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Poltergeist
di Alfredo Lissoni
Oggetti che volano. Presenze invisibili. Strani fenomeni legati a
luoghi e oggetti. I primi casi documentati. Le indagini di William
Roll. Lo strano caso di Julio Vasquez. I poltergeist e gli
adolescenti. Una forma di comunicazione inconscia?
William Roll, noto ricercatore psichico americano così narra
un’incredibile esperienza capitatagli nel corso di un’indagine a
Olive Hill, nel Kentucky. Cinque minuti dopo la mezzanotte di
Lunedì 16 dicembre 1968, io camminavo dietro il dodicenne Roger
Callihan, mentre egli entrava nella cucina di casa sua. Arrivato
all’acquaio, si volse verso di me, e in quel momento la tavola della
cucina che era alla sua destra, saltò nell’aria, ruotò di circa 45
gradi e andò a posarsi sulle spalliere delle sedie che le erano
attorno, con tutte e quattro le gambe sollevate dal pavimento.
Avvenne in un batter d’occhio. Quella sera Roger era andato a letto
presto, e io avevo preso una tazza di caffé a quella tavola con i
suoi genitori. Era una comune tavola da cucina con un piano di legno
ricoperto di plastica e gambe di metallo. Il ragazzo non era stato
in cucina dopo di noi. Al momento dell’incidente io guardavo
direttamente Roger ed ero sicuro che non aveva spinto la tavola. Non
riuscivo a scorgere alcun altro modo con cui lui o altri avrebbero
potuto provocare il fatto. Le tazze e i piatti che erano rimasti
sulla tavola, precipitarono a terra ...
Questo fatto, uno dei pochi a cui Roll assistette direttamente,
appartiene a quell’ampia casistica di fenomeni che gli studiosi di
parapsicologia chiamano poltergeist. Poltergeist è una parola,
derivata dal folklore tedesco, che significa spirito chiassoso.
Rumori apparentemente provenienti dal nulla, colpi nei muri, fruscii,
voci sommesse, oggetti che volano attraverso le stanze o che cadono
sul pavimento come spinti da una mano invisibile, e ancora mobili
che si spostano da soli, luci che si accendono e spengono
autonomamente, piccoli incendi, fetori nauseabondi ... questa è in
linea di massima la fenomenologia che si riscontra nei casi di
poltergeist. A differenza dei luoghi infestati da spettri, in questo
caso non si verificano apparizioni. La presunta entità scatenante
(se di questo si tratta) non si mostra ai presenti ma rimane
invisibile. Spesso il poltergeist si manifesta ricorrentemente in un
luogo ben preciso (una stanza, una scalinata, una parte di
abitazione) oppure si accanisce su un oggetto o una serie di oggetti
particolari (piatti, armadi, letti) ma può capitare che prenda di
mira anche una o più persone. Di rado questo fenomeno provoca danni
fisici e quando questo avviene si tratta per lo più di morsi,
schiaffi, spintoni, quasi sempre di lieve entità (escludendo con
questo il pericolo rappresentato dagli oggetti che volano o dai
mobili che cadono; in questo caso i danni per la persona possono
essere maggiori, ma incidenti di questo genere si verificano molto
raramente).
I PRIMI CASI DOCUMENTATI
Il fenomeno del poltergeist era già conosciuto nell’Antichità ma è
stato documentato seriamente solo a partire dal XIX° secolo. Il più
noto caso di poltergeist ottocentesco è quello che nel 1848 infestò
la casa della famiglia Fox ad Hydesville nello stato di New York (il
caso Fox, che diede origine al moderno spiritismo, è stato già
trattato in un’altra parte di questa stessa opera… e, aggiungo io,
anche in un altro thread di questo stesso forum: Spiritismo).
Tra il novembre del 1850 e il febbraio del 1851 si verificarono
strani fatti anche nella cittadina di Yerville, in Francia. Qui due
ragazzi Gustave e Bunel, rispettivamente di dodici e quattordici
anni sembravano essere oggetto di particolari attenzioni da parte di
un poltergeist che provocava forti colpi sulla mobilia e che
arrivava anche a elargire sonori schiaffoni ai due giovani. Gli
strani fatti accadevano nella parrocchia dove Gustave e Bunel erano
affidati alle cure di un pastore di nome Thorel, il quale fu
accusato a più riprese di essere uno stregone. In realtà Thorel era
estraneo a questi fatti paranormali e denunciò per diffamazione (vincendo
la causa) coloro che lo accusavano delle singolari molestie subite
dai due ragazzi. Durante il processo furono molti i testimoni che
raccontarono degli strani avvenimenti della canonica. Un contadino
affermò di aver visto alcuni attrezzi del camino muoversi da soli,
mentre il parroco della vicina Saussay disse che in occasione di una
sua visita nella parrocchia di Yarville, un martello, mosso da una
forza invisibile, era volato in aria attraverso una stanza,
adagiandosi poi su un tappeto come se una mano lo avesse posato con
delicatezza.
