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IN VIAGGIO CON L'ARCANGELO

Maria Grazia Francescato
Prezzo di copertina € 12,39
Anno di Pubblicazione 2000, Pagine 192
Editore Idea Libri
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Video intervista a Grazia Francescato sul libro
“Dio mio, difendimi dal mondo! Ti prego, difendimi dal mondo”. Una voce dolorosa mi assale dal fondo della navata. Scruto perplessa la penombra della chiesa, dove sono entrata a cercar tregua dalla vampa estiva al di fuori. Davanti all’altare intravvedo un uomo in ginocchio: i capelli unti, le spalle lise. E’ un barbone, il viso ancora giovane ma già stremato: è l’incipit del libro “In viaggio con l’arcangelo” dell'ex presidente del WWF italiano.
GUIDATA DA UN
ANGELO (tratto dal sito dei
Verdi)
Come suggerisce il titolo, non è un saggio di politica o ecologia,
ma un libro sulla spiritualità. Grazia Francescato apre il suo
diario privato, dall’ 89, quando lavorava come giornalista per
Airone, al ’98, ultimo anno di presidenza del Wwf Italia,
Misteriosamente, un arcangelo, Michele, appare in una chiesa romana
e poi accompagna Grazia nella sua vita e lei inizia un viaggio
interiore rimandato più volte, per paura, più che per mancanza di
tempo. Lo incontrerà ovunque l’arcangelo, alle Azzorre, come nelle
isole dell’Egeo, oppure nel natio paesino sul Lago Maggiore, dove
l’incontro la salverà da un incidente. Grazia Francescato è laica e
atea e non vuole credere. Chiede aiuto ad amici scienziati e teologi,
ai tarocchi e alla veggente Yvonne, cerca la risposta alle strane
coincidenze che le capitano in tutti i modi, ma una risposta non
c’è. Le “coincidenze” continuano a ripetersi, San Michele lo trova
ovunque sulla sua strada: d’altronde è proprio il santo che con la
sua spada protegge la Terra e Grazia è una pasionada della difesa
del pianeta. Contribuirà anche a far rivivere un pellegrinaggio sul
Gargano, al santuario di San Michele, grazie all’impegno degli
attivisti del WWf di Vieste. Il libro è, insomma, il viaggio di una
donna alla ricerca della spiritualità, un viaggio che continua
tuttora, perché come sostiene la Francescato “senza spiritualità ci
inaridiamo e moriamo”. Il respiro della Terra, così come lo sente il
capo indigeno dell’Amazzonia, il genius loci che guida Grazia nella
sua ricerca, la vera essenza della vita, questi alcuni dei temi
affrontati da “In viaggio con l’arcangelo”, con uno stile
appassionato e incalzante che coinvolge il lettore dalla prima
all’ultima pagina.
Girovagando nella rete alla ricerca di ulteriori informazioni ci siamo imbattuti in una interessante intervista rilasciata da Grazia Francescato, sul Suo libro, al giornalista Rodolfo Signifredi per il mensile NEW AGE Magazine. Riproponendovela in toto troverete notevoli spunti di riflessioni dell'autrice nonchè un dettagliato resoconto degli eventi che La condussero a scrivere il libro. Buona lettura!!!
E.B.
Sotto l'Ala dell'Arcangelo
Dopo la stagione degli angeli che hanno fatto da testimonial per la Nuova era, arriva il tempo degli arcangeli, superiori gerarchie celesti. Quando lo scontro si fa duro, i duri scendono in campo. E i nostri tempi richiedono un maggiore coinvolgimento del cielo. Ma solo se recupereremo il senso della sacralità della vita potremo uscire dal tunnel.
Si torna a parlare di angeli, dopo il boom del decennio scorso al quale aveva fatto seguito un calo di audience per gli alati protettori. Ma gli angeli non se ne erano andati. La loro strategia era di rientrare in gioco con meno clamore, cioè di uscire dal trendy dei serial cinetelevisivi e potersi occupare più seriamente delle nostre vicende collettive. In momenti cupi come i nostri è importante il loro chiarore.
