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Chi ha
paura del Grigio cattivo?
di Roberto Pinotti
[da "UFO Notiziario" Nuova
Serie - N. 04 del Settembre 1999]

Il tema delle "abduction" continua - com'è logico - ad
appassionare il pubblico. Se mai ce ne fosse stato bisogno, ce
lo ha confermato il Simposio di San Marino, dove John Mack ha
tenuto banco.

Mack, lo psichiatra di Harvard, doppiamente autorevole non solo
in quanto vincitore del Premio Pulitzer, ma anche in quanto è
passato a testa alta sotto le forche caudine del Senato
Accademico del prestigioso Ateneo USA, il cui buon nome certi
suoi colleghi parrucconi ritenevano fosse stato da lui messo a
repentaglio. Ma soprattutto il Mack che, nel suo "RAPITI!" (oggi
anche in Oscar Mondadori, con nostra prefazione), dà una parola
di speranza a chi si accosta sconcertato al fenomeno dei "rapimenti".
No, non abbiamo probabilmente da temere più di tanto dai "sequestratori"
alieni che si celerebbero dietro il controverso fenomeno, a suo
dire.
E questo - ci si consenta - è per molti "liberatorio". La
giovane Karen, da lui portata in Italia, è in fondo la migliore
riprova che non ci si deve attendere il peggio da "loro". L'idea,
in effetti, non è isolata.
A parte quello che si possa comunque pensare di lui, anche
Whitley Strieber sarebbe giunto - sia pure per una strada
diversa, autobiografica - a conclusioni analoghe. Solo che uno
Strieber non è Mack. Mack non ha una sua storia da raccontare.
Lui, semmai, ha vagliato tante storie e ha concluso di non avere
di fronte dei pazienti, ma piuttosto delle esperienze-limite di
grande importanza. E si è regolato di conseguenza, comparandole,
soppesandole, sostenendo i soggetti che le hanno vissute e che
hanno richiesto il suo aiuto. E dandone testimonianza autorevole.
Diverso è il caso di David Jacobs. Anch'egli di estrazione accademica -
uno storico - e anch'egli sulle tracce dei sequestratori
misteriosi.
Brillante autore del classico "The UFO controversy in America",
ha dapprima scritto "Secret Life", quindi il recente "The
Threat", il cui titolo è tutto un programma: perché per lui i "rapitori"
sono una vera e propria minaccia per il futuro dell'umanità.
Chi ha ragione? Certo, la lettura del libro di Karla Turner,
immaturamente scomparsa, non è molto tranquillizzante (vedi "Rapite
dagli UFO", Edizioni Mediterranee, Roma 1997). Ed è sintomatico
che il regista Steven Spielberg abbia voluto accostarsi alla
questione delle "abductions" proprio realizzando una serie di
film per la TV che ha, significativamente, lo stesso titolo del
libro della Turner in versione originale: "Taken" (presi). La
vedremo con piacere.
In Italia libri quali "Luci nella notte: il caso Zanfretta" (Alkaest,
Genova 1984) di Rino Di Stefano e "Gli UFO nella mente:
interferenze aliene" di Corrado Malanga (Bompiani, Milano 1998)
suscitano certamente scenari non positivi. E questo evoca timori
e paure di vecchia data che si proiettano su scenari quanto mai
attuali.
Infine, ecco che "Intruders" dell'antesignano della ricerca nel
settore, Budd Hopkins ("Intrusi", Armenia, Milano 1988),
rimbalza sul "piccolo schermo" né più né meno come è successo
nel caso del cinema con "Bagliori nel buio" di R. Lieberman. E
tutto questo sollecita il vissuto sommerso di tanti.
Troppi, forse. E tutti in buona fede. Ma attenzione. Da questo a
scorgere l'operato dei "Grigi" ad ogni piè sospinto ce ne corre!
Ce lo ricorda lo stesso Mack, invitando a guardarci
dall'irrazionale. E allora? E allora occorre cautela, riserbo,
discrezione e grande equilibrio. Qualità non facili, ancor più
negli ufologi. Cui un crescente numero di soggetti si rivolge in
cerca di aiuto. Un aiuto che va dato. Senza tirarsi indietro.
In tutto questo, però, scordiamoci per favore schemi preconcetti
e precostituiti che, emersi in taluni casi, non è detto debbano
valere per tutti. E guardiamo al problema in termini "positivi".
Sia verso chi avrebbe avuto supposti incontri ravvicinati del
quarto tipo sia nei confronti di chi sarebbe all'origine del
fenomeno. Che, se dovessimo dare corpo alle ipotesi peggiori,
avrebbe già fatto da lungo tempo di noi tutto quello che voleva.
Cosa che non è successa. Almeno finora!
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