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"Sette" e libertà
religiosa
Società, Chiese e Religioni di fronte alle sette
La Bibbia narra dello sbandamento del
popolo ebraico lungo il deserto, quando rivolse le proprie attenzioni ad un
idolo, il vitello d'oro. Nella società greco romana, durante il periodo
della decadenza, astrologi e maghi erano molto ricercati. Di maghi, streghe
e movimenti vari è piena la storia del Medioevo.
Nell'800
grandi sette religiose, create da predicatori spesso apocalittici o
particolarmente severi nel dettare stili di vita, si diffondono rapidamente,
raccogliendo grandi adesioni nel continente americano tra le popolazioni
provenienti dall'antico continente europeo. Il II° millennio si è appena
concluso in un clima di grave disagio: annullamento di tradizioni culturali
e religiose, perdite di punti di riferimento, sradicamenti di usi e costumi,
esplosioni di sette religiose che proliferano e si evolvono con una rapidità
incredibile.
Nel 1996, in Francia, il governo istituì una commissione parlamentare per
indagare sui movimenti sospetti che pullulano sul suolo francese. Fenomeno
che si verifica nella maggioranza dei paesi, comprese le terre di missione.
La commissione parlamentare francese stabilì una lista di 172 sette,
sollevando reazioni e perplessità prima di tutto riguardo alla denominazione
"sette". Il termine poteva essere frutto di un'interpretazione forse troppo
generica, senza referenze scientifiche. Gli appartenenti ad alcuni gruppi
denominati "sette" si sentirono messi sullo stesso piano dei criminali che
recano danno alla società.
Le sette
Un gruppo di persone che seguono una stessa
dottrina politica, religiosa o filosofica, diversa da quella seguita dai più
è generalmente visto con perplessità e distacco. Spesso il gruppo settario è
animato da spirito fazioso o intollerante oppure si manifesta come
un'associazione impositiva, dal comportamento aggressivo che attenta ai
diritti dell'uomo e all'equilibrio della società.
Ci sono dei movimenti, i cui principi appaiono in teoria accettabili, ma in
pratica si rivelano del tutto sbagliati. Altri agiscono ai margini della
legalità, contro lo stato, e dispongono di un'organizzazione molto forte.
Oppure rifiutano le norme della democrazia e propagano un'anti-cultura
ritenendosi persone che hanno il compito di dominare gli altri.
Oggi però tendono ad essere definiti "sette" i movimenti ad interesse
religioso.
E' difficile per i responsabili dell'ordine pubblico, come per le autorità
ecclesiastiche prendere atteggiamenti adeguati nei loro confronti. La loro
origine e la loro fisionomia non sono facilmente decifrabili. O si è
disposti a farne parte e si accettano le regole del gruppo o gli
appartenenti non parlano di sè; le informazioni non sono per nulla facili da
ottenere.
Tutti i gruppi presentano all'inizio qualcosa di vago e sfuggente che non
può venire subito qualificato come illegale e quindi punibile. A parte i
casi di suicidio di interi gruppi (in America, Svizzera, Africa...), non si
verificano nelle sette atti delittuosi. Viene però sottolineato che in
materia fiscale, la Giustizia non ha mezzi adeguati per indagare. Si
strutturano in modo da sfuggire.
La commissione parlamentare francese qualificando i gruppi come sette, aveva
l'intento di escluderne la presenza.
Perchè entrare in una setta?
"Le sette sono da considerarsi uno specchio
in espansione della società. Oggi è facile rimpiazzare i riti e le
cerimonie. Un programma televisivo piccante può benissimo sostituire la
messa o il culto domenicale. Ma per certi individui la derisione dei valori
tradizionali rende la vita invivibile" (J.Baubérot).
Va a finire che le sette in qualche caso possono nascere per una ricerca di
ideali e di certezze in un mondo di incertezza generalizzata.
L'assolutizzazione del divertimento facile, del guadagno immediato, la
superficialità come atteggiamento abituale, escludono la riflessione
personale seria. Così oltre a quelle religiose, vengono rimpiazzate anche le
tradizioni culturali che fino a poco tempo fa rinforzavano i legami sociali.
Il bisogno di appartenenza spinge a far parte di qualche gruppo, ma il tipo
di legame può essere solo emotivo.
