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I Templari sempre
presenti nella Chiesa
Cattolica
di Alessandro D'Angelo

Da uno
studio approfondito della storia medievale emerge come l’Ordine del
tempio di Gerusalemme non ha mai cessato di esistere: esso è rimasto
vivo ed attivo fino ai nostri giorni. Questa realtà è poco nota
poiché, spesso, in ogni periodo storico, è stata diffusa ad arte,
una subdola propaganda mirata a diffamare qualunque evento collegato
ai Templari e alle loro vicende. Quindi, contrariamente a quanto si
ritiene, l’Ordine dei Templari è tutt’ora vivo ed operante. Lo
dimostrano, e in maniera clamorosa alcuni avvenimenti storici che si
sono susseguiti. La realtà è ben diversa da quanto parzialmente
hanno scritto in modo frettoloso e superficiale autori che poco o
nulla hanno a che vedere con una seria ricerca storica. Molti
analisti e amanuensi, rincorrendosi e nel copiarsi fra loro, hanno
dato luogo agli stessi errori e alle medesime lacune; questo fatto
ha reso la loro opera poco attendibile. È quindi più che giusto,
obbligatorio, chiarire la nebulosa storia dell’Ordine dei Templari
segnalando alcuni avvenimenti poco conosciuti. Riporto di
seguito alcuni avvenimenti che dimostrano come la continuità storica
dell’Ordine sia proseguita senza essere disturbata né dalle autorità
laiche, né tanto meno dalla Chiesa. Infatti alla morte del
Conte Jean de Croy, l’Ordine ebbe una parentesi di reggenza che si
protrasse dal 1472 al 1478. Ci fu allora un periodo di riflessione
che portò l’Ordine ad un notevole risultato: l’elezione a Gran
Maestro dell’Ordine del Tempio, di Sua Eminenza il Cardinale Roberto
de Lenoncourt (Arcivescovo di Reims) che avvenne nel 1468.
L’elezione ebbe un’eccezionale importanza giuridica per la storia
dell’Ordine; e questo fu un evento che riecheggia ancora oggi. Tale
atto fu la dimostrazione tangibile non solo del rigetto del
provvedimento adottato da Clemente V, ma volle asserire il
riconoscimento della sopravvivenza dell’Ordine e della sua fattiva
utilità; quindi fu implicita l’approvazione del suo operato. Il
nuovo Pontefice Sisto IV era perfettamente al corrente della
politica adottata dai Templari nei decenni trascorsi, nonché
dell’affidabilità del porporato francese. Da documentazioni
storiche non risulta che fu richiesta dai Templari la “soppressione”
della Bolla di Clemente V, poiché ciò poteva significare un
implicito “do ut des” ed i Templari non si erano, come non si sono
mai prestati, a forme di baratto. Il Gran Maestro fu nominato da un
regolare Convento o Concilio e proveniva dalla classe dei Cavalieri,
era un ecclesiastico di grande intelletto, e fu proprio per questo
che l’Ordine gli fece degna corona. Oggi, chiunque si
chiederebbe come mai l’Arcivescovo della Città più importante della
Francia durante il periodo medievale, Reims, potesse accettare la
Carica Suprema di un Ordine colpito da interdizione, o, come qualche
storico molto superficiale asserisce ancor oggi, addirittura
estinto. Tale controsenso si può spiegare tenendo presente che i
Papi successivi a Clemente V, e in modo particolare il Pontefice
Sisto IV (Francesco della Rovere), Papa risoluto e molto energico,
non avevano dato alcuna importanza alla Bolla di Clemente V, avendo
compreso l’ingiustizia e l’illegalità della stessa. Infatti, il
provvedimento “clementino”, come sopra dimostrato, non poteva essere
emanato; e, anche se lo fu, non avrebbe dovuto avere alcun valore o
efficacia. Di fatto, accettando la Suprema Carica di Gran Maestro
dei Templari certamente col “placet” del Papa, l’Arcivescovo di Reims dimostrò che se “de jure” la Bolla, pur per breve tempo, non
poté essere ignorata, “de facto” essa non poté, dopo tale fatto,
essere neppure accolta. Nel 1705 il Gran Maestro è il Reggente
di Francia, la nazione più potente del mondo dell’epoca; come
avrebbe potuto il Papa ignorarlo? A questo punto andrebbe aggiunto
un nuovo avvenimento: il 28 marzo 1808, quando era Imperatore dei
Francesi Napoleone I, con suo esplicito permesso ed autorizzazione,
fu celebrata una solenne e fastosa cerimonia religiosa nella Chiesa
di St. Paul et St. Louis, in memoria dei Martiri Templari e del 494º
anniversario del supplizio di Jacques de Molay. Officiò la
cerimonia l’Abate Clouet, canonico di “Notre Dame” de Coutances e
Primate dell’Ordine del Tempio, che rivestendo i sacri Paramenti e
la Gran Croce dei Templari, diede l’assoluzione a Jacques de Molay
ed agli altri Templari giustiziati. Fu In quest’occasione che le
truppe francesi in grande uniforme prestarono il servizio d’onore e
moltissime erano le alte personalità civili, militari e religiose
presenti alla cerimonia. Dopo queste vicende storiche, il Papa
dell’epoca, Pio VII, non poté più ignorare la realtà dell’Ordine.
