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	<title>Enrico Baccarini &#124; ENIGMA &#187; Megalitismo</title>
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	<description>La cultura dell&#039;Insolito</description>
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		<title>Russia, un geoglifo più antico delle Linee di Nazca</title>
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		<pubDate>Wed, 31 Oct 2012 18:21:12 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Enrico Baccarini</dc:creator>
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		<category><![CDATA[cultura megalitica]]></category>
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		<description><![CDATA[Un enorme disegno di animale, realizzato con delle pietre bianche e visibile solo dall’alto. No, non stiamo parlando delle famose “Linee di Nazca”, uno dei misteri archeologici tuttora insoluti, ma di un altrettanto enigmatico geoglifo scoperto in Russia alcuni anni fa grazie a Google Earth, per il quale ora viene proposta una datazione che lo colloca [...]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://www.enricobaccarini.com/wp-content/uploads/2012/10/russia-cervo.jpg"><img class="aligncenter size-medium wp-image-7096" title="russia-cervo" src="http://www.enricobaccarini.com/wp-content/uploads/2012/10/russia-cervo-300x200.jpg" alt="" width="300" height="200" /></a></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Un enorme disegno di animale</strong>, realizzato con delle pietre bianche e <strong>visibile solo dall’alto</strong>. No, non stiamo parlando delle famose “Linee di Nazca”, uno dei <strong>misteri archeologici</strong> tuttora insoluti, ma di un altrettanto enigmatico geoglifo scoperto <strong>in Russia</strong> alcuni anni fa grazie a Google Earth, per il quale ora viene proposta una datazione che lo colloca <strong>migliaia di anni prima</strong>di Cristo.</p>
<p style="text-align: justify;">La figura, che ricorda <strong>un cervo</strong>, si trova vicino al Lago Zjuratkul, nel nord del Kazastahn, ed ha dimensioni davvero impressionanti: nel suo punto di massima espansione, è lunga<strong> 275 metri</strong>, più o meno l’equivalente di due campi da football americano. Il disegno è rivolto a nord ed è visibile anche da un ponte dove le sue<strong> linee bianche</strong> spiccano nettamente sul verde intenso del prato.</p>
<p style="text-align: justify;">Ad individuarlo, nel 2007, utilizzando le <strong>mappe satellitari,</strong> è stato un utente del web, tale Alexander Shestakov che subito ha avvisato le autorità. Un volo in idroplano ed un parapendio hanno permesso ai ricercatori di appurare che era tutto vero: c’era <strong>la gigantesca figura</strong> di un animale con quattro zampe.<span id="more-7095"></span></p>
<p style="text-align: justify;">I primi ad averlo<strong> studiato scientificamente</strong> sono stati Stanislav Grigoriev, membro dell’Istituto di storia e archeologia dell’Accademia di Russia, ed il collega Nikolaj Menshenin, del Centro Statale per la protezione dei Monumenti,  autori di <strong>un articolo</strong> pubblicato nella scorsa primavera su una rivista specializzata.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>La ricerca sul campo</strong> condotta in estate ha fatto luce sulla composizione e sull’origine del glifo, che sembra essere il prodotto di una <strong>cultura megalitica</strong>  vissuta in questa zona degli Urali. In quest’area sono stati trovati centinaia di siti preistorici, soprattutto <strong>menhir</strong>: le strutture più complesse (camere, bassorilievi, un tunnel) si ergono invece sull’isola Vera a circa 60 chilometri dall’enorme cervo.</p>
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<p>// ]]&gt;</script></p>
<div id="attachment_7097" class="wp-caption aligncenter" style="width: 310px"><a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://www.enricobaccarini.com/wp-content/uploads/2012/10/russia-scavi.jpg"><img class="size-medium wp-image-7097" title="russia-scavi" src="http://www.enricobaccarini.com/wp-content/uploads/2012/10/russia-scavi-300x200.jpg" alt="" width="300" height="200" /></a><p class="wp-caption-text">LA CAMPAGNA DI SCAVI COMPIUTA IN ESTATE HA PERMESSO LA DATAZIONE</p></div>