La degradazione del sesso e l'esaltazione del denaro in esclusiva, sono cose
che vissute ad oltranza finiscono col dare la nausea.
Chi arriva a questo tipo di stanchezza e di rifiuto è disposto a pagare
parecchio per ristrutturarsi, trovare un'appartenenza diversa, un appoggio
che dia sicurezze durature. Può finire in forme di estremismo religioso o
politico in cui la rigidezza spinge di nuovo a prendere la distanze. Ci sono
persone che passano da un movimento all'altro senza domandarsi perchè vi
sono entrate in tutta libertà. Si lasciano portare allo sbando.
Intervento della società
La fragilità delle persone psicologicamente
deboli, è in parte frutto della società in cui vivono. Ci sono individui più
esposti di altri, e la società, secondo i sociologi, farebbe bene a
chiedersi perchè essa crea, nei giovani, tanta fragilità. Dovrebbe chiedersi
soprattutto che cosa fare per ridare significati e valori umani affidabili.
Non deve considerarsi come qualcosa di astratto, che non ha niente a che
fare con i gruppi che nel suo seno funzionano come esseri telecomandati.
Quando in Francia nel 1996 il go-verno si occupò seriamente dei vari
movimenti, destò meraviglia fra gli americani: "Vivete, obiettarono gli
americani, come noi in un sistema di separazione tra Chiesa e Stato, come
mai il "religioso" vi crea tanti problemi?". Anche i paesi scandinavi se ne
stupirono come quelli mediterranei tipo Spagna e Italia.
In Germania è stata istituita una commissione d'inchiesta ed un particolare
osservatorio è stato progettato anche in Svizzera, Austria, Belgio...
Con queste iniziative si vorrebbe pervenire ad un'armonizzazione
nell'affrontare il "fenomeno sette" in seno all' Unione Europea. Si teme che
qualche Paese, anche in Europa, conceda lo statuto di religione alle sette,
com'è avvenuto negli Stati Uni- ti. "Non è in causa la libertà religiosa (J.
Tavernier), ma la libertà individuale che viene violata dalle sette".
C'è chi osserva che è l'abitudine alle prescrizioni morali imposte, come
avviene nella Chiesa, a dispensare dalla riflessione personale. E chi
sottolinea che "Non bisogna focalizzare i sintomi, trascurando le cause (J.
Baubérot). La nostra società è mal preparata alla mondializzazione delle
religioni e delle credenze. Per alcuni il pluralismo che si vorrebbe imporre
alle coscienze, non è sopportabile e si rifugiano in gruppi dalle
convinzioni forti".
La società oggi è considerata troppo fredda quanto ai sentimenti e troppo
refrattaria alle soste per accettare dei tempi di riflessione.
In relazione alle Chiese.
Nelle Chiese fa scalpore l'impressionante
crescita della superficialità con cui, da molti, si guarda o non si guarda
affatto ai valori essenziali della vita. E' più difficile per le Chiese che
per i governi accettare che i propri componenti si confrontino con gruppi
nuovi di dubbie credenze religiose.
C'è il pericolo che vengano con- dotti a cambiare denominazione religiosa
anche a più riprese. Cosa che si verifica con grande frequenza negli Stati
Uniti. Gli Americani non vi fanno caso, secondo J. Baubérot, perchè
considerano quello religioso un fatto di coscienza, da non legare alla
nascita. Per J. Baubérot (Presidente della Scuola pratica di Studi Superiori
e titolare della cattedra di Storia e Sociologia della laicità), una simile
tendenza a riposarsi sulla responsabilità personale è esagerata. La
comunità, l'ambiente in cui si nasce e si cresce hanno la loro importanza.
Le sette nascono e si moltiplicano, in una specie di "sotto-cultura
religiosa" (J.F.Mayer), sono delle composizioni in cui si mescolano
riferimenti cristiani con tradizioni venute dall'estremo Oriente o dagli
aborigeni d'America.
Esse attingono molto da New Age, un movimento millenarista teso a vedere
nell'avvento dell'era dell'Acquario la possibilità di un cambiamento
radicale del mondo. Il suo motto: "Trasformare se stessi per trasformare il
mondo", sembra già essersi ridimensionato perchè si limita a conservare come
scopo il solo raggiungimento della trasformazione di sè. Per ottenerla
ricorre a tutto un insieme di metodologie psico-spirituali improntate
all'Oriente.
