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Enrico Baccarini Graal - Il Graal fu conservato a Cefalù

 


 
 

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Il Graal fu conservato a Cefalù

Di Michele Bellipanni

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Sarà varato tra non molto un gemellaggio tra le città di Glastonbury, Roseto Capo Spulico e Cefalù, depositari nel tempo del calice di Cristo colmo di Sangue, detto "Graal", che Federico II ereditò con la Sindone, le bende e le reliquie di Costantinopoli e che, secondo le ultime rivelazioni dell'archivio segreto federiciano, per un po' di tempo lasciò a Cefalù. Riemerso dai documenti dello Zar Buren Hohenstaufen di Curlandia, venuto in possesso dopo la caduta del muro di Berlino, dalla Principessa Yasmin von Hohestaufen, discendente diretta di Federico II ed Isabella d'Inghilterra, l'archivio ha contribuito notevolmente a svelare importanti segreti dello "Stupor Mundi".
Per quanto riguarda la città normanna si accenna alla presenza dei seguaci di Giuseppe d'Arimatea, chiamati "Esseni", che a Cefalù custodirono l'onfale con il sacro calice, che lo stesso Giuseppe d'Arimatea portò via alimentando poi una leggenda medievale secondo la quale il "Graal", nascosto in Bretagna, poteva essere rintracciato solo da uomini puri che avrebbero conquistato la felicità terrena e celeste.
In un altro riscontro cartaceo si evince che proprio a Cefalù Federico II creò l'Ordine Graalico del Grifone cui appartenne in seguito Cristoforo Colombo, per la creazione di mappe terrestri e per calcoli stellari di cui "Stupor Mundi" era un grande esperto.

«... si accenna alla presenza dei seguaci di Giuseppe d'Arimatea, chiamati "Esseni", che a Cefalù custodirono l'onfale con il sacro calice, che lo stesso Giuseppe d'Arimatea portò via, alimentando poi una leggenda medievale secondo la quale il "Graal", nascosto in Bretagna, poteva essere rintracciato solo da uomini puri che avrebbero conquistato la felicità terrena e celeste.»

Tra non molto la Principessa Yasmin von Hohestaufen sarà a Cefalù, unitamente ad alcuni rappresentati del Consiglio Europeo dei Principi di cui è Presidente onorario, per visitare la città ruggeriana e per varare, di concerto con l'Amministrazione comunale il "gemellaggio del Graal".
Intanto la Principessa Yasmin, docente di storia medievale, durante il convegno "L'Impero federiciano delle due Sicilie", svoltosi a Glastonbury, in Inghilterra, ha svelato un carteggio inedito tra il Vescovo di Cefalù Giovanni Cicala (1195-1216) ed il suo Augusto Avo, in merito a due sepolcri di porfido che Ruggero II aveva collocato nella sua Cattedrale e che il nipote Federico II, contravvenendo alle disposizioni dello zio, trasportò con uno stratagemma a Palermo. Per attuare, infatti, il suo iniquo disegno, temendo la forte opposizione del Vescovo Cicala, "Stupor Mundi" inventò una missione presso i Musulmani di Oriente, che affidò al Vescovo allontanandolo dalla sua sede.
Cicala, al ritorno, trovando la Cattedrale priva dei sarcofagi, inviò, prima, delle lettere di fuoco al Re chiedendone la restituzione, poi gli lanciò una scomunica che non sortì nessun effetto.
Il vescovo Cicala non riuscì a riavere i sarcofagi, ma in compenso Federico II gratificò la diocesi con un grande feudo di "Cultura" e un Castello a Corigliano in Calabria.
Da tempo la città di Cefalù, tramite il Sindaco, Simona Vicari, ha sollevato il problema del ritorno della salma di Re Ruggero nella sua Cattedrale nel pieno rispetto delle ultime volontà del Grande Normanno. Non c'è stata risposta. Ma da chi dovrebbe arrivare?

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