<p style="text-align: justify;">Durante la campagna di scavi, il team ha scoperto che l’architettura del glifo è <strong>piuttosto elaborata</strong>. Nelle zampe, ad esempio, le pietre più grandi servono a disegnare i bordi esterni mentre all’interno c’è del pietrisco. Sugli zoccoli e sul muso gli archeologi hanno poi trovato quel che rimane di <strong>antiche costruzioni</strong>.</p>
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<p>// ]]&gt;</script></p>
<p style="text-align: justify;">“<em>Lo zoccolo è fatto di piccole pietre schiacciate e di argilla. Mi sembra che ci siano <strong>pareti molto basse e stretti passaggi</strong>. Lo stesso si può dire della zona attorno al muso, con quattro muretti e tre passaggi</em>”, sostiene Grigoriev. Gli scavi sono proceduti con molta cautela, per evitare di danneggiare il geoglifo. Nel sito, in mezzo alle pietre,  sono stati trovati anche <strong>40 strumenti</strong> in quarzite, per la maggior parte zappe e utensili utilizzati per <strong>scavare e tagliare</strong>. Probabilmente, ipotizza il ricercatore, servivano per estrarre l’argilla.</p>
<p style="text-align: justify;">Ma proprio lo stile particolare di questi artefatti ha permesso all’equipe archeologica di <strong>avanzare una datazione </strong>anche per il disegno:  risalirebbero tutti alla fase preistorica denominata Eneolitico, quindi ad un periodo che va <strong>dal quarto al terzo millennio a. C. </strong> Se Grigoriev non si sbaglia, questa colossale figura di cervo sarebbe dunque molto più antica di quelle variegate rappresentazioni che costellano il Perù, per le quali gli esperti suggeriscono il <strong>500 a. C</strong>. Insomma, sarebbe di circa 2000 anni antecedente alle Linee di Nazca…</p>
<div id="attachment_7098" class="wp-caption aligncenter" style="width: 273px"><a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://www.enricobaccarini.com/wp-content/uploads/2012/10/russia-nazca.jpg"><img class="size-full wp-image-7098" title="russia-nazca" src="http://www.enricobaccarini.com/wp-content/uploads/2012/10/russia-nazca.jpg" alt="" width="263" height="191" /></a><p class="wp-caption-text">UNO DEI FAMOSI DISEGNI DI NAZCA</p></div>
<p style="text-align: justify;">A quell’epoca- suggeriscono gli autori dell’articolo- nel sud degli Urali <strong>clima e paesaggio</strong> erano molti diversi da oggi. In particolare, le prime foreste sarebbero comparse dopo il 2.500 a.C. Quindi nell’Eneolitico c’erano ampi spazi, coperti solo da <strong>bassa vegetazione</strong>, che potevano essere usati come tele da ricoprire di disegni come quello del Lago Zuratkul.</p>
<p style="text-align: justify;">Quello che gli studiosi non hanno ancora stabilito, però,  è <strong>lo scopo di questo immenso disegno</strong>. Questa testimonianza grandiosa lasciata dalla cultura megalitica che popolava gli Urali per ora non ha un perchè, proprio come le più famose figure animali e geometriche in Sud America. <strong>Visibili solo dal cielo</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;">E allora, <strong>destinate a chi o a cosa?</strong></p>
<p>&nbsp;</p>
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<p>// ]]&gt;</script></p>
<p>Fonte &#8211; <a href="http://www.extremamente.it/2012/10/15/russia-un-geoglifo-piu-antico-delle-linee-di-nazca/" target="_blank">Extremamente.it</a>, articolo di Sabrina Pieragostini, 15 ottobre 2012</p>
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		<title>Il suono di Stonehenge rivelato dagli scienziati di Salford</title>
		<link>http://www.enricobaccarini.com/il-suono-di-stonehenge-rivelato-dagli-scienziati-di-salford/</link>
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		<pubDate>Sat, 28 Apr 2012 10:27:03 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Enrico Baccarini</dc:creator>
				<category><![CDATA[Megalitismo]]></category>
		<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[Bristol]]></category>
		<category><![CDATA[Bruno Fazenda]]></category>