Ed ecco, a pochi anni uno dall’altro, due libri dedicati agli arcangeli. Meglio ancora, al principe degli arcangeli, Michele. Questi i suoi ruoli: arcistratega, capo supremo delle milizie celesti, principe degli angeli, campione del Bene e simbolo della lotta contro il Male, guida delle anime nell’aldilà, entità dotata di poteri taumaturgici, patrono delle acque, abitatore dei luoghi alti e delle caverne. Con una predilezione per l’ambientalismo e il volontariato, come vedremo. Ma disponibile, a richiesta, anche per soccorrere chi vive nella disperazione.
“Una signora in preda alla depressione fugge di casa all’alba e vaga agitata e confusa per la città. Entra in un bar e viene raggiunta da un distinto signore che le sussurra parole rasserenanti e la convince a raggiungere un vicino ospedale. Nel frattempo il marito, temendo un gesto disperato e non sapendo dove cercarla, avverte la polizia, ma si reca angosciato anche in un convento dove una suora decide di invocare insieme a lui san Michele con ardenti preghiere. Non molto tempo dopo squilla il telefono: è l’ospedale che avverte il marito del ritrovamento. Ormai fuori pericolo, la donna racconta l’accaduto, aggiungendo che il distinto signore si era presentato come Michele, e poi era scomparso senza lasciar traccia. Tipico degli angeli e degli arcangeli.
È forse un “caso”, ma i dati sono troppo coincidenti e chiari per non pensare che l’arcangelo abbia voluto esaudire le ardenti preghiere della suora e del marito, e venire in soccorso di un’anima in gravissime difficoltà.”
Questo episodio e il relativo commento sono riportati da padre Antonio Gentili nella sua introduzione a Le Vie dell’Arcangelo, il nuovo libro di Paola Giovetti, giornalista e scrittrice specializzata nel paranormale e nella mistica. Padre Gentili è un noto esperto di esoterismo cristiano. E la sua presentazione al libro, edito dalle Mediterranee, conferisce un marchio di qualità al lavoro. E un bentornato ufficiale agli alati messaggeri.
Le Vie dell’Arcangelo non fa che ribadire l’attualità di una figura emblematica della tradizione biblico-cristiana e giustifica la sua “ripresa”, perché oggi si fa più avvertito il bisogno di potenti intercessori. Michele e l’intera corte celeste avevano già attraversato un periodo di crisi nel ’68, messi in dubbio dal Nuovo catechismo olandese. Ma poi erano stati rivalutati dalla Chiesa di Roma, con qualche raccomandazione a evitare possibili forme di superstizione. Infatti gli angeli buoni, come suona il loro nome, non sono che “messaggeri” della divinità e intermediari tra Dio e l’uomo.
La loro presenza, anche se è sottratta agli sguardi degli uomini che non ne colgono le fattezze, si manifesta tuttavia all’intuizione della fede. Nel corso della Messa, a più riprese, si invitano angeli e arcangeli a “concelebrare” i divini misteri. E un culto particolare è infine tributato a Michele da chi si trova in procinto di morire.
Se tale è il rilievo che Michele registra nella pietà cristiana, non ci meraviglia l’enorme, capillare e universale diffusione del suo culto. È questo l’intento che Paola Giovetti si ripromette: analizzare anzitutto la presenza degli angeli e in particolare di Michele nelle pagine bibliche e quindi documentare la devozione sviluppatasi sul suolo italico ed europeo.
Adeguato rilievo è dato alle diverse apparizioni dell’arcangelo in Puglia, e a tre celebri aantuari che costituiscono altrettante tappe di un pellegrinaggio “micaelico” nel nostro continente. Non poco interesse, infine, è costituito dalla presenza di san Michele nella vita di alcuni santi e in alcune apparizioni mariane. In particolare il libro della Giovetti segnala la presenza di Michele in quello che si è soliti definire il terzo segreto di Fatima, rivelato dal papa in occasione del grande Giubileo del 2000.
Tale presenza ci rende avvertiti che le sorti dell’umanità si giocano non soltanto sulla terra ma ben più nei cieli. E Michele svolge il ruolo di difensore e garante della nostra salvezza contro le potenze del Male. La visione offerta dal terzo segreto ha un sapore apocalittico e indica il carattere ultimativo e conclusivo della nostra era. Come d’altronde hanno intuito non pochi pensatori contemporanei.
