre cerchi simbolici realizzati con pietre chiare a pochi metri dallo slargo dove si erano accampate le ultime due vittime del mostro.<br />
· Il tassello definitivo. Ritrovate alcune foto che ritraggono tre cerchi simbolici, di una novantina di centimetri di diametro, realizzati con pietre chiare a pochi metri dallo spiazzo dove le ultime due vittime del &#8220;mostro&#8221;, i turisti francesi Nadine Mauriot e Jen Michel Kraveichvili, si erano accampati con la tenda. I tre cerchi sono stati così interpretati:<br />
-tre momenti diversi di un &#8220;rituale&#8221; che vedeva al centro la coppia francese;<br />
-individuazione delle vittime (cerchio aperto), l’ordine della loro esecuzione (cerchio di pietre e pelli di animali bruciati) e, infine, l’avvenuta uccisione (cerchio con bacche e una croce di legno).<br />
· La storia delle foto. Esse furono scattate con una Polaroid da un guardiacaccia che aveva notato i due giovani sul pendio di Monte Morello, nel comune di Sesto Fiorentino, nei pressi di una delle ville appartenute alla famiglia Corsini. Il guardiacaccia aveva detto loro di spostare la tenda e andare da un’altra parte perchè in quella zona era vietato il campeggio. Era il 4 settembre 1985. Dopo sei giorni, il 10 settembre, vedendo sui giornali le foto delle ultime due vittime li aveva immediatamente riconosciuti come la coppia trovata sul costone di Monte Morello. L’uomo, era immediatamente ritornato sul posto, dove aveva scoperto e fotografato i tre cerchi e consegnato le foto al commissariato di Sesto Fiorentino raccontando i fatti. In uno dei cerchi aveva trovato anche una cartuccia di un proiettile calibro 22 con la stampigliatura della serie (serie H), la stessa di quella dei proiettili utilizzati dal &lt;&lt;mostro&gt;&gt;. Le foto e la deposizione dell’uomo, stranamente, non furono giudicate interessanti, probabilmente perché allora non era stata presa in considerazione la pista esoterica.</p>
<p style="text-align: justify;"><span style="text-decoration: underline;">MAGIA E SESSO NEI DELITTI DI FIRENZE</span></p>
<p style="text-align: justify;">· &#8220;Nel momento dell’uccisione&#8221;. La magia sessuale costituisce la conclusione finale e la dottrina più segreta della filosofia occulta. Gli adepti, che la praticano, osservano con molta attenzione le varie fasi della luna. A proposito dell’importanza del ciclo lunare, richiamo l’attenzione sul fatto che i delitti del &#8220;mostro&#8221; sono avvenuti tutti in periodo di novilunio. Si praticano ancora oggi, nella nostra civile società, riti tremendi, che prescrivono il sacrificio umano, esiste una tradizione al riguardo. Il significato che l’azione sacrificale ha nella magia è così giustificato: &#8220;Nel momento dell’uccisione, una parte della potenza si innalza, un’altra si incarna, e il corpo della sua momentanea incarnazione è il sangue sparso della vittima, che si magnetizza e si satura di una virtù magica soprannaturale. Di questo sangue, certe forme cerimoniali, non da decisi limiti separati dalla magia inferiore, fanno un uso particolare…&#8221; (Gruppo di Ur, Introduzione alla magia quale scienza dell’io, vol. III, Genova 1987).<br />
· I fluidi sessuali. Per quanto concerne la pratica della magia sessuale, l’esoterismo spiega la delicata questione con la necessità, in alcune cerimonie, di liberare e utilizzare particolari energie sessuali. Kenneth Grant nell’opera citata, al proposito scrive, in parte riassumendo anche quanto affermato dallo psicologo Havelock Ellis nel libro: &#8220;Studies in the Psychology of Sex&#8221;), che: &lt;&lt;solo quattordici delle diciassette secrezioni organiche note ai tantrici sono riconosciute dalla scienza occidentale. (…). Le secrezioni sono, a loro volta, in relazione con i giorni e le notti delle quindicine oscure e luminose che costituiscono un ciclo lunare, culminante nella luna piena, chiamata talvolta il sedicesimo dito della luna. La scienza riguardante queste zone è estremamente complessa ed è comunicata durante l’iniziazione sotto il velo del segreto&gt;&gt;. A proposito dell’importanza del ciclo lunare, richiamo ancora l’attenzione sul fatto che i delitti del &#8220;mostro&#8221; sono avvenuti tutti in periodo di novilunio.<br />
· Sesso e morte. Nei delitti di Firenze ci troviamo al cospetto di un percorso rituale cadenzato negli anni, che ha celebrato (e celebra, forse ancora, con altre simbologie) una magia oscura, di sesso e morte, per raggiungere una Grande Opera. Le operazioni di magia sessuale sono attuate per vari scopi, tra cui: ottenere vari obiettivi fondamentali per il mago, come la carica dei condensatori fluidici (statuette o talismani destinati agli incantesimi), rigenerazione dell’energia vitale e l’ottenimento dell’immortalità.<br />
· Un’intervista inquietante. Giorgio Medail durante la sua inchiesta &#8220;Italia Misteriosa&#8221; venne in contatto con uno strano personaggio, che disse di aver fatto lunghe ricerche sui delitti di Firenze e, tra l’altro, affermò: &lt;&lt;Esiste una tradizione&#8230; secondo cui il sacrificio migliore per evocare i demoni è quello degli esseri umani. E, infatti, ad esempio, nella dottrina di Aleister Crowley si afferma che la morte più favorevole è quella che avviene durante l’orgasmo ed è chiamata ‘mors giusti’. Perché è scritto: – &#8230;fatemi morire la morte del giusto e fate che la mia fine estrema sia come la sua –&gt;&gt;. Il giornalista commenta: &lt;&lt;Una simile affermazione non poteva che condurre agli innumerevoli e ancora misteriosi delitti del &#8220;mostro di Firenze&#8221; che, guarda caso, colpisce le sue vittime proprio mentre fanno l’amore. Secondo quest’interpretazione, infatti, il &#8220;mostro&#8221; altro non sarebbe che una frangia impazzita di un certo satanismo che prevede il sacrificio proprio in quel fatale momento&gt;&gt;. &lt;&lt;Ci sono &#8211; continua F.B. &#8211; nel caso del mostro, tutti gli ingredienti necessari: l’orgasmo unito al momento del trapasso, il colpo vibrato con la pistola, col fuoco. In quel momento, si liberano potenti energie, indispensabili per il mago che rafforza se stesso e il rituale che deve celebrare’&#8221;. Nel caso degli assassini del mostro di Firenze &#8220;chiedo &#8211; (scrive Medail, ndr) &#8211; vi sono state orribili deturpazioni delle vittime. Possono anch’esse essere ricondotte a rituali diabolici?&gt;&gt;. &lt;&lt;Sì (risponde il suo interlocutore, ndr). Nel caso dell’omicidio del ‘74 non ci fu l’asportazione del pube. Si pensa che si tratti di un prologo e il simbolo del tralcio di vite tra le gambe della ragazza uccisa ce lo conferma. E’ l’inizio di un cammino per raggiungere una Grande Opera. Nei casi successivi c’è questa asportazione che può voler dire esperimenti anche chimici sulle secrezioni delle donne che qui in Occidente sono poco conosciuti&gt;&gt;. Il giornalista domanda ancora a F.B.: &lt;&lt;E’ pericoloso dire queste cose? Lei vuol mantenere l’anonimato&#8230;&gt;&gt;. &lt;&lt;Sì (è la risposta pronta di F.B., ndr), si toccano mondi molto pericolosi&gt;&gt; (G. Medail, Italia Misteriosa, Milano 1987).</p>
<p style="text-align: justify;"><span style="text-decoration: underline;">L’ ORDINE DELLA <em>ROSEAE RUBEAE ET AUREAE CRUCIS</em> E L’ALCHIMIA</span></p>
<p style="text-align: justify;">· L’&#8221;Hermetic Order of the Golden Down&#8221;. Nel panorama dei movimenti magici, alcune organizzazioni, di origine inglese, con importanti filiazioni italiane, che hanno rilevante spicco e profonda conoscenza di certe ritualità, in relazione all’utilizzo tenebroso della magia sessuale, si collegano agli insegnamenti segreti del mago inglese Aleister Crowley (1875-1947). Egli fu iniziato all’Ordine della società esoterica &#8220;Hermetic Order of the Golden Down&#8221;, presieduta dal mago Samuel Liddel Mathers sposato con la sorella del filosofo Henri Bergson, Moira. Nel tempo furono fondate altre società, collegate, in qualche modo, alla &#8220;Golden Dawn&#8221; che, a sua volta, si divideva in tre Ordini. Il primo ordine, o della Golden Dawn in Outer, comprendeva i primi cinque gradi inferiori. Il secondo Ordine fu fondato nel 1891, quando un adepto, &#8220;frater Lux e Tenebris&#8221;, passò a Mathers i rituali necessari per stabilire un Ordine Interno, un Secondo Ordine: l’Ordine della Rosa Rossa e della Croce d’Oro (Roseae Rubeae et Aureae Crucis).<br />
· Alchimia e sesso. Sulla base delle rivelazioni fornite, fu stabilita anche una &#8220;Cripta degli Adepti&#8221;, che divenne l’organismo guida dei Templi della Golden Dawn. Il terzo ed ultimo Ordine era riservato ai Capi Segreti. Il nome &#8220;Rosa Rossa+Croce d’Oro&#8221; richiama immediatamente al simbolismo esoterico massone. La sètta dei Rosa+Croce, fondata nel XII secolo da Raimondo IV, conte di Tolosa, uno dei capi della prima crociata fu, in un certo senso, d’ispirazione, nel XVIII secolo, alla Massoneria. A proposito della &#8220;Golden Dawn&#8221; è interessante sapere che si verificarono eventi strani e inquietanti, dopo un anno dalla sua fondazione; si registrarono a Londra, infatti, parecchi crimini sessuali, da taluni addebitati a segreti rituali dell’Ordine, relativi ad un particolare tipo di alchimia sessuale.</p>
<p style="text-align: justify;"><span style="text-decoration: underline;">L’ALCHIMIA TENEBROSA</span></p>
<p style="text-align: justify;">Le prescrizioni di Giuliano Kremmerz. &lt;&lt;Se dagli scritti pubblici di Kremmerz si passa al Corpus Philosophorum totius magiae… si scopre rapidamente come la pratica kremmerziana dei ‘talismani’ magici, buoni per diversi scopi e occasioni, si colleghi a una più complessa magia cerimoniale che arriva fino alle ‘sostituzioni di anime fatte magicamente’ (‘magia avatarica’) nelle quali ‘in un corpo vivente e intelligente si stacca l’anima e si immette definitivamente o temporaneamente in un altro corpo da cui precedentemente si sia allontanata l’anima’… Il vertice della magia ‘osiridea’ consiste, tuttavia, nella ‘pratica del separando’, una operazione alchemica ‘interna’ o di trasmutazione… La chiave di questa alchimia… è una forma di magia sessuale che si troverebbe già nelle forme antiche degli Arcana Arcanorum (e sarebbe dunque ben precedente a Crowley). (&#8230;). I documenti oggi più spesso in uso prevedono tre gradi o &#8220;maestrati&#8221;, più un Grande Arcano o Secretum Secretorum. Il primo grado consiste per l&#8217;uomo in una pratica ciclica di assimilazione del seme…, ottenuto con un atto di magia autosessuale… Nella pratica femminile si sostituisce al seme la secrezione della donna ottenuta in fase mestruale mediante un atto autosessuale e consumata in dose &#8220;omeopatica&#8221; mediante un&#8217;ostia che dovrà essere inserita e imbibita nel corpo e quindi ingerita. (…). Chiuso… il maestrato di primo grado, l&#8217;attività prosegue nel secondo grado dove l&#8217;amalgama alchemico è ottenuto non più soltanto con l&#8217;elemento maschile o femminile da soli, ma mescolandoli insieme e unendo il fermento. (&#8230;). …esiste un terzo maestrato, una pratica di coppia, in cui l&#8217;amalgama filosofale (elemento maschile più elemento femminile più fermento) viene &#8220;cotto&#8221; attraverso i tre passaggi denominati &#8220;mercurio al nero&#8221;, &#8220;mercurio al bianco&#8221; e &#8220;mercurio al rosso&#8221; (tre atti diversi di magia eterosessuale di coppia: uno di sodomia, uno senza emissione del seme e uno in fase mestruale). Infine si otterrà un nuovo &#8220;amalgama filosofale&#8221; che, ingerito, dovrebbe creare l&#8217;&#8221;araba fenice&#8221; e corrispondere alla vera &#8220;pietra filosofale&#8221;. Qual è, si chiederà, lo scopo di tutto questo? (&#8230;) L&#8217;obiettivo finale è la creazione di un &#8220;corpo di luce&#8221;, che dovrebbe essere garanzia tangibile e sperimentabile di immortalità già in questa vita&gt;&gt;. (M. Introvigne: Il Cappello del Mago, 2 ed., 1990).<br />