		<category><![CDATA[Guardian]]></category>
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		<category><![CDATA[Martin Wainwright]]></category>
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		<description><![CDATA[Il progetto quadriennale del Dr Bruno Fazenda e colleghi, delle Università di Huddersfield e di Bristol, ha stabilito come le grida, discorsi, canzoni o urla sacrificali potessero risuonare, qualunque contenuto essi potessero avere. Il metodo è stato un’opera scrupolosa di 'archeoacustica', una disciplina relativamente nuova che rivela la qualità del suono degli edifici del passato...]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Tutto ciò che vi accadeva doveva impressionare gli antichi Britanni. Anche se fosse stato solo un sussurro.</p>
<p><a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://www.enricobaccarini.com/wp-content/uploads/2012/04/Stonehengemoon.jpg"><img class="aligncenter size-medium wp-image-6126" title="Stonehengemoon" src="http://www.enricobaccarini.com/wp-content/uploads/2012/04/Stonehengemoon-300x225.jpg" alt="" width="300" height="225" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">Gli intelligenti accademici di Salford, che una volta mi hanno portato a fare lo shopping in un supermercato virtuale – siete seduti in poltrona indossando un casco e un guanto – ora hanno ricreato il suono di Stonehenge.<br />
Ora siamo più vicini che mai a infrangere il mistero del monumento; ma chi ci riuscirà? Oltre a tutte le montagne di libri remainder di teorie, un puzzle risolto ha mai tanto richiamo come un enigma ancora in corso.</p>
<p style="text-align: justify;"><a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://www.enricobaccarini.com/wp-content/uploads/2012/04/stonehenge.jpg"><img class="aligncenter size-medium wp-image-6127" title="stonehenge" src="http://www.enricobaccarini.com/wp-content/uploads/2012/04/stonehenge-242x300.jpg" alt="" width="242" height="300" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">Ma il progetto quadriennale del Dr Bruno Fazenda e colleghi, delle Università di Huddersfield e di Bristol, ha stabilito come le grida, discorsi, canzoni o urla sacrificali potessero risuonare, qualunque contenuto essi potessero avere. Il metodo è stato un’opera scrupolosa di &#8216;archeoacustica&#8217;, una disciplina relativamente nuova che rivela la qualità del suono degli edifici del passato.</p>
<p style="text-align: justify;"><a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://www.enricobaccarini.com/wp-content/uploads/2012/04/Stonehenge_Sunset_Wallpaper_lk768.jpg"><img class="aligncenter size-medium wp-image-6128" title="Stonehenge_Sunset_Wallpaper_lk768" src="http://www.enricobaccarini.com/wp-content/uploads/2012/04/Stonehenge_Sunset_Wallpaper_lk768-300x225.jpg" alt="" width="300" height="225" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">Fazenda dice:<br />
Stonehenge è ben conosciuto, ma si sta ancora cercando di scoprire perché sia stato costruito e abbiamo pensato che facendo questa ricerca si potrà aggiungere un elemento di archeologia che finora non è stato esaminato. È una nuova area di scienza acustica e potrebbe essere molto utile nell&#8217;interpretazione archeologica di importanti edifici e siti del patrimonio, alcune dei quali potrebbero non esistere più nella loro forma originale, come ad esempio nel caso di Stonehenge.</p>
<p style="text-align: justify;"><a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://www.enricobaccarini.com/wp-content/uploads/2012/04/Famous-Rock-Group-Stonehenge-Wiltshire-England.jpg"><img class="aligncenter size-medium wp-image-6129" title="Famous Rock Group, Stonehenge, Wiltshire, England" src="http://www.enricobaccarini.com/wp-content/uploads/2012/04/Famous-Rock-Group-Stonehenge-Wiltshire-England-300x225.jpg" alt="" width="300" height="225" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">Il numero di pezzi mancanti presso il famoso cerchio di pietra A303 in Wiltshire era un problema evidente e le prove condotte in esso dal team hanno prodotto solo un numero limitato di deboli echi e nessun riverbero evidente. Gli antichi Britanni non sarebbero stati molto colpiti da questo, se il monumento fosse stato costruito per impressionare. Ma per fortuna c&#8217;è una replica negli Stati Uniti, a grandezza naturale.<br />
