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| L' ipnosi nella ricerca sulle Abduction, intervista a Mary Rodwell | |||||||
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L' ipnosi nella ricerca sulle Abduction
di Mary Rodwell
Tratto da - www.rapimentialieni.org
L'ipnosi quando é utilizzata per recuperare i "ricordi nascosti" fornisce, a mio avviso, un prezioso "strumento” di indagine nel campo delle ricerche sulle UFO Alien abduction. Quelli che la criticano sostengono che in questo caso l' ipnoterapista può indurre il cliente a produrre farsi ricordi. Io credo invece che questa eventualità possa diventare rilevante soltanto nel caso in cui il professionista che esegue le sedute abbia una scarsa esperienza.
Con questo articolo intendo dimostrare come l'ipnosi ha potuto aiutare un giovane a riguadagnare la memoria dopo aver subito un incidente in motocicletta. Attraverso l'ipnosi abbiamo scoperto che questo incidente era stato preceduto da un incontro con un UFO. Credo che questo caso sia un esempio che dimostra come né l’ ipnoterapista né il cliente erano alla ricerca di questa "specifica" informazione e ciò da credibilità ai “ricordi nascosti” portati alla luce durante la sessione.
E’ noto che alcuni individui sono consapevoli delle loro esperienze di contatto mentre altri lo scoprono grazie un evento scatenante che funge da "grilletto." Tuttavia le persone che sono consapevoli delle loro esperienze "lottano" con sé stesse per accettare questa realtà. Si immagini allora lo shock che un individuo subisce quando, mentre si sta esplorando un diverso argomento, emerge "materiale non sollecitato" che suggerisce un avvenuto "contatto," per giunta direttamente correlabile ad una esperienza traumatica.
David è venuto da me per cercare risposte riguardo a un incidente in motocicletta che egli aveva provocato una perdita di memoria. Per questo voleva recuperare il ricordo dell' incidente e di come si era procurato una "inspiegabile" cicatrice che aveva sull’addome.
Io gli ho spiegato che non ero sicura del successo che potevamo ottenere trattandosi di un caso di un trauma cranico. Ma gli ho anche assicurato che ci avrei provato.
Ho riportato di seguito solo i punti salienti della sessione ipnotica.
Cominciamo con la normale "induzione" dell' ipnosi e poi andiamo a ritroso al giorno dell' incidente.
Mary: che giorno è?
David: è domenica.
Mary: a che ora ti sei svegliato?
David: alle 9.
Mary: che cosa è successo dopo?
David: sono andato in piscina; ho lavorato sulla mia motocicletta e poi ho deciso di andare a fare un giro.
Commento: l'inizio è promettente. Avevamo rievocato dei dettagli precisi che David in precedenza non ricordava.
Mary: in che direzione sei andato?
David: sono uscito dal cancello posteriore, ho girato a sinistra, camminando verso la riserva per prendere la motocicletta e tornare.
Mary: come è il tempo?
David: c'è il sole.
(David continua a fornire un racconto molto dettagliato: mentre spinge la sua motocicletta sulla strada, sulla vecchia strada ferrata, eccetera, eccetera).
Mary: dove vai dopo?
David: vado a casa.
Mary: vai a casa?
David: (silenzio).
Commento: David ha completamente rimosso dalla mente il ricordo del suo incidente. Provo di nuovo ricominciando dall'inizio.
Mary: che cosa vedi dopo?
David: una jeep gialla!
Mary: che cosa?
David: ugh! Un coltello, un coltello!
Mary: quello che stai vedendo è un coltello?
David: intorno non c'è nulla, c'è solo un coltello.
Mary: come è fatto il coltello?
David: ha un manico di legno, è un grosso coltello da macellaio.
Mary: è tenuto da qualcuno?
David: no, è sospeso in aria.
Mary: che aspetto ha l'ambiente che ti circonda?
David: è tutto nero!
Mary: tutto nero? Come sarebbe l’ambiente intorno a te se accendessi una luce? (questa tecnica può funzionare se per qualche ragione il testimone è impaurito!).
David: ahhhhhhhhhhhh!
Mary: riesci a vedere qualcosa?
David: solo degli occhi, in alto, sulla mia sinistra.
Mary: che aspetto hanno?
David: non posso dirlo. Vedo solo il contorno. Di nuovo nero.
Mary: come è la faccia?
David: è di lato.
Mary: guardati intorno. Come è la faccia?
David: bianca, senza bocca, col mento a punta.
Mary: come sono i suoi capelli?
David: non ha i capelli.
Mary: che forma ha la testa?
David: rotonda, con il mento a punta, gli occhi neri.
Mary: la faccia è vicina al coltello oppure è lontana?
David: è separata.
