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Enrico Baccarini Reliquie & Religiosità - Il Vangelo di Giuda, la traduzione riabilita il discepolo traditore - la rassegna stampa completa

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Il vangelo di Giuda nella sua traduzione inglese

Il Vangelo di Giuda nel suo originale in Copto


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Il Vangelo di Giuda

la traduzione riabilita il discepolo "traditore"

la rassegna stampa completa


10 Aprile 2006


Una versione che contrasta con le testimonianze degli altri discepoli
«Gesù volle essere consegnato ai romani»


La rivelazione contenuta nel Vangelo di Giuda, uno scritto che si riteneva perduto e che sarebbe invece stato recuperato e tradotto

WASHINGTON - Fu Gesù Cristo a chiedere a Giuda di consegnarlo alle autorità romane dopo aver svelato solo a lui la verità del Regno dei cieli. E' quello che sarebbe scritto in un documento ritenuto finora perduto: il Vangelo di Giuda. Il manoscritto, in copto, è stato autenticato e tradotto 1.700 anni dopo la sua composizione con un lavoro durato cinque anni. Alcune pagine ricostruite sono state mostrate in pubblico per la prima volta alla National Geographic Society di Washington. Il codice, scritto su papiro e legato da un laccio di pelle, è stato probabilmente copiato in copto intorno al 300 d.C. ed è stato ritrovato negli anni Settanta nel deserto presso El Minya, in Egitto. In seguito finì nelle mani di mercanti di antichità, lasciò l'Egitto per giungere prima in Europa e poi negli Stati Uniti, dove rimase in una cassetta di sicurezza a Long Island per 16 anni prima di venire acquistato dall'antiquaria di Zurigo Frieda Nussberger-Tchacos nel 2000. Quando i suoi tentativi di rivendere il manoscritto fallirono, la Tchacos - preoccupata per lo stato di grave deterioramento del codice - lo cedette nel febbraio 2001 alla Maecenas Foundation for Ancient Art di Basilea per farlo conservare e tradurre.


NUOVA VERSIONE - Il Vangelo di Giuda presenta una nuova visione del rapporto tra Gesù e Giuda e fornisce nuove informazioni sul discepolo che tradì Cristo. Contrariamente a quanto raccontano Matteo, Marco, Luca e Giovanni nel Nuovo Testamento, dove Giuda è ritratto come un traditore, questo nuovo vangelo presenta un Giuda che consegna Gesù alle autorità su richiesta dello stesso Cristo. L'ipotesi formulata da Craig Evans, docente di Nuovo testamento presso l'Acadia Divinity College dell'Acadia University di Wolfville, in Canada, è che Gesù avesse in privato dato istruzioni a Giuda di portarlo alle autorità romane. Si spiegherebbe così la frase a lui rivolta e riportata dal Vangelo di Giovanni: «Qualunque cosa tu debba fare, falla in fretta».

