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| Italia, boom delle sette sataniche:sono ottomila per 600mila adepti, LA Stampa 24 Giugno 2007 | |||||||
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La polizia: «Indagini complesse,manca la normativa
adeguata»
ROMA
In Italia le sette sataniche sono circa ottomila, con oltre 600mila adepti,
«cui si aggiungono migliaia di nuovi culti e forme di religiosità legate a
figure carismatiche». È Poliziamoderna, il periodico ufficiale della Polizia
di Stato, a fare il punto sul fenomeno.. «Le occasioni per aderire sono
tante: Internet, negozi di musica gotica, raduni camuffati da feste, ma è
difficilissimo uscirne. Un universo sotterraneo che di tanto in tanto
affiora attraverso tragici casi di cronaca nera, come i delitti delle Bestie
di Satana, l’omicidio della suora di Chiavenna (Sondrio) e l’assassinio di
Manfredonia (Foggia), compiuto da due ragazze che sostenevano di essere
possedute dal demonio».
Molto spesso «le fattispecie accertate nelle indagini sono violenza privata,
istigazione al suicidio, furto, vilipendio di tombe e sequestri di persona»,
spiega Antonio Salvatore Tonti, da sette mesi alla guida di una task force
di investigatori anti-sette, che fa capo al Servizio centrale operativo
della Direzione anticrimine centrale. «Quando parliamo di setta, bisogna
pensare all’accezione negativa del termine -spiega il primo dirigente della
Polizia di Stato- e cioè ad un’associazione che agisce ai limiti
dell’ordinamento legale e che opera in modo strisciante ed occulto».
Le indagini sono complesse «poichè non esiste una normativa adeguata a
questa realtà. Basti pensare -rileva Poliziamoderna- al reato di plagio che
è stato attenuato. A complicare ulteriormente il lavoro dei poliziotti
concorre spesso anche la reticenza e la scarsa collaborazione delle vittime».
Talvolta sono gli stessi familiari a segnalare gli episodi criminosi. «Usare
una metodologia investigativa più incisiva diventa a volte difficile poichè
nelle attività dei presunti ’santonì, a meno che non si riesca a dimostrare
il reato di associazione a delinquere, si configurano spesso ipotesi di
reato come la violenza psicologica», continua Tonti.
Dimostrare il condizionamento mentale operato all’interno delle sette nei
confronti di soggetti fragili richiede un lavoro accurato da parte di
psicologi ed esperti. Per questo a coadiuvare il pool anti-sette ci sono
anche i tecnici dell’Unità di analisi crimini violenti (Uacv) della polizia
scientifica. «I nostri referenti sono le squadre mobili di tutte le questure
d’Italia -spiega il capo della task force anti-sette della Polizia- e sul
territorio abbiamo dei particolari sensori, come l’associazione Comunità
Papa Giovanni XXIII, fondata da don Oreste Benzi, che, grazie al numero
verde 800.228.86, ci segnalano situazioni connesse alle varie manifestazioni
dell’occultismo, anche se, spesso, molti episodi non hanno valenza penale».
(La
Stampa, 24 giugno 2007)
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