Commento: chiedo a David di fornirmi dei dettagli. Lui risponde facendo molta fatica. Forse David è andato avanti già al momento in cui era all'ospedale? Ha detto di trovarsi al chiuso ma è tutto nero. Vede due figure e dice che i suoi occhi erano sottoposti ad esame. C'è una luce brillante e lui è consapevole che "loro" lo stanno spogliando. Disegnano linee sul suo corpo, lo marchiano, sulle labbra, e nel centro dello stomaco, il "coltello" è ancora sospeso in aria. Vede un braccio ed il coltello che viene giù – sente di essere sotto osservazione. Più tardi "loro" sembrano pungere i suoi piedi. Comincia a sentirsi come privo di energia, è molto intontito. Ha la sensazione che i suoi capelli sono accarezzati da qualcosa. Sente di essere paralizzato. Sente delle mani poggiate sul collo e pensa che “loro” gli stanno misurando il polso. Sente mani sulla sua faccia; mani grosse, grandi quanto la sua testa. Un lungo tubo gli è inserito nello stomaco; questo tubo proviene dal soffitto e va diritto nello stomaco. Qualche cosa passa attraverso il tubo e gli provoca dolore. David dice che poi è spostato verso una porta di colore bianco, non può muoversi perché è legato alla sedia e vede "scarpe e un cappello da Jolly.”
Commento: l'insolita scena fa pensare ad una "screen memory" (ricordo schermo). Gli addotti spesso vedono "clown" che potrebbe invece essere creature extraterrestri e così gli chiedo che cosa intende dire con il suo commento riguardo al "cappello da Jolly "?
David: è come il cappello a tre punte che questi Jolly indossano. È diviso in tre parti sulla sommità e ha una pallina su ognuna delle tre punte.
Mary: lo vedi sulla tua testa?
David: no è su quella di qualcun altro, che sta nella luce bianca, vicino alla porta.
Mary: me lo puoi descrivere di nuovo?
David: testa rotonda, mento a punta, occhi neri.
Mary: dove sei adesso?
David: sempre sulla sedia, c’è una luce bianca intorno, ci sono tre di loro nella stanza.
Commento: David dice che ha in faccia una luce. Qualcosa di meccanico scorre sul suo volto, stringe le sue mascelle e gli tiene gli occhi aperti. Sembra uno scanner, dice: "Non posso chiudere gli occhi, mi fa male." La macchina torna nel muro, la sedia si muove in un'altra stanza e lui comincia ad aver paura.
Mary: che cosa ti spaventa?
David: l'oscurità.
Mary: che cosa succede dopo?
David: un albero, la terra, il mio braccio sinistro è sopra la mia testa, quello destro é accanto al corpo. Le mie gambe sono incrociate. Il motociclo è a due metri sulla mia destra. È veramente un rottame. Il manubrio è storto e fracassato. Indosso ancora il casco, la visiera è distrutta. Mi alzo, mi tolgo il casco, guardo verso la moto, la tiro su e comincio a spingerla. Passo attraverso un tratto di ruscello, attraverso la strada, apro il cancello. Mia madre sta annaffiando le piante. Abbassa il naso e urla "sei caduto!"
Mary: allora questo succede quando tua madre ti porta all'ospedale!
Commento: stava forse David facendo un mix con il ricordo della sua esperienza in ospedale? Ma alcuni dei dettagli erano un rompicapo per me - le scarpe del Jolly, per esempio. Mi è stato fornito il racconto di un’ esperienza di tipo medico con strane creature? Ma poi David mi ha raccontato come è andato verso casa, i dettagli del suo trattamento medico in ospedale? Tuttavia la domanda principale rimane: come è avvenuto l' incidente e cosa possiamo dire della "strana cicatrice."
Torniamo indietro sui suoi passi ancora una volta...
David: qualcosa mi fa fermare. Solitamente non mi fermo in questo posto.
Mary: allora che cosa c’è che ti sta fermando?
David: sto guardando il paesaggio.
Mary: niente altro?
David: vedo una "sfera" sopra gli alberi, alla mia destra, sopra la scuola. Ha il fondo di vetro, con un pezzo argentato che gli gira intorno e sulla cima ha il colore del cielo. Comincia a muoversi come se mi vedesse. Si ferma; vedo la jeep; nessuno intorno, niente, non c'è vento, non c'è nessun odore. Vedo soltanto questi occhi.
Commento: alla fine David conferma che qualcosa di davvero insolito è accaduto; vede una sfera e nota la strana assenza di rumore da brivido conosciuta come il “fattore Oz."
Mary: dove è la sfera?
David: davanti a me, alle ore 2.
Mary: quanto è grande?
David: sembra grande, è molto vicina.
Mary: la puoi vedere chiaramente?
David: vedo solo il fondo di vetro, un vetro colorato.
Mary: la stai guardando; si avvicina?
David: tutto è ancora fermo.
Mary: sei ancora fermo?
David: si.
Mary: ricordi di aver fermato la moto?
David: si, avevo il dito sul pulsante dello spegnimento.
Mary: che cosa sta facendo la sfera?
David: è sospesa in aria.
Mary: quanto è vicina a te?
David: è sopra la ghiaia della strada.
Mary: che cosa succede dopo?
David: sono sollevato verso l’alto.
Mary: come succede questo?
David: non lo so, fluttuando.
Mary: dunque, la moto è distrutta mentre tu vieni sollevato verso l’alto? (Sto cercando di scoprire come è avvenuto l'incidente alla motocicletta).