Tra il febbraio e il marzo 1883 a Worksop, in Inghilterra fu
scomodata anche la polizia per tentare di scoprire la causa dei
numerosi danni che la casa della famiglia di Joseph White subiva in
continuazione. I fatti paranormali sembravano raggiungere il culmine
quando era presente una giovane ragazza debole di mente di nome
Eliza Rose che spesso veniva a far visita alla famiglia Tuttavia
alcuni fenomeni strani accadevano anche quando Eliza non era sul
posto. L’agente di polizia William Higgs assistette ad alcune di
queste manifestazioni assieme al medico di famiglia il dott. Lloyd,
che vide mentre si trovava con la signora White, un catino alzarsi
lentamente, volare attraverso la stanza e cadere poi in pezzi sul
pavimento.
Perfino il celebre criminologo italiano Cesare Lombroso ebbe una
curiosa esperienza con un poltergeist. Nel novembre del 1900 a
Torino indagò sugli strani fatti che accadevano nella cantina di
un’osteria. Lombroso fu uno dei primi a tentare di verificare
sperimentalmente questi strani eventi. Ecco come nel suo scritto
Ricerche sui fenomeni ipnotici e spiritici (1909) descrive il
suo tentativo di documentare il fenomeno: Vi era nel centro
(della cantina) una rozza tavola sulla quale feci porre sei candele
accese... Vidi tre bottiglie vuote, che erano in piedi sul pavimento,
rotolare come se fossero state spinte da un piede e rompersi contro
la tavola. Per evitare ogni inganno toccai ed esaminai minutamente
con una candela tutte le bottiglie piene sugli scaffali e mi
assicurai che non vi fossero fili né spaghi che potessero provocare
il movimento. Dopo pochi minuti due bottiglie e poi altre quattro e
infine altre due del secondo e terzo scaffale caddero sul pavimento
senza fare rumore come se fossero state deposte. Dopo la loro
discesa - non si potrebbe dire caduta - sei di esse si spezzarono
sul pavimento umido ... mentre due rimasero intatte.
I MODERNI POLTERGEIST
Venendo a casi più recenti, documentati con più rigore e (per quanto
possibile) in condizioni di maggior controllo, interessanti sono
quelli verificatisi negli anni Sessanta e Settanta, in gran parte
indagati dal già citato William Roll. Uno dei più clamorosi,
considerato ancora oggi inspiegabile, è il caso verificatosi a Miami
nel 1967. Qui nei magazzini della Tropication Arts, una ditta
specializzata nella vendita all’ingrosso di souvenirs della Florida,
accadevano fatti alquanto curiosi. A un ritmo piuttosto frequente
alcuni grossi scatoloni posti sui robusti scaffali nelle varie
corsie del magazzino continuavano inspiegabilmente a cadere,
mandando in pezzi il loro contenuto (bicchieri decorati, portacenere,
statuine, bottiglie ecc ...).
I fatti si verificavano in diverse zone dell’area di stoccaggio.
Quando i danni subiti cominciarono a raggiungere il livello di
guardia, rischiando di compromettere l’attività della ditta, uno dei
due soci il signor Laubheim si decise a chiedere l’intervento della
polizia. Sul posto venne mandato l’agente William Killin che dopo
aver assistito alla rottura di un bicchiere e al rovesciamento
apparentemente inspiegabile di due scatole, decise di interpellare i
suoi superiori. Sul posto si recarono oltre agli ufficiali di
polizia anche Howard Brooks, prestigiatore di professione e lo
stesso William Roll. Ci si accorse quasi subito che i fenomeni
accadevano quando era presente un certo Julio Vasquez, un profugo
cubano di diciannove anni. Se Julio se ne andava cessavano anche i
fenomeni. Il ragazzo fu controllato dagli esperti che esclusero la
burla. Julio venne anche sottoposto a una serie di test
parapsicologici per verificare eventuali sue capacità psicocinetiche
(la psicocinesi, lo ricordiamo, è la presunta facoltà di muovere
oggetti con la forza del pensiero). I risultati degli esami furono
però deludenti. Se la mente di Julio era la causa scatenante dei
fenomeni questi erano da lui provocati inconsciamente. Durante gli
studi effettuati da Roll sul caso del poltergeist di Miami, vennero
utilizzati per la prima volta anche degli appositi oggetti-bersaglio
per poter meglio controllare lo spostamento degli stessi nei punti
in cui maggiore era l’attività del fenomeno.
Nel 1978 un altro caso si verificò a Enfield in Inghilterra. Qui il
poltergeist rivolgeva le sue attenzioni non solo alla casa ma anche
alle persone. In particolare una ragazzina di nome Janet di notte
veniva violentemente sbalzata fuori dal suo letto. Nella casa si
udiva anche una voce cavernosa e i voli di oggetti erano all’ordine
del giorno. Una volta, stando al racconto dei testimoni, una forza
invisibile sollevò addirittura una cucina a gas e scaraventò fuori
dalla finestra un divano...
