|
|
|||||||
| Padre Pio da Petrelcina | |||||||
|
|
|
Il testo quì presente è una trasposizione dal Blog Mysterium di un articolo di Frabrizio Falconi. Il contenuto del testo corrisponde alla personale visione del suo estensore.
Il mio lavoro mi ha portato recentemente a San Giovanni Rotondo. Così ho potuto visitare il Santuario Nuovo di Padre Pio (costruito da Renzo Piano), e quello vecchio dov'è custodita anche la tomba del Santo.
Devo dire che mi accosto all'argomento di
Padre Pio con una certa riluttanza. Sentivo da tempo di doverlo fare. Ma la
figura di questo Santo a me ha sempre suscitato sentimenti contrastanti, che
ho provato ad indagare.
Cos'è che 'spaventa' un po' in lui ? Forse quell'immagine, con la quale abbiamo dovuto fare conto da bambini, di quel frate con le mani e i piedi sanguinanti. Il sangue genera sempre una comprensibile ripugnanza...
Qui, a Mysterium, affronteremo il tema, senza preconcetti, come siamo soliti fare. Quindi, senza nessun pre-giudizio di Fede, o di Ragione.
Quel che ci interessa indagare - per quanto è possibile - è la figura di questo uomo divenuto oggetto di un culto universale (quando sono andato ho visto migliaia di fedeli, di tutte le nazionalità, venuti con pullman, aerei treni), e trasversale (il culto di Padre Pio è molto 'popolare', ma non sono poche le persone di rango, anche molto colte che si dichiarano suoi fedeli).
Allora, inizierei con qualche semplicissimo dato di riferimento:
Padre Pio nacque a Pietrelcina, un piccolo paese a pochi chilometri da Benevento, il 25 maggio 1887. Il padre, Grazio Forgione, era un piccolo possidente che viveva del proprio lavoro. La madre, Giuseppa De Nunzio, era una donna molto religiosa.
A quindici anni compiuti, fu accolto nel noviziato di Morcone, dove il 22 gennaio del 1903 vestì l'abito di San Francesco, prendendo il nome di fra Pio.
In questo periodo il giovane fra Pio iniziò a soffrire di strane malattie di cui mai si ebbe una esatta diagnosi, che mai guarirono completamente.
Il 10 agosto del 1910 venne ordinato sacerdote nel duomo di Benevento.
Al convento di San Giovanni Rotondo (Fg), giunse il 28 luglio 1916 per rimanervi fino alla morte.
La mattina di venerdì 20 settembre 1918, pregando davanti al Crocifisso del Coro della vecchia chiesa, ricevette il dono delle stimmate, che rimasero aperte, fresche e sanguinanti per mezzo secolo.
Morì a ottantuno anni di età, il 23 settembre del 1968. Il 20 marzo 1983 ha avuto inizio il processo di beatificazione, concluso il 2 maggio 1999, allorquando viene proclamato Santo da Papa Giovanni Paolo II il 2 maggio 1999.
Questi i semplici dati biografici che qui, ovviamente non c'è modo di approfondire più di tanto (un po' lo faremo nei prossimi giorni). Ma le biografie in rete sono numerosissime. Basta scegliere (qui propongo solo i siti ufficiali):
http://www.padrepio.catholicwebservices.com/cenni_biografici.htm
http://www.conventopadrepio.it/italiano/indexit.html
Questa volta però, per procedere, vorrei usare il metodo opposto a quello che usiamo di solito: partire cioè dalle conclusioni.
In definitiva la domanda alla quale dobbiamo rispondere è questa:
Un uomo può per un periodo di tempo ininterrotto - 50 anni, mezzo secolo - prendersi gioco della scienza, di migliaia di fedeli, dei confratelli, dell'intera comunità sociale, simulando un fenomeno naturale inspiegabile ?
E se la risposta alla domanda precedente sarà: no, un uomo da solo non può prendere in giro migliaia di persone, milioni per cinquant'anni di seguito, dobbiamo allora porci la domanda seguente:
se il fenomeno esisteva veramente, di che natura era questo fenomeno ?
