La Via Lattea non ha più
segreti
Entro il 2015 disporremo di telescopi in grado di
fornire le prove dell’esistenza di creature intelligenti
in un numero sterminato di sistemi stellari all’interno
della nostra Galassia. E gli astronomi tedeschi hanno
fotografato per la prima volta un pianeta extrasolare.
Intanto il progetto Seti elabora suoni «sospetti»
provenienti dallo spazio profondo
Gli scienziati britannici
garantiscono l’esistenza di miliardi di civiltà
extraterrestri Tra dieci anni potremo individuare gli
alieni

di STEFANO MANNUCCI
DIECI anni ancora, poi potremo
sorridere agli alieni. O almeno, sapere con esattezza in
che porzione di Universo risiedono. Gli scienziati
britannici della Open University garantiscono «al di là
di ogni ragionevole dubbio» l’esistenza di forme di vita
nello spazio profondo. Ed entro il 2015 avremo
«telescopi in grado di fornirci le immagini per trovare
prove dell’esistenza di forme di vita come il metano o
l’ossigeno», ha spiegato il professor Barrie Jones,
direttore della ricerca, basata sulla ricostruzione al
computer dei 134 sistemi planetari conosciuti. La
simulazione ha evidenziato che la metà di questi sistemi
- in cui i corpi celesti ruotano attorno a una stella
centrale - presentano "zone abitabili" da almeno un
miliardo di anni, un periodo sufficientemente lungo per
lo sviluppo della vita. E questo dato riguarda solo i
quartieri del cosmo più prossimi a noi. Ma se
allarghiamo lo sguardo all’intera Via Lattea, dove si
affollano 200 miliardi di astri, troviamo dieci miliardi
di sistemi con alloggi disponibili per gli omini verdi,
almeno nella "Zona Goldilocks", quella dove la distanza
del pianeta "sospetto" dalla sua stella garantisce la
giusta temperatura al suolo per la formazione di acqua.
Un problema aggiuntivo è quello delle dimensioni
dell’habitat alieno: fino ad oggi sono stati individuati
(grazie a calcoli matematici) più di cento esopianeti
grandi come Giove o Saturno, ma nessuno piccolo come la
Terra. Da un paio di giorni possediamo però la prima
foto di uno di questi giganti dello spazio: all’Istituto
di astrofisica di Jena è stata scattata l’immagine di
una sorta di palla di fuoco distante circa 400 anni luce
(quasi dieci miliardi di chilometri). È, quella, la
superficie di GQ Lupi, un pianeta incastonato nella
costellazione del Lupo. Troppo lontano per stabilire un
contatto con i cugini lassù. Nell’equazione formulata
mezzo secolo fa dal radioastronomo Frank Drake, il
numero di civiltà possibili da qui alle porte
dell’infinito è statisticamente di molti miliardi di
miliardi. Ma è insensato inviare segnali senza
contemplare risposte. Così, dopo aver letto nel 1959
l’articolo in cui due fisici - l’americano Philip
Morrison e l’italiano Giuseppe Cocconi - parlavano di
onde radio per le comunicazioni interstellari, Drake
orientò l’antenna del radiotelescopio di Green Bank, in
West Wirginia, verso due astri vicini, Tau-Ceti ed
Epsilon-Eridani. Era il progetto Ozma: per quelle
trasmissioni forse vane fu scelta la "frequenza magica"
di 1420 MHz, corrispondente alla riga di emissione
dell’idrogeno neutro, l’elemento più diffuso
nell’Universo e al tempo stesso il "canale" meno
afflitto dal rumore di fondo prodotto dalla nostra
atmosfera. Con il passare degli anni dapprima la Nasa,
poi alcune fondazioni private elaborarono il programma
Seti, per la ricerca di segnali intelligenti provenienti
da un’area sempre più vasta di cielo. Molte volte
l’attesa degli ascoltatori è parsa sul punto di essere
premiata: ma i suoni più interessanti - registrati a
migliaia - non erano mai di natura aliena. Due o tre di
essi sono tuttavia ancora in fase di decifrazione. E per
il 2010 il Seti potrà disporre di 350 antenne di 6 metri
di diametro, installate l’una accanto all’altra in
California. L’Allen Telescope Array permetterà
l’osservazione di un volume di firmamento centomila
volte più vasto di quello scandagliato dall’attuale
programma Phoenix. E con parabole e obiettivi puntati
finalmente vedremo - o ascolteremo - cose dell’altro
mondo.
articoli tratti da
www.iltempo.it
IL TEMPO edizione del 07.04.2005