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Enrico Baccarini - Processo ai Templari, il Vaticano svela i documenti segreti

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La pergamena di Chinon e le nuove evidenze storiche sulla Riabilitazione dei Templari


 
 

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Templari, la storiografia rende merito alle loro vicende

 

In questo caldo mese di Ottobre nuove interessanti scoperte sembrano gettare nuova luce sull'Ordine Templare, brutalmente soppresso da Filippo il Bello e tramandatosi nei secoli attraverso incredibili quanto affascinanti leggende. Gli ultimi anni stanno portando ad una nuova quanto interessante riscoperta di documentazioni e materiale inerente l'Ordine, un revival differente dalle grottesche quanto assurde 'rivelazioni' di certi autori, interessati solo a vendere e non a fare della buona ricerca storica.

Presentiamo una rassegna stampa degli articoli più importanti e interessanti apparsi nelle prime decadi di Ottobre 2007, ad uso e consumo dei naviganti di questo sito.

E.Baccarini


RASSEGNA STAMPA


«I Templari? Per il Papa non erano eretici»
Gli atti del processo che nel 1307 ne decretò la fine

ROMA (12 ottobre) - Giovedì 25 ottobre sarà pubblicato Processus contra templarios, gli atti in edizione integrale dell'antico processo ai Templari (1307-1312). Un'edizione limitata, solo 799 esemplari, curata dall'Archivio segreto vaticano con la riproduzione fedele dei documenti dell'epoca in un preziosissimo volume venduto a 5.900 euro. Tutta la documentazione riemerse dagli archivi nel 2001, grazie al lavoro della professoressa Barbara Frale, 37 anni. Un errore di catalogazione l'aveva sottratta per 700 anni al lavoro degli storici. Tant'è che la storia dei Templari, dalla loro fondazione nel 1119 come protettori dei pellegrini diretti in Terra Santa, al processo che ne decretò la fine per eresia, si è trasformata in leggenda che ai giorni nostri ancora attira la curiosità dei più (basti pensare alla fortuna del Codice Da Vinci). «Si tratta di una pietra miliare - dice la professoressa Frale alla Reuters - perché è la prima volta che questi documenti, con l'autorizzazione vaticana, sono messi a disposizione degli studiosi. Quando li ho ritrovati non credevo ai miei occhi, si trattava delle carte che schiere di storici avevano sempre cercato».

Battaglia politica. Barbara Frale dipinge quel processo come una battaglia politica tra papa Clemente V e re Filippo IV di Francia. Il re aveva accumulato pesantissimi debiti nei confronti dei Templari, che arricchitisi enormemente negli anni, avevano finanziato le sue guerre. Come sostengono alcuni storici, Filippo per evitare la bancarotta non trovò di meglio che rovesciare una valanga di accuse sui cavalieri del Tempio, a partire da quella, fondamentale nel processo, di eresia. Papa Clemente si convinse sì che i Templari erano colpevoli di alcuni peccati, ma non di quello di eresia. Tuttavia, nel 1312 dopo numerosi scontri con il re francese, ordinò che l'ordine venisse sciolto e i suoi membri perseguitati per quello che, secondo la professoressa Frale, fu definito il bene della Chiesa. Furono gli uomini del re di Francia a occuparsi della soluzione finale, fra torture e roghi.

Le accuse. Ai templari venivano contestati il rituale di iniziazione, durante il quale sputavano sulla Croce, la negazione di Cristo stesso e l'idolatria. Per non parlare dell'accusa di sodomia. «Ma per il sacrilegio i cavalieri si giustificavano dicendo che si trattava di un rituale in preparazione della possibile cattura da parte dei musulmani - spiega Barbara Frale - E per il resto, papa Clemente era convinto che fossero colpevoli di violenze, abusi e atti peccaminosi di varia natura, ma non di eresia. Comunque sia, questi documenti aiuteranno a capire come stavano veramente le cose e permetteranno di "sgonfiare" molte delle leggende che ancora dilagano ai nostri giorni». Come quella, radicata nel tempo, che fossero in possesso del Graal.

Fonte - La Stampa, 15 Ottobre 2007


Templari, la verità dopo sette secoli

Così l'Histoire de France di Jules Michelet raffigurava i Templari

Il 25 il Vaticano pubblicherà gli atti del processo che distrusse l’Ordine. Sono stati ritrovati nel 2001 da una ricercatrice in una pergamena che si credeva perduta.