Partiamo dalla conclusione, allora. E ci rivolgiamo ai nostri cari amici del Cicap. Che ovviamente per questo - come per ogni altro tipo di domanda sui cosiddetti misteri - hanno una risposta, sicura e precisa.
Che troverete in esteso, cliccando qui:
http://www.cicap.org/enciclop/at100266.htm
Comunque sintetizziamo la risposta: per il Cicap, in definitiva Padre Pio sarebbe stato affetto da una forma di psico-patologia. Le sue visioni le sue stigmate e le sue estasi possono trovare una naturale via di spiegazione. Riportando le conclusioni del Prof. Luigi Cancrini psichiatra dell'Università la Sapienza di Roma (uno dei tantissimi medici o scienziati che negli anni si sono cimentati nello studio del fenomeno Padre Pio), il CICAP conclude che il frate soffriva di null'altro che di una malattia chiamata disturbo istrionico di personalità - così descritta nel DSM IV (edizione aggiornata del manuale internazionale dei disturbi mentali) - associato al disturbo di trance dissociativa, mentre le sue stigmate sono particolari sintomi di conversione somatica.
Tutto chiaro, allora ?
Benissimo. Partiamo allora proprio da qui: dalla chiara e semplice 'sentenza' del Cicap, e cerchiamo di saperne qualcosa di più di: disturbo istrionico di personalità, trance dissociativa e conversione somatica.
Ciao a tutti,
Fabrizio Falconi.
Ci eravamo lasciati ieri, dunque, con la dura sentenza del prof. Cancrini (sposata dal CICAP):
- Il fenomeno di Padre Pio (stiamo parlando delle piaghe sanguinanti e fresche per cinquant'anni nel palmo delle mani e dei piedi) è perfettamente spiegabile scientificamente. Con questa diagnosi:
Trattasi di "conversione somatica derivante da disturbo istrionico di personalità associato a trance dissociativa."
Devo proprio dire che nulla viene per caso ! Ho imparato una cosa che non avrei mai sospettato e cioè che le diagnosi del Prof. Cancrini derivano da un bel manuale che in termini tecnici si chiama DSM IV, e che troverete, cliccando qui.
Questo mega manuale - naturalmente americano - il cui nome esteso è "Diagnostic and Statistical Manual - 4th Edition", è una specie di Bibbia. Bibbia scientifica, naturalmente, in cui sono elencati - ciascuno con il loro bel codice - tutti i possibili disturbi che possono affliggere la psiche umana.
Un giorno magari apriremo anche il 'file' della psichiatria, di come cioè la scienza odierna (occidentale) pretende di affrontare e risolvere il disagio mentale (a giudicare dai risultati che vediamo magari anche semplicemente andandocene in giro per la nostra città non sembra proprio un successone...)
Quello comunque che qui ci interessa è analizzare la diagnosi del prof. Cancrini.
Sono andato a studiarmi per bene la materia, e così ho scoperto che il concetto di conversione somatica è stato introdotto in psichiatria nientemeno che dal dott. Sigmund Freud, ed indica tutti quei sintomi (disgusto, sudori, tremori, svenimenti, paralisi, convulsioni...) attraverso i quali il paziente traduce il proprio disagio psicologico alla presa di coscienza dei suoi attuali problemi a gestirsi autonomamente la vita.
Freud, per vincere e combattere i sintomi da conversione somatica inventò il Metodo catartico (dal greco katharsis "purificazione"), basato sul concetto di liberazione di emozioni, alla base di tensioni o ansia, grazie al recupero di pensieri o ricordi.In pratica i disturbi da conversione sono semplicemente la nuova definizione di quel che una volta era definito: a) isteria, b) Ipocondria, c) Sindrome di Briquet, d) La belle indifference.