L’ultimo capitolo del libro di Paola Giovetti è il più attuale e coinvolgente. Ci parla di un’esperienza con gli arcangeli vissuta da una personalità molto nota nel mondo della politica e dell’impegno sociale, ma ora anche di quello spirituale. È l’esperienza di Grazia Francescato, già presidente del WWF e attualmente coordinatrice della Federazione dei Verdi, oltre che giornalista specializzata nelle tematiche ambientali.
Grazia Francescato, visitata dall’arcangelo, non si è preoccupata di rischiare la critica, l’ironia o l’incredulità, ma ha affidato la sua esperienza angelica a un libro di gradevolissima lettura: In viaggio con l’Arcangelo (Idealibri Editore, Rimini, 2000), creando notevole rumore nel mondo degli ecologisti.
L’arcangelo Michele è entrato nella sua vita come un ciclone e oggi prende parte alle sue battaglie ecologiche. Lo racconta lei stessa.
È vero che il suo incontro con l’arcangelo Michele, riportato da Paola Giovetti, è stato il più straordinario che si possa immaginare? E che, oltre a riempirla di gioiosa e stupefatta gratitudine, ha donato ulteriori stimoli alla sua opera di ambientalista innamorata della Madre Terra?
“È stato tutto molto insolito per me, che sono laica, non praticante da anni, illuminista di formazione e impostazione. So di essere una figura politica anomala e so anche che l’umanità è a un bivio e solo se recupereremo il senso della sacralità della vita potremo uscire dal tunnel. Sono stata costretta a scrivere il mio libro, spinta da una serie impressionante di coincidenze iniziate con un sogno che mi perseguitava da anni e che a un certo punto divenne realtà…”.
Il sogno ricorrente di Grazia Francescato ha inizio nel 1989, in concomitanza con i grandi roghi in Amazzonia. Lei si vede scendere nella corrente di un gran fiume, che scorre tra un verde sempre più profondo. Poi, a un “toc”, che è come il bussare a una porta misteriosa, la barca tocca terra: è arrivata dove deve essere.
Il sogno si ripete per anni, sempre identico. Fino a quando la rivista “Airone” l’invia in Amazzonia, sul fiume Xingu, a seguire il primo storico convegno dei popoli indigeni. Il viaggio sul fiume la immerge di colpo nell’atmosfera del sogno e quando con un “toc” il barcone si ferma sulla riva la sensazione di essere arrivata a casa è totale. In un villaggio nella foresta Payakàn, il capo degli indigeni le dà questa indicazione: “non è questa la conoscenza; conoscenza è un sentiero che ha un cuore”. Parole che d’ora in poi impronteranno la sua ricerca e la sua opera.
Da questo momento comincia una serie di eventi ed incontri che hanno sempre l’impronta di Michele. Ma è in Grecia, sull’isola di Simi, che avviene l’incontro determinante: di notte si sveglia di colpo con la sensazione di essere in alto, sotto una cupola luminosa e giù vede il proprio corpo raggrinzito, vecchissimo… Poi una voce le parla: “non puoi combattere da sola le forze del Male, devi chiedere aiuto!”. Lei si ribella, ma la voce continua: “colui che sa come si combatte il male è qui!”. Poi Grazia Francescato si ritrova sul materasso, come ripiombata nel corpo da una distanza siderale.
Pur cercando di ragionare da laica quale è sempre stata, Grazia Francescato sa con certezza assoluta che non si è trattato di un sogno. E, pur continuando a pensare che potrebbero essere tutte coincidenze, non riesce a liberarsi dalla sensazione che tutto invece abbia un senso. E di aver varcato, quella notte, una soglia misteriosa che l’ha messa in contatto con il centro della propria vita.
“Tornata in Italia iniziò fra me e l’arcangelo una sorta di gioco a rimpiattino, di mordi e fuggi, come il gatto con il topo. Il mio commiato a Simi diede il via a una raffica di strani avvertimenti in cui tintinnava, come un’eco beffarda, la presenza dell’angelo. Uno dopo l’altro pericoli mi sfioravano e venivano stornati all’ultimo momento. Perdevo oggetti che mi venivano restituiti quando meno me l’aspettavo. Dovunque trovavo tracce di lui: scritte con il suo nome, immagini, rimandi. Come il ritrovamento di una cartolina che riproduceva un san Michele ligneo del Seicento, nella stanza d’albergo dove alloggiavo, a Napoli”.