· La degenerazione dell’Alchimia. Vittorio Fincati nel suo saggio (2° ediz. Aggiornata) &#8220;I mostri di Firenze e l’alchimia&#8221; (Carpe Librum, Nove (VI) 2001), scrive che: &lt;&lt;…interpretazioni devianti dell’alchimia – quella stessa che secondo Renè Guénon sarebbe degenerata a partire da Basilio Valentino e Paracelso – sono ben evidenti nelle opere manoscritte e a stampa di un gran numero di scritti di derivazione paracelsiana, in cui primeggiano quelli che parlano della confezione di elixir di lunga vita o nel famoso Testamentum Fraternitatis Rosae et Aureae Crucis, nel quale si afferma, senza possibilità di interpretazione allegorica, di impossessarsi di parti di cadaveri, umani e/o animali e di aggiungervi sangue umano e/o animale al fine di ottenere delle realizzazioni di ordine magico-stregonico…&gt;&gt;. Ottenere potere, forza, salute, e chissà cos’altro ancora.<br />
· Firenze nera. Una sinistra fama, Firenze se la porta dietro da secoli. Il famoso Gilles de Rais mandò un suo fidato uomo, in questa città, per trovare un maestro di magia, dotato di grandi poteri e trovò Francesco Prelati. J-k. Huysmans in &#8220;L’Abisso&#8221; (Milano, 1990), scrive: &lt;&lt;Ormai Gilles dispera di ottenere dal Diavolo la ricetta del Sovrano Magistero, quando Eustachio Blanchet gli preannunzia il suo ritorno dall’Italia con il maestro della magia fiorentina Francesco Prelati, l’irresistibile evocatore di demoni e di spettri (…). Si sa che era nato nella diocesi di Lucca… qualche tempo dopo la sua consacrazione, era diventato allievo di Giovanni da Fontanelle, taumaturgo in Firenze, e aveva firmato un patto con un demonio a nome Barron. Da quel momento l’abate insinuante e discreto, dotto e affascinante, si era abbandonato alle pratiche sacrileghe più abominevoli e al rituale omicida della magia nera&gt;&gt;. Prelati praticava la magia diabolica e i sacrifici umani e per suo ordine &lt;&lt;… furono offerti a Satana la mano destra, il cuore e gli occhi di un bambino. (…). Nell’estate 1438, Francesco Prelati annunciò che bisognava raddoppiare le messe sataniche, raddoppiare i sacrifici sanguinosi. Fu un’ecatombe di adolescenti&gt;&gt;. Fincati, nel suo lavoro citato, osserva ancora: &lt;&lt;Si è scritto, in un recente passato, dell’esistenza a Firenze di un ordine occulto che trarrebbe nome da una divinità infernale etrusca e che sarebbe connesso con una importante famiglia fiorentina e con oscure pratiche di magia nera&#8230; Per altri versi, con riferimento a pratiche di magia sessuale di tradizione kremmerziana, anche il famoso esperto di sètte Massimo Introvigne ha parlato, in un suo libro, dell’esistenza di un ‘gruppo fiorentino’&gt;&gt;. (…). Firenze celerebbe un Ordine, che nel più assoluto segreto, pratica un culto diabolico e inquietante, infatti, come ha scritto una studiosa, in un libro: &#8220;Pour la rose rouge et la croix d&#8217;or&#8221;, in lingua francese, edito in pochissime copie in tutto il mondo, di cui una è conservata a Genova, è scritto: &lt;&lt;il conte&#8230; della nobiltà fiorentina trasmise un insegnamento riservato alle coppie di fidanzati; ma è molto pericoloso perché la coppia &#8211; quella &#8220;da offrire&#8221; agli inferi &#8211; deve essere &#8220;reale&#8221; cioè in carne e ossa&gt;&gt;.</p>
<p style="text-align: justify;"><span style="text-decoration: underline;">MORTE E POTERI OCCULTI</span></p>
<p style="text-align: justify;">· Sinistre credenze. Il medico e mago, Franz Hartmann, scriveva che i corpi di quelli, morti violentemente, uccisi, &lt;&lt;&#8230;hanno grandi poteri occulti. Essi non contengono vita, bensì il balsamo della vita, ed è anche una fortuna che questo fatto non sia pubblicamente conosciuto, perché se persone mal disposte conoscessero queste cose e l’uso che se ne può fare, potrebbero servirsene per stregonerie e scopi malvagi, e infliggere agli altri molte sofferenze&#8230;&gt;&gt; (Franz Hartmann, Il mondo magico di Paracelso, Roma 1982). Theophrastus Paracelsus (1493-1541), il mago del Cinquecento, era anch’esso convinto che ad una persona morta d’improvviso e violentemente, può essere captato, da un esperto occultista, il suo corpo astrale e questi se ne può servire per gli scopi più diversi ed orribili. La dottrina esoterica orientale insegna la medesima cosa.<br />
· Le istruzioni di Crowley. Nel liber legis annotò, disse lo stesso Crowley, sotto dettatura del demonio Set, delle rivelazioni, una sorta di vangelo insomma. Michele Del Re, avvocato e professore universitario di diritto penale, che ha girato il mondo per studiare i culti emergenti, in qualità di direttore di ricerca del C.N.R., osserva nel suo libro &#8220;Riti e crimini del satanismo&#8221; (Pubblicazioni della Facoltà di Giurisprudenza dell’Università di Camerino, 1994): &lt;&lt;le affermazioni letterarie e velleitarie del liber diventano poi istruzioni pratiche, che saranno seguite da alcuni satanisti contemporanei in modo criminosamente sanguinario: ‘Il sangue migliore è quello mensile della Luna; poi il sangue fresco, di un bambino, sgocciolante dalla schiera celeste; poi quello dei nemici; poi quello del sacerdote o dei fedeli; infine quello di qualche animale. Brucialo: fanne pani e mangialo in mio onore. Esso ha anche un altro uso: ponilo davanti a me, e cospargilo dei profumi delle tue preghiere’. Inequivocabilmente ci si riferisce al sacrificio umano: Il rito supremo dovrebbe creare un’atmosfera particolare attraverso la morte della vittima. Con questo rito si potrebbe raggiungere il vertice dell’Arte Magica. La cosa migliore sarebbe sacrificare una fanciulla… Questo rito non dovrebbe essere usato in occasioni ordinarie, ma raramente, e soltanto per scopi importantissimi; e non dovrebbe venire mai rivelato ai profani&gt;&gt;.<br />
· Crimini satanici nel mondo e in italia. Il professore Michele C. Del Re, esprimendosi su una valutazione della concentrazione dei crimini satanisti e degli adoratori di Satana, in Italia, ci informa, nell’opera citata, che: &lt;&lt;…se i crimini portati a conoscenza del pubblico, di natura satanista sono all’incirca 1.500 ogni anno (mi riferisco al mondo occidentale, esclusa l’America latina), si può ritenere che il numero oscuro, quello che resta ignoto, è di dieci volte 1.500. Di questi quindicimila crimini satanici dovrebbero essere autori congreghe e isolati, nel complesso circa 150.000 persone. Questo numero indicativo – cui portano anche altri indizi – si riferisce, ripeto, soltanto al mondo occidentale. (…). Per le campagne della Toscana meridionale, si parla di quattromila sacerdoti satanici, con quarantamila seguaci; nelle Marche esistono (scrive Fattinostri, giugno 1993) almeno cinque congreghe sataniste, di cui 2 nel fermano, 2 nel pesarese, 1 ad Ancona&gt;&gt;.</p>
<p style="text-align: justify;"><span style="text-decoration: underline;">UNA SETTA DI INTOCCABILI DIETRO OMICIDI FIORENTINI</span></p>
<p style="text-align: justify;">· La sètta dell’orrore. Dietro i &#8220;mostri di Firenze&#8221; vi è una &#8220;cupola&#8221; segretissima di intoccabili. La torinese Maria Consolata Corti, regista alla RAI per dieci anni, al giornalista Maurizio Caravella ha raccontato: &lt;&lt;Il mostro di Firenze è un personaggio molto noto e potente, con una doppia identità, e fa parte di una terribile sètta satanica. Mi ha confessato che i membri della sètta uccidono l’uomo e la donna nell’atto di accoppiarsi, per uccidere l’amore e colpire Dio. Mi ha detto anche: &#8211; io strappo il pube o il seno con un coltello milleusi, e lo faccio non solo per odio, ma perché, secondo la sètta, durante l’atto sessuale il corpo libera energie di cui ci si può servire anche per curarsi o per aumentare la forza fisica – &gt;&gt; (&#8220;Visto&#8221;, n.46, novembre 1990). Dietro i delitti di Firenze vi è una segretissima lobby satanica composta da persone eccellenti, innominabili. Segnalazioni, informazioni, denunce anonime, avrebbero asserito proprio questo, ma, non hanno mai avuto seguito, data l’enorme rilevanza dei personaggi che sarebbero implicati.<br />
· Mostri potenti e protetti. Nel nostro mondo moderno alchimie infere, prescrivono ancora l’omicidio e finanche la pedofilia, quella rituale, che considera un crimine pedofilo come &#8220;atto iniziatico&#8221;. Vi sono libri su oscure perversioni, testi come quello di Bernard Sergent (ediz. Payot, Parigi): &#8220;Homosexualité Iniziatique&#8221;. Maurizio Blondet, a questo punto, si chiede: &#8220;che non vi sia, al centro d’Europa, un ‘cuore di tenebra’? …purtroppo l’autorità, anche politica, quanto più s’allontana da Dio, diventa mero potere: e può ben rovesciarsi in una ‘sacralità’ che ha come centro il culto del Principe di Questo Mondo, Colui che dà il potere, se placato con sacrifici atroci&#8221; (M. Blondet, Pedofilia e mondialismo, in &#8220;La Tradizione Cattolica&#8221; n.4 (45) – 2000). Potenti, protetti e, verosimilmente, collegati ad una efferata sètta esoterica che potrebbe affondare i suoi tentacoli in più paesi. Il vertice della piramide, che ha ordinato quegli orribili massacri sacrificali, è composto da illustri e, insospettabili, personaggi con una vita segreta immersa in mondi di tenebra.</p>
<p style="text-align: justify;">Fonte  - <a href="http://cosco-giuseppe.tripod.com/esoterismo/analisi.htm">Giuseppe Cosco</a></p>
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		<title>Il Mostro di Firenze. L&#8217;importanza mediatica e giudiziaria  di un&#8217;inchiesta</title>
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		<pubDate>Sun, 29 Aug 2010 21:14:21 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Enrico Baccarini</dc:creator>
				<category><![CDATA[Criminologia e N.M.R.]]></category>
		<category><![CDATA[Mostro di Firenze]]></category>
		<category><![CDATA[Paolo Franceschetti]]></category>
		<category><![CDATA[Rosa Rossa]]></category>

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		<description><![CDATA[In questo articolo voglio parlare di un aspetto assolutamente inesplorato dell’inchiesta sul Mostro di Firenze:
l’importanza mediatica, politica e giudiziaria, di questa inchiesta. E voglio raccontare alcune stranezze che nessuno ha mai raccontato.