MARCO TOSATTI

CITTÀ DEL VATICANO - E’un’opera preziosa e segreta, quella che verrà presentata il 25 ottobre nella Sala Vecchia del Sinodo, in Vaticano. Il titolo è di quelli che fanno venire l’acquolina in bocca agli appassionati del genere mistico-esoterico: il Processus contra Templarios si basa, sostanzialmente sul Foglio di Chinon, la pergamena scoperta nel 2001 dalla ricercatrice Barbara Frale nell’Archivio Segreto Vaticano. Ed è proprio l’Archivio che ha deciso di pubblicare quella che viene definita un’opera «monumentale». È un progetto prezioso, un’edizione rigorosamente limitata a 799 esemplari, contenente la riproduzione fedele degli originali conservati nell’Archivio.

L’opera s’inserisce negli Exemplaria Praetiosa, ovvero la più elaborata pubblicazione che l’Archivio abbia finora realizzato. «È un’opera importante - dice lo storico Franco Cardini, che parteciperà alla presentazione del volume -. Contiene gli ultimi documenti pubblicati sulla vicenda, con la pergamena originale rintracciata in Vaticano». La pergamena fu scritta nel 1312, l’anno dello scioglimento dell’Ordine da parte del papa; uno scioglimento, tiene a precisare Cardini, non una condanna: «La prerogativa del papa era quella di sciogliere l’Ordine, ma non lo condannò mai». Il Foglio di Chinon, sfuggito per secoli e secoli all’attenzione degli studiosi a causa di un errore nell’archiviazione compiuto nel XVII secolo, getta una nuova luce sulla fine di quello che fu uno degli Ordini più potenti e famosi del mondo e, fra l’altro, testimonia che il pontefice non lo considerava eretico. La condanna per eresia dei tribunali ecclesiastici locali «si fonda sulle confessioni di alcuni Templari - spiega Cardini - che però poi ritrattarono e per questo motivo furono considerati “relapsi”, cioè ricaduti nell’errore per cui erano stati processati e condannati. E il potere temporale, l’unico che aveva l’autorità per farlo, li condusse al rogo».

Quanto sia importante per l’Archivio quest’opera lo dimostra il «cast» dei presentatori: oltre all’archivista bibliotecario di Santa Romana Chiesa, l’arcivescovo Raffaele Farina (futuro cardinale) e al prefetto dell’Archivio segreto vaticano, il vescovo Sergio Pagano, ci saranno Frale, Cardini e l’archeologo e scrittore Valerio Massimo Manfredi.

«Tra le accuse che vennero rivolte ai Templari - spiega Cardini - c’erano quelle di essere stati in qualche modo sedotti dall’Islam e attirati dall’eresia catara. Due elementi che non potevano coesistere». Cardini sta per pubblicare per Vallecchi un libro intitolato La tradizione templare, che rifà la storia dell’Ordine, non trascurando le ricostruzioni del Codice Da Vinci di Dan Brown. I motivi della condanna furono politici (francesi) e non religiosi: «Gli avvocati del re di Francia non avevano in fondo bisogno di costruire un coerente edificio accusatorio: quel che interessava loro era che fosse efficace e credibile al livello dell’opinione pubblica».Salendo sul rogo, Jacques de Molay (in un’immagine ottocentesca) avrebbe maledetto Filippo il Bello e Clemente V. E, in effetti, il papa morì un mese dopo di dissenteria, il re di Francia nel dicembre successivo per una caduta da cavallo. Sempre secondo le innumerevoli leggende fiorite sulla fine dei Templari, il Gran Maestro avrebbe anche maledetto la casa reale francese «fino alla tredicesima generazione»: appunto quella di Luigi XVI, morto, anche lui sul patibolo durante la Rivoluzione.

Fonte - La Stampa, 15 Ottobre 2007


Processo ai Templari, il Vaticano svela i documenti segreti

 

Settecento anni dopo, qualche sprazzo di verità in più sul mistero dei Templari, i cavalieri dell’ordine nato per difendere i luoghi santi di Gerusalemme e trasformatosi poi in una ricca e potente organizzazione sovranazionale accusata di seguire strani rituali. L’Archivio Segreto Vaticano sta infatti per pubblicare Processus contra Templarios, un volumeprezioso in edizione rigorosamente limitata a 799 esemplari, dove si potranno leggere le riproduzioni fedeli di antiche pergamene, una delle quali scoperta di recente. L’opera sarà presentata in Vaticano, nella sala vecchia del Sinodo, il prossimo 25ottobre alla presenza dell’Archivista bibliotecario di SantaromanaChiesa, l’arcivescovo Raffaele Farina (futuro cardinale), dal Prefetto dell’Archivio Segreto Vaticano, il vescovo Sergio Pagano, e da altre personalità fra le quali il medievalista Franco Cardini e l’archeologo e scrittore Valerio Massimo Manfredi.