Nel tempo, sempre in nome e per conto del WWF, Grazia si trovò a dover tutelare vari luoghi, in particolare chiese e monasteri, dedicati a San Michele.
“Dovunque andassi c’era l’irruzione dell’arcangelo, che con prepotenza e ironia continuava a farmi sentire la sua presenza e il suo invito a muovermi in certe direzioni.”
Ha avuto dei messaggi?
“Da questa esperienza ho ricavato tre messaggi, che delineano la mia particolare missione all’interno del movimento ambientalista. E si tratta di messaggi fondamentali per la nostra epoca:
1) legame profondo tra natura e spiritualità: all’alba del terzo millennio, tutelare la natura significa salvaguardare le nostre radici. L’uomo di oggi deve imparare di nuovo a sentire il potere del luogo, in particolare di certi luoghi che ci mettono in comunicazione con la dimensione dello Spirito, con la sapienza del passato. Devastare la natura, sconvolgere l’equilibrio ecologico dei luoghi sacri significa disturbare la sintonia tra uomo e cosmo e disperdere un capitale spirituale accumulato per millenni.
2) unione tra mente e cuore, riconciliazione tra pensiero e sentimento, tra scienza e coscienza: questo sentiero è bloccato da tempo, e va liberato.
3) capire la differenza tra forza e violenza; e qui ci aiuta l’immagine dell’arcangelo rappresentato sempre con la spada, che però non viene mai usata. L’angelo leggero ed elegante mostra soltanto la sua spada: forza sì, ma non ira, non violenza. E questo è un punto di cui anche noi pacifisti dobbiamo prendere atto.
Quali altre cose ha imparato?
“Oltre a questi messaggi, l’avventura con l’angelo mi ha reso cosciente di alcune norme: usare sempre la ragione, avere rigore, scegliere con cura i compagni di viaggio, avere autoironia (gli angeli sono lieti, diffondono gioia), vivere in stato di preghiera, cioè agganciati alla dimensione spirituale”.
E come vede la situazione attuale?
“Dopo trent’anni di ambientalismo, mi sono convinta che noi viviamo in modo folle: abbiamo consumato in pochi anni il 30% dei beni della terra e rischiamo di lasciare ai nostri figli un pianeta desolato. Dal punto di vista sociale, il 14% dell’umanità divora il 90% delle risorse. Non si può continuare così, con un nord sempre più ricco e obeso e un sud sempre più disperato. Occorre coniugare economia ed ecologia.
Oggi non abbiamo regole di mercato, ma un mercato senza regole, con una accelerazione mai avvenuta prima. Siamo molto informati, ma sappiamo sempre di meno: una valanga di notizie seppellisce il sapere arcaico e la conoscenza del cuore. E tornano alla mente le profonde parole del poeta Thomas Stearns Eliot: “Dov’è la saggezza che abbiamo perso nella conoscenza? Dov’è la conoscenza che abbiamo perso nell’informazione?” Parole su cui dovremmo riflettere”.
Cosa è successo dopo la pubblicazione del libro?
“È stato tutto un incalzare di coincidenze: nelle mie battaglie contro il transgenico, per la decontaminazione della terra dai veleni, per il cibo sano, per la difesa dell’ambiente e dei diritti umani mi sono sempre trovata vicino persone legate a Michele: tanti compagni di viaggio che lo considerano un punto luce. Anche Guido Ceronetti, che ha scritto la prefazione al mio libro. Da tanti sentieri diversi esce il messaggio di evoluzione della coscienza umana, del salto di qualità, della necessità della spiritualizzazione della materia: e Michele è l’arcangelo che presiede a questo passaggio. Il salto evolutivo è legato al recupero del rapporto con la natura. Al mio impegno aggiungo questa dimensione superiore, simboleggiata dall’archetipo dell’arcangelo, che deve essere legata al quotidiano e dare linfa e luce alle battaglie di ogni giorno”.
[Articolo per gentile concessione di NEW AGE Magazine, testo di Rodolfo Signifredi].
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