Pochi si sono resi conto infatti che, toccare il tasto “Mostro di Firenze” e “Rosa Rossa”, entrambi strettamente collegati, significa toccare un vespaio. Significa andare incontro ad una marea di guai di tale entità che anche quelli relativi ad argomenti apparentemente scomodi come Ustica e Moby Prince diventano solo un lontano ricordo. Credo che pochi abbiano capito il perché. Pochi abbiano capito gli interessi davvero in gioco.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><strong>IL MOSTRO DI FIRENZE. L’IMPORTANZA MEDIATICA E GIUDIZIARIA DI UN’INCHIESTA<br />
OVVERO: GLI AFFARI PUBBLICI DEL MOSTRO DI FIRENZE</strong><br />
<a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://www.enricobaccarini.com/wp-content/uploads/2010/08/domanda.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-1599" title="domanda" src="http://www.enricobaccarini.com/wp-content/uploads/2010/08/domanda.jpg" alt="" width="107" height="150" /></a><br />
di Paolo Franceschetti</p>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;"><span style="text-decoration: underline;">1. Premessa.</span></p>
<p style="text-align: justify;">In questo articolo voglio parlare di un aspetto assolutamente inesplorato dell’inchiesta sul Mostro di Firenze:<br />
l’importanza mediatica, politica e giudiziaria, di questa inchiesta. E voglio raccontare alcune stranezze che nessuno ha mai raccontato.<br />
Pochi si sono resi conto infatti che, toccare il tasto “Mostro di Firenze” e “Rosa Rossa”, entrambi strettamente collegati, significa toccare un vespaio. Significa andare incontro ad una marea di guai di tale entità che anche quelli relativi ad argomenti apparentemente scomodi come Ustica e Moby Prince diventano solo un lontano ricordo. Credo che pochi abbiano capito il perché. Pochi abbiano capito gli interessi davvero in gioco.</p>
<p style="text-align: justify;">L’altra cosa curiosa è che la vicenda “Mostro” continua a suscitare curiosità e attenzione come nessun altra vicenda. Basti pensare che Hollywood ci sta preparando un film.<br />
Basti pensare che sulla vicenda sono stati scritti decine di libri.<br />
Basti pensare che in rete si trovano una marea di discussioni sull’argomento e addirittura siti dedicati, creati da persone che, nella loro vita, si dedicano solo alla vicenda del Mostro.<span id="more-1594"></span><a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://www.enricobaccarini.com/wp-content/uploads/2010/08/mostro-di-firenze.jpg"><img class="aligncenter size-medium wp-image-1608" title="mostro-di-firenze" src="http://www.enricobaccarini.com/wp-content/uploads/2010/08/mostro-di-firenze-300x198.jpg" alt="" width="300" height="198" /></a><br />
<span style="text-decoration: underline;">2. Le stranezze della vicenda del Mostro di Firenze.</span></p>
<p style="text-align: justify;">La vicenda del Mostro di Firenze è impossibile da riassumere veramente.<br />
Qui ricordo, quindi, solo alcuni dei fatti più importanti.</p>
<p style="text-align: justify;">Inizialmente la vicenda vedeva coinvolto il solo Pacciani. Poi la vicenda si allargò ai cosiddetti compagni di merende, e di volta in volta sono stati sospettati o accusati di essere coinvolti nei delitti del mostro di Firenze personaggi come:<br />
Alberto Bevilacqua indagato e poi prosciolto, il giornalista Mario Spezi, il medico perugino trovato morto nel lago Trasimeno Francesco Narducci, addirittura alcuni magistrati, oltre che alcuni politici.<br />
Ricordiamo poi che per la morte di Narducci sono stati coinvolti a vario titolo personaggi come un questore, l’avvocato di Gelli Fabio Dean, poliziotti, avvocati magistrati.</p>
<p style="text-align: justify;">La vicenda, come abbiamo descritto nell’articolo “Il mostro di Firenze, quella piovra che si insinua nello stato” vede la morte di decine di testimoni. Impossibile una simile mattanza senza la complicità dello Stato ai massimi livelli. Impossibile sostenere che il mostro sia un Killer isolato, come dicono alcuni; chi lo dice o è in mala fede o è miope.</p>
<p style="text-align: justify;">Incredibili sono anche le varie teorie sul vero mostro.<br />
E’ stato Pacciani. Non è stato Pacciani, che è stato solo incastrato.<br />
Il serial Killer è un killer isolato (teoria di Mario Spezi). Il serial Killer non è UN serial Killer, ma un’organizzazione che continua ad uccidere tuttora (teoria di Gabriella Carlizzi, la mia, e quella di molti altri).<br />
L’organizzazione è un clan di persone più o meno famose (ad es. teoria della pista sarda; teoria della setta satanica, sostenuta dall’avv. Bevaqua nel primo processo Pacciani); l’organizzazione vede coinvolti altissimi personaggi dello stato (teoria della Carlizzi e mia personale).</p>
<p style="text-align: justify;">Incredibili, da lasciare senza fiato, le guerre tra procure e le denunce reciproche tra i vari personaggi coinvolti nella storia. La procura di Firenze in lotta contro la procura di Perugia. Giornalisti contro magistrati. Magistrati contro giornalisti che verranno rinviati a giudizio per depistaggio (Mario Spezi ad esempio si farà anche un po’ di settimane di galera per questa vicenda). Investigatori contro magistrati. Investigatori contro giornalisti, ecc…<br />
Impossibili da calcolare i depistaggi, i messaggi in codice.<br />
Ricordiamo che un giornalista di panorama, è stato rinviato a giudizio dalla procura di Perugia per depistaggio.<br />
Un magistrato è stato denunciato dal commissario Giuttari per lo stesso motivo. E via di questo passo.<br />
Poi abbiamo i libri.<br />
Negli anni 90 viene pubblicato un libro dalla Rizzoli, Coniglio il martedì. Secondo la Carlizzi il libro è un messaggio in codice diretto ad uno degli inquirenti. Non a caso tale libro è scritto da Aurelio Mattei, che a quanto dice la Carlizzi nel suo libro &#8220;Gli affari riservati del mostro di Firenze&#8221; è un collaboratore di Francesco Bruno, persona che lavora anche per i servizi segreti.<br />
Effettivamente leggendo il libro il messaggio è chiaro. La trama narra di un serial Killer che lascia una rosa rossa sulle vittime, e anticipa di qualche anno gli scenari riguardanti i mandanti della vicenda del Mostro. E chi conosce il personaggio a cui è diretto il libro può avere pochi dubbi sul fatto che sia un messaggio in codice agli inquirenti, anche perché a quell’epoca la pista dei mandanti e della Rosa Rossa era sconosciuta a tutti, stampa e investigatori compresi. Poi abbiamo il libro Hannibal, scritto da Tomas Harris. Ambientato a Firenze, ha tra i protagonisti il commissario Pazzi che alla fine del libro viene ucciso: Hannibal gli mangerà il cervello. Un messaggio in codice a uno degli inquirenti, facilmente indentificabile, sulla fine che farà se vorrà proseguire nella sua pista relativa ai mandanti. Come dire che il commissario che volesse indagare è un &#8220;Pazzo&#8221; se volesse proseguire.</p>
<p style="text-align: justify;">Un’altra cosa curiosa di questa vicenda è il numero delle persone che cercano la verità su di essa. E il numero delle persone convinte di avere questa verità.<br />
Dopo aver scritto l’articolo sul Mostro di Firenze, nel 2007, sono stato contattato da diverse persone, ciascuna con la sua verità. E ciascuno con la sua verità a compartimenti stagno, nel senso che ciascuno ignora le tesi altrui pensando di essere il depositario dell’autentica verità.<br />
Si comincia con Gabriella Carlizzi, che è probabilmente la persona che si è occupata più di ogni altro di questa vicenda, e che sta per pubblicare una trilogia di 10.000 pagine sul mostro di Firenze e che mi ha raccontato e fatto capire molte cose.<br />
Poi ho ricevuto la telefonata di una persona che ha scritto un libro: Non tutti sanno ascoltare, firmato con lo pseudonimo di Vinavin. Racconta questa persona di aver capito chi è il mostro di Firenze, ma che nessuno lo ha ascoltato e le forze di polizia cui si è rivolto non lo hanno proprio calcolato. Ho letto il suo libro, ho provato a confrontare la mia versione con la sua ma ovviamente… non mi ha ascoltato. Il dubbio di non avere la verità, ma solo una parte di essa, non ha voluto sfiorare l’autore, che quindi… non mi ha ascoltato. Eppure sono convinto che l’autore abbia avuto ottime intuizioni e tutto ciò che dice sia vero.<br />
Poi sono stato contattato da altre persone.<br />
Mi hanno mandato documenti, impressioni, testimonianze… Neanche fossi un investigatore.</p>
<p style="text-align: justify;">Poi abbiamo Fabozzi. Un vero mito della rete, per gli amanti del mostro di Firenze. Ha aperto un sito, Mostrola3, dedicato solo al mostro di Firenze. Interviene spesso sul nostro forum “Poteri occulti”, ma ritiene che le mie teorie sulla Rosa Rossa siano sciocchezze. Ci siamo a volte scontrati in modo pesante, ma è nata in fondo un’amicizia, sia pure solo virtuale, e le sue ricerche mi sono state molto utili per capire diverse cose.</p>
<p style="text-align: justify;">Inutile dire poi, che abbiamo le verità (tutte diverse) di Giuttari, il commissario che ha scritto il libro sul Mostro di Firenze, di Mario Spezi, di Carmelo Lavorino, di Fincati, ecc…</p>
<p style="text-align: justify;">Bene. Io sono convinto che tutte queste persone abbiano la verità, e che per avvicinarci ad essa dobbiamo leggere e ascoltare attentamente tutti.</p>
<p style="text-align: justify;">Che la vicenda sia intrisa di stranezze ne ho potuto avere la prova personale. Ne racconto alcune.<br />
Prima di tutto i nostri guai, miei e di Solange, sono iniziati dopo l’articolo sul mostro di Firenze.<br />
A quell’epoca non sapevo che nominare la Rosa Rossa equivaleva a morire. Cosco è morto per mano della Rosa Rossa poco dopo aver nominato questa organizzazione. La Gatto Trocchi è morta quando ha iniziato ad avvicinarsi alla Rosa Rossa. Per come la vedo io anche Gennaro De Stefano, un giornalista di Gente, ufficialmente morto per un malore, potrebbe essere stato ucciso per essersi occupato di argomenti scomodi.<br />
Io pubblicai l’articolo a fine dicembre. Il 23 dicembre la Carlizzi mi avvertì che quell’articolo mi avrebbe inguaiato. Ci demmo appuntamento con la Carlizzi per il 3 gennaio a Modena, affinchè lei mi spiegasse bene il funzionamento di questa organizzazione. Il 2 gennaio arrivai a Modena in albergo e scampai ad un agguato. Prima di darmela a gambe feci in tempo a scattare una foto della rosa rossa che trovai nella camera di albergo.</p>
<p style="text-align: justify;">Altra stranezza è stato questo fatto, che riguarda noi e Fabio Piselli. Come sapete tra noi e Fabio Piselli c’è una certa collaborazione tra siti (diverse volte abbiamo ripreso i suoi articoli, siamo andati insieme ad una manifestazione, ecc…) e un certo dialogo.<br />
Un giorno andai con Solange a Perugia a colloquio con il PM Mignini. Era di mercoledi e parlammo di varie cose e anche del mio articolo sul mostro di Firenze. Il giovedi mattina Fabio ci scrisse quersta mail, alle 11: “stamattina uscendo di casa ho trovato nella cassetta delle lettere una busta. L’ho aperta. Dentro c’erano le registrazioni che a suo tempo feci per conto della procura nell’ambito dell’inchiesta sul mostro di Firenze; tali registrazioni dovrebbero essere nel fascicolo di Mignini, non certo nella mia posta. Quindi ho provveduto a fare denuncia, di cui vi invio una copia scannerizzata, nel caso mi servisse un legale”.<br />
Strana coincidenza no? Mercoledi siamo da Mignini per parlare di varie cose, mostro di firenze compreso, e la mattina dopo Fabio Piselli ci inoltre una mail del genere. Una minaccia quindi. Un modo per farci sapere che ci tenevano sotto controllo.<br />
Ma da chi proviene questa minaccia?Li per li ho sospettato subito di Fabio a cui risposi infatti: Caro Fabio, siccome proprio ieri siamo stati da Mignini, la coincidenza è davvero curiosa. Quindi abbiamo tre possibilità: che questa busta sia una minaccia diretta a te; che sia una minaccia diretta a entrambi; che sia una minaccia diretta a noi. Siccome chi ha messo la busta nella tua cassetta delle lettere non poteva sapere che tu ci avresti scritto e fatto sapere questa cosa, propendo per l’ipotesi che tu ci stia minacciando”.<br />
In realtà parlando poi con Fabio abbiamo cambiato idea. Possibile che cerchino di metterci l’uno contro l’altro, come hanno fatto a suo tempo anche con me e Solange. Possibile, anzi probabile, che la busta non fosse solo una minaccia, ma anche un modo per metterci contro Fabio.</p>