Costruito di calcestruzzo ed eretto nello a Maryhill, nello stato di Washington, come un monumento ai soldati USA uccisi durante la prima guerra mondiale, questo ha rivelato una ricchezza di effetti speciali.<br />
Fazenda ha trovato che:<br />
È stato possibile fare misurazioni acustiche adeguate che permettono un&#8217;indagine su sorprendenti effetti quali echi, risonanze e sussurranti “effetti galleria”. I dati raccolti non rivelano inequivocabilmente se il sito è stato progettato con un intento acustico, come i teatri greci o romani. Essi mostrano tuttavia che lo spazio reagiva all&#8217;attività acustica in un modo che sarebbe stato evidente all&#8217;uomo neolitico.</p>
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<p>// ]]&gt;</script><br />
La prossima fase, nella tradizione della mia incursione al supermercato virtuale, sarebbe stata quella di creare una ‘resa audio 3D’ dei suoni registrati, utilizzando 64 canali audio e appositi altoparlanti, messi a punto dall&#8217;Università di Salford e basati sulla sintesi di campo di onda. Fazenda dice:<br />
Questo sistema ci fornirà un’accurata e coinvolgente ricostruzione di come Stonehenge doveva risuonare. Non solo possiamo vedere noi stessi circondati dalle pietre di una realtà virtuale, ma possiamo anche ascoltare come la struttura in pietra avrebbe avvolto la gente in un&#8217;esperienza sonica. È come se potessimo viaggiare indietro nel tempo e vivere lo spazio in modo più olistico.<br />
C&#8217;è di più su questo argomento in un eccellente sito web chiamato <a href="http://www.sonicwonders.org/">Sonic Wonders</a> che ha ogni sorta di rivelazioni acustiche.</p>
<p>Fonte - <a href="http://www.liutprand.it/%E2%80%9Dhttp://www.guardian.co.uk/uk/the-northerner/2012/apr/19/stonehenge-acoustics-archaeology-salford-university-bruno-fazenda%E2%80%9D" target="_blank">Guardian.co.uk</a> e <a href="http://www.liutprand.it/articoliMondo.asp?id=467" target="_blank">Liutprand</a>, art. di Martin Wainwright, 19 aprile 2012.</p>
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<p>// ]]&gt;</script></p>
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		<title>Scoperto un cerchio di pietre sommerso nelle Orcadi</title>
		<link>http://www.enricobaccarini.com/scoperto-un-cerchio-di-pietre-sommerso-nelle-orcadi/</link>
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		<pubDate>Tue, 18 Oct 2011 11:47:29 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Enrico Baccarini</dc:creator>
				<category><![CDATA[Megalitismo]]></category>
		<category><![CDATA[Aberdeen University]]></category>
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		<description><![CDATA[La scoperta potrebbe rivaleggiare con la sua consorella inglese. I resti di un cerchio di pietre del neolitico sono stati ritrovati recentemente al largo della costa delle Orcadi. A seguito di rilievi effettuati sul fondale marino nei pressi famoso anello megalitico dell'isola di Brodgar gli studiosi ritengono di aver identificato una nuova struttura a soli 500 metri dalla costa. I risultati preliminari dell´indagine hanno rafforzato le speranze che strutture preistoriche costruite 5.000 anni fa siano sopravvissute alla furia del tempo e alla distruzione del mare.]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://www.enricobaccarini.com/wp-content/uploads/2011/10/ring.jpg"><img class="aligncenter size-medium wp-image-5128" title="ring" src="http://www.enricobaccarini.com/wp-content/uploads/2011/10/ring-300x200.jpg" alt="" width="300" height="200" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">La scoperta potrebbe rivaleggiare con la sua consorella inglese. I resti di un cerchio di pietre del neolitico sono stati ritrovati recentemente al largo della costa delle Orcadi.</p>
