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Enrico Baccarini - Gli Pseudobiblia

 


 
 

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 Gli Pseudobiblia

Il termine pseudobiblia fu introdotto per la prima volta da dallo scrittore statunitense Lyon Sprague De Camp nel suo articolo "The Unwritten classics" (I classici mai scritti) pubblicato sulla rivista The Sunday review of literature il 29 Marzo 1947. Gli pseudobiblia sono, in sintesi, libri inesistenti. Inesistenti in quanto perduti o, più semplicemente, perché non sono mai stati scritti.

Al secondo gruppo appartengono di diritto, il Necronomicon, terrificante grimorio inventato dallo scrittore di fantascienza H.P.Lovecraft, I manoscritti Pnakotici, sempre di Lovecraft, Il Libro di Eibon (Clark Ashton Smith), il pluricitato De Vermiis Misteriis di Ludwig Prinn (alias Robert Bloch), il recente "La nona porta" da "Il Club Dumas" di Arturo Perez Reverte ed ovviamente The king in yellow di Chambers, il libro che rende pazzo chiunque lo legga. Al primo, invece, libri scomparsi (e mitici) come, ad esempio, il Libro di Toth, introvabile fin dal tempo degli antichi Egizi. Ovviamente gli pseudobiblia costituiscono un affascinante gioco letterario, cui moltissimi scrittori si sono prestati intessendo un complicato arazzo di riferimenti e citazioni... assolutamente fasulle.


Il Necronomicon costituisce forse uno dei più famosi pseudobiblia mai esistiti.

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