<p style="text-align: justify;">L’altra cosa assurda è stata la vicenda del mio pranzo alla cosiddetta villa degli orrori. Una villa finita nell’inchiesta del “Mostro”, dove si diceva che si tenessero riti satanici e dove lavorò Pacciani per un breve periodo. Andai a pranzo in questa villa questa estate, e dopodiché ci feci un articolo, scrivendo che la villa è ancora in piena attività, e continuano a perpetrarsi delitti terribili. Ho scritto anche che mi hanno servito della carne che pensavo fosse carne umana.<br />
Pochi giorni fa mi hanno telefonato le proprietarie della villa. Sono stato ore al telefono con loro. Agli inizi pensavo mi volessero minacciare o intimidire. In realtà sono state molto cortesi con me, contrariamente ad ogni aspettativa; a forza di parlarci mi sono convinto che il mio articolo potrebbe essere tutto il frutto di un errore, o meglio che tutta la vicenda possa essere tutta una montatura ai loro danni. Per questo motivo ho tolto l’articolo in questione dal sito.<br />
Per giunta la versione delle proprietarie coincide con ciò che mi disse tempo fa una mia amica di cui mi fido. Dopo l’articolo sul mio “pranzo” questa amica ha fatto un sopralluogo. E alla fine del sopralluogo mi ha detto “Paolo, il vero epicentro dei delitti del mostro non è quella villa. E’ poco più in là. Quella villa è un parafulmine”.<br />
Il sopralluogo di questa mia amica, unitamente al colloquio con le proprietarie, fu illuminante e mi ha aperto un possibile mondo alternativo.<br />
Illuminante è stato anche il lavoro di una mia carissima amica (che ha pagato un prezzo alto per l’aiuto che mi ha dato) la quale ha passato giorni a leggere studiare alcune questioni relative al mostro, giungendo alla conclusione che dopo il mio articolo sulla villa si era mosso un vero esercito di persone per cercare di intimidirmi o minacciarmi. Un articolo insomma che, nonostante il suo tono scanzonato e quasi romanzato, per qualche motivo aveva infastidito più di altri articoli, pure più gravi per contenuto e per la precisione delle notizie in essi contenuti.<br />
Siccome conosco la potenza di questa organizzazione, che riesce a creare mostri inesistenti, e a far apparire candide colombe le persone più malvagie, siccome so come si costruisce un’inchiesta sul nulla o perlomeno su pochi elementi validi, su cui si innestano una mare di elementi inesistenti (la vicenda viterbese coast to coast di questi giorni me lo fa vivere in diretta; con la mia collega Ilaria, una delle persone più pure e ingenue che esistano al mondo, coinvolta nell’inchiesta sull’immigrazione clandestina e la cui figura, stando alle voci che circolano in tribunale, sta probabilmente per essere accostata in un prossimo futuro addirittura alla recente morte per infarto di un personaggio viterbese), allora mi è venuto il dubbio di aver sbagliato tutto. Mi è venuto il dubbio di essere stato lo strumento inconsapevole di linciaggio di una famiglia innocente, fuorviato dagli articoli dell’epoca, e dai vari racconti su quella villa. Parlando al telefono con queste persone mi sono reso conto che esse potrebbero non sapere nulla del come e perché sono entrate nell’inchiesta, e allora ho promesso loro che farò di tutto per aiutarle, valutando la loro posizione, analizzando i documenti che mi offriranno, e ascoltando attentamente la loro versione.<br />
Quindi farò di tutto per tirare fuori la verità, e farò di tutto per capirla io stesso e farla capire ai lettori. Lo devo alle proprietarie per vari motivi. Anche, e soprattutto, perché se pure contro di loro erano stati scritti diversi articoli molto pesanti, nessuno aveva mai scritto un articolo pesante quanto il mio.</p>
<p style="text-align: justify;">La verità è che nella vicenda mostro la verità si confonde con la fantasia; i confini tra realtà e irrealtà si fanno sfumati; e si rischia di perdere la bussola se si vuole per forza dare una spiegazione razionale ad eventi che spesso hanno poco di razionale.<br />
Altra verità è che nella vicenda del mostro di Firenze è implicata l’organizzazione più potente al mondo. E questa organizzazione ha tutto l’interesse a inquinare, depistare e non fare capire i reali contorni della vicenda. E credere di capire tutto equivale a mettersi l’uno contro l’altro e rischiare di litigare con familiari amici, parenti e di diffidare delle persone che ci stanno vicine… come è capitato a molti, me compreso.</p>
<p style="text-align: justify;"><span style="text-decoration: underline;">3. Il perché di un’inchiesta</span></p>
<p style="text-align: justify;">Veniamo al dunque.<br />
Voglio spiegare il motivo per cui su questa inchiesta sono puntati i riflettori del mondo intero e su di essa si giocano interessi che pochi riescono a immaginare. Il problema è che gli otto duplici omicidi del mostro di Firenze catturarono l’attenzione del mondo intero. Tali omicidi sono omicidi dell’organizzazione chiamata Rosa Rossa, che ha commesso, e commette tuttora, gli omicidi più efferati di questi ultimi decenni.<br />
Se una persona inizia ad approfondire l’inchiesta sul mostro di Firenze arriva a conclusioni pericolose, tali da mettere in crisi tutto il sistema e la politica non di un’intera nazione, ma forse di tutto il mondo occidentale. Quali sono queste conclusioni?<br />
La prima conclusione è che dietro questi delitti c’è lo stato. Per commettere questi delitti e poi successivamente coprirli si è ucciso, mentito, depistato, infangato persone, a tutti i livelli giudiziari e politici. Per uccidere tutti i testimoni ci vogliono i servizi segreti, non un contadino di Mercatale e i suoi rincoglioniti compagni di merende. E i servizi segreti dipendono dallo stato. I delitti del mostro di Firenze, quindi, sono una strage di stato.</p>
<p style="text-align: justify;">La seconda conclusione è che se lo stato arriva a coprire questi delitti, di chiara matrice esoterica, allora ciò vuol dire che i cosiddetti “potenti” pur di stare al potere possono coprire delitti inenarrabili. Cioè la gente capirebbe che i delitti commessi dallo stato non sono solo le stragi a fini di destabilizzazione. In fondo… diciamolo chiaramente… siamo abituati all’idea che Ustica, Piazza Fontana, Piazza della Loggia, Italicus, siano stragi di stato… ci siamo assuefatti ma ai delitti tipici di un serial killer non siamo abituati. I cittadini, anche i più ignavi, e quelli più asserviti al sistema, non potrebbero tollerare che i loor politici preferiti siano dei serial killer.<br />
E se su queste vicende venisse fatta luce, allora la gente potrebbe arrivare a capire molte cose; potrebbe, in una parola, svegliarsi.</p>
<p style="text-align: justify;">La terza conclusione è che se i potenti arrivano a commettere delitti di questi tipo, forse esiste una motivazione che va al di là del semplice gusto di commettere un crimine. La gente cioè potrebbe arrivare a capire che l’esoterismo è una scienza in nome della quale si commettono delitti terribili. E magari potrebbe iniziare a domandarsi: ma se questa gente perde tempo, energie, denaro, per commettere delitti del genere, sta un po’ a vedere che l’esoterismo magari è una scienza più concreta di quanto si possa pensare? Sta un po’ a vedere che magari la magia funziona?” In altre parole, ponendosi qualche domanda di troppo, la gente potrebbe cominciare a capire che è vero il detto di Paracelso “la ragione è una bugia e una follia collettiva, mentre l’esoterismo e la magia sono una verità per pochi”.</p>
<p style="text-align: justify;">Questa verità deve quindi rimanere per pochi. Riassumiamola in tre punti.<br />
1) La verità è che i delitti esoterici, nella nostra civiltà razionale del ventunesimo secolo, sono la stragrande maggioranza.<br />
2) La verità è che tali delitti sono voluti dall’elite al potere.<br />
3) E la verità è che l’esoterismo è una scienza per pochi, ma efficacissima per controllare le masse addormentate.</p>
<p style="text-align: justify;">Quindi, dietro a questa inchiesta c’è in ballo tanto. C’è in ballo la scoperta del funzionamento della realtà da parte del cittadino. C’è in gioco il risveglio collettivo. Ecco perché nessun tasto è pericoloso come quello del Mostro di Firenze. Qualcuno può anche dire, come ha fatto l’Europeo poche settimane fa, che l’aereo di Ustica è stato abbattuto dal nostro esercito, fatto ammarare, e tutti i superstiti sono stati uccisi prima dell’arrivo dei soccorsi. In fondo, pochi leggeranno l’articolo e chi lo dice forse è ancora vivo.<br />
Ma non si possono fare i nomi di chi ha coperto e ordinato i delitto del mostro di Firenze. Altrimenti si muore.<br />
Ricordo le parole di una persona esperta, anni fa, che mi disse: “il mostro di Firenze è stato l’errore della massoneria.<br />
Perché capendo la verità su questi delitti, la gente capirù la verità sulla massoneria. Con questi delitti sono usciti troppo allo scoperto. Hanno servito alla gente la verità su un piatto d’argento e per questo motivo ora faranno di tutto per coprire questa verità”.</p>
<p style="text-align: justify;"><span style="text-decoration: underline;">4. Poscritto.</span></p>
<p style="text-align: justify;">Mi si dirà che sembro schizofrenico… prima scrivo un articolo in cui dico che in una villa uccidono le persone e mi danno da probabilmente mangiare carne umana. Poi cambio idea. Inutile dire che molti personaggi che circolano su questo blog ora ne approfitteranno per rilevare questo mio cambiamento di atteggiamento, e chissà quanto ricameranno sopra questo mio articolo. Quest’anno, credo che il Perlone d’oro non me lo tolga nessuno.<br />
Ma in realtà la storia di queste persone coinvolte nella vicenda della villa riflette le contraddizioni e gli episodi che sono sempre capitati in Italia. Tortora, il giudice Carnevale, Sofri, lo stesso Mario Spezi e Alberto Bevilacqua, riflettono alcune incoerenze insopportabili per chiunque abbia un minimo senso della giustizia.<br />
Infatti delle due l’una.<br />
O Tortora era colpevole, e allora ci si deve domandare come sia stato possibile riabilitarlo e farlo andare nuovamente in TV. O Tortora era innocente, e allora ci si deve domandare come sia possibile che coloro che lo hanno incastrato non abbiano subito conseguenze gravissime.<br />
Il giudice Carnevale accusato di essere colluso con la mafia e ora giudice di Cassazione. O costui era innocente, ma allora ci si deve domandare come sia possibile che coloro che lo hanno accusato siano ancora al loro posto; o era colpevole e allora ci si deve domandare come sia possibile che costui oggi sia giudice di Cassazione (e, sia detto per inciso, sono convinto che fosse totalmente estraneo alle vicende che gli hanno falsamente attribuito). Sofri. O era innocente, ma si è fatto anni di carcere. O era colpevole. Ma allora che senso ha farlo scrivere sui giornali, renderlo un personaggio pubblico che può tenere una rubrica su uno dei più letti settimanali d’Italia? Bevilacqua. Accusato di essere uno degli esecutori dei delitti del mostro di Firenze, è stato scagionato. L’accusa è troppo grave perché su questa vicenda possa calare il silenzio. Se l’accusa era vera c’è da domandarsi come mai lui continui a scrivere libri e riempia gli scaffali di tutte le librerie italiane. Se è falsa bisognerebbe capire che fine ha fatto la donna che lo ha accusato e tirato nei guai e perché lo ha fatto.<br />
Nessuno che abbia un minimo senso della giustizia può tollerare queste contraddizioni. Nessuno. Pur non potendo sapere dove sta esattamente la verità, è nostro dovere cercarla e arrivare fino in fondo, a costo di pagare un prezzo molto alto. E così come ho scritto l’articolo sul Pranzo nella Villa degli orrori perché non potevo tollerare l&#8217;idea che esistesse un posto su cui gravavano sospetti così gravi, mai chiariti, così ora non posso tollerare l’idea che degli innocenti siano stati incastrati in questo modo e io abbia contribuito al loro linciaggio mediatico.<br />
Tuttavia bisogna ricordarsi che viviamo in uno stato ove il presidente del Consiglio è stato indagato nientemeno che di rapporti con la mafia. E dove un ex Presidente della repubblica come Cossiga può invitare gli organi di polizia a commettere reati. Cioè siamo in uno stato che è una contraddizione vivente.<br />