<p style="text-align: justify;">A seguito di rilievi effettuati sul fondale marino nei pressi famoso anello  megalitico dell&#8217;isola di Brodgar gli studiosi ritengono di aver identificato una nuova struttura a soli 500 metri dalla costa. I risultati preliminari dell´indagine hanno rafforzato le speranze che strutture preistoriche costruite 5.000 anni fa siano sopravvissute alla furia del tempo e alla distruzione del mare.<span id="more-5127"></span></p>
<p style="text-align: justify;">Attraverso tecniche di telerilevamento e profiling sismico sono state identificate alcune &#8220;anomalie&#8221; sottomarine verosimilmente strutture artificiali poste a circa 12 metri  sotto l&#8217;acqua. Le immagini riprese nelle vicinanze del lago <a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Loch_of_Stenness">Stenness</a> sembrano  mostrare una struttura circolare di grandi dimensioni nello specchio d&#8217;acqua a sud dell´anello di <a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Ring_of_Brodgar">Brodgar</a>, se la scoperta fosse confermata costituirebbe il terzo cerchio di pietre più grande delle  isole britanniche dopo Avebury e Stanton Drew risalenti al 3000-2000 a.C. I siti furono utilizzati dagli antichi Britanni per scopi  rituali.</p>
<p style="text-align: justify;">Gli studiosi stanno progettando di  inviare nell&#8217;area una squadra di sub per indagare i dati fino ad ora ottenuti. Caroline Wickham-Jones archeologa della Aberdeen  University ha recentemente affermato : &#8220;<em>Questi sono solo risultati   preliminari e molto lavoro sará necessario nel futuro tuttavia, ci sembra a tutti gli effetti un anello di pietre dalla caratteristica forma </em>&#8220;. &#8220;<em>Potrebbe suggerire una precedente costruzione dell´anello di Brodgar, in seguito ricostruita più in  alto quando il mare entrò nel lago ed i livelli di acqua salirono</em>&#8220;.</p>
<p style="text-align: justify;">Il Dr  Richard Bates, del Dipartimento di Scienze della Terra della St Andrews  University, ha calcolato che la costruzione dovrebbe possedere circa 90 metri di diametro. L&#8217;indagine ha anche  esaminato i fondali nelle vicinanze degli insediamenti di Hoy, di Hoxa e nella Baia di Firth. In quest´ultimo caso gli strumenti hanno  messo in luce un&#8217;altra anomalia di 40 metri, un tumulo circolare che  potrebbe essere una struttura di epoca preistorica. L´intero complesso delle Orcadi, per quanto posto sotto la protezione dell´UNESCO, é una zona fino ad oggi poco studiata ma dimostra aver posseduto insediamenti umani giá 10.000 anni fa, alla fine dell&#8217;Era Glaciale. Al  quel tempole Orcadi erano un  territorio ben diverso in cui il livello del mare era  fino a 45 metri più in  basso rispetto ad oggi.</p>
<p style="text-align: justify;">Il recente studio, finanziato dall´Istituto  Archeologico Reale e dalla Società degli Antiquari di Londra, fa parte del piú ampio progetto  &#8216;<em>Rising Tide</em>&#8216; iniziato nel 2004.</p>
<p>Fonte &#8211; <a href="http://www.scotsman.com/news/environment/history_uncovered_beneath_the_waves_off_orkney_1_1900390">Scotsman</a>, 9 ottobre 2011, trad. di Enrico B.</p>
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		<title>In pericolo i cerchi di pietre nigeriani</title>
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		<pubDate>Wed, 25 Aug 2010 21:26:49 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Enrico Baccarini</dc:creator>
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		<category><![CDATA[World Monument Fund]]></category>

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		<description><![CDATA[Nel Cross River State della Nigeria c’è un pezzo di storia dell'umanità, che potrebbe presto scomparire. Più di 300 pietre verticali erette più di 4000 anni fa, si perdono per furti e degrado. I monoliti Ikom sono alti 1-2 metri e recano elaborate incisioni di volti e figure geometriche. Le immagini non sono state decodificate, ma può essere una forma di scrittura preistorica. I monoliti, per lo più di pietra vulcanica, si trovano di solito collocati in cerchi, l’uno di fronte all'altro. Conosciute anche come Akwanshi, che significa "morti" in un dialetto nativo, queste pietre fanno parte dei tradizionali riti funerari locale. ]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><em>I saccheggi e l&#8217;abbandono minacciano i  monoliti nigeriani</em></p>