Secondo il nostro manuale, la nostra bibbia americana, I disturbi di conversione, al contrario dei disturbi di somatizzazione, sono caratterizzati da:
Ora, lasciando da parte le valutazioni del caso - visto che, come ci ammonisce lo Scientifico nei commenti al post precedente nessuna verifica è più possibile, dopo la morte di Padre Pio, avvenuta nel 1968 (ma dovremmo pur dire che il fenomeno delle stimmate prosegue anche oggi, in altri soggetti, in diverse parti del mondo) - l'unica cosa che mi sento di dire - in tutta obiettività - è questa:
- posto che queste definizioni psichiatriche per categorie di sintomi sono assai labili , comprendendo sintomi diversissimi e della più diversa forma, si può affermare senza timore di sbagliare che già di per sè le piaghe vive sulle mani, come quelle che da innumerevoli riscontri aveva Padre Pio Forgione rappresentano un caso rarissimo - in termini clinici - di "conversione somatica". Dell'ordine di 1 caso su diversi milioni.
La seconda affermazione è quella che, pur volendo spiegare le piaghe come "sintomi di conversione somatica", resta l'eccezionalità del fenomeno. Eccezionalità nell'evidenza, ma soprattutto nella durata. Cioè siamo di fronte ad una conversione somatica che sarebbe durata - senza interruzioni - per 50 anni.
Mi permetto poi, una piccola 'impertinenza': ma quindi dovremmo anche concludere che se all'epoca di Gesù Cristo fosse già esistito Freud, Egli sarebbe stato senza alcun dubbio ricondotto alla stessa diagnosi: un istrione con trance dissociativa, e diverse... conversioni somatiche..
Domani però vedremo che queste perplessità e queste controversie su Padre Pio, arrivarono fin dentro al cuore della Chiesa....
Ciao a tutti, e a domani.
Fabrizio Falconi.
Ci occupiamo oggi della annosa questione relativa alla controversia su Padre Pio che vede protagonista Padre Agostino Gemelli, che è ritratto qui di fianco.
Sull'incontro Padre Pio-Gemelli si è creata negli anni una letteratura senza fine: relazioni, libri, studi, sceneggiati tv, tutto fa brodo...
Ma come andò veramente la vicenda ? Ed è vero che Padre Gemelli bocciò il fenomeno delle stimmate di Padre Pio, non riconoscendone il valore soprannaturale ?
Proviamo ad indagare. Per ragioni di spazio tralascio qui le informazioni biografiche su Padre Gemelli, che troverete qui. Si tratta comunque di una biografia interessantissima: nato da una famiglia completamente atea, anticlericale e massonica, Gemelli ha attraversato il Novecento incontrando papi, santi, uomini politici con un infaticabile impegno di uomo di scienza prima, e poi di fede.
Per ricostruire la vicenda ci avvaliamo del racconto più completo reperibile facilmente in rete, che ho epurato delle sue 'convinzioni' di parte, come è inevitabile che sia:
http://www2.unicatt.it/pls/catnews/consultazione.mostra_pagina?id_pagina=75
Dunque: padre Gemelli riceve l'incarico di fare una 'ricerca' (era il termine indicato all'epoca per 'inchiesta' su Padre Pio nel 1920 direttamente dal Sant'Uffizio (Mons. Pieroni), quella che oggi viene chiamata Congregazione per la Dottrina della Fede.
"Sono stato incaricato a suo tempo - scrive Gemelli - di una ricerca da parte del'lAutorità Ecclesiastica ..." (carteggio con P. Martindale 1952).
Il Cardinale Segretario del S. Uffizio conosceva bene i suoi studi sui "fenomeni mistici" (1913 e anni seguenti).
La situazione, riguardo a Padre Pio, questo anonimo frate che nel profondo Sud d'inizio secolo pretendeva di 'avere le stimmate', e di proclamare incontri con Gesù Cristo, era assai inquietante: Dopo la sigmatizzazione di P. Pio (1918), il S. Uffizio, il Ministro Generale dei Cappuccini e la stessa Provincia erano preoccupati dei rapporti allarmati e contraddittori di Archidiocesi (Arcivescovo di Manfredonia e Clero Diocesano avversi a P. Pio), Medici (tre visite mediche con reperti contraddittori e contrastanti: favorevoli a P.Pio il Dr. Romanelli ed il Dr. Festa; sfavorevole il Prof. A. Bignami), Polizia (avviata una inchiesta della Prefettura di Foggia nel 1919), Religiosi (espressione di "malumori"), Fedeli (sospetti di "speculazioni a fine di lucro").