Se il destino mi concederà di vivere ancora vi racconterò il proseguimento di questa vicenda. Se le proprietarie della villa sono innocenti, come penso, allora neanche loro sanno a quali guai andremo incontro, sia noi che loro, se tenteremo di riabilitare la loro immagine. Parlandoci ne ho ricavato l’impressione di persone che sono totalmente all’oscuro delle trame in cui sono inserite. A un certo punto mi hanno detto “ma lei mica sarà come la Carlizzi, che mette questa Rosa Rossa dappertutto?”. Ho risposto loro di no; non sono come la Carlizzi. Io faccio di peggio, perché vedo la Rosa Rossa nella maggioranza dei delitti italiani, attribuendogli pure la morte di Rino Gaetano, De Andrè, e molti altri personaggi di cui nessuno sospetta.<br />
Sempre sperando di avere torto.<br />
Proseguiremo nella ricerca, con l’aiuto di molti lettori che si sono offerti di aiutarmi. E cercheremo di capire insieme. Ps. Il titolo &#8220;Gli affari pubblici del mostro di Firenze&#8221; è tratto da uno dei libri più particolari e controversi relativi a questa vicenda, ovverosia &#8220;Gli affari riservati del mostro di Firenze&#8221; di Gabriella Pasquali Carlizzi.</p>
<p style="text-align: justify;">Paolo Franceschetti<br />
Fonte: <a href="http://paolofranceschetti.blogspot.com/" target="_blank">Paolo Franceschetti</a><br />
Link: <a href="http://paolofranceschetti.blogspot.com/2009/04/il-mostro-di-firenze-limportanza.html" target="_blank">Paolo Franceschetti: Il Mostro di Firenze. L&#8217;importanza mediatica e giudiziaria di un&#8217;inchiesta.</a></p>
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		<title>Il Mostro di Firenze, la pista esoterica</title>
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		<pubDate>Sun, 29 Aug 2010 21:09:53 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Enrico Baccarini</dc:creator>
				<category><![CDATA[Criminologia e N.M.R.]]></category>
		<category><![CDATA[Mostro di Firenze]]></category>

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		<description><![CDATA[di Enrico Baccarini (&#8220;Il Nuovo Corriere di Firenze&#8221; &#8211; 21 maggio 2009) Otto duplici omicidi perpetuati dal 1968 al 1985, e oltre 20 anni di indagini, non hanno messo ancora la parola fine agli efferati delitti che segnarono le campagne fiorentine e che sono oggi conosciuti come i delitti del “Mostro di Firenze”. L’intricata vicenda [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><strong><a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://www.enricobaccarini.com/wp-content/uploads/2010/08/Il-mostro-di-Firenze.png"><img class="aligncenter size-medium wp-image-1604" title="Il-mostro-di-Firenze" src="http://www.enricobaccarini.com/wp-content/uploads/2010/08/Il-mostro-di-Firenze-300x127.png" alt="" width="300" height="127" /></a><br />
</strong>di Enrico Baccarini</p>
<p style="text-align: center;">(&#8220;Il Nuovo Corriere di Firenze&#8221; &#8211; 21 maggio 2009)</p>
<p style="text-align: justify;">Otto duplici omicidi perpetuati dal 1968 al 1985, e oltre 20 anni di indagini, non hanno messo ancora la parola fine agli efferati delitti che segnarono le campagne fiorentine e che sono oggi conosciuti come i delitti del “Mostro di Firenze”. L’intricata vicenda processuale ha vissuto, nel tempo, un livello di evoluzione esponenziale conducendo gli inquirenti stessi a dover vagliare nuove piste e differenti scenari fino ad allora mai entrati all’interno della vita giudiziaria italiana. L’efferatezza degli eventi, unita alla scoperta di alcuni misteriosi indizi nelle prossimità dei corpi, portò, nel tempo, le autorità ad identificare una possibile pista esoterica come matrice ideologica degli stessi. Si parlò quindi di un “secondo livello”, mandante ideologico e occulto degli omicidi, costituito da uomini afferenti a sette sataniche fiorentine che avrebbero utilizzato i “compagni di merende” per attuare i loro diabolici piani. Tra le anomalie che gli inquirenti riscontrarono vi furono delle costanti che segnarono la quasi totalità degli eventi. I luoghi erano sempre appartati, spesso boschi, e le notti furono segnate dal noviluni. Gli eventi occorsero quasi sempre d’estate, in quasi tutti i casi di Sabato o in giorni prefestivi.<span id="more-1592"></span></p>
<p><a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://www.enricobaccarini.com/wp-content/uploads/2010/08/italy.jpg"><img class="aligncenter size-medium wp-image-1593" title="italy" src="http://www.enricobaccarini.com/wp-content/uploads/2010/08/italy-300x225.jpg" alt="" width="300" height="225" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">La concomitanza di questi fattori richiama fortemente i significati che questi stessi possiedono nel mondo dell’occultismo, primo tra tutti il novilunio che viene visto come un momento in cui ‘energie sottili’ possono essere incanalate e direzionate per un determinato scopo. Il sabato richiama invece alla nostra mente il Sabba delle streghe, che si svolgeva principalmente in questo giorno e richiamava a sé profondi significati legati alla via della ‘ mano sinistra’, ovvero al demonio. A ciò si deve, purtroppo, aggiungere il fatto che in quattro degli otto duplici omicidi, furono anche asportate parti anatomiche delle malcapitate vittime femminili di questi efferati delitti. Indicazioni che indussero gli inquirenti e gli esperti a ritenere che il Mostro necessitasse di un trofeo/feticcio degli atti compiuti ma forse anche di uno “strumento magico” per oscure ritualità. Michele Giuttari, allora capo della Squadra Mobile, sollevò pubblicamente per primo la questione della pista esoterica. Furono però gli stessi atti processuali a portare gli inquirenti su questa strada. Giancarlo Lotti, uno dei tre compagni di merende, avrebbe dichiarato nell’istruttoria che le parti anatomiche asportate sarebbero state ‘comprate’ da personaggi ignoti e altolocati. Nel delitto del giugno 1981, che vide come vittime Giovanni Foggi e Carmela Di Nuccio, fu trovata a pochi metri alle vittime una piramide in granito dalla cima spuntata, una pregevole pietra ornamentale, nota come breccia africana. Tale simbolo ha ricevuto differenti interpretazioni ma tutte ricadenti all’interno di ritualità esoteriche oscure. Altri riscontri su una possibile simbologia esoterica legata all’azione del Mostro si ebbero nell’ultimo delitto, nel 1985, che vide come vittime i due francesi Nadine Mauriot e Jean Michel Kraveichvili. Pochi giorni prima della loro tragica morte i due turisti si erano accampati in zona Calenzano ma erano stati ben presto invitati ad andarsene da un guardacaccia. Poco tempo dopo lo stesso guardacaccia aveva rinvenuto, tre cerchi di pietre di cui due aperti ed uno chiuso, contenenti bacche, pelli di animali bruciate e croci di legno. Questi indizi furono identificati come una ulteriore prova che dietro agli eventi si potesse celare una regia esoterica il cui scopo, quindi, sarebbe stato quello di compiere omicidi rituali. La complessità degli eventi unita alla difficoltà oggettiva delle indagini non hanno permesso, ad oggi, di fare maggiore luce sulla vicenda se non identificando alcune matrici che avrebbero potuto sottendere le intenzionalità più nascoste del Mostro. Molte piste sono state battute negli anni, alcune fruttifere altre trasformatesi in un vicolo cieco. A distanza di tempo il dolore di queste morti continua a segnare parenti e amici ma ancor più la necessità di chiarire gli eventi rimane e permane un doveroso debito verso chi di tale furia è stato vittima.</p>
<p style="text-align: justify;"><a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://www.enricobaccarini.com/wp-content/uploads/2010/08/canessa-delitto-mostro-di-firenze.jpg"><img class="aligncenter size-medium wp-image-1605" title="canessa-delitto-mostro-di-firenze" src="http://www.enricobaccarini.com/wp-content/uploads/2010/08/canessa-delitto-mostro-di-firenze-300x194.jpg" alt="" width="300" height="194" /></a></p>
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		<title>Cinquant&#8217;anni dopo Mondi in Collisione: rivisitando Immanuel Velikovsky</title>
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		<pubDate>Sun, 29 Aug 2010 20:55:25 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Enrico Baccarini</dc:creator>
				<category><![CDATA[Continenti Scomparsi]]></category>
		<category><![CDATA[Amu]]></category>
		<category><![CDATA[Ebrei]]></category>
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		<category><![CDATA[Emilio Spedicato]]></category>
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		<description><![CDATA[Mezzo secolo fa (più precisamente nel 1950 pubblicato da McMillan e nel 1951 da Doubleday, dopo che McMillan aveva dovuto trasferire a questa casa i suoi diritti di pubblicazione sotto minaccia di boicottaggio da una parte del mondo accademico) appariva un libro di sostanziose dimensioni e ricchissimo di riferimenti bibliografici, dal titolo Mondi in Collisione. Il libro fu un best seller negli Stati Uniti nel 1952 ed apparve in sintesi anche sul Readers Digest, ivi compresa l'edizione italiana dal nome Selezione. Allora chi scrive era un ragazzino frequentante la seconda elementare appassionato divoratore di qualunque cosa scritta (purtroppo non molti libri erano allora presenti nella casa dove ci eravamo trasferiti dopo che l'ultimo bombardamento di Milano aveva distrutto con la casa la biblioteca del nonno). Lessi l'articolo su Selezione con immenso fascino, colpito in particolare dalla spiegazione che veniva data del "miracolo" riportato nella Bibbia sul fermarsi del Sole durante l'assedio di Gerico.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><span style="font-size: small;"><a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://www.enricobaccarini.com/wp-content/uploads/2010/08/Velikovsky_01.jpg"><img class="aligncenter size-medium wp-image-1579" title="Velikovsky_01" src="http://www.enricobaccarini.com/wp-content/uploads/2010/08/Velikovsky_01-237x300.jpg" alt="" width="237" height="300" /></a><br />
</span></p>
<div style="text-align: center;"><span style="font-family: 'Times New Roman'; line-height: normal; font-size: small;">Emilio Spedicato</p>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;"><strong>Introduzione</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Mezzo secolo fa (più precisamente nel 1950 pubblicato da McMillan e nel 1951 da Doubleday, dopo che McMillan aveva dovuto trasferire a questa casa i suoi diritti di pubblicazione sotto minaccia di boicottaggio da una parte del mondo accademico) appariva un libro di sostanziose dimensioni e ricchissimo di riferimenti bibliografici, dal titolo <em><a href="Mezzo secolo fa (più precisamente nel 1950 pubblicato da McMillan e nel 1951 da Doubleday, dopo che McMillan aveva dovuto trasferire a questa casa i suoi diritti di pubblicazione sotto minaccia di boicottaggio da una parte del mondo accademico) appariva un libro di sostanziose dimensioni e ricchissimo di riferimenti bibliografici, dal titolo Mondi in Collisione. Il libro fu un best seller negli Stati Uniti nel 1952 ed apparve in sintesi anche sul Readers Digest, ivi compresa l'edizione italiana dal nome Selezione. Allora chi scrive era un ragazzino frequentante la seconda elementare appassionato divoratore di qualunque cosa scritta (purtroppo non molti libri erano allora presenti nella casa dove ci eravamo trasferiti dopo che l'ultimo bombardamento di Milano aveva distrutto con la casa la biblioteca del nonno). Lessi l'articolo su Selezione con immenso fascino, colpito in particolare dalla spiegazione che veniva data del &quot;miracolo&quot; riportato nella Bibbia sul fermarsi del Sole durante l'assedio di Gerico.  ">Mondi in Collisione</a></em>. Il libro fu un best seller negli Stati Uniti nel 1952 ed apparve in sintesi anche sul Readers Digest, ivi compresa l&#8217;edizione italiana dal nome Selezione. Allora chi scrive era un ragazzino frequentante la seconda elementare appassionato divoratore di qualunque cosa scritta (purtroppo non molti libri erano allora presenti nella casa dove ci eravamo trasferiti dopo che l&#8217;ultimo bombardamento di Milano aveva distrutto con la casa la biblioteca del nonno). Lessi l&#8217;articolo su Selezione con immenso fascino, colpito in particolare dalla spiegazione che veniva data del &#8220;miracolo&#8221; riportato nella Bibbia sul fermarsi del Sole durante l&#8217;assedio di Gerico.</p>
