Primo video della tribù sconosciuta. Il Perù si impegna: «Li difendiamo»

LE PRIME RIPRESE AEREE MAI GIRATE DEGLI INDIGENI CHE VIVONO NASCOSTI NELL’AMAZZONIA

Bbc e Survival International hanno diffuso le immagini per proteggerli dall’invasione illegale dei taglialegna


La tribù sconosciuta che vive nell’Amazzonia peruviana al confine con il Brasile, mostrata per la prima volta al mondo con tre fotografie della Bbc, poi diffuse dall’associazione Survival International, ha spinto il governo peruviano a intervenire. La copertura mediatica data a livello internazionale ha smosso la politica: le autorità hanno annunciato che collaboreranno con il dipartimento agli Affari Indigeni del Brasile (Funai) per proteggere tutta la zona in modo più efficace. La sopravvivenza di questa tribù è infatti messa a rischio dalla penetrazione massiccia e illegale di taglialegna nel versante peruviano del confine. Le autorità brasiliane ritengono che l’invasione stia spingendo gli Indiani isolati peruviani verso il Brasile, e che questi possano entrare in conflitto con altri indigeni o possano essere decimati dalle malattie importate dall’esterno.

LE PRIME RIPRESE AEREE DI UN POPOLO SCONOSCIUTO – L’attenzione internazionale ha spinto gli autori del reportage nella foresta a diffondere anche le riprese aeree di questo popolo che vive da sempre nella foresta e non ha mai mostrato nessun desiderio di uscire. L’attrice Gillian Anderson ha prestato la sua voce a un video straordinario: le sequenze mostrano gli Indiani in modo del inedito. Il filmato costituisce in assoluto la prima ripresa aerea di una comunità isolata. «Quello che le immagini di questo filmato dimostrano in modo potente – ha commentato la Anderson – è che si tratta di un popolo fiducioso e in perfetta salute».

«Spero che siano lasciati soli – ma questo potrà succedere solo se fermeremo i taglialegna». «Il gravissimo pericolo che incombe sul futuro dei popoli incontattati – ha commentato Stephen Corry, direttore generale di Survival, dovrebbe preoccupare il mondo intero». Ora su questo angolo della foresta amazzonica si sono accesi riflettori che dovrebbero proteggere chi ci vive da sempre. La maggior parte delle altre volte non è successo.

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Fonte – Il Corriere della Sera, 4 Febbraio 2011

3 Comments

    • Survival International
      08/02/2011

      Grazie mille per avere pubblicato questo post: è molto importante far circolare la notizia il più possibile.

      Tutto ciò di cui questi popoli hanno bisogno è che il loro territorio sia protetto, in modo da poter decidere da soli della loro vita. Potranno continuare a prosperare solo se verranno rispettati i loro diritti e l’arma più efficace che abbiamo per ottenere questo risultato è la forza dell’opinione pubblica: la mobilitazione mondiale può davvero ribaltare le sorti di interi popoli. È già accaduto molte volte in passato e continueremo a lottare per un cambiamento radicale di mentalità e atteggiamento da parte di istituzioni e aziende.

      Ognuno di noi può fare la differenza! Su http://www.survival.it c’è una petizione da firmare on-line e tante informazioni su come aiutare le tribù incontattate e altri popoli minacciati. Per essere sempre aggiornati sulle nostre campagne basta iscriversi alla newsletter elettronica mensile su http://www.survival.it/notizie/newsletter e seguirci su FaceBook http://www.facebook.com/survivalit

      Grazie
      Survival International
      info@survival.it

    • Enrico Baccarini
      09/02/2011

      Grazie a Voi per quello che fate, la vera e unica sopravvivenza di questi popoli è che rimangano isolati nel loro habitat senza nessun tipo di contaminazione esterna. Per quanto utopica possa sembrare questa realtà è l’unico modo per far sopravvivere questi popoli.
      Complimenti per il vostro lavoro

      Enrico Baccarini

    • Yuri Leveratto
      02/03/2011

      Attenzione a queste notizie: innanzitutto quelli che si vedono nella foto non sono uncontacted…la ragazzina ha in mano un’ascia di ferro e in altre foto si vede che coltivano banane.
      il ferro e le banane non esistevano in Sud America prima dell’arrivo dei conquistadores spagnoli o portoghesi.
      Ovvio che bisogna proteggere questi indigeni evitando di invadere le loro terre, il problema e’ che la creazione di enormi terre indigene (riserve o zoo umani) non risponde a logiche “umanitarie”. Al contrario invece, nasconde un progetto di demarcazione di gran parte delle terre amazzoniche (1 milione di chilometri quadrati in Brasile), dove hanno poi accesso ONG estere.

      Vi invito a leggere il mio articolo Il potere occulto nell’Amazzonia brasiliana

      http://www.yurileveratto.com/it/articolo.php?Id=144

      Il Peru’ non è esente da questo progetto che si conosce poco a livello mondiale.
      Saluti

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