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Enrico Baccarini Gens - Baccarini - Baccarini Giovanni

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Console, Brigadiere Generale della Milizia

Giovanni (Gianni) Baccarini

(1897- ?)

 

scattata SULLA SCALINATA DELL'ALTARE DELLA PATRTIA A ROMA DOPO UNA PARATA DEL 23.04.1938 XVI

a roma RETRO datata 23/04/1938 ANNO XVI   

la foto riprende un folto gruppo di gerarchi fascisti tutti in uniforme  E DAVANTI AD ALCUNI IL LORO NOME SOTTO RIPORTATO A PENNA

BESOZZI - D'ORTA IL 3° GARRISIO -IL 4° SOLETTI IL BETTINI IL BACCARINI  

la foto reca il timbro del fotografo

 foto SETTI PHOTOEXPRESSES URBE

VIA MADONNA DEI MONTI  NR. 25  ROMA  

 

http://web.genealogie.free.fr/Les_militaires/2GM/Italie/Milice/Console_Generale/B.htm

http://www.generals.dk/general/Baccarini/Giovanni/Italy.html


Baccarini, Onorevole della Repubblica, fu prima (durante il fascismo) Ufficiale in Guerra durante diverse campagne, poi Direttore e Presidente della Associazione Nazionale Mutilati e Invalidi di Guerra. Solo successivamente ricoprì il ruolo di Console della MVSN.


2° REGGIMENTO "ISTRIA" DELLA GNR ( EX 60. LEGIONE MVSN ISTRIA )

"Pezzo" di grandissimo valore storico e collezionistico costituito dallo stendardo originale della 60° Legione "Istria" della Milizia Volontaria Sicurezza nazionale, modificato dopo l'8 settembre 1943 quando la legione aderi' alla Repubblica Sociale Italiana entrando a far parte della Guardia Nazionale  Repubblicana distaccamento di Pola. Da notare l'aquila repubblicana sul fronte e il tricolore senza alcun stemma reale sul retro. Misura cm. 56 x 67 con 10 cm. di frangia.

Notevolissimo fu l’impegno della G.N.R. nelle regioni orientali. Qui i reparti della Milizia ebbero una storia particolare. Si trattava di 7 legioni che i tedeschi avrebbero voluto prendere sotto il loro diretto controllo e che furono denominate, in luogo di M.V.S.N., prima: “Comando VI^ Zona Camicie Nere”, poi “Ispettorato Regionale G.N.R. Venezia Giulia”, infine “Comando Generale Milizia Difesa Territoriale”. Le comandava il Gen. Di Pasquale, con sede a Trieste che cercò in tutti i modi di mantenere l’indipendenza dai tedeschi. Successivamente il comando fu assunto dal Col. Sommavilla che organizzò una vera e propria Divisione, forte di 10000 uomini e 5 reggimenti con comandi a Trieste (1° Rgt già legione “San Giusto”), Pola (2° Rgt già legione “Istria”), Fiume (3° Rgt “D’Annunzio”), Gorizia (4° Rgt. “Isonzo”), Udine ( 5° Rgt. “Tagliamento” ).

Il 2° Reggimento "Istria", comandato da Libero Sauro, ebbe un ruolo fondamentale nel difendere le popolazioni italiane della zona, in questo aiutato anche dalla X° Mas, e nel mantenere l'ordine pubblico con l'appoggio dei carabinieri. Nel dicembre 1944, il comandante Borghese effettuò un’ispezione di tutti i reparti dislocati nella Venezia Giulia per constatare di persona la situazione sia dal punto di vista militare, sia da quello dei rapporti con la popolazione e con le autorità germaniche: il 10 dicembre si recò a Trieste, ed il giorno seguente visitò il comando del battaglione "San Giusto"; quindi proseguì per Pola, nonostante la proibizione del Gauleiter Rainer di muoversi da Trieste, dove visitò la compagnia "Nazario Sauro", comandata dal tenente di vascello Baccarini, e la locale base dei sommergibili CB; il 13 dicembre arrivò a Fiume. Qui fu raggiunto dall’ordine di arresto da parte della Marina germanica, al quale si doveva procedere, se necessario, anche con l’uso della forza. Il tentativo di arresto di Borghese, che viene definito da Sergio Nesi, testimone oculare della scena, come "patetico e umoristico insieme", non ebbe luogo per il duro atteggiamento del comandante e per il buon senso degli ufficiali germanici locali.