<p style="text-align: justify;">Dimenticai poi il nome dell&#8217;autore e del libro, per ricordarmene improvvisamente oltre trenta anni dopo, discutendo con un collega inglese alcune idee mie sulle origini catastrofiche delle glaciazioni e sulla possibilità di spiegare in questo contesto il mito di Atlantide. Velikovsky era stato in superficie dimenticato, ma ovviamente aveva lasciato un seme nel profondo, che a distanza di tempo si era risvegliato.<span id="more-1577"></span></p>
<p style="text-align: justify;">Quando il libro uscì, Velikovsky (che nel seguito citiamo semplicemente con V.) era uno sconosciuto per il grande pubblico, anche se il suo nome era noto ad una cerchia di specialisti. Infatti, oltre a numerose pubblicazioni nel campo della psichiatria, dove aveva operato professionalmente per molti anni in Israele, negli anni Trenta V. aveva edito in stretta collaborazione con Eistein la rivista <em>Scripta Universitatis atque Bibliothecae Hierosolymitarum</em>, strumento culturale che poi si evolse nella Università Ebraica di Gerusalemme. Il grande successo del pubblico fu dovuto a vari fattori, in parte connessi al clima postbellico caratterizzato da un risvegliato interesse per le tradizioni religiose e da sentimenti critici nei confronti di una scienza che aveva portato all&#8217;arma atomica ed al rischio di un conflitto nucleare. Contribuì anche sicuramente la pubblicità fornita dalla radicale opposizione da parte del mondo accademico ufficiale, con la minaccia andata in porto di boicottaggio della casa McMillan da parte degli astronomi guidati da Shapley e Payne Gaposchkin. Un autore che susciti le ire degli accademici, i quali tendono semplicemente ad ignorare chi proponga idee in contrapposizione con le loro, è una rarità. Il libro fu seguito nel giro di alcuni anni da altri non meno rivoluzionari relativi alla geologia terrestre ed alla cronologia della storia antica, con conseguente revisione di vari capitoli del passato così come appaiono nei libri standard.</p>
<p style="text-align: justify;"><a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://www.enricobaccarini.com/wp-content/uploads/2010/08/250px-Velikovsky-ww2-draft-card.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-1580" title="250px-Velikovsky-ww2-draft-card" src="http://www.enricobaccarini.com/wp-content/uploads/2010/08/250px-Velikovsky-ww2-draft-card.jpg" alt="" width="250" height="172" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">Oltre che alla pubblicazione delle sue monografie, V. fu anche coinvolto in una serie di conferenze in vari paesi del mondo e fu l&#8217;ispiratore di alcune riviste e gruppi di studio, alcuni dei quali ancora attivi, che hanno portato avanti il suo approccio. Va detto che molte idee di V. sono ormai accettate dal mondo accademico, anche se di solito non si fa riferimento al suo ruolo iniziatore.</p>
<p style="text-align: justify;">Il dibattito e l&#8217;influenza di V. sono stati importanti in particolare nel mondo anglosassone (USA, Canada, Inghilterra, Australia e Nuova Zelanda). Poca l&#8217;attenzione nel mondo latino, forse a causa del minore interesse in questi paesi per le tematiche di tipo biblico. Dobbiamo comunque ricordare per l&#8217;Italia come V. sia stato valutato positivamente sia dal grande matematico statistico Bruno de Finetti, che dallo storico della scienza Federico Di Trocchio, che gli ha dedicato un ampio capitolo del suo libro <em>Il Genio Incompreso</em>.</p>
<p style="text-align: justify;">Nelle prossime sezioni vediamo alcuni elementi della biografia di V., quindi i contenuti fondamentali delle monografie <em>Mondi in Collisione</em> ed <em>Ages in Chaos</em>, con cenni alle altre monografie storiche. Diamo quindi alcune informazioni sul convegno organizzato in occasione dei Cinquanta Anni dalla pubblicazione di <em>Mondi in Collisione</em> presso l&#8217;Università di Bergamo.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Immanuel Velikovsky: elementi biografici</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Velikovsky nacque nel 1895 a Vitebsk, città della Russia sulla Dvina Occidentale, allora di circa 70.000 abitanti, molti dei quali Ebrei, città natale anche di Chagall. Terzo figlio, il nome Immanuel fu scelto dal padre durante una solitaria passeggiata nei boschi dei dintorni. Leggiamo dalla sua autobiografia (<em>Days and Years)</em><em> </em>disponibile nel sito internet curato da Jan Sammer (www.varchive.org) <em>&#8220;il nome fu scelto da un verso del settimo capitolo di Isaia; non c&#8217;era alcun Immanuel fra gli avi noti a lui. &#8230;si attendeva da me un grande compito in relazione alla tragica storia della nostra nazione&#8230; va visualizzata la personalità di mio padre, un Ebreo impegnato con una visione di rinascita nazionale&#8230;quando avevo sette anni mio padre mi mostrava il capitolo di Isaia dove si trova il nome Immanuel&#8230;&#8221;.</em></p>
<p style="text-align: justify;">Il 1895 era l&#8217;anno in cui Freud iniziava a scrivere <em>L&#8217;interpretazione dei sogni,</em> in cui Roentgen scopriva i raggi X, ed in cui, il 10 giugno, giorno della nascita di Velikovsky, Herzl scriveva nel suo diario<em>&#8220;riprendo in mano il filo rotto della tradizione del mio popolo: Lo porterò alla Terra promessa&#8221;</em>.</p>
<p style="text-align: justify;"><a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://www.enricobaccarini.com/wp-content/uploads/2010/08/vel.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-1581" title="vel" src="http://www.enricobaccarini.com/wp-content/uploads/2010/08/vel.jpg" alt="" width="204" height="247" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">Da Vitebsk la famiglia si trasferì presto a Mosca, dove il padre ebbe grande successo nel commercio e divenne uno dei leader e finanziatori del movimento sionista. Fu lui fra gli organizzatori di acquisti di terreni in Palestina da cui nacquero i primi kibbutz.Immanuel fece studi classici, eccellendo in matematica ed imparando numerose lingue. Dopo vari viaggi in Europa e Palestina (Tell Aviv esisteva da soli tre anni), si laureò in medicina a Mosca nel 1921, dopo avere fatto parte degli studi a Montpellier. Uscì dalla Russia rivoluzionaria con un viaggio avventuroso per la via del Caucaso sistemandosi a Berlino, dove sposò Elisheva Kramer, brillante violinista e pianista. Iniziò in questo periodo l&#8217;attività di editore della rivista su citata <em>Scripta Universitatis</em><em> </em>, la cui sezione di matematica e fisica era curata da Albert Einstein.</p>
<p style="text-align: justify;">Dal 24 al 39 visse in Palestina; del 30 è un suo lavoro in cui, per la prima volta nella letteratura, si propone che l&#8217;epilessia sia caratterizzata da encefalogrammi patologici.</p>
<p style="text-align: justify;">L&#8217;interesse di Velikovsky per una reinterpretazione della storia antica fu acceso dalla lettura dell&#8217;opera di Freud <em>Moses and Monotheism</em>. In alternativa alla tesi allegorica di Freud, Velikovsky concepì l&#8217;idea che il faraone Akhnaton fosse la figura reale dietro la figura mitica di Edipo.Tale idea fu successivamente sviluppata nel 1930 durante un anno sabbatico passato nelle biblioteche di New York, e diede origine allo straordinario libro <em>Oedipus and Akhnaton</em>, pubblicato solo nel 1960, che chi scrive ha letto non stop fra le nove di sera e le tre di mattina. Qui gli straordinari parallelismi fra i dati storici su Akhnaton ed i dati della tradizione greca su Edipo sono sviluppati nel contesto di una datazione di Akhnaton ben più recente di quella di Mosè, anzi più recente di quella di Salomone: nel nono secolo AC, poco prima della conquista dell&#8217;Egitto da parte degli Assiri, tema questo di una delle sue opere ancora non pubblicate, <em>The Assyrian Conquest,</em><em> </em>disponibile nel citato sito internet<em>.</em></p>
<p style="text-align: justify;">Nell&#8217;aprile del 1940 Velikovky concepì l&#8217;idea di una grande catastrofe naturale al tempo dell&#8217;Esodo, interpretando quindi i fenomeni descritti nella Bibbia come le dieci piaghe in termini di eventi catastrofici di origine extraterrestre. La scoperta della descrizione di eventi simili in una fonte egiziana, il papiro Ipuwer della collezione di Leiden, lo convinse della validità dell&#8217;idea, spingendolo ad abbandonare la redditizia attività di psichiatra per uno studio a tempo pieno di fonti antiche e di autori moderni in relazione al suo approccio catastrofico. <em>Mondi in Collisione</em> fu il risultato di dieci anni di ricerche nelle grandi biblioteche di New York e Princeton (all&#8217;inizio della seconda guerra mondiale Velikovsky si era trasferito definitivamente a Princeton). Seguirono a breve distanza le altre opere sulla revisione della cronologia della storia antica e sulla evidenza di catastrofi nella storia geologica della Terra.</p>
<p style="text-align: justify;">A Princeton Velikovsky ristabilì contatti amichevoli e frequenti con Einstein, con lunghe ore di discussione su temi astronomici e storici, inframmezzate da sedute musicali, dove il violinista Einstein era accompagnato al pianoforte da Elisheva. La storia dei suoi rapporti con Einstein è contenuta in uno dei libri ancora non pubblicati (<em>Before the Day Breaks),</em><em> </em>disponibile nel citato sito internet.</p>
<p style="text-align: justify;">Durante gli anni Cinquanta e parte dei Sessanta Velikovsky fu persona non grata nelle università e centri di ricerca in USA. Tuttavia dopo che le prime missioni spaziali confermarono in modo spettacolare parecchie delle sue previsioni sul sistema solare, fu invitato a tenere conferenze in varie università (Brown, Yale, Pennsylvania, Columbia, Dartmouth, Duke, Rice&#8230;); straordinario fu il successo di sue conferenze nei primi anni Settanta ad Harvard ed alla McMaster.</p>
<p style="text-align: justify;">Velikovsky è morto, a 84 anni, a Princeton, nel 1979.  L&#8217;archivio delle sue opere &#8211; fra cui le numerose non pubblicate &#8211; è tuttora nelle mani delle due figlie che gli sopravvivono, Ruth, psicanalista a Princeton, e Shulamit, la primogenita, che vive in un kibbutz presso Haifa, sposata con il noto matematico israeliano Abraham Kogan.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong><em>Mondi in Collisione</em></strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Mondi in Collisione</strong> fu pubblicato negli Stati Uniti da McMillan nel 1950 e a partire dall&#8217;anno successivo da Doubleday, cui erano stati trasferiti i diritti di pubblicazione, dopo che Shapley aveva fatto obliquamente osservare alla McMillan che il suo ruolo di importante editore accademico nel campo astronomico era minacciato dalla continuata presenza fra i suoi titoli del libro di Velikovsky (la storia di questo ed altri episodi dei difficili rapporti fra V. ed il mondo accademico si trova nel libro di V. <em>Stargazers and Gravediggers,</em> pubblicato postumo nel 1983 con copyright di Elisheva V.). Il libro fu un immediato successo di pubblico &#8211; sebbene fosse stato rifiutato da vari editori precedentemente contattati &#8211; e definito dal New York Times &#8220;<em>A literary earthquake&#8221;.</em> Nella prefazione alla successiva Paperback Edition scriveva V.: <em>First published in 1950, this book was left unchanged in all subsequent printings </em><em> in 1950 it was generally assumed that the fundamentals of science were all known and that only details and decimals were let to fill in. In the same year, a cosmologist, certainly not of a conservative bent of mind, Fred Hoyle, wrote in the conclusion of his book &#8220;The Nature of the Universe&#8221;: &#8220;Is it likely that any astonishing new developments are lying in wait for us? Is it possible that the cosmology of 500 years hence will extend as far beyond our present beliefs as our cosmology goes beyond that of Newton? </em><em> I doubt whether this will be so. I am prepared to believe that there will be many advances in the detailed understanding of matters that still baffle us </em><em> But by and large I think that our present picture will turn out to bear an approximate resemblance to the cosmologies of the future</em><em>&#8220;.</em> Che l&#8217;opinione di Hoyle fosse quella effettivamente dominante allora è stato confermato alle orecchie di chi scrive dalla affermazione fatta dal prof. Salvini, insigne fisico italiano e ministro della ricerca e dell&#8217;università pochi anni orsono, ad una riunione in Roma organizzata dall&#8217;Agenzia Spaziale Italiana (ASI) in relazione ai programmi di ricerca della missione GAIA programmata dall&#8217;ESA (per il 2012): <em>Quarant&#8217;anni fa credevamo di conoscere tutto, ora siamo in profonda incertezza</em><em> </em>(citazione non verbatim). Va detto a proposito di Fred Hoyle che egli è poi stato fra i proponenti di teorie spesso alternative a quelle più diffuse, nonché acceso critico della teoria del big bang (nome ironicamente proprio da lui coniato); V. è citato nella autobiografia di Hoyle &#8211; si erano incontrati ad un seminario tenuto da Hoyle &#8211; senza alcuna critica.</p>