L'incarico era di estrema delicatezza (si trattava di condurre una inchiesta non ufficiale su P. Pio ed i Frati di un altro Ordine, tra l'altro, a quel tempo, in seria polemica coi Francescani). P. Gemelli è dunque costretto a muoversi con la massima cautela.
Scrive al Provinciale dei Cappuccini che desidera a far visita a P. Pio "privatamente e per fini spirituali ... non come medico" (testimonianza del Padre Benedetto o.f.m. cap.).
Approfitta di un soggiorno in meridione (Lecce ?) per recarsi a Foggia presso la Casa Provinciale dei Cappuccini (17 Aprile 1920) e la sera del giorno successivo - il 18 Aprile 1920 - si reca al Convento di San Giovanni Rotondo.
Qui lascia scritto nel Registro dei visitatori un commento benevolo, di elogio per "i frutti che l'albero francescano continua a dare ...).
Pernotta con i Frati, ha colloqui con P. Benedetto "tutore e direttore spirituale di P. Pio" e chiede un "abboccamento" con P. Pio per il giorno successivo.
Gemelli incontra Padre Pio la mattina successiva dopo la Messa in Sacrestia. I due si appartano "in un angolo lontano ... per pochi minuti" - scrive P. Benedetto che assiste alla scena a distanza. Il contenuto di quella breve conversazione nessuno dei due Padri l'ha mai rivelato (è del tutto inventato l'episodio - che appare nello sceneggiato di Canale 5 - dello scontro tra P.Gemelli e P. Pio).
E' certo però - come scrive Gemelli nel 1952 al Direttore del diffuso periodico: La Settimana Incom - che egli, in quell'occasione, "non ha chiesto a P. Pio di esaminare le stigmate ... anche perché nessuno mi ha mai incaricato di farlo ed un esame del genere avrebbe richiesto una lunga permanenza a S. Giovanni Rotondo e tutta una serie di accertamenti scientifici. Questo per ristabilire la verità".
. Gemelli ha scritto una "relazione" riservata al S. Uffizio sull'incontro avuto con P. Pio .L'ha scritta il giorno stesso, 19 aprile 1920. Il testo di questa "relazione" a tutt'oggi rimane sconosciuto, il che ha suscitato una ridda di illazioni e di speculazioni da parte della stampa e dello stesso estensore della cosiddetta "Biografia documentata su P. Pio".

La relazione è conservata negli Archivi segreti dell'ex S. Uffizio.
Né P. Gemelli ne ha mai parlato con alcuno: "Nessuno sa quello che io ho scritto, eccetto i membri di quell'Autorità (del S. Uffizio) e quindi le opinioni che vogliono attribuire a me non sono fondate su affermazioni vere ... La mia colpa - se colpa c'è stata - è stata quella di aver agito come esperto medico" (1952).
In occasione della Beatificazione di P. Pio, il P. Da Ripabottoni - rimangiandosi quanto detto precedentemente, rettifica il tiro sulla vicenda Gemelli - P. Pio, facendo importanti ammissioni. Egli ammette che Gemelli fece una "visita privata" a P. Pio; che "ha visto le stigmate, ma di non averle esaminate"; che ne "fa una sommaria descrizione, ne dà un giudizio piuttosto negativo, benchè non definitivo e richiede altre indagini per l'esatta conoscenza".
La quale "relazione" appare essere del tutto equilibrata e senza quei "toni aspri e affrettati ... terribili " immaginati da TV e dalla pubblicistica corrente.
E' probabile perciò che non ad essa relazione si devono i provvedimenti restrittivi del S. Uffizio presi nei confronti di P. Pio a distanza di due anni (1922-23). Essi hanno forse altra motivazione (nel maggio 1920, visita il Convento di S. Giovanni Rotondo Mons. B. Cerretti, Segretario per gli Affari Ecclesiastici Straordinari, nel 1921 e viene inviato ufficialmente un "Visitatore apostolico" nella persona di Mons. Raffaele Rossi).
