SAPRI … E RENNES-LE-CHATEAU: QUALE ‘LEGAME?

Una nota per un programma di ricerca

di Federico La Sala

 

Questa è una segnalazione (di una piccola scoperta e di una grande sorpresa) e un invito. Posso pure sbagliarmi, ma credo che valga la pena andare e ri-andare a Sapri.*
Nel piccolo centro, e proprio nei luoghi dello sbarco di Carlo Pisacane (1857, pochi anni prima della spedizione dei Mille e dell’Unità d’Italia), in una baia suggestiva (già segnata da presenze greche e romane) c’è stato, a cavallo dell’Ottocento e del Novecento, un grande intervento urbanistico a largo spettro (di rilevante portata sociale, pedagogica, culturale e politica), tutto da ammirare (e ancora da conoscere e studiare), compiuto dal filantropo locale (emigrato in Brasile e poi rientrato in Italia), il Cav. Giuseppe Cesarino (1859-1923). Tra gli edifici, di notevole interesse, i più importanti sono l’Istituto “Santa Croce” (portato a compimento nel 1898) e la “Casa del Buon Pastore” (già completata nel 1913).
L’Istituto “Santa Croce” è un articolato e fascinoso complesso architettonico progettato per il recupero di ragazzi poveri e orfani, diretto e gestito dal 1905 alla fine della seconda guerra mondiale dalla congregazione di sacerdoti e laici, i "frati bigi della carità" (del terzo ordine francescano, fondata dal padre Ludovico da Casoria - beatificato da Giovanni Paolo II nel 1993 - proprio nella seconda metà dell’Ottocento) che comprendeva e comprende (oggi ospita la Scuola Media Statale), i locali dove abitavano, studiavano i ragazzi, con aule di teatro, disegno, orto con struttura d’irrigazione, una torre-specola per l’osservazione metereologica e astronomica, e una chiesetta (come la torre) con un messaggio filosofico-politico-teologico inequivocabilmente segnato da rimandi alla migliore tradizione rosacroce e massonica.
Detto in breve, il messaggio iconografico illustra con grande chiarezza la diversità e complementarità di scienza e fede: il "come si va in cielo" e il "come va il cielo" di Galileo Galilei è scritto e illustrato sulle pareti dentro e fuori la chiesetta (stile neo-gotico), come dentro e fuori la torre-specola (molto simile a quella del Castello Miramare di Trieste e, ancor di più, alla “Torre Magdala” di Rennes-Le-Chateau**) con sconcertante limpidità e legato a una lettura antropologico-teologica della sacra famiglia (alla base della porta d’entrata della chiesetta c’è il presepe con i magi - astronomi e sapienti - e il cielo stellato) assolutamente semplice, chiara, e sorprendente.
L’altra fondamentale e notevole opera, l’Istituto del "Buon Pastore" (al centro della città e vicino al palazzo del Comune), utilizzata dal 1913 al 1923 come propria abitazione dallo stesso Cesarino, è una originale costruzione destinata (subito dopo la sua morte) ad accogliere anziani poveri e soli (la struttura funziona ancora oggi, gestita dalle suore “Bige” Elisabettine, sempre del terzo ordine francescano). Oltre e insieme a queste due strutture più significative, ve ne sono molte altre (ville e palazzi) d’uso privato.... e il progetto (concepito nel 1910, ma) non realizzato, di un ospedale civile..
Credo che sulla vita e sull’opera di questo ’incredibile’ benefattore di Sapri sia assolutamente da richiamare attenzione e interesse (e sollecitare approfondimenti e studi da parte delle Istituzioni competenti). Credo che Giuseppe Cesarino lo meriti, anche per un altro motivo. Egli amava Dante e la “Divina Commedia”: nella “Casa del Buon Pastore”, al primo piano, dove era e dove è (tuttora integralmente conservato) il suo studio, sul soffitto sono affrescate scene fondamentali del viaggio dantesco. Evidentemente nella lezione di Dante sull’ “Amore che move il Sole e le altre stelle” egli aveva trovato la ragione della sua vita e il filo per non perdersi nel labirinto del suo tempo. E cercò di fare del suo meglio, per aiutare i più deboli e i più poveri e per rendere non solo Sapri, ma anche (considerati i tempi!) l’Italia più bella e più civile... Egli aveva capito (e mai dimenticato) ciò che vuole significare e significa ITALIA.

Federico La Sala

 

 

* Materiale fornito dall'autore  in data 22 Giugno 2005. Questo testo, con alcuni tagli, è stato già pubblicato, nello spazio delle lettere, su “LA CITTA' di Falerno” (il 17.08.2004,  p. 30), con il titolo “Qualche buon motivo per visitare Sapri”, ed è stato poi ripreso sul sito www.sapri.org (annuario 2004, p. 11).


 

 

 

                                                                     RENNES-LE-CHATEAU

[Foto: posizione geografica]

 

 

 

                                                                         RENNES-LE-CHATEAU, La Torre di Magdala                                            

                                                                                                                                

Rennes le Chateau, Tour Magdala et Domaine

 

Portale della CHIESA di Maria Maddalena, a Rennes-Le-Chateau

Rennes le Chateau, porche de l'eglise

 

 

 

 Interno della CHIESA  di Maria Maddalena, a Rennes-Le-Chateau

 

Rennes le Chateau, intérieur de l'église

 

 

 

 

 

PULPITO della Chiesa di Maria Maddalena, a Rennes-Le-Chateau

Rennes le Chateau, intérieur de l'église

 

VILLA BETANIA, a Rennes-Le-Chateau

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VILLA BETANIA, a Rennes-Le-Chateau 

Rennes le Chateau, La villa Béthanie

VILLA BETANIA, a Rennes-Le-Chateau

Rennes le Chateau, La villa Béthanie, détail vitrail porte

 

 

 

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     SAPRI (Provincia di Salerno)

       

 

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La foto ritrae l’arenile saprese dei primi anni del secolo scorso.

Sullo sfondo, scarno di edifici, è visibile la chiesa di Santa Croce, con l’istituto scolastico dei Padri Bigi, e i locali di deposito di un’ antica villa Romana che daranno il toponimo alla località di "Cammarelle" (piccole camere),

                                                                          

                                                                       

SAPRI  - ISTITUTO SANTA CROCE, CON  LA CHIESA E  LA TORRE-SPECOLA.

 

Albergo a SapriAlbergo a SapriAlbergo a Sapri

 

    

 

 

 

Casa del Buon Pastore

Ubicata nel centro della cittadina, a monte della Villa Comunale, sorge la villa del Cavaliere Giuseppe CESARINO.

Edificata nel 1913, alla morte del benefattore fu, per sua espressa volontà, destinata a dimora di persone anziane.

  All’ingresso prospera maestoso un albero di Ficus

  elastica.

Gli interni della villa sono curatissimi!

Conservati con dedizione dalle Suore Bige

Elisabettine che adempiono con il medesimo zelo anche alla cura ed assistenza delle persone anziane dimoranti nella villa.

Al padre fondatore dell’ordine Ludovico da Casoria, è stato dedicato di recente il toponimo della strada antistante la casa del Buon Pastore.



 

 

 

 

 

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