David: no, ho solo fermato la moto. La moto cade. In qualche modo sono sceso dalla motocicletta.
Mary: torna indietro alla tua moto, come fai a scendere?
David: sollevo prima la gamba sinistra. Sono fermo alla destra della motocicletta, la mia mano destra tiene ancora il manubrio, la lascio cadere, la lascio andare.
Mary: così sei tu che lasci cadere la moto?
David: è caduta. Sono a pochi metri dal centro della strada (respira pesantemente) sto guardando intorno a me, è come se qualcosa stia sopra di me ma allo stesso tempo non c’è veramente perché non la vedo. Sono spinto verso qualcosa che si trova sulla strada. Una piccola scatola nera, una specie di mini-telecomando o qualcosa del genere. Ci premo sopra. Qualcosa sopra di me si apre. Mi sento sollevato verso l'alto, guardo in alto e vedo il vetro. E’ lo spazio. Entro, il telecomando scompare. È enorme, come se non ci fossero le pareti, come se stessi seduto nel cielo.
Mary: guarda su che cosa sei disteso.
David: è come il vetro ma morbido. Sono disteso.
Mary: puoi vedere gli angoli della stanza?
David: è rotonda. Sono di nuovo al buio. Vedo di nuovo quella strana faccia.
Mary: hai avuto l’incidente prima di entrare nella sfera?
David: no, ho lasciato la moto, sono andato verso il centro della strada.
Mary: che cosa sta succedendo nella sfera?
David: sono in fila. È inserita la morsa. Qualcosa viene estratto dal mio stomaco, una palla pesante, come una pietra o qualcosa del genere.
Mary: perché è lì, che cosa fa?
David: non lo so, “loro” stanno prendendo qualcosa da me. (Sto cercando di accertare se l'incidente sia avvenuto prima o dopo l'episodio dell'UFO).
Mary: questo incidente è successo dopo che tuo eri nella sfera?
David: si.
Mary: vai al momento dopo l'incidente della sfera: dove é la motocicletta?
David: è proprio dietro di me.
Mary: è danneggiata?
David: il manubrio lo é.
Mary: come si è rotto?
David: quando ho lasciato cadere la moto.
Mary: perché l’hai fatta cadere?
David: mi sono dimenticato della moto. Sono stato spinto verso qualche cosa e ho dimenticato, ho lasciato la moto, la tenevo con la mano destra e poi l'ho lasciata cadere mentre mi allontanavo.
Mary: la moto è già danneggiata quando ti sei allontanato?
David: ho lasciato il manubrio. Si è abbozzata ma si è rovinata soltanto un poco. Si è danneggiata di più quando sono caduto.
(Così alla fine ho ottenuto l’ informazione che stavamo cercando. La motocicletta si è danneggiata solo un poco durante l'incontro con l'UFO quando David l’ha fatta cadere mentre l'incidente principale è avvenuto più tardi).
Mary: puoi vedere come si è danneggiata?
David: tornando a casa ho urtato la conduttura, poi la motocicletta é caduta pesantemente per terra, sono volato qualche metro in avanti, sbalzato nella polvere e la mia mano sinistra... La motocicletta è dietro di me. Perde carburante.
Mary: tutto questo è accaduto dopo che sei stato nella sfera? (sto verificando questa informazione).
David: si.
È possibile che David fosse stordito dopo l'incontro con UFO e non vede l'ostacolo che causa il suo incidente motociclistico.
David fu molto schockato da quello che aveva ricordato! Ma più tardi mi ha raccontato di aver avuto "strani sogni," aveva sentito strani odori, aveva la sensazione di essere "guardato e osservato," che si sentiva sempre molto "diverso." Aveva visto elicotteri neri, aveva avuto frequenti emorragie dal naso. Era insolitamente "psichico." Tutto questo suggerisce che per un certo periodo di tempo ha interagito con creature extraterrestri.
Il caso dimostra in primo luogo che anche dopo un trauma cranico è possibile recuperare la memoria e in secondo luogo quanto è importante che l' ipnotista sia informato del fenomeno ufo-abduction in quanto le false memorie, spesso associate, possono "mascherare" quello che è veramente accaduto.
Il caso di David è unico in quanto questo ragazzo è stato capace di recuperare il suo ricordo dopo aver subito un trauma cranico e anche di essere stato a bordo di un UFO, il ché rende questo caso affascinante.
I ricordi di abduction possono riaffiorare in superficie "spontaneamente" attraverso l'ipnosi eseguita per altri motivi e questo la rende eccellente per questo tipo di attività.
Letture raccomandate.
Mack, John E. (1994) "Abduction: Human
Encounters With Aliens." Simon & Schuster, London:
Rodwell, Mary T (2002) "Awakening, How Extraterrestrial Contact Can
Transform your life." Fortune Books Ltd, UK
Negaitis, Carl & Mantle, Philip, "Without Consent" (2002). Fortune
Books Ltd.
Mary Rodwell Principal ACERN
E-mail at:
starline@iinet.net.au
web address
www.acern.com.au
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