<p><em><a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://www.enricobaccarini.com/wp-content/uploads/2010/08/pietra1.jpg"><img class="aligncenter size-medium wp-image-1526" title="pietra1" src="http://www.enricobaccarini.com/wp-content/uploads/2010/08/pietra1-300x240.jpg" alt="" width="300" height="240" /></a><br />
</em></p>
<p style="text-align: justify;">Nel Cross River State della Nigeria c’è un pezzo di storia dell&#8217;umanità,  che potrebbe presto scomparire. Più di 300 pietre verticali erette più  di 4000 anni fa, si perdono per furti e degrado. I monoliti Ikom sono  alti 1-2 metri e recano elaborate incisioni di volti e figure  geometriche. Le immagini non sono state decodificate, ma può essere una  forma di scrittura preistorica. I monoliti, per lo più di pietra  vulcanica, si trovano di solito collocati in cerchi, l’uno di fronte  all&#8217;altro. Conosciute anche come Akwanshi, che significa &#8220;morti&#8221; in un  dialetto nativo, queste pietre fanno parte dei tradizionali riti  funerari locale.<br />
Un tempo vi erano oltre 450 monoliti Ikom censiti, in 34 siti in tutto  il paese. Un censimento in corso ne ha ritrovati solo 119. Ci sono state  molte segnalazioni di furti e saccheggi dei monoliti, ma la polizia ha  recuperato ben pochi degli oggetti che sono stati rubati. Poiché le  pietre pesano tra i 50 e gli 800 kg, non è facile rimuoverle. Ma i  luoghi all&#8217;aperto sono tutelati e controllati molto poco. All’Open Air  Museum Alok, 30 pietre sono protette solo da 7 membri del personale. Nel  2006, a causa di tagli di bilancio in ambito del Servizio civile  federale, le loro posizioni sono state eliminate. Il governatore del  Cross River State è stato allertato per il pericolo di saccheggiatori e  ha ristabilito i finanziamenti. Ha inoltre avviato la costruzione di un  recinto intorno al sito. Ma altri luoghi con cerchi di pietra sono  ancora ad alto rischio. Emangabe ha solo un muro parziale e Nkirigum è  completamente accessibile e non protetta. Esistono leggi locali e  federali che criminalizzano la rimozione dei manufatti. Ma la  distruzione dell&#8217;economia nigeriana ha reso il valore delle pietre ($  50.000) un premio irresistibile per alcuni ladri. E le leggi che  esistono non sono, in molti casi, rigorosamente applicate. I  saccheggiatori in alcuni punti corrono il minimo rischio di essere  scoperti o di azione penale. <span id="more-1523"></span>Nel 1992, Chief Sylvanus Akong, che dirige l’Alok Open Air Museum, ha  descritto la costante battaglia condotta contro i saccheggiatori. &#8220;I  ladri, una volta, sono arrivati qui di notte e hanno portato via alcuni  reperti inestimabili. Non siamo riusciti a recuperarli tutti, solo due  monoliti sono stati recuperati&#8221;.</p>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;"><img class="aligncenter" src="http://www.liutprand.it/articoliMondo/pietra2.jpg" alt="" width="424" height="383" /></p>
<p style="text-align: justify;"><img class="aligncenter" src="http://www.liutprand.it/articoliMondo/pietra3.jpg" alt="" width="487" height="374" /><br />
<em>Nelle foto, alcune pietre Ikom con decorazioni antropomorfe,<br />
ormai  passate nel mercato nell&#8217;antiquariato africano &#8220;ufficiale&#8221;.</em></p>
<p style="text-align: justify;">Nel  2007, l&#8217;UNESCO e il World Monument Fund hanno posto il Megaliti Ikom  nella lista di controllo dei 100 siti in maggior pericolo in tutto il  mondo. Questo ha costituito una sorta di imbarazzo per il governo  nigeriano. Altri siti del Patrimonio Mondiale nel paese sono ugualmente  afflitti dalla amministrazione e dalla corruzione.<br />
Le pietre sono in pericolo anche a causa dei funghi e per la crescita  delle piante. Ci sono risorse limitate per eliminare le erbacce e le  piante che crescono intorno ai monoliti. A Alok Circle, i parassiti  hanno coperto i monumenti con una polvere bianca corrosiva. Inoltre, la  popolazione locale a volte ha dato fuoco alle pietre per disboscare la  terra per la coltivazione.</p>