Fin qui gli avvenimenti: ma ancora, scenderemo ancora di più nel particolare, per capire quali furono i criteri "scientifici", considerati allora come tali, che portarono Gemelli alla sua "sentenza".
Ciao a tutti, a domani.
Fabrizio Falconi.

Dunque, se devo trarre, come vi avevo promesso ieri, una conclusione da quel che abbiamo detto ieri, sulla vexata quaestio Padre Pio-Padre Gemelli, la mia conclusione su quel famoso incontro è questa:
in realtà Padre Gemelli nel suo famoso incontro, nel 1920, con Padre Pio - per sua stessa ammissione - non esaminò le stimmate. Quindi il suo giudizio - negativo - non fu dato principalmente sul fenomeno, ma sulla persona Padre Pio.
Gemelli, e questo lo si capisce bene se si legge il carteggio, fu colpito negativamente dalla personalità del futuro santo. Quella personalità - cioè - gli apparve con tutte le caratteristiche "scientifico-psicologiche" di un esaltato, di una persona cioè in preda ad una auto-esaltazione, ad un delirio, insomma.
Ma, diremmo oggi: in quale stato dovrebbe trovarsi uno che ha avuto una visione, e dopo di quella ha visto il proprio corpo cambiare in modo così spaventoso, ed eclatante ?
Su Padre Gemelli, personaggio veramente controverso e affascinante, dobbiamo fare anzi, e mi scuserete se questi post sono un po' troppo lunghi (ma mi accorgo che la materia interessa parecchi), una divagazione. Che ci aiuta forse a capire un po' di più.Nel 1989, un teologo francese, padre Francois Brune ha
pubblicato un testo "I morti ci parlano", in cui un capitolo è dedicato
proprio alla presunta collaborazione scientifica che sarebbe stata
intrattenuta sul finire degli anni '40 dallo stesso Gemelli con padre
Pellegrino Ernetti e ai fenomeni (riguardanti la possibile
comunicazione con i defunti grazie ai nuovi strumenti della
tecnologia di massa come il registratore) di cui
sarebbero stati testimoni e di cui avrebbero informato lo stesso
Vaticano nella persona del Papa stesso.

Lo stesso autore afferma che padre Ernetti vrebbe coinvolto Gemelli ed altri undici eminenti scienziati tra i quali Enrico Fermi (tutti già morti e quindi ovviamente non in grado di smentire questo improbabile coinvolgimento) nei suoi studi sul cronovisore .
So che questa cosa apparirà a molti incredibile da credersi. Eppure la vicenda del cronovisore è in parte vera. Anche se in rete fioriscono micidiali ricostruzioni iper-complottistiche, comprensive di foto tratte dal cronovisore, ecc... dalle quali vi consiglio di stare decisamente alla larga.
Però, dicevamo, la vicenda ha un fondamento di realtà.All'inizio degli anni Cinquanta la notizia occupò le pagine di tutti i giornali come una bomba: l'invenzione del "cronovisore", ovvero la macchina in grado di captare gli avvenimenti passati e i loro protagonisti, facendo rivivere eventi lontani e risentire voci ritenute mute per sempre.
Inventore era appunto padre Pellegrino Ernetti, monaco benedettino, che addirittura aveva lavorato in collaborazione con un gruppo di scienziati di fama mondiale tra cui Enrico Fermi, un premio nobel giapponese e Werner von Braun, inventore della V2.
Padre
Pellegrino Ernetti, scienziato e musicologo, era insegnante di
musica pre-polifonica presso il Conservatorio Benedetto Marcello di Venezia;
i suoi studi musicali gli diedero la chiave per elaborare il sistema che lo
portò alla "sensazionale scoperta".