<p style="text-align: justify;">Il libro <em>Mondi in Collisione</em> parte dalla ipotesi che gli eventi di natura chiaramente catastrofica descritti nella letteratura antica, ed in particolare nella Bibbia, siano fenomeni effettivamente accaduti, la cui spiegazione non può essere data in un contesto puramente terrestre e va quindi attribuita ad interazioni fra il pianeta Terra e corpi extraterrestri. Analizza in particolare due eventi catastrofici &#8211; il primo associato all&#8217;Esodo, il secondo all&#8217;assedio di Gerusalemme da parte di Sennacherib, avvenuto qualche anno dopo che Sargon II aveva conquistato e deportato le dieci tribù di Israele. Ipotizza quindi che gli agenti extraterrestri delle due catastrofi siano stati nel primo caso il pianeta Venere, nel secondo caso il pianeta Marte, pianeti allora in orbite diverse da quelle attuali, più ellittiche, e reduci da precedenti interazioni con i grandi pianeti del sistema solare. Con l&#8217;ultima catastrofe le orbite dei due pianeti sarebbero state infine circolarizzate e sarebbe terminato per il pianeta Terra il periodo catastrofico, dove i pianeti costituivano una effettiva minaccia, dove l&#8217;astrologia era quindi una forma di scienza basata sullo studio di una realtà diversa del sistema solare. Il libro contiene prevalentemente riferimenti alla letteratura classica e mitologica e riferimenti di tipo solo qualitativo alle correnti teorie scientifiche (un migliaio di citazioni, anche di testi rari ed in molte lingue). Pur non contenendo alcuno sviluppo quantitativo &#8211; ed un trattamento quantitativo degli scenari proposti sarebbe anche oggi probabilmente al di là della capacità di modellizzazione e di calcolo &#8211; contiene alcune affermazioni critiche nei confronti degli scenari astronomici tradizionali, dove è virtualmente presa in considerazione solo la forza di gravità, trascurando effetti elettromagnetici, sia su grande scala che nel caso di passaggi ravvicinati fra corpi celesti.</p>
<p style="text-align: justify;"><a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://www.enricobaccarini.com/wp-content/uploads/2010/08/Sharon45b.jpg"><img class="aligncenter size-medium wp-image-1586" title="Sharon45b" src="http://www.enricobaccarini.com/wp-content/uploads/2010/08/Sharon45b-300x193.jpg" alt="" width="300" height="193" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">Non è qui il caso di passare in rassegna in dettaglio il contenuto del libro, scritto in uno stile sintetico e chiaro e quindi densissimo di informazioni e di proposte (molte delle quali date in forma ipotetica). Possiamo sintetizzare come segue gli elementi importanti del libro:</p>
<ul style="text-align: justify;">
<li>La rivalutazione del contenuto dei      testi antichi, basati secondo V. su esperienze reali vissute dagli      antichi, in un contesto diverso da quello attuale. L&#8217;idea che le      esperienze descritte nei testi antichi fossero esperienze reali era      comunemente accettata nel mondo occidentale sino all&#8217;Illuminismo; questo      comprendeva in particolare l&#8217;idea di catastrofi in periodi a memoria      d&#8217;uomo, fra cui il Diluvio Universale descritto nella Bibbia ed in      numerosi altri testi ad esempio della mitologia classica (Deucalione e      Pirra,). Erano idee      accettate da Newton e da Cuvier. Con l&#8217;Illuminismo le affermazioni      contenute nella Bibbia vennero fortemente criticate aprendo la strada      all&#8217;ideologia cosiddetta dell&#8217;uniformitarismo che divenne dominante      nell&#8217;Ottocento a seguito dei lavori in particolare di Lyell in geologia e      di Darwin in biologia: il presente è la chiave del passato, non ci sono      catastrofi celesti oggi, non possono essercene state ai tempi di Mosè. Non      cadono pietre dal cielo oggi, non possono essere cadute allora (solo nella      seconda metà dell&#8217;Ottocento l&#8217;esistenza di piogge meteoritiche fu di nuovo      accettata dalla scienza, dopo che la caduta di uno sciame meteoritico in      Francia convinse anche i più ostinati). A distanza di cinquanta anni da <em>Mondi in Collisione</em> possiamo certamente      dire che c&#8217;è ora una maggiore attenzione da parte degli studiosi nel campo      delle scienze naturali nei confronti delle tradizioni catastrofiche      antiche. Tale attenzione dipende anche dalla possibilità offerta da      strumenti di oggi, non disponibili ai tempi di V., di verificare gli      effetti di tali eventi nel record geologico e biologico: analisi raffinate      dei depositi di polline o altre componenti biologiche nei sedimenti      lacustri ed oceanici, analisi di sostanze organiche ed inorganiche nei      carotaggi glaciali, serie dendrocronologiche. Da tali studi è emersa      l&#8217;evidenza di notevoli variazioni climatiche negli ultimi 12.000 anni,      avvenute così rapidamente da essere difficilmente spiegabili in termini      dei normali processi terrestri; infine la verifica con la cometa      Shoemaker-Levy dei processi di disintegrazione cometale proposti da V. e      da altri neocatastrofisti (Clube e Napier in particolare) e l&#8217;osservazione      diretta dell&#8217;impatto dei frammenti di tale cometa su Giove, evento mai      prima considerato di possibile osservazione sui tempi brevi della      astronomia osservativa moderna, ha reso assai più consapevoli che ci      troviamo in un ambiente, il sistema solare, più ricco di pericoli di      quanto se ne pensasse cinquanta anni fa.</li>
<li>V. ha affermato l&#8217;instabilità del      sistema solare e l&#8217;emergenza dell&#8217;attuale configurazione orbitale      planetare, per quanto riguarda i pianeti Marte e Venere, in tempi assai      recenti, storici addirittura. Tale affermazione fu fatta in un periodo in      cui il sistema solare era considerato estremamente stabile, in base a      considerazioni analitiche approssimate sulla stabilità dei sistemi      dinamici n-body e sulla base del modello standard utilizzato per la      formazione dei sistemi planetari, di cui quello solare era ritenuto del      tutto tipico. Questo scenario è profondamente cambiato a cinquanta anni di      distanza, anche se le tesi di V. circa Marte e Venere sono tuttora      ritenute inaccettabili, salvo che da una piccola minoranza di studiosi.      L&#8217;analisi fatta con i moderni più raffinati strumenti analitici dei      sistemi nonlineari complessi ha infatto dimostrato che il comportamento di      tali sistemi è generalmente del tipo caotico, imprevedibile a lungo      termine e caratterizzato da una estrema complessità e varietà di      configurazioni. Ora si ritiene che, anche trascurando le pur      possibilissime interazioni con altri corpi e strutture della galassia, il      sistema solare non possa essere studiato indietro nel tempo per più di      qualche milione di anni &#8211; un fattore circa mille volte meno di quanto si      pensasse allora. Sono inoltre emerse strutture del sistema solare sia      sulle grandi distanze che su quelle dei pianeti interni che allora erano      ignorate o di cui non si capiva l&#8217;importanza, come la popolazione dei      cosiddetti oggetti Apollo/Amor e la fascia di Kuiper (di cui sono stati      individuati componenti di considerevoli dimensioni, circa 600 km di diametro).      L&#8217;osservazione dei pianeti lontani e dei loro satelliti ha individuato      tutta una serie di caratteristiche inattese, di cui una spiegazione      catastrofistica, anche se non nei tempi ristretti di V., pare essere la      più adatta. L&#8217;osservazione, sebbene solo parziale, di una sessantina ad      oggi di sistema planetari extrasolari ha mostrato caratteristiche di      questi dinamiche e strutturali del tutto impensate, anzi addirittura      considerate prima impossibili (e.g. la presenza di pianeti di tipo      gioviano o supergioviano vicinissimi alla stella, quando i modelli      accettati prevedevano in tale regione solo pianeti di tipo terrestre; o la      presenza di pianeti di tipo gioviano in orbite ellittiche). Con un      centinaio di argomentazioni l&#8217;astronomo Van Flandern ha ripreso l&#8217;ipotesi      di Olbers circa l&#8217;esplosione di uno o più pianeti nella zona della fascia      degli asteroidi, esplosione che avrebbe originato non solo la fascia      stessa, ma la maggior parte delle comete e possibilmente Marte stesso,      visto quale satellite perduto del pianeta esploso (ultima esplosione      datata a circa 3.2 milioni di anni fa). Osservando che la sequenza ultima      di glaciazioni sul nostro pianeta inizia anch&#8217;essa 3.2 milioni di anni fa,      i fisici Woelfli e Baltensperger hanno recentemente proposto una nuova      teoria per l&#8217;origine di tali glaciazioni, in termini di effetti sull&#8217;asse      terrestre chiamati <em>true polar wandering</em> (dove i poli geografici si spostano sulla superficie terrestre),      dovuti al passaggio ravvicinato di un pianeta, per cui hanno per default      preso le dimensioni di Marte. Tali autori hanno scritto le equazioni      relative alla dinamica del processo (solo in termini di forze      gravitazionali, quelle mareali giocando il ruolo fondamentale) e sono      pervenuti alla conclusione che un passaggio sufficientemente ravvicinato      può effettivamente spostare i poli anche di 18 gradi, una conclusione      simile a quella di V. Inoltre hanno calcolato che tale corpo interagente      con la Terra,      nel passaggio vicino al Sole, si riscalderebbe così tanto da allontanarsi      dal Sole come una gigantesca cometa, circondato da un alone di gas      caldissimo di oltre un milione di km di diametro uno scenario      perfettamente velikovskiano. Resta tuttavia ancora completamente da      provare la possibilità necessaria per il modello di V. di un      arrotondamento delle orbite di pianeti quali Venere e Marte nel giro di      pochi secoli, equivalenti a qualche centinaio di rivoluzioni. Che la cosa      non sia possibile è tuttavia anche qui da essere provato Ci troviamo pertanto      di fronte a scenari del tutto aperti ed innovativi circa la ricchezza      strutturale e dinamica dei sistemi planetari. Resta quindi molto      importante l&#8217;idea di V. di fare ricorso al record testimoniale antico per      avere informazioni sulla evoluzione del nostro stesso sistema solare.</li>