A Trieste e in Istria l’occupazione slava iniziò il 1° maggio 1945. Tito mise gli Alleati di fronte al fatto compiuto "liberando" Trieste prima delle truppe neozelandesi, che agli ordini del generale Freyberg entrarono nella città il 2 maggio, e soprattutto ancor prima della liberazione di Zagabria e Lubiana. L’interesse primario di Tito era evidentemente quello di ottenere degli ingrandimenti territoriali più che la sconfitta del nemico comune. I poteri della città furono assunti dal comando militare jugoslavo e per Trieste iniziarono quarantacinque giorni di occupazione slava, con il ripetersi degli eccidi già perpetrati dopo 1’8 settembre 1943 in Istria. A Trieste però, dopo il fallimento dei tentativi per predisporre un fronte patriottico anti-slavo, non ci fu alcuna resistenza italiana . Il 28 aprile il generale Esposito ordinò al battaglione della X "San Giusto", composto da circa 200 uomini e comandato dal capitano di corvetta Ezzo Chicca, di concentrarsi nella caserma di Montebello. Qui, il 30 aprile, il battaglione venne sciolto. Alcuni dei suoi marò ripiegarono su Venezia, altri tornarono nelle loro case ed altri ancora collaborarono con il locale Cln per mantenere l’ordine pubblico.


A Pola la X era presente con la compagnia "Nazario Sauro", composta da circa 300 effettivi, comandata dal capitano di corvetta Baccarini e la squadriglia "Longobardo" dei sommergibili CB/CM del tenente di vascello De Siervo. Il Comando Marina (Maricoser Pola) con un organico di quasi cento uomini era agli ordini del capitano di fregata Marchini. Nella vicina isola di Brioni c’era la Base Est dei mezzi d’assalto comandata, dopo che il tenente di vascello Nesi era stato fatto prigioniero nel corso dell’incursione su Ancona del 14 aprile, dal sottotenente di vascello Cavallo. Con il precipitare degli eventi, gli effettivi della Base Est si trasferirono a Pola. Le altre forze italiane erano costituite da una compagnia del 2° Reggimento "Istria" della M.D.T. al comando del capitano Carlo Bacchetta, da un centinaio di genieri e da altri reparti minori. In tutto 1.200 uomini, mentre le forze tedesche ne contavano 6.000.
  Il comando germanico ordinò che il grosso delle sue forze fosse evacuato dalla città, ritenuta ormai indifendibile, lasciando solo dei presidi esterni. Una colonna mista italogermanica, tra cui il 6° battaglione Genio Artieri del maggiore Covatta, partì alla volta di Trieste scontrandosi presso Pisino con i reparti jugoslavi. A Pola l’ammiraglio Bauer diede l’ordine di smantellare le difese antiaeree, di minare il porto ed i principali edifici militari e pubblici. I comandanti Baccarini e Bacchetta lo convinsero a risparmiare la città ed a cedere loro il comando della piazza. Baccarini assunse formalmente il compito di far mantenere l’ordine pubblico ed i tedeschi disattivarono le minelll. A Pola rimanevano, oltre ai capisaldi germanici, gli esigui reparti della X ed il capitano Bacchetta con 12 suoi militi. Gli italiani cercarono anche di prendere contatti con i comandi slavi per concordare senza spargimento di sangue la cessione della città. La trattativa, intrapresa dal capitano di fregata Marchini, si protrasse con una certa lentezza nella speranza che da un momento all’altro gli Alleati occupassero la zona. Ma questo non avvenne e le unità della X rimasero praticamente annientate durante la disperata resistenza alle truppe titine durata fino al 6 maggio. I combattimenti tedeschi continuarono sino all’8 maggio, ultimo nucleo di resistenza germanica della Wehrmacht, assieme ai difensori di Berlino, a deporre le armi in Europa. L’ammiraglio tedesco che firmò la resa venne subito dopo fucilato insieme ad un gruppo di suoi ufficiali e a una decina di italiani della Decima Mas. I superstiti furono pochissimi, molti i deportati dei quali non si seppe più nulla, tra cui tutto il personale medico dell’Ospedale Marina di Pola. Della Base Est si salvarono solo tre marinai su cinquanta, che tornarono dalla prigionia nel 1947. Il comandante Baccarini fu tenuto per mesi legato dentro una cisterna, fin quando perse denti e capelli e arrivò sull’orlo della pazzia. Fu consegnato alla frontiera italiana il 1° novembre 1949. Alcuni elementi del Comando Marina riuscirono invece ad imbarcarsi su due sommergibili (il C.B.l9 e il C.M.l) che raggiunsero rispettivamente Venezia ed Ancona, così come una trentina di uomini della Scuola Sommozzatori di Portorose, comandata dal tenente Moscatelli, poterono riparare a Venezia .