<p>Fonte<em> &#8211; The Sun News Online, </em>5 agosto 2010, traduzione italiana ad opera di <a href="http://www.liutprand.it/articoliMondo.asp?id=333">Liutprand</a></p>
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		<title>Scoperte oltre 500 strutture megalitiche e un villaggio megalitico dei morti in India</title>
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		<pubDate>Fri, 20 Aug 2010 09:50:29 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Enrico Baccarini</dc:creator>
				<category><![CDATA[India Misteriosa]]></category>
		<category><![CDATA[Megalitismo]]></category>
		<category><![CDATA[Andrew Bauer]]></category>
		<category><![CDATA[Antikitera]]></category>
		<category><![CDATA[D. Dayalanat]]></category>
		<category><![CDATA[Deccan Herald]]></category>
		<category><![CDATA[Hire Benakal]]></category>
		<category><![CDATA[Karnatak University]]></category>
		<category><![CDATA[megalitic]]></category>
		<category><![CDATA[Sengalur]]></category>
		<category><![CDATA[Stone Pages]]></category>
		<category><![CDATA[Tamil Nadu]]></category>
		<category><![CDATA[The Hindu]]></category>

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		<description><![CDATA[L'Archeologo D. Dayalanat ha recentemente annunciato la scoperta di oltre 500 strutture megalitiche nel villaggio di Sengalur nel Tamil Nadu, in India. Le prime analisi in situ portano a ritenere che i megaliti possano verosimilmente risalire a circa il 500-300 a.C., periodo dell'età del ferro, e costituiscano delle sepolture megalitiche. La scoperta effettuata nell'India meridionale, èv stata effettuata durante alcuni scavi effettuati in una zona di circa 25 ettari.  Il sopralluoghi iniziati il 13 Aprile 2010 scorso sono termininati in questo periodo  e a causa dell'imminente avvicinarsi del periodo monsonico, lo scavo verrà ripresa il prossimo anno.]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://www.enricobaccarini.com/wp-content/uploads/2010/08/rota.jpg"><img class="aligncenter size-medium wp-image-1460" title="rota" src="http://www.enricobaccarini.com/wp-content/uploads/2010/08/rota-300x225.jpg" alt="" width="300" height="225" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">L&#8217;Archeologo D. Dayalanat ha recentemente annunciato la scoperta di oltre 500 strutture megalitiche nel villaggio di Sengalur nel Tamil Nadu, in India. Le prime analisi <em>in situ </em>portano a ritenere che i megaliti possano verosimilmente risalire a circa il 500-300 a.C., periodo dell&#8217;età del ferro, e costituiscano delle sepolture megalitiche. La scoperta effettuata nell&#8217;India meridionale, èv stata effettuata durante alcuni scavi effettuati in una zona di circa 25 ettari.  Il sopralluoghi iniziati il 13 Aprile 2010 scorso sono termininati in questo periodo  e a causa dell&#8217;imminente avvicinarsi del periodo monsonico, lo scavo verrà ripresa il prossimo anno.<span id="more-1459"></span></p>
<p style="text-align: justify;">Gli scavi hanno rivelato giacimenti culturali a partire dal periodo medievale e proseguendo fino ai primi storico / età del ferro periodo. Dayalan ha detto che alcuni dei materiali sono stati inviati a laboratori di analisi in tutto il Paese per analizzare la metallurgia, le combinazioni chimiche, architettoniche e tecniche di progettazione oltre ad un C-14 risale processo. I risultati includono cerchi di pietre di laterite o massi di granito fatto con l&#8217;imballaggio di calma, sepolture a cista di diversi tipi, funerali e sepolture pit urna con e senza capstones. Una caratteristica particolare è stato scoperto la struttura di forma rettangolare di un monumento sepolcrale dell&#8217;età del ferro &#8211; questo è stato unico e non è stata trovata altrove in India del sud ad eccezione di un unico sito a Sittannavasal nello stesso distretto. Gli scavi hanno anche portato oggetti come ceramiche di varie forme e dimensioni, incluso bicolore (rosso e nero), vasi e oggetti in ferro. oggetti di rame, come ciotole, coperchi, stand anello, ornamentali, etc pezzi sono stati rinvenuti. I massi dei cerchi di pietra e la struttura rettangolare di grandi dimensioni, misura quattro metri di lunghezza, tre metri di altezza e 1,5 metri di larghezza, e pesano 500 kg ad una tonnellata.</p>