È facile comprende quindi
che il “famoso Ordine Templare, “dichiarato estinto” era solo frutto
d’immaginazione o fantasie. Ci furono altre due cerimonie religiose
che furono celebrate, la prima nel 1824 nella Chiesa di Saint Germaine-l’Auxerrois; la seconda nel 1839 nella Chiesa de
“Petits-Peres”. Con Decreto del 13 febbraio 1845, il principe Alphonse de Chimay e Caraman fu inviato quale “Legato Magistrale”
presso il Vaticano dal Reggente dell’Ordine Jean-Marie Raoul.
Oggetto della sua missione era quello di ristabilire “ufficialmente”
le relazioni diplomatiche tra l’Ordine e la Santa Sede. Era
evidente, quindi, che implicitamente la Santa Sede, nel ricevere un
“Nunzio”, riconosceva l’esistenza dell’Ordine. Nel 1873 il Gran
Maestro è S.A.R. Edoardo VII Principe ereditario, e poi dal 1901,
alla morte della madre Regina Vittoria, Re d’Inghilterra.
Oggi non si può ignorare
l’Ordine dei Templari, poiché siamo a conoscenza che la Suprema
Carica di Gran Maestro rimase per ben 37 anni (dal 1873 al 1910) al
Principe ereditario del Regno d’Inghilterra e che questa carica
passò in seguito (per gli ultimi 9 anni) al Re d’Inghilterra e
Irlanda nonché Imperatore delle Indie. Va aggiunto Inoltre, che Gran
Maestro dell’Ordine dei Templari dal 1910 al 1915 fu l’Imperatore di
Germania e Re di Prussia, Guglielmo II.
Alla luce di tali dati
storici, non è facile comprendere quali siano oggi i motivi o gli
eventuali interessi che abbiano desiderato affinché l’ordine
rimanesse come inesistente. Forse di tale situazione sono stati
protagonisti solo gli storici o anche lo stesso Ente che li istituì
qualche secolo fa, nel 1118?
UN CHIARIMENTO NECESSARIO
È
giusto precisare che l’Ordine Supremo del Tempio di Gerusalemme
originario e tradizionale, sotto il profilo storico, non ha nulla a
che vedere con le numerose branche “pseudo-Templari”, molto spesso
sorte per iniziative di privati in varie nazioni europee sotto
l’apparente facciata d’istituzione Templare, e dai nomi più o meno
fantastici di Ordini: “Della Rosa e della Croce di Gerusalemme”,
“Dei Vegliatori del Tempio”, “Del Santo Tempio”, “Del Tempio
Solare”, “Del Tempio Rinnovato”, di “Liberalismo e Protestantesimo”.
Alcune di queste organizzazioni erano ricche di formule esoteriche
poco consone per una positiva realtà umana. Per un ulteriore
chiarimento circa la storicità dell’Ordine va ricordato che
l’istituzione originaria dei Templari, intesa come Ordine Equestre
del Sacro Tempio di Cristo, da qualcuno viene ancor oggi confusa con
l’associazione dei fratelli muratori sorta nei Paesi anglo-sassoni,
nel secolo XIV. L’organizzazione si è poi radicata in Francia, nelle
varie nazioni d’Europa e d’America ed è ancora oggi operante. È
anche accaduto che qualche branca massonica ha tentato, per portare
a termine alcune finalità poco chiare, di ammantarsi di affidabilità
e credibilità sotto il nome di “Tempio di Gerusalemme”, ma
l’operazione ha finito col celare loschi fini capaci di confondere
sia le organizzazioni massoniche fra loro, sia quest’ultime con
l’istituzione dei Templari. Per concludere riporto quanto
scritto nel quarto Vangelo, quello di Giovanni il quale nel cap. 8,
vv. 31-37: 32 recita: “la Verità vi farà liberi...”.
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