Tra le novità più significative, la riproduzione del cosiddetto «monoscritto di Chinon», inedito scoperto nel settembre 2001 dalla studiosa Barbara Frale nell’Archivio vaticano: la pergamena era sfuggita fino a quel momento ai ricercatori a causa di un errore di archiviazione commesso nel Seicento. Il documento getta una nuova luce sulla fine dei Templari e attesta che il Papa di allora Clemente V, non li considerava eretici e aveva cercato in tutti i modi di salvarli dal re di Francia Filippo IV il Bello, vero ideatore della loro messa al bando e del loro annientamento.

«Tra le accuse che vennero rivolte ai Templari - spiega il professor Franco Cardini al Giornale - c’erano quelle di essere stati in qualche modo sedotti dall’islam e attirati dall’eresia catara. Due elementi che non potevano coesistere». Cardini, che parteciperà alla presentazione del volume vaticano, sta per pubblicare un libro intitolato La tradizione templare (Vallecchi Editore, pp. 176, 14 euro), che ricostruisce l’intera parabola dell’ordine cavalleresco arrivando fino alle fantasiose e fumettistiche ricostruzioni del Codice Da Vinci di Dan Brown. «Gli avvocati del re di Francia - continua il professore - non avevano in fondo bisogno di costruire un coerente edificio accusatorio: quel che interessava loro era che fosse efficace e credibile al livello di opinione pubblica. Le accuse erano un segnale per il Papa: il sovrano voleva che l’ordine fosse soppresso e poco importava la verifica delle prove». Un’altra delle accuse riguardava il cerimoniale segreto previsto per l’affiliazione: prevedeva che il cavaliere rinnegasse Cristo e sputasse sulla croce. L’atto,a prima vista sconcertante, poteva avere una sua logica, perché il neofita veniva in questo modo sottoposto alle possibili angherie che avrebbe subito se fosse finito prigioniero dei musulmani in Terrasanta. Cardini non esclude che vi potessero essere «inquinamenti ereticali» nei Templari, ma tende a pensare che si trattasse di «cerimonie scherzose, di carattere quasi goliardico», più simili a pesanti episodi dinonnismo cheaculti esoterici.

Clemente V, che viveva con la sua corte ad Avignone, capì che il destino dei Templari era segnato dalla volontà di Filippo il Bello e finì per sciogliere d’autorità l’ordine in modo da non farlo condannare, pur non assolvendolo per non compromettere i rapporti tra la Santa Sede e la Francia. Il nuovo manoscritto, scoperto dalla dottoressa Frale presso il fondo di Castel Sant’Angelo dell’Archivio Segreto Vaticano, contiene proprio l’assoluzione concessa per autorità del Papa a Jacques de Molay e ai maggiori dignitari del Tempio fatti rinchiudere dal re nelle prigioni del castello di Chinon. Lì si recò una speciale commissione, composta dai cardinali plenipotenziari Bérenger Frédol, Etienne de Suisy e Landolfo Brancacci, per condurre un’inchiesta. Il 20 agosto 1308 l’accusa da eresia venne derubricata a quella di apostasia: lo sputare sulla croce veniva infatti considerata una forma di auto-scomunica. Il Papa era dunque ben convinto che i Templari non fossero eretici e non avessero aderito a dottrine sbagliate. Ma pur assolvendoli, Clemente V non riuscì a salvare loro la vita: de Molay e il suo vice Geoffroy de Charny, saranno arsi vivi sul rogo per volontà di re Filippo.

Tutte le storie riguardanti l’adorazione del Baphomet (immagine dell’androgino alato con testa di caprone sormontato da un pentacolo, la stella a cinque punte) e i rituali esoterici che rappresentano i Templari come una setta iniziatica direttamente collegata con la moderna massoneria non sono invece altro che leggende ottocentesche che hanno avuto una straordinaria diffusione. Anche la connessione tra l’antico ordine cavallersco e i miti sulla custodia del santo Graal è, secondo Cardini, «del tutto arbitraria e insostenibile sotto il profilo storico ». Il libro esclusivo e prezioso che il Vaticano si appresta a editare, come quello - più accessibile - del professor Cardini, sono pubblicazioni serie, utili a chi vuol conoscere la storia. Per le «patacche», ci si puòrivolgere a Dan Brown e alla lunga schiera dei suoi anticattolici predecessori.

Fonte - Il Giornale, di Andrea Tornielli 04 Ottobre 2007

 

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