( Ricavato dal dal libro "La Decima Flottiglia MAS e la Venezia Giulia, 1943-1945" di Sole De Felice edito da Edizioni Settimo Sigillo )


6° Divisione CC.NN.
"Tevere"
"Molti nemici, molto onore"

Il 26 giugno il Comando della Divisione si trasferisce ad Addis Abeba e man mano seguono i reparti.
La 219° Legione viene dislocata a protezione della linea ferroviaria Addis Abeba-Gibuti : il Battaglione misto di formazione composto di mutilati, arditi e combattenti, comandato dal
Seniore Baccarini va a far parte di un’autocolonna agli ordini del Generale Geloso e partecipa il 24 giugno al combattimento per la conquista di Mega, sostenendo quasi da solo l’urto del nemico.
In tale combattimento i Legionari feriti rimangono tutti in linea.
Il 5 giugno 1936 il 219° Battaglione, dislocate le compagnie nei diversi presidi, scavate le trincee, piantati reticolati, sotto il diluvio e nella fanghiglia, pone il comando a Moggio, a 70 Km. da Addis Abeba.
Il 6 luglio si sferra l’attacco dei briganti abissini: la ferrovia è tagliata, la linea telefonica interrotta: 54 Legionari rimangono sul terreno.

Fonte - Littorio & La Milizia Volontaria Sicurezza Nazionale, Div. Tevere


 La Milizia Volontaria Sicurezza Nazionale

Divisione CC.NN. "Tevere"

 

 

 

 

 

Data di costituzione 7 agosto 1935
Comandante Generale di divisione Enrico Boscardi
Vice Comandante Console Generale Mario Boccaccini
Motto "Molti nemici, molto onore"

 

 

Composizione della Divisione

Reparti Comandante Sede

219a Legione "Vittorio Veneto" (1)

  • CCXIX Btg CC.NN.
  • CCCXIX Btg CC.NN.
Console Enzo Galbiati

 

  • -
  • -

220a Legione 

  • CCI Btg CC.NN. Legione Mutilati

  • CCXX Btg CC.NN. Arditi d'Italia

Console Mario Mazzetti

 

 

  • -
  • -

221a Legione "Fasci italiani all'estero"

  • CCXXI Btg CC.NN
  • CDXXI Btg CC.NN.

Console Piero Parini

 

 

  • -
  • -

321a Legione "Fasci italiani all'estero"

  • (costituita anche essa con volontari provenienti dall'estero)

Console Giovanni Cangemi

 

 

  • -

Completano la Divisione

  • VI Battaglione universitario* CC.NN. "Curtatone e Montanara"

  • 6° Battaglione CC.NN. Complementi

  • 6° Gruppo cannoni 65/17

  • 6a Compagnia speciale mista Genio (CC.NN. e R.E.)