<p style="text-align: justify;">Un forno da ghisa è stato trovato anche nel sito, e una serie di oggetti in ferro come coltelli, falcetti e pugnali sono stati trovati sul sito. L&#8217;insediamento ha dato molte figurine in terracotta, parti frammentarie e frammenti di ceramica, anche con segni graffiti, analoghi a quelli trovati in Harappa. Altri oggetti raccolti sono perle di vetro, perle di pietre semi-preziose, ornamenti di oro puro, braccialetti ecc scoperta del vetro soffiato tubi rivelato l&#8217;esistenza di un impianto di perline di vetro di produzione nelle vicinanze.</p>
<p>Fonti &#8211; <a href="http://www.stonepages.com/news/#3968">Stone Pages</a>, The Hindu, Deccan Herald (del 12 agosto 2010) e per la versione italiana <a href="http://www.antikitera.net/news.asp?numnews=3303&amp;T=0">Antikitera.net</a></p>
<p><strong>Villaggio megalitico dei morti in India</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Non c&#8217;è un percorso preciso, che consenta di raggiungere Benakal, sulle colline a nord del fiume Tungabhadra, nello stato meridionale indiano del Karnataka. Su un dolce pendio vi sono decine e decine di dolmen in lastre di granito di 3 metri di altezza e peso di 10 tonnellate o più. I monumenti sono stati costruiti oltre 1000 anni fa, tra l&#8217;Età del Ferro del sud dell&#8217;India (1200-500 a.C.) e il primo periodo storico (500 a.C. -500 d.C.), e ci sono più di 1000 blocchi di pietra in quasi 50 ettari, da modeste recinzioni di roccia a costruzioni che appaiono come tombe e mausolei.</p>
<p style="text-align: justify;">Le fonti storiche sono vaghe, ma l&#8217;esistenza di Hire Benakal è stata documentata fin dal 1850, e il sito è stato esaminato in primo luogo nei dettagli dallo storico A. Sundara della Karnatak University nel 1960. Nel 2007, lo studente laureato in antropologia Andrew Bauer, dell&#8217;Università degli Studi di Chicago, ha condotto la prima indagine sistematica del sito e dei suoi dintorni. Si è a lungo pensato nell&#8217;età del ferro in India la popolazione fosse composta di nomadi, e ciò rendeva difficile spiegare la costruzione di un sito megalitico, quale Hire Benakal. Ma le recenti indagini, tra cui quelle di Bauer, hanno fatto apparire numerosi insediamenti, tra cui due entro un miglio da Hire Benakal, che mostrano che la gente viveva in villaggi e praticava l&#8217;agricoltura e la pastorizia. &#8220;Il sito sembra essere stato un centro principale della cultura nella regione &#8220;, spiega Sundara.</p>
<p style="text-align: justify;">Più vicino al centro del sito, i megaliti crescono in dimensioni ed è più probabile che le loro forme fossero scolpite, indicando l&#8217;importanza di coloro che li avevano costruiti. Alcuni dei dolmen avevano un oblò che potrebbe essere stato usato per depositarvi ceneri o resti, anche se resti umani non sono stati ancora trovati. Non è ancora noto come i dolmen massicci fossero eretti, ma molti dei monumenti di Hire Benakal sono caduti sotto il peso delle loro pietre, per l&#8217;erosione del terreno sotto di loro ì, o a causa del bestiame che vaga ancora attraverso il sito.</p>
<p style="text-align: justify;">Bauer ha concluso che Hire Benakal non fosse solo un cimitero isolato, ma anche una parte di un paesaggio attivo, e un luogo dove lo status sociale e la disuguaglianza hanno iniziato a svilupparsi. &#8220;Stiamo davvero per capire il sito in un contesto molto più completo, perché ho indagato tutto intorno&#8221;, dice. E&#8217; stato importante socialmente ed è assolutamente impressionante a vedersi. Se non fosse in un luogo così remoto, Hire Benakal potrebbe essere un vero e proprio tesoro nazionale.</p>
<p style="text-align: justify;">Fonte &#8211; <a href="http://www.archaeology.org/" target="_blank">www.archaeology.org</a> e <a href="http://www.laportadeltempo.com/news.asp?ID=5699">la portadeltempo</a>, giugno 2010</p>
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