7 Aprile 2006


venerdì 7 Aprile 2006

Giuda fedelissimo di Cristo di FABIO DI CHIO DA SPREGEVOLE traditore di Gesù a sofferente esecutore dell’ordine di tradire. Cambia l’odiosa storia di Giuda Iscariota, l'apostolo che per 30 denari voltò le spalle al Nazareno, lo indicò ai soldati del Sinedrio nell'orto di Getsemani e poi si tolse la vita divorato dal rimorso. Dal deserto dell’Egitto è affiorata un’altra verità, un altro capitolo del Vangelo nel quale Giuda è il servitore più fedele e vicino a Gesù, e al quale per questo è spettato il compito più infame. Il testo in lingua copta era stato scoperto negli anni '70 nel deserto egiziano, restaurato e tradotto dopo lunghe peripezie e attraversamenti dell'Atlantico, e ieri è stato presentato negli Usa, a Washington, nella sede di National Geographic. L’ultimo capitolo del Vangelo sembra estratto da un libro di Dawn Brown, l’autore del "Codice da Vinci", e si rivela all’attenzione mondiale come la parte inedita di un giallo religioso senza fine. Il documento si apre col «racconto segreto delle rivelazioni fatte da Gesù a Giuda Iscariota». Giuda viene descritto come l'apostolo che era più vicino a Gesù e che lo comprendeva in modo più approfondito. «Allontanati dagli altri e ti dirò i misteri del regno - ordina Gesù a Giuda - Sarà possibile anche per te raggiungerli ma dovrai soffrire molto». «Gli altri Vangeli non danno mai una spiegazione soddisfacente della ragione per cui Giuda avrebbe tradito Gesù - ha sottolineato ieri lo studioso Craig Evans, un esperto nel Nuovo Testamento - Si parla di avidità e di influenza satanica. L’affermazione che Giuda agì per obbedire agli ordini di Gesù offre una affascinante spiegazione». In uno dei passaggi chiave del documento Gesù dice a Giuda: «Tu supererai tutti gli altri, perché sacrificherai la parte umana di me... sarai maledetto dalle altre generazioni». «Il documento trasforma di colpo Giuda nel "buono" della vicenda - afferma Craig Evans, uno studioso di religione - È l'apostolo che comprende meglio Gesù. E che l'aiuta a uscire dalla trappola materiale del suo corpo». Il testo originale greco del "Vangelo di Giuda" sarebbe stato scritto verso il 150 dopo Cristo. La sua prima menzione storicamente accertata risale all'anno 180 quando Ireneo, vescovo di Lione, si scaglia nel suo trattato "Contro le Eresie" contro un gruppo che «dichiara che Giuda il traditore era l'unico a conoscere la verità» basando la loro tesi «su un testo falso che chiamano il "Vangelo di Giuda"». Entrato in possesso nel 1978 di un antiquario egiziano, il manoscritto finì nel 1984 nel deposito di una banca di New York dove restò per 16 anni deteriorandosi in modo spaventoso. Acquistato nel 2000 dall'antiquario Frieda Nussberger-Tchacos, il papiro attraversò di nuovo l'Atlantico alla volta della Svizzera, in condizioni ormai catastrofiche. Il papiro è stato sottoposto a una lunga serie di esami per accertarne la autenticità temporale: dal radio carbonio all'analisi dell'inchiostro, dall'analisi linguistica a quella della grafia dello scrittore. Tutte le analisi hanno confermato che il documento risale al 300 dopo Cristo. Se sarà autenticato anche dalla Chiesa di Roma, il testo toglie la patina di sporco dalla figura dell’apostolo reo confesso e ne rende l’anima candida. Fa giustizia dopo duemila anni di calunnie dette e scritte in tutte le lingue, arrivate a un tale abisso di disprezzo che il nome Giuda è sinonimo di peccatore senza perdono. Giuda è stato messo in bocca a Lucifero, Dante lo ha confinato all’Inferno (34esimo canto), col diavolo, Bruto e Cassio coperti interamente dal ghiaccio, da cui traspaiono «come festuca in vetro». È stato definito il Satana terreno, perché come il principe degli angeli tradì il Creatore, dando vita alla ribellione degli spiriti in cielo, finendo precipitato in Terra, Giuda tradì il Salvatore della storia dell’uomo. Ma è pur vero che nonostante tanto male, l’apostolo aveva cominciato a suscitare un po’ di umana compassione. In fondo, da mortale era caduto nella tentazione e da mortale l’aveva superata (impiccandosi nel giardino degli ulivi); da mortale aveva commesso una colpa il cui peso da mortale non aveva sopportato, dandosi la morte per liberarsene. Quasi profeticamente, si era avvicinato alla nuova versione del Vangelo emersa dalle polveri d’Egitto il teologo svedese Nils Runeberg, anche lui "riesumato" dall’autore argentino Jorge L. Borges nel libro "Finzioni", ristampato da Einaudi. Scriveva Runeberg: «Giuda fu l’unico, tra gli apostoli, ad intuire la tremenda missione di Gesù e, da buon discepolo, decise di tradire il suo Maestro, abbassandosi alla condizione di delatore e incassando i trenta denari, il prezzo del tradimento, per annichilirsi a livello del peggiore malfattore e così meritarsi la più grande riprovazione». E ancora: Giuda agì con gigantesca umiltà; si stimò indegno d’esser buono mortificò il suo spirito. Premeditò con lucidità terribile le sue colpe... e scelse quelle cui non visita alcuna virtù: l’abuso di fiducia e la delazione... Giuda cercò l’inferno, perché la felicità del Signore gli bastava. Pensò che la felicità, come il bene, è un attributo divino, cui non debbono usurpare gli uomini».