  • Ufficio Commissariato

  • 6a Sezione Sanità

  • 6a Sezione Sussistenza

  • 6° Autoreparto misto

  • 6° Reparto salmerie divisionali

1) ex combattenti della 1a Guerra Mondiale

* NB il battaglione era costituito da studenti AA.UU. della Milizia Universitaria, inquadrava 6 compagnie (circa 850 CC.NN. AA.UU.) al comando del Ten. Col. dei Granatieri A. Vinciguerra.

 

 

Storia operativa

 

La 6a Divisione Camicie Nere “Tevere” composta di italiani residenti, mutilati, combattenti, volontari di guerra, arditi e studenti universitari, fu costituita il 7 agosto 1935. Il 13 dicembre la Divisione viene passata in rivista da S.M. il Re. Il 14 dicembre da Napoli, sul piroscafo "Sardegna", inizia il suo trasferimento in A.O. sbarcando a Mogadiscio il 29 Dicembre 1935. A partire dai primi giorni del mese di gennaio, si concentra nel campo trincerato di Mogadiscio e comincia il ciclo delle esercitazioni e dell’addestramento malgrado il clima torrido. L'impiego che ebbe questa Divisione non fu di carattere organico, ma servì per la costituzione di diverse Colonne autotrasportate da utilizzare nel settore del fronte somalo.  Il fronte sud sarà in periodo di stasi, ad eccezione dell'avanzata lungo il Giuba e sul Ganale Doria, fino all'aprile 1936, epoca in cui si inizia la grande azione offen­siva verso Harrar.

Il 16 aprile il Luogotenente Generale Vernè riceve il comando di una colonna indigena autotrasportate con la quale prese parte a tutta l'offensiva dell'Ogaden, occupando Harrar l'8 maggio 1936 (1). Le altre Colonne che partecipano alla battaglia dell’Ogaden (14-30 aprile 1936) furono: la Colonna centrale al comando del Generale Frusci, di cui faceva parte la 221a Legione CC.NN. degli italiani all’estero (al comando del Console Parini) lungo la direttrice Gorrahei-Gabredarre-Sassabaneh-Dagabur (Km.213); Il giorno 24 la colonna Frusci combatte accanitamente per tutta la giornata conquistando le prime posizioni nemiche di Hamanlei e la 221a Legione, ha il battesimo de fuoco.

La Colonna di destra al comando del Luogotenente Generale Agostini, di cui facevano parte la Coorte di Milizia Forestale e il Battaglione Universitario “Curtatone e Montanara” lungo la direttrice Gherlogubi-Afdub-Uarder-Ado-Curati-Bullalè-Dagabur (Km. 260). Il 24 la colonna Agostini, alle 10,30 occupa Gunu Gadu strenuamente difesa dal nemico che resiste fino all'annientamento. I1 5 giugno la 219a Legione disloca le compagnie nei vari presidi e pone il Comando a Moggio. Il 24 la 219a conquista Meda col suo battaglione misto e il 26 la Legione viene dislocata a protezione della ferrovia Addis Abeba - Gibuti e stabilisce il Comando Legione nella Capitale. Nella conquista di Meda tutti i legionari feriti sono rimasti in linea. Il 6 luglio ha luogo il grande attacco dei ribelli alla ferrovia che resta tagliata; la linea telefonica è interrotta e un treno è deviato ed assediato. Le CC.NN. della 220a Legione si battono per due giorni, inin­terrottamente e sanguinosamente resistono e finalmente battono e respingono gli assalitori.

Cadono 54 uomini e il Console Galbiati è ferito gravemente. La Legione si guadagna una bella medaglia di bronzo al V.M. Due ufficiali, uno caduto e l'altro gravemente ferito e rimasto cieco, avranno la medaglia d'oro.