Sempre contro le persone sembrava accanirsi anche il poltergeist di
Indianapolis nel 1962. Una giovane donna Renate Beck e sua madre la
signora Lina Gemmecke vennero a più riprese punte da qualcosa di
invisibile. I segni sulle braccia delle due donne erano
inequivocabili. Per capirci di più William Roll, che si occupò anche
di questo caso, andò a vivere per qualche tempo nella casa delle due
donne. Nell’abitazione viveva anche Linda una giovane ragazza figlia
della signora Beck che però non era stata presa a sua volta di mira
dal misterioso fenomeno. Tutto era cominciato la mattina del 10
marzo mentre la signora Beck e sua madre facevano colazione una
tazza che la signora Gemmecke aveva posato sul lavandino volò per
più di tre metri attravero la stanza schiantandosi contro un muro.
Mezz’ora dopo sempre in cucina una serie di punture o morsicature
comparvero sulla pelle delle due donne. La cosa si ripeté poche ore
dopo ma questa volta e per tutte le volte successive la vittima fu
solo la signora Gemmecke. Nei giorni seguenti mentre era presente
anche Roll capitava spesso che la donna lamentasse morsicature al
braccio e alle gambe. Tutto questo avveniva in concomitanza con
altri eventi come colpi nei muri e volo di oggetti. Pur indagando a
fondo Roll non venne a capo del mistero anche se ipotizzò che la
signora Gemmecke potesse cadere saltuariamente in uno stato
dissociativo durante il quale avrebbe potuto provocare i fenomeni
senza peraltro ricordarsi di averlo fatto una volta tornata in sé.
Tuttavia questa ipotesi non poté essere dimostrata e la signora
Gemmecke esasperata per gli accadimenti che la perseguitavano se ne
andò dagli Stati Uniti tornandosene nella nativa Germania. Da quel
momento i fenomeni cessarono.
IPOTESI E CONGETTURE
La convinzione di molti studiosi che (a dispetto del nome) questo
strano fenomeno non sia legato tanto allo spiritismo quanto alla
parapsicologia nasce da una constatazione di fatto. La
manifestazione di un poltergeist (come si può notare anche dai casi
sopra esposti) è quasi sempre associata alla presenza di una persona
in età giovanile. Spesso si tratta di uno o più adolescenti che
attraversano una fase delicata della vita caratterizzata da turbe
emotive che devono trovare uno sfogo. In un gran numero di casi le
famiglie presso le quali si manifesta il poltergeist hanno seri
problemi legati al ménage quotidiano oppure all’interno di esse vi
sono incomprensioni a volte gravi a volte causate dal normale
conflitto generazionale tra genitori e figli. Insomma pare che il
fenomeno si manifesti in particolar modo laddove vi siano giovani
che abbiano dei problemi. Su questo punto perfino gli psicologi sono
concordi con i ricercatori psichici. Il poltergeist sarebbe dunque
il risultato di uno sfogo che il giovane attuerebbe o per attirare
l’attenzione o per punire gli adulti o i suoi superiori nei
confronti dei quali consciamente o inconsciamente proverebbe un più
o meno marcato rancore. Ma in che modo questi soggetti riescono a
produrre un simile fenomeno? Qui le opinioni divergono: gli
psicologi e più in generale gli scettici sono convinti che il
giovane tenda a fabbricare consciamente abili trucchi per ingannare
gli adulti. In questa ottica il poltergeist è semplicemente il
frutto di un comportamento volutamente distruttivo e il soggetto è
perfettamente conscio di quello che fa. I parapsicologi invece
sostengono che il soggetto produce inconsciamente una sorta di
psicocinesi spontanea incontrollabile, provocando così i fenomeni
paranormali. Interessante a questo proposito la teoria del professor
Armando Pavese che nel suo libro Manuale di Parapsicologia (Edizioni
Piemme - 1989) afferma che lo scatenarsi di fenomeni paranormali di
matrice psicocinetica rappresenta una sorta di comunicazione
inconscia tramite la quale il soggetto esteriorizza un’esperienza
che gli causa sofferenza. L’adolescente nevrotico dunque lancia al
mondo esterno un messaggio ben preciso che è legato spesso al suo
desiderio di libertà o di indipendenza. Spesso si tratta di una vera
e propria richiesta di soccorso perchè il soggetto vive
un’esperienza sgradevole che vorrebbe a tutti i costi superare. Ed è
un fatto che una volta risolti i problemi familiari o personali
degli adolescenti coinvolti in casi di polergeist, il fenomeno quasi
sempre cessa. Probabilmente tutte le ipotesi contengono elementi di
verità . Sicuramente molti casi di poltergeist sono spiegabili con
trucchi e burle, molti potrebbero essere frutto di fenomeni
psicologici particolari come la dissociazione psichica (ovvero lo
sdoppiamento di personalità), ma esiste comunque una considerevole
quantità di casi non ancora del tutto spiegati.
Dal sito:
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