In un'intervista pubblicata il 2 maggio 1972 dalla Domenica del Corriere padre Ernetti, che è morto nel 1994, spiegò al giornalista Vincenzo Maddaloni i principi di base del cronovisore, la macchina che vede indietro nel tempo:"Tutta l'elaborazione si basa su un principio di fisica accettato da tutti, secondo il quale le onde sonore e visive, una volta emesse, non si distruggono ma si trasformano e restano eterne e onnipotenti, quindi possono essere ricostruite come ogni energia, in quanto esse sono energia. Il fatto che noi non vediamo e non udiamo non significa che non esiste altro, ma soltanto che occorrono determinati apparecchi che ci facciano udire e vedere". Apparecchi, cioè, in grado di decodificare quell'energia.
Secondo le cronache dell'epoca, il cronovisore riuscì in operazioni portentose: fu visto e registrato Cicerone che pronunciava i suoi discorsi, fu udito e trascritto l'intero testo della tragedia di Quinto Ennio, il Thyestes, della quale si conoscevano solo poche righe; ma soprattutto gli scienziati poterono assistere alla passione di Gesù e alla sua morte e resurrezione. Tutto questo sarebbe stato mostrato al papa Pio XII e ad importanti personalità del Vaticano e della politica.
Naturalmente tutto questo non fu mai documentato, e rimase una leggenda metropolitana, vista anche la ritrosia dello stesso Padre Ernetti a parlarne.
Il libro di Brune, che di Ernetti fu amico e confidente per trent'anni, pare contenga rivelazioni clamorose, ma posso solo dirvelo così, non l'ho letto, e credo anche che non lo leggerò.
Anche perchè vi sono - a tal proposito - basta fare una piccola ricerchina su internet una tal quantità di fandonie senza eguali, come quella che il cronovisore, la macchina magica, sarebbe conservata attualmente nei famosi e onniscenti 'sotterranei del Vaticano.'
La cosa che qui interessava era semplicemente quella di segnalare come la personalità di Padre Gemelli fosse 'poliedrica' e apparentemente aperta a tutto, anche se da un'ottica prioritariamente scientifica.
Come risulta dai racconti di chi Padre Pio lo conobbe in vita, non era semplice accostarsi a lui: aveva un carattere chiuso, dai toni a volte aspro. E soprattutto, si accorgeva immediatamente di chi gli si accostava non spinto dalla fede, ma dalla '"voglia di scoprire il trucco." Probabilmente, ma è una mia teoria, l'incontro tra queste due personalità così forti, generò un inevitabile distanza o dissidio.
Ciao a tutti, a domani.
Fabrizio Falconi.

Oggi, vista l'improponibile lunghezza dei post precedenti, che vi ho ammannito, vorrei lasciar parlare le immagini. Anche perchè spesso parlano molto più delle parole.
Così sono lieto di potervi mostrare, anche per interesse personale di ciascuno, le immagini, piuttosto rare dell'ultima messa celebrata da Padre Pio, il 22 settembre del 1968, il cui racconto, piuttosto emozionante è contenuto qui.
Per vedere il video, cliccate invece qui sotto, e ... lasciatevi un po' cullare da queste vecchie immagini, per entrare un po' nell'atmosfera dei tempi, e del personaggio (il commento è in spagnolo, ma si capisce molto bene.
Ciao a tutti,
Fabrizio Falconi
Concludiamo qui - per ora - il nostro viaggio intorno a Padre Pio che ci ha tenuto impegnati per una intera settimana.
Pubblico la foto qui a fianco per rispondere ai molti che mi hanno curiosamente chiesto - anche privatamente - se le stimmati di Padre Pio fossero soltanto nel palmo della mano, o anche sull'esterno. Penso che questa foto risponda chiaramente.
Oggi vorrei concludere, visto che all'inizio del viaggio siamo partiti dall'assunto opposto, e cioè dal punto di vista del Cicap, del prof. Cancrini, e degli altri, che hanno spiegato il fenomeno di Padre Pio come un fenomeno di auto-esaltazione e di dissociazione (anche se non si è spiegato 'empiricamente' come questo fenomeno psichico abbia potuto causare piaghe sanguinolenti e fresche per 50 anni continuati), con il punto di vista contrario.