Inoltre era stato affidato al Console Generale Navarra il comando del Raggruppamento Celere Arabo-Somalo. 

Per quanto riguarda la partecipazione di ognuna di queste colonne all’azione, nulla di più eloquente delle parole del Maresciallo Graziani nella sua relazione riassuntiva sulla battaglia dell’Ogaden: 

"Il 15 aprile la Colonna Frusci occupa con forti avanguardie Uarandab a protezione degli equipaggi del Genio che gettano ponti sullo Uadi in piena, per permettere l’avanzata delle truppe attestate fra Uarandab e Gabredarre. La Colonna Agostini completa i propri mezzi e spinge elementi avanzati a Gerile per sistemare la strada. La Colonna Frusci raggiunge il giorno 16 Uarandab allo scopo di accentuare la pressione anche da questa parte e di impedire l’affluenza delle riserve etiopiche verso la Colonna Nasi. Tengo la Colonna Agostini in potenza a Uarder perché intendo pronunziare il suo intervento allorché il centro sia avanzato verso Hamanlei. Il giorno 17 la Colonna Frusci raggiunge la piana a nord di Uarandab compiendo una marcia di 47 Km.. La Colonna Agostini si sposta su Gorile e spinge elementi avanzati su Curati pronta a lanciarsi al momento opportuno. Il giorno 18 la Colonna Frusci oltrepassato Uarandab, si trova a 100 Km. oltre Gorrahei senza avere incontrato il nemico. Fa gettare due ponti da 10 tonnellate e 2 da 27 sui torrenti in piena per permettere il passaggio agli automezzi. La Colonna Agostini giunge a Curati, a 140 Km. dalla base di Uarder, pure senza prendere contatto con l’avversario. Il raggruppamento celere somalo del Console Generale Navarra ultima il rastrellamento del campo di battaglia di Gianagobò, raccogliendo ancora 700 fucili ed altre mitragliatrici e segue poi la Divisione Libica. Il giorno 22 la Colonna del Generale Frusci, rinforzata dal raggruppamento di Legioni Parini è attestata a 30 Km. dalle posizioni nemiche di Hamanlei, che attaccherà il 24. Alla destra la Colonna Agostini è attestata a soli 12 Km. dalle posizioni etiopiche di Gunu Gadu, che attaccherà pure il 24. La colonna del centro viene rinforzata dal raggruppamento Navarra e raggiunge la zona di Gabrehor, ove sosta per muovere l’indomani all’attacco. Il giorno 24 la Colonna del Generale Frusci combatte accanitamente per tutta la giornata, conquistando le prime posizioni dell’organizzazione difensiva di Hamanlei. Il nemico oppone tenace resistenza nelle caverne, nelle anfrattuosità del terreno, che rendono la lotta sanguinosa. La Legione Parini ha il battesimo del fuoco. Alla destra la Colonna Agostini occupa alle 10,30 Gunu Gadu strenuamente difesa dal nemico, che resiste sino al suo annientamento, e spinge elementi autocarrati fino a Bullalè. La colonna centrale attacca risolutamente all’alba del 25 aprile alla baionetta e dopo accanita lotta sloggia il nemico dalle caverne e dalle anfrattuosità del Faf, infliggendogli perdite gravissime. L’avversario lascia sul terreno un migliaio di morti e fugge incalzato dai nostri. La Colonna di destra Agostini riprende il movimento su Bullalè spingendo in avanti elementi autocarrati, che incontrano viva resistenza da parte dei nuclei nemici: le perdite superano i 600 fra morti e feriti. Nessun avversario si è arreso, i prigionieri sono tutti feriti. La colonna continua il rastrellamento della zona attraverso eccezionali difficoltà. Vengono annientati ad uno ad uno numerosi presidi in caverne e buche scavate nel terreno, dove mitragliatrici e fucili sparano attraverso piccole feritoie robustissime che nascondono completamente armi e tiratori e che occorre far saltare con pezzi di artiglieria leggera appostati a distanza minima, spesso non superiore ai 50 metri. Da parte nemica vengono lanciate anche bombe a mano di recentissimo modello. Il giorno 28 diramo alle tre colonne l’ordine per l’attacco del sistema difensivo di Sassabaneh-Bullalè-Dagabur. Il giorno 29 la Colonna del Generale Frusci avanza con foga ammirevole e coprendo una distanza di circa 40 KM. oltrepassa Sassabaneh, ove è colta da un violentissimo nubifragio, che rende la strada impraticabile e provoca sull’Uadi Sassabaneh una piena della velocità di 8 metri. La colonna inizia subito il gittamento di un ponte di 10 tonnellate e spinge intanto pattuglie verso il nemico. La Colonna Agostini occupa nel pomeriggio Bullalè, subendo lievi perdite e lanciando suoi nuclei all’inseguimento. Il giorno 30 le avanguardie delle tre colonne con perfetta sincronia, entrano in Dagabur. Il nemico è in fuga, nel campo tattico le singole colonne hanno operato con altrettanta perizia e valore".