Un "giro" notevole di entrate e uscite a breve scadenza, caratterizza le
sette. Quanto più lunga è la permanenza, tanto più difficile diventa
l'andarsene, perchè mette in discussione non solo il gruppo, ma la persona
stessa.
La Chiesa cattolica è meglio premunita, secondo D. Hervieu-Leger, contro
l'andazzo delle sette, grazie alla forza della sua istituzione e
all'importanza della gerarchia. Nascono anche in essa persone dotate di
profetismo e ci sono credenti che si organizzano attorno ad un leader, ma le
norme im-poste dalla chiesa indirizzano i movimenti, in modo da farli
rimanere in carreggiata o metterli a tacere.
Nel mondo protestante, sempre secondo Hervieu-Leger, c'è maggior rischio di
sbriciolamento, trattandosi di gruppi che sono già molto frammentati.
Le grandi religioni
Le grandi religioni storiche come induismo e buddismo sono sempre state
senza una struttura centralizzata ed una gerarchia. Nel loro ambito si sono
abitualmente formati, in maniera spontanea e indipendente, dei gruppi a
lunghissima o a breve durata. Si raccolgono attorno ad un maestro, ad una
scuola e fanno capo ai monasteri sempre accessibili ai semplici fedeli.
Max Weber distingue la "profezia esemplare" delle religioni dell'estremo
Oriente, dalla "profezia etica" delle religioni come giudaismo e
cristianesimo. I primi, gli Orientali, vivono una vita di preghiera, lavoro,
meditazione. Anche se in ritiro dal mondo, sono a contatto con la gente
comune che trova in essi un valido punto di riferimento: esempio, aiuto,
assistenza spirituale, conoscenza dei libri sacri.
Nella profezia attribuita ad ebrei e cristiani l'obiettivo è di trasformare
la società, dandole nuove norme.
Per Max Weber va sottolineata una cosa: ordinariamente già dalla seconda e
terza generazione i gruppi religiosi si strutturano, perdendo la loro
radicale originalità ed accettano dei compromessi con il mondo.
Da qui il bisogno di rinnovamento non sempre azzeccato che può finire nelle
sette e, per certi aspetti, la spiegazione della perenne vitalità a contatto
con l'individuo delle religioni orientali.
L'atteggiamento delle chiese
E' sorta in Inghilterra, per iniziativa di
un sociologo una struttura così detta intermediaria, orientata non tanto
contro le sette, quanto verso i problemi che esse creano in campi come
educazione, sessualità, tempo libero, dialogo interreligioso, libertà,
democrazia... Vi partecipano rappresentanti della Chiesa anglicana, come
Chiesa di Stato, e delle altre Chiese cristiane del territorio, assieme a
degli operatori sociali. Ritengono normale la non partecipazione delle
sette, per non metterle su un piano di parità con le grandi tradizioni
religiose. Di norma vengono mantenuti, dai partecipanti, i contatti usuali
con i seguaci delle sette e favoriti i dialoghi personali. Particolari
cautele invece vengono suggerite nei rapporti con i gruppi.
Gli orientamenti generali, validi anche per le Chiese nei paesi di missione,
sono: una seria formazione cristiana e lo sviluppo di un adeguato spirito
critico. Ci si rifà al compito fondamentale della scuola, che sia scuola di
catechismo o scuola in genere di tutti i gradi: istruire puntando non solo
sulle verità di fede, ma anche sul discernimento come capacità di giudizio
personale. Esso permette a ciascuno di analizzare fatti e situazioni,
facendo scelte avvedute.
La capacità di discernimento richiede l'abitudine a pensare in proprio, a
riflettere. Abitudine indispensabile per acquistare il senso del limite, che
rende mente e cuore capaci di cogliere il punto oltre il quale, nelle nostre
convinzioni e nelle nostre azioni, non si può e non si deve andare. Il senso
del limite è necessario nei confronti dei singoli individui per non farsi
travolgere, è necessario nei loro rapporti con le strutture: famiglia, posto
di lavoro, professione, Chiesa.
"Qualunque cosa facciano, gli individui sono responsabili della loro vita.
Bisogna prendere il tempo per porsi le questioni fondamentali e farsi delle
convinzioni personali solide... La società globale deve innanzitutto
ripensare il "religioso e il simbolico" perchè risultano i due grandi
sconosciuti della nostra società".
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