
Un anno fa è morta mia nonna Giovanna. Qualche giorno fa, mio nonno Emilio - suo marito - mi ha confidato: "Lo sai? Anche se è mancata, la sento sempre più vicina, ogni giorno che passa". All'udire queste parole, ho cercato di collocare la sensazione espressa da mio nonno in uno schema più ampio che la spiegasse. E' risaputo che, in genere, il tempo allevia i dolori e attenua i ricordi. In questo caso sta avvenendo un fenomeno opposto: il ricordo si fa più forte e si manifesta addirittura - sempre con maggior intensità - come presenza "viva" accanto a lui. Immagino che i neurologi e gli psicologi cognitivi abbiamo elaborato tutta una serie di teorie in grado di spiegare questa percezione - simile a quella della "mano fantasma" che coglie coloro ai quali viene amputato un arto. Ma... un momento! Sto facendo riferimento a studi che spiegano come nasce un'illusione (come quella, appunto, della mano inesistente che si continua a "sentire"): questo significa che ho già catalogato l'esperienza di mio nonno in quell'area. Senza accorgermene ho posto un assunto del quale non ho alcuna prova: quello, cioé, per cui mio nonno sta soltanto sperimentando una sensazione illusoria. Meglio fermarsi e aspettare l'oste per il conto...
Dunque, torniamo a mio nonno. Lui sta sperimentando una sensazione che esprime con le parole "sento (la nonna) sempre più vicina, ogni giorno che passa". Non cadiamo nell'errore di evitare alcune strade: cerchiamo di vagliarle tutte. Tale sensazione può essere prodotta: (a) da mia nonna o (b) da un meccanismo interno a mio nonno che non ha nulla a che vedere con mia nonna. Dire che la sensazione proviene dalla psiche non aggiunge alcuna informazione utile: la cosa importante è scoprire chi o che cosa stia stimolando la psiche a produrre quella sensazione! Potrebbe di nuovo essere (a) mia nonna o (b) qualche area del cervello.
Non mi dilungo sull'ipotesi (b): credo esista una vasta letteratura scientifica sui centri cerebrali che intervengono nella creazione di percezioni illusorie. Quella che mi preme approfondire è, invece, l'ipotesi (a). Potrebbe, in linea teorica, mia nonna produrre quelle sensazioni all'interno di mio nonno, sensazioni - tra l'altro - crescenti col tempo?
Gli studi che ho condotto sino ad oggi sulla dottrina dello spiritismo mi hanno persuaso che non ci sia ancora stato un contatto fisico tra un ipotetico Aldilà e il nostro mondo - a differenza di quanto affermato dai medium di mezzo mondo. Sarei dispostissimo ad accettare i fondamenti di questa dottrina nel momento in cui dimostrasse la sua reale efficacia nell'evocare i defunti e permettere loro di intervenire nel mondo fisico, ma ritengo che fino ad oggi questa prova non ci sia ancora stata. Per un'estensione - un po' indebita, forse! - non credo che un defunto sia in grado di intervenire nel nostro mondo con delle manifestazioni fisiche. Mi è altresì difficile immaginare mia nonna che si aggira ancora oggi nelle stanze dove vive mio nonno... Forse pecco soltanto di poca immaginazione, ma questo scenario mi sembra poco plausibile (per quanto "logicamente" possibile). Ho, dunque, escluso l'ipotesi (a)? No, mi viene in mente uno scenario ancora diverso!
Vi è mai capitato di perdere il cellulare in casa? Se è acceso, trovarlo non è difficile: è sufficiente farlo suonare chiamandolo da un altro telefono. Una volta che ha iniziato a squillare, vi aggirate per le varie stanze, e - come mio nonno - mentre vi avvicinate alla fonte del suono mi potreste dire: "Lo sento sempre più vicino, ogni passo che faccio". Il rumore è sempre lo stesso, siete voi che vi state avvicinando e dunque lo sentite con maggior intensità. Trasposto nell'esperienza di mio nonno, dal momento che lui (ma non solo!) ogni giorno che passa invecchia, nell'ipotesi che al termine della vita si vada nell'Aldilà, a tutti gli effetti si sta avvicinando sempre di più a mia nonna e dunque ne avverte con sempre maggior intensità la vicinanza - che, a differenza della prima ipotesi che avevo fatto, non è una vicinanza "spaziale" ma di vicinanza "temporale"!
A questo punto qualcuno vorrebbe che ne traessi il sillogismo per cui la sensazione di mio nonno prova l'esistenza dell'Aldilà... Naturalmente non sono così ingenuo dal crederlo. SE l'Aldilà esistesse, ALLORA la crescente sensazione di mio nonno POTREBBE spiegarsi con lo scenario citato. Nulla più.
Ora che ho messo sul tavolo tutte le ipotesi, potreste pormi la Domanda
Fondamentale: qual è quella corretta? Come scrisse Martin Gardner una volta: "Don't
ask me. How could I possibly know?!", "Non chiedetelo a me. Come
potrei mai saperlo?!". Non è per spirito snobistico che alla domanda "Credi che
l'Aldilà esista?" risponderei "Non lo so"; ho amato un recente dialogo cui ho
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