Il 26 giugno il Comando della Divisione si trasferisce ad Addis Abeba e man mano seguono i reparti. La 219a Legione viene dislocata a protezione della linea ferroviaria Addis Abeba-Gibuti: il Battaglione misto composto di mutilati, arditi e combattenti, comandato dal Seniore Baccarini va a far parte di un’autocolonna agli ordini del Generale Geloso e partecipa il 24 giugno al combattimento per la conquista di Meda, sostenendo quasi da solo l’urto del nemico. In tale combattimento i Legionari feriti rimangono tutti in linea. Il 5 giugno 1936 il 219° Battaglione, dislocate le compagnie nei diversi presidi, scavate le trincee, piantati reticolati, sotto il diluvio e nella fanghiglia, pone il comando a Moggio, a 70 Km. da Addis Abeba. Il 6 luglio avviene l’attacco alla linea ferroviaria  presso Les Addas da parte delle truppe etiopiche che causa l’interruzione della  ferrovia e della linea telefonica. A seguito di questo scontro, 54 Legionari del 219° Battaglione rimangono sul terreno, mentre il Console Generale Galbiati "alla testa di un pugno di uomini sopraggiungeva rompendo alla squadrista il cerchio nemico e dando la possibilità ai rinforzi di giungere e fugare i predoni". (2)


 

NOTE

(1) L’ordine era di partire per Gorrahei insieme con un piccolo Stato Maggiore composto di 4 Ufficiali della Milizia per assumere il comando di una Colonna speciale che rappresenta, con la sua azione decisa, una costante minaccia per il fianco avversario. 

(2) Cfr. La Stampa, Anno 71 n. 26, sabato 30 gennaio 1937-Anno XV

 

FONTI

La Stampa, Anno 71 n. 26, sabato 30 gennaio 1937-Anno XV

Altri riferimenti: vedi la pagina contenente la bibliografia


LA VITTORIA

Rivista mensile dell'Ass. Naz. fra Mutilati e Invalidi di guerra diretta da Giovanni Baccarini

Autore LA VITTORIA
Titolo Rivista mensile dell'Ass. Naz. fra Mutilati e Invalidi di guerra diretta da G. Baccarini
Editore Roma, Ist. Romano Arti Graf.
Argomento PERIODICI
Prezzo  
Anno di edizione Date
Note In-folio,pp.16, ill. fot. nel testo. Disponiamo delle seguenti annate: 1933(Anno I°) - 1937 - 1938(manca il n.11). Disponiamo inoltre di numeri dal 1933 al 1944 a œ.3.000 cad., dei quali inviamo elenco a richiesta.

 

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Cavaliere Ordine Militare d'Italia

BACCARINI Giovanni 1° Seniore della M. V. S. N.
 

Data del conferimento:

24- 5- 1937 R.D. n. 201