<li>V. afferma l&#8217;importanza del fattore      interazione elettromagnetica nel campo astronomico, in particolare in      relazione ai passaggi ravvicinati fra corpi celesti. La forza di gravità      resta tuttora quella considerata come unico agente nella evoluzione      dell&#8217;Universo dalla maggior parte dei cosmologi, nonostante le autorevoli      idee alternative della scuola del premio Nobel Alfven (citato in vari      scritti di V.) sulla importanza delle strutture di plasmi a grande scala.      Sono tuttavia emersi molti problemi con l&#8217;utilizzo della classica      relazione di Newton sulla dipendenza inversa con il quadrato della      distanza su scale maggiori di quella dove la relazione fu stabilita in      base alle osservazioni di Keplero. Quindi la necessità di introdurre masse      oscure o masse mancanti o altre più esotiche strutture, sulle quali sono      fiorite centinaia di pubblicazioni, o di ipotizzare una diversa relazione      funzionale rispetto alla distanza, o di introdurre nuove forze. Quello del      ruolo in astronomia delle forze elettromagnetiche fu tema di numerosi      colloqui fra V. ed Einstein, descritti nel citato libro di V. sui suoi      incontri con Einstein. Sviluppi dell&#8217;idea di V. sull&#8217;importanza della      forze elettromagnetiche sono stati compiuti da studiosi ispirati da V.,      fra cui Juergens, Thornhill, Ginenthal, De Grazia e Milton. E&#8217; un campo ancora      off limits la ricerca astrofisica standard, da cui ci si possono attendere      notevoli sorprese.</li>
<li>V. ha predetto l&#8217;emissione di onde      radio da Giove, che la temperatura di Venere dovesse essere molto elevata      (quando si riteneva che fosse di poco superiore a quella della Terra), e      che la Terra      fosse circondata da un campo magnetico. Queste previsioni furono      confermate nel corso di pochi anni e V. ebbe la soddisfazione di vedere      riconosciuta la validità della sua predizione, se non nei lavori      ufficiali, almeno in una lettera scritta a <em>Science</em> (21 Dicembre 1962) dal noto fisico di Princeton Bargmann e dall&#8217;astronomo      Motz della Columbia University. Va inoltre detto che V. aveva spesso      insistito con Einstein perché utilizzasse la sua autorità al fine di fare      compiere già nelle primissime missioni con sonde spaziali una ricerca di      emissioni radio di Giove e che Einstein poi si scusò in una lettera a V.      per non avere dato seguito alla sua richiesta. Le immagini dettagliate      ottenute negli ultimi anni delle superfici di Marte e di Venere hanno      mostrato caratteristiche geologiche del tutto sorprendenti. Venere mostra      una superficie che sembra essere stata sottoposta a processi recenti di      emissioni magmatiche e liquefazioni, e dove sono praticamente assenti      tracce di processi di erosione; Marte mostra una superficie con evidenza      di recentissimi fenomeni di alterazione catastrofica e di presenza recente      di acqua, anche qui senza le tracce attese dei fenomeni di erosione che      avrebbero dovuto smussare la superficie del pianeta nel corso dei miliardi      di anni della sua vita secondo il modello standard. Una analisi dettagliata      della morfologia di Marte alla luce delle ipotesi di V. è stata presentata      in uno studio di Ginenthal apparso negli atti di un convegno organizzato a      New York nel 1995 in      occasione del centenario della nascita di V.</li>
</ul>
<p style="text-align: justify;"><strong><em>Ages in Chaos</em></strong></p>
<p style="text-align: justify;">Il volume <em>Ages in Chaos</em> uscì nel 1952, primo di una serie di opere a carattere storico, cui seguirono <em>Oedipus and Akhnaton</em> (1960), <em>Peoples of the Sea</em><em> </em>(1977) e <em>Ramses II and his Time</em><em> </em>(1977). Ancora non ufficialmente pubblicati ma disponibili nel sito internet creato da Jan Sammer sono i volumi <em>The Assyrian conquest</em> e<em> </em><em>The dark ages of Greece.</em></p>
<p style="text-align: justify;"><em><a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://www.enricobaccarini.com/wp-content/uploads/2010/08/x1834.jpg"><img class="aligncenter size-medium wp-image-1587" title="x1834" src="http://www.enricobaccarini.com/wp-content/uploads/2010/08/x1834-168x300.jpg" alt="" width="168" height="300" /></a><br />
</em></p>
<p style="text-align: justify;">L&#8217;idea fondamentale di V. è che la cronologia ufficiale del primo e secondo millennio avanti Cristo relativa all&#8217;Egitto ed alle civiltà che vengono datate per correlazione con la civiltà egiziana (fra cui quella micenea, cananea, ugaritica, cretese) non sia corretta, fatto che spiega la essenziale impossibilità di agganciare gli eventi descritti nella Bibbia con corrispondenti elementi descritti nelle fonti egiziane o correlate con queste. Secondo V. l&#8217;errore fondamentale in cui è incorsa la cronologia egiziana risale a circa duecento anni fa, agli inizi della egittologia moderna. Allora nel tentativo di agganciare la cronologia relativa ottenibile dagli annali egiziani con una data precisa fu compiuto un errore che ha portato ad allungare di alcuni secoli la storia egiziana. Conseguenza di tale errore è stata l&#8217;introduzione dei cosiddetti<em>secoli bui</em> nelle civiltà correlate (ad esempio in Anatolia e nel mondo miceneo), secoli durante i quali non si ha praticamente alcuna evidenza di attività documentata archeologicamente, ma al termine dei quali riprende l&#8217;evidenza archeologica, con gli stessi stili presenti all&#8217;inizio del periodo buio, come se nel frattempo non ci fosse stata alcuna evoluzione stilistica.</p>
<p style="text-align: justify;">Il problema della determinazione di una cronologia corretta dei popoli antichi è assai complesso, sebbene sia spesso supposto risolto, adottandosi, salvo variazioni di pochi anni, cronologie essenzialmente fissate nel corso del diciannovesimo secolo. Fu un problema al centro dell&#8217;attenzione di Isaac Newton, che scrisse un&#8217;opera, da lui considerata il migliore prodotto della sua vita scientifica, <em>The chronology of ancient peoples revisited</em>, risultato della sua vastissima cultura classica e biblistica (aveva letto praticamente l&#8217;integrale delle opere della patristica graca e latina), recentemente ristampata ma letta quasi da nessuno (il noto biografo di Newton Westfall ne definisce la lettura <em>la peggiore penitenza che possa concepirsi per una persona</em>). E&#8217; un problema che a seguito del lavoro di Velikovsky è stato ripreso da un numero significativo di studiosi, specie in ambito anglosassone (Rohl, James, Bimson, Murphie) e che nei lavori dei tedeschi Heinsohn ed Illig e soprattutto del matematico e statistico siberiano accademico Fomenko, pubblicato recentemente in due tomi della Kluwer, ha portato l&#8217;approccio di Velikovsky, in cui sono tagliati repliche di regni e periodi bui, a conseguenze ancora più radicali (eccessive, a parere di chi scrive).</p>
<p style="text-align: justify;">Il volume <em>Ages in Chaos</em> può essere visto come il libro parallelo a <em>Worlds in Collision</em>, dedicato alla cronologia ed alle correlazioni storiche, laddove il primo era dedicato all&#8217;analisi dei fenomeni fisici ed a un loro tentativo di spiegazione.</p>
<p style="text-align: justify;"><a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://www.enricobaccarini.com/wp-content/uploads/2010/08/images.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-1588" title="images" src="http://www.enricobaccarini.com/wp-content/uploads/2010/08/images.jpg" alt="" width="183" height="275" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">V. individua il periodo dell&#8217;Esodo, e quindi l&#8217;epoca di Mosè, al termine del medio Regno Egiziano, quando l&#8217;Egitto viene invaso da una popolazione di popoli pastori, chiamati Hyksos da Manetone, Amu dalle fonti egiziane dell&#8217;epoca, Amalek nell&#8217;Esodo, proveniente da est, che occupò l&#8217;Egitto, devastandolo, distruggendo città, centri religiosi e gran parte della popolazione. La data specifica proposta da V. è il 1447 BC ed il faraone dell&#8217;Esodo, il Tutimaeus o Timaios di Manetone, è l&#8217;altrimenti oscuro Dudimose, il cui nome compare nella lista dei faraoni preservata nel Museo Egizio di Torino (parte della quale fu disgraziatamente distrutta nel trasporto dalla Savoia a Torino). In questo scenario Mosè, portando il suo popolo fuori dall&#8217;Egitto, lo salva quindi non tanto dalla oppressione degli Egizi quanto da un ben più probabile annichilamento da parte degli Hyksos. Chi scrive ha proposto per il termine Hyksos il significato preciso di <em>popolo dei cavalli</em> e ne ha identificato l&#8217;origine nella regione turanica del fiume Amu Darya, da cui gli Amu sarebbero partiti nel corso di un processo mondiale di migrazioni indotte dall&#8217;evento catastrofico associato all&#8217;Esodo. Chi scrive ha inoltre suggerito che la moglie che Mosè prese nella terra di Kush, usualmente intesa come Etiopia, provenisse in realtà dalla attuale regione dell&#8217;Hindukush/Badakshan, unica regione dove venivano prodotti i preziosi lapislazzuli, e che Mosè fosse stato informato dell&#8217;arrivo degli Amu dalla famiglia della moglie, il che gli avrebbe suggerito l&#8217;urgenza del lasciare l&#8217;Egitto e la necessità di allontanarsi per una strada nel deserto, lungi dalla via che gli Amu avrebbero seguito.</p>
<p style="text-align: justify;">La datazione e la collocazione nell&#8217;ambito delle dinastie egiziane di V. &#8211; ora accettata anche con ulteriori argomenti da Rohl, James, Bimson, Clube &#8211; era in contrasto con quelle tradizionali, che ponevano l&#8217;arrivo degli Hyksos a circa 350 anni prima e la partenza degli Ebrei &#8211; fatto addirittura dubitato da alcuni &#8211; nel corso del Nuovo Regno, spesso all&#8217;epoca di Ramses II. Il fatto che le fonti egiziane non ne parlassero era considerato come prova di una certa inattendibilità storica della Bibbia o almeno di una tendenza della Bibbia ad amplificare l&#8217;importanza degli eventi relativi al popolo ebraico. La ricollocazione operata da V. ridefinisce completamente il quadro storico con importanti conseguenze sulla storia successiva, essenzialmente sino all&#8217;arrivo di Alessandro Magno, a partire dal quale si hanno le precise fonti annalistiche della storiografia classica. Qui diamo solo alcune delle affermazioni di V.:</p>
<ul style="text-align: justify;">
<li>Gli Amu/Hyksos controllarono il      territorio da loro conquistato dalla città di Avaris, identificata da V.      nella prossimità di El Arish, nella attuale striscia di Gaza (territorio      dove insediamenti ellenistici od egizi sono ora seppelliti anche da una      ventina di metri di sabbia, un problema per ogni ricerca archeologica)</li>
<li>Gli Amu/Hyksos furono cacciati da una      coalizione di Egizi che si erano ritirati nel sud dell&#8217;Egitto e di Ebrei      guidati da Saul, verso il 1000 BC</li>
<li>La regina di Saba è il grande faraone      donna Hatshpsut</li>
<li>Il faraone che invade il territorio      che era stato il grande regno di Salomone è Tutmosi III</li>
<li>Amenofi III e Amenofi IV (Akhenaton)      sono vissuti nel nono secolo BC, quindi dopo Salomone (e quindi eliminando      ogni possibilità di interpretare Akhenaton come l&#8217;ispiratore del      monoteismo di Mosè). L&#8217;archivio delle loro lettere, da attribuire al      periodo 870-840 BC, comprende lettere inviate ai sovrani ebrei dei regni      di Samaria (capitale del territorio delle 10 tribù di Israele) e di      Gerusalemme (capitale del territorio delle tribù di Giuda e di Beniamino).</li>
</ul>
<p style="text-align: justify;">In tre recenti monografie lo storico libanese Kamal Salibi, professore alla American University di Beirut e direttore del Centro Studi fra le Fedi di Amman, ha sostenuto che la terra <em>del latte e del miele </em>dove Abramo si stabilì (in una epoca che nell&#8217;ambito della cronologia di V. può essere identificata con il 1850 BC circa, tempo anche del faraone Sesostri I Il Grande), sia l&#8217;attuale regione dell&#8217;Arabia sud-occidentale chiamata Asir. A parere di chi scrive l&#8217;approccio di Salibi può perfettamente accordarsi con quello di V. portando addirittura a rafforzarne le conclusioni.</p>
<p style="text-align: justify;"><a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://www.enricobaccarini.com/wp-content/uploads/2010/08/320px-Velikovsky-signature.png"><img class="aligncenter size-medium wp-image-1582" title="320px-Velikovsky-signature" src="http://www.enricobaccarini.com/wp-content/uploads/2010/08/320px-Velikovsky-signature-300x150.png" alt="" width="300" height="150" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">Fonte &#8211; <a href="http://itis.volta.alessandria.it/episteme/ep4/ep4sped2.htm">Episteme</a></p>
<p></span></div>
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