E' il Vangelo di Giuda, risalente al quarto-quinto secolo dopo Cristo. Ora l'hanno ricostruito e tradotto in inglese, francese e tedesco. Secondo chi ne ha curato il restauro, questo manoscritto mostra sotto una nuova luce la figura dell'apostolo. Il papiro - scoperto in Egitto negli anni '50 e '60 e acquistato dal National Geographic - è stato presentato oggi a Washington negli Stati Uniti


7 Aprile 2006

Tradotto il vangelo di Giuda - Un testo base dello gnosticismo

Il cosiddetto "vangelo di Giuda" è classificato dalla Chiesa tra i numerosi vangeli apocrifi, ossia non riconosciuti come ispirati e veritieri.
Del vangelo di Giuda non si possedeva da tempo il testo originale.
Una versione in lingua copta, risalente al 300 d.C. fu trovata negli anni '70 nel deserto egiziano. Dopo varie vicende e un lavoro durato 5 anni, quel testo è stato ora tradotto e sarà presto messo a disposizione degli studiosi e del pubblico in generale.
Alcune pagine ricostruite sono state esposte per la prima volta alla National Geographic Society di Washington.
Il testo è vergato su papiro, legato con un laccio di pelle. Fu probabilmente copiato in lingua copta da un originale greco intorno al 300 d.C.
Il papiro finì nelle mani dei mercanti di antichità. Dall'Egitto giunse in Europa e poi negli Stati Uniti, dove rimase in una cassetta di sicurezza a Long Island per 16 anni.
Venne quindi acquistato da un'antiquaria di Zurigo, Frieda Nussberger-Tchacos, nel 2000.
Non riuscendo a rivendere il manoscritto e preoccupata del grave stato di deterioramento del papiro, la Tchacos lo cedette nel febbraio 2001 a una fondazione di Basilea e alla National Geographic Society.
La dottrina gnostica, di cui il vangelo di Giuda è un testo base, intende rispondere alla domanda di fondo: se Dio è buono perché il mondo è così cattivo e imperfetto ? perché esiste il male, il dolore, la malattia e la morte ?
Secondo gli gnostici la risposta è tanto semplice quanto devastante: il dio che secondo il libro della Genesi ha creato il mondo e lo stesso genere umano non è il vero Dio, ma una potenza minore, un demiurgo di natura sostanzialmente maligna.
E' questo il motivo per cui il mondo non è perfetto e ovunque domina il male.
Al di sopra del demiurgo c'è il vero Dio, che riempie però una dimensione trascendente e lontana. La Sua luce non riesce a penetrare nelle tenebre di questo mondo imperfetto e mal fatto, che tiene tuttavia prigionieri autentici frammenti di divinità: sono le anime degli uomini, che soffrono nella prigionia dei corpi e aspirano alla ricongiunzione con il vero Dio.
Due messaggeri del vero Dio sono giunti quaggiù per recuperare le anime sofferenti e prigioniere.
Il primo di questi messaggeri è Lucifero, l'angelo sconfitto precipitato sulla Terra e condannato alle pene dell'inferno. L'altro è Gesù.
Giuda, sostiene il vangelo ora tradotto, non tradì Gesù, del quale era invece il discepolo più devoto, ma lo consegnò alla polizia romana perché Gesù stesso glielo aveva chiesto.
Era infatti giunto il momento di affrontare il supplizio e la morte, perché con la distruzione della vita corporale di Gesù potesse liberarsi nel mondo la divinità di cui egli era portatore.
Per convincere Giuda a compiere un gesto così grave, Gesù svelò a lui la verità del Regno dei Cieli. A seguito di questa rivelazione Giuda si convinse a consegnare Gesù alla polizia romana e quindi al Sinedrio, che avrebbe poi chiesto il supplizio.
La dottrina gnostica in sostanza capovolge la dottrina "ufficiale". Giuda non fu un traditore, come dicono i 4 vangeli canonici. Il suo bacio non fu il limite estremo del tradimento, ma l'ultima espressione di una affettuosa devozione. Satana-Lucifero non è il principe del Male. Il dio della Bibbia non è buono e non è il vero Dio, ma una specie di demiurgo maligno che ha creato un mondo difettoso, nel quale tiene perennemente prigioniere le anime degli uomini.
Intriganti collegamenti si possono fare tra lo gnosticismo, l'induismo e il platonismo.

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