DAL SATOR ALL'ARCA DELL'ALLEANZA
Pubblicazioni recenti hanno ripresentato un’interessante questione che è legata ad un enigma affascinante: che cosa si cela realmente dietro al cosiddetto SATOR, il "Quadrato magico" di Pompei?
di Diego Baratono
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Tratto da ARCHEOMISTERI, I Quaderni di Atlantide - n°3 Maggio/Giugno 2002
Ora, il periodo storico interessato è in
effetti l’ottavo decennio dopo Cristo.
Propriamente si è nel primo secolo della
venuta di Gesù, il Cristo Salvatore.
Sono già trascorsi diversi anni dalla
crocifissione del Messia: la tragedia è, in
ogni caso, ancora fresca nella memoria
israelitica. Il periodo è segnato, oltre
tutto, da altri due eventi che si
avvicendano a breve distanza di tempo e che
sono tristemente famosi. Si inizia infatti
con la prima guerra giudaica, che porta nel
70 circa alla brutale distruzione di
Gerusalemme e che terminerà,
definitivamente, con la presa di Masada
avvenuta nel 74. Si finisce quindi con la
catastrofica eruzione del Vesuvio del 79, di
cui ben si conoscono le conseguenze per
Pompei, Ercolano e Stabia. L’evento sembra
apporre un sigillo di morte e distruzione ad
un secolo che è particolarmente tormentato.
È vero che i luoghi e le circostanze,
Gerusalemme e le guerre giudaiche da un
lato, Pompei e l’eruzione del Vesuvio
dall’altra, potrebbero apparire
inesorabilmente lontani. Si deve ricordare
però che la "liason" esiste: è Roma, il suo
impero.
Roma, sia attraverso l’egemonico controllo
territoriale, sia con la sua politica
conquistatrice sembra in realtà influenzare,
anche se in modo inconsapevole, il clima
storico di questo periodo inquieto. Il
paesaggio sociale vede un ceto dominante che
è di certo pagano e che è ancora legato,
profondamente, alle proprie divinità ed ai
suoi antichi culti originari. I tempi ed i
luoghi, insomma, non sono ancora maturi per
l’assimilazione della troppo nuova, ed a
tratti sconvolgente confessione religiosa.
Il Cristianesimo, tuttavia, trovò terreno
fertile proprio nei territori conquistati
dall’Impero Romano. Sono ben noti i sistemi
repressivi adottati dai diversi imperatori
succedutisi al potere, nel tentativo di
arginare il fenomeno "Cristianesimo".
Un'Ipotesi
Detto questo, è naturale lanciare un quesito:
come si può collocare il tetragramma campano in
questo quadro?
Secondo queste poche osservazioni, si può formulare
un’ipotesi per tentare di disegnare una prima
plausibile motivazione che giustifichi l’esistenza
del tetragono magico, del perché un tal enigma sia
stato ideato.
È ammissibile che i primi cristiani, per non essere
scoperti ed identificati, abbiano codificato un
messaggio mirato, rendendone accessibile la
comprensione solo ai veri credenti in Cristo.
Per qualche motivo, il messaggio è comprensibile
solo da quei pochi cripto-cristiani che, in questo
travagliato momento storico, sono sottoposti ad una
feroce e tragica repressione.
Tale dettaglio sembrerebbe però in esplicita
contraddizione con un certo aspetto della questione
AREPO SATOR.
Ora, se è vero che l’enigma appartiene a degli
adepti che professano una religione ancora segreta,
perché allora questa scritta fu graffita in un luogo
che era ampiamente frequentato dai nemici pagani?
Era una provocazione in aperta sfida alla legge o
forse era qualche cosa di più, anzi, di diverso?
Sembra una questione di poco conto, ma non è così.
Vediamo dunque il perché.
Dichiararsi cristiani, far parte di una setta che si
stima sia contro il potere di Roma, in questo
momento non è molto salutare.
Visto il paesaggio storico nel quale si agitano le
nascenti comunità cristiane, la scritta si potrebbe
considerare un’esortazione, se si vuole, il "VIVA
VERDI" carbonaro dei primi cripto-cristiani.(6)
In fin dei conti, anche il più noto simbolo del
pesce eucaristico, o ICHTHYS(7),
era un motto cristiano rivoluzionario. Del resto l’AREPO
SATOR potrebbe avere caratteristiche analoghe. Il
che può anche essere. Senza dimenticare quanto si è
detto, è anche possibile, tuttavia, fornire un’altra
versione più sottile e forse più vicina alla realtà
dei fatti.
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Note:
6. VIVA VERDI
era il motto risorgimentale carbonaro da intendersi
Viva Vittorio Emanuele Re D’Italia.
7. Secondo gli
studiosi, l’acrostico ICHTHYS si compone delle
parole greche Iesous Christos Theou
HYos Soter che grosso modo significa:
Gesù figlio di Dio il Salvatore.
Dopo aver
eseguito le operazioni che si sono indicate, le
parole del criptogramma si trasformano in altri
cinque termini. Letti in sequenza partendo
dall’alto sono:
|
SODAC |
|||
| O |
PIRA |
(3) |
|
|
(2) |
DI |
NIDI |
|
|
(1) |
AR |
PO |
(4) |
| CA |
DOS |
||
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Diego Baratono è originario di Agliè
Canavese, in Piemonte. È ricercatore
indipendente. Le sue esplorazioni archeologiche
sono indirizzate verso lo studio delle
paleo-geometrie e degli antichi sistemi
geometrici applicati alla topografia dei luoghi
sacri. In seguito allo sviluppo d’alcune
efficaci teorie inerenti alla possibilità di
previsione dei fenomeni sismici, collabora con
il C.N.R. di Milano. È autore del libro "
Le Abbazie ed
il segreto delle Piramidi".