Come sappiamo, analisi scientifiche corpose sul fenomeno scientifico delle stimmati non sono state fatte. Come abbiamo visto, anche lo stesso Padre Gemelli dichiarò che non aveva mai esaminato le stimmati. E ciò per una semplice ragione: fu sempre molto difficile convincere Padre Pio, in vita a lasciarsi esaminare. Egli rifuggeva - definendoli 'pagani' - tutti coloro che si avvicinavano con l'intento di soddisfare una curiosità puramente anatomico-scientifica.
Eppure nonostante questo, tra i pochi che hanno avuto la fortuna di vedere le stimmati da vicino, non sono mancati i 'pareri postivi'.Come quello del dottor Giorgio Festa - che poté osservarlo a lungo dall'inizio degli anni Venti - il quale giudicò inspiegabile il fenomeno, e affermò che «dal punto di vista neuropsichico, Padre Pio aveva sempre avuto una costante e serena coerenza in tutti i suoi atti, e un perfetto e completo equilibrio tra le funzioni del sistema nervoso e le facoltà della mente e dello spirito»
O come quello, molto più recente del medico Michele Capuano, l'ultimo medico del Frate di Pietrelcina. Il dottor Capuano curò padre Pio per quarant'anni e, pochi anni prima di morire, ha firmato un lungo rapporto scientifico, in cui elenca con minuzia l'incredibile serie di malattie del frate. "Padre Pio" scrive Capuano "perdeva qualcosa come un bicchiere di sangue al giorno". Ed ancora: "Aveva febbri che talvolta raggiungevano i 44-45 gradi, rilevabili con termometri da bagno". Il medico, solo dopo la morte di Padre Pio osò compiere una verifica decisiva, con un esame autoptico, per cercare tracce di quelle stimmate che centinaia di volte aveva visto sanguinare. Non trovò nulla: e - a quanto pare - scoppiò a piangere.
Ma forse le parole più belle le ha scritte il prof. Giulio Tarro (http://www.giuliotarro.it/), il quale ha scritto:
".... anche le stimmate di Padre Pio mi sono apparse qualcosa di completamente diverso dal, ben studiato in Medicina, fenomeno angiovascolare capace di provocare vistose ecchimosi e piaghe. Mi si sono rivelate come la testimonianza di un uomo di fede, di un frate contadino, semplice e schietto che ci spinge a superare le convenzioni e le imposizioni dettate dalla nostra cultura per ritrovare in noi stessi le vere ragioni della nostra esistenza. Un percorso di conoscenza che va al di là dei freddi sentieri della logica ma che si affida a quanto di più intimo di vero è nell'animo umano.
"La religione senza scienza sarebbe imperfetta" ammoniva un grande scienziato, Albert Einstein. È vero anche il contrario. Una scienza che si ponesse come fine quello di una assoluta conoscenza, illudendosi di sostituirsi alla religione sarebbe quanto di più arido si possa immaginare. Per questo ritengo che scienza e fede debbano procedere su strade certamente separate ma non certo divergenti, verso il fine ultimo che non può che essere porsi al servizio dell'umanità."
Finisco questo lavoro, sottolineando come la discussione sulle stimmate di Padre Pio non è affatto concluso. Se la cosa vi può interessare, il processo di postulazione e canonizzazione di Padre Pio non ha riconosciuto le stimmate ufficialmente. La canonizzazione è avvenuta sulla base delle (molto più importanti, forse), "prove" di guarigioni miracolose operate dal e tramite il Santo.
Allo stato attuale, quindi, le uniche stimmate ufficialmente riconosciute dalla Chiesa sono quelle di San Francesco d'Assisi, e quelle di Santa Caterina da Siena.
Ma, come dicevo, c'è qualcuno che non si arrende e una nuova commissione - pare - è al lavoro sulle reliquie delle stimmati, le cosiddette escare.
Per ora ci fermiamo qui. Ciao a tutti, Fabrizio Falconi.
Tutto il materiale qui presente è copyright dell'autore (o degli articolisti firmatari dei pezzi, in caso di altrui articoli) in base alla normativa sindacale sul giornalismo.©