{"id":140,"date":"2010-04-13T23:28:46","date_gmt":"2010-04-13T22:28:46","guid":{"rendered":"http:\/\/www.enricobaccarini.com\/?p=140"},"modified":"2010-04-13T23:28:46","modified_gmt":"2010-04-13T22:28:46","slug":"vinland-la-mappa-dei-misteri","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.enricobaccarini.com\/?p=140","title":{"rendered":"VINLAND, la mappa dei misteri"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\">\n<p style=\"text-align: center;\"><a class=\"highslide\" onclick=\"return vz.expand(this)\" href=\"http:\/\/www.enricobaccarini.com\/wp-content\/uploads\/2010\/04\/am07f79g.jpg\"><\/a>di Enrico Baccarini<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\">ARCHEOMISTERI, n\u00b0 7 Gen.\/Feb. 2003<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\">\n<p style=\"text-align: justify;\">Secondo molti studiosi la mappa di Vinland sarebbe la prima prova storica a documentare una esplorazione delle americhe ad opera dei Vichinghi, prima della scoperta di Colombo.<br \/>\nLa mappa di Vinland \u00e8 un disegno apparentemente di epoca medioevale (28\u00d741cm.) che descrive il mondo conosciuto (Europa, Asia e Africa) insieme a quella che sembrerebbe essere la costa atlantica dell\u2019America Settentrionale, ma identificata nella mappa come un\u2019isola. Per decenni gruppi di studiosi si sono tenacemente combattuti alla ricerca di prove che potessero attestare, o negare la validit\u00e0 delle informazioni ivi contenute.<br \/>\nLa mappa fece la sua prima apparizione sul mercato antiquario negli anni \u201950 del secolo scorso, venendo donata poco dopo alla Biblioteca dell\u2019Universit\u00e0 di Yale. Una volta acquisita da questa prestigiosa universit\u00e0, la cartina venne subito consegnata in mano a studiosi ed esperti per essere periziata e studiata. Dopo lunghi ed elaborati studi la mappa avrebbe oggi finalmente una datazione precisa, il 1434 d.C.<br \/>\nQuesto strano disegno, valutato 20 milioni di dollari, risulterebbe quindi di 60 anni anteriore alla scoperta di Colombo e la prova che il Nuovo Mondo sarebbe stato visitato \u201cprima\u201d della sua \u201cscoperta ufficiale\u201d. Questo \u00e8 quanto emerge dagli studi condotti dallo Smithsonian Institution, dall\u2019Universit\u00e0 dell\u2019Arizona e del Brookheaven National Laboratory.<!--more--><\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><em><a class=\"highslide\" onclick=\"return vz.expand(this)\" href=\"http:\/\/www.enricobaccarini.com\/wp-content\/uploads\/2010\/04\/am07f78g1.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-medium wp-image-145 aligncenter\" title=\"am07f78g\" src=\"http:\/\/www.enricobaccarini.com\/wp-content\/uploads\/2010\/04\/am07f78g1-300x196.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"196\" srcset=\"https:\/\/www.enricobaccarini.com\/wp-content\/uploads\/2010\/04\/am07f78g1-300x196.jpg 300w, https:\/\/www.enricobaccarini.com\/wp-content\/uploads\/2010\/04\/am07f78g1.jpg 420w\" sizes=\"auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a>L\u2019insieme della mappa, mostrante anche il Vinland ed un dettaglio di tale regione.<br \/>\n<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\n<p style=\"text-align: justify;\">Concordi nei loro esiti, e pubblicati nell\u2019ultimo numero di Radiocarbon (la pi\u00f9 eminente rivista sulla datazione al Carbonio 14), per alcune settimane si \u00e8 ritenuto di essere finalmente giunti ad una attestazione definitiva sulla veridicit\u00e0 della mappa. Il team di ricercatori ha compiuto le proprie analisi attraverso uno spettrometro di massa, messo a disposizione dall\u2019Universit\u00e0 dell\u2019Arizona, a Tucson, ottenendo cos\u00ec una datazione al Carbonio 14 estremamente precisa, essendo lo scarto medio dell\u2019errore sulla data non superiore ad una decina di anni.<br \/>\nI dati ottenuti dal consorzio di laboratori sono stati per\u00f2, dopo poche settimane, sottoposti ad un nuovo riesame dovuto agli esiti di altre analisi condotte in Inghilterra.<br \/>\nNel versante opposto dell\u2019Oceano infatti un team di studiosi, presso l\u2019University College di Londra, ha sottoposto al mondo accademico il frutto delle proprie ricerche, discordi rispetto a quanto ottenuto in America. Gli inglesi affermano che le analisi ottenute da campioni di inchiostro, utilizzato nella mappa comproverebbero che la stessa costituirebbe un clamoroso falso storico.<br \/>\nI risultati ottenuti dal team londinese sono stati pubblicati sulla nota rivista \u201cAnalytical Chemistry\u201d, l\u2019organo ufficiale dell\u2019\u201dAmerican Chemical Society\u201d. Due pareri contrastanti che sembrano ricondurci nel limbo che per molti anni ha oscurato questa misteriosa carta.<br \/>\nUna annosa disputa riconducibile alla sua scoperta negli anni \u201950, e mai conclusasi definitivamente.<br \/>\nQuando la mappa venne alla luce, venne ritrovata assieme ad un manoscritto, non contemporaneo alla stessa, la \u201cHistoria Tartarum\u201d. Tra le varie storie presenti in questo codice ne troviamo una molto curiosa che ci racconta la storia di due vichinghi approdati in una terra sconosciuta ricca di vitigni, che venne denominata Vinlandia.<br \/>\nMolte interpretazioni hanno ricondotto questa mitica terra del racconto alle coste settentrionali americane.<br \/>\nIl manoscritto e la mappa vennero acquistati nel 1958 da un certo Paul Mellon che li don\u00f2, poco tempo dopo, all\u2019Universit\u00e0 di Yale. Nel 1965 Yale produsse uno studio in cui si attestava l\u2019autenticit\u00e0 della mappa e del documento, sia dal punto storico che cartografico. Le diatribe per\u00f2 non si conclusero mai definitivamente e i chimici, insoddisfatti di quei risultati, produssero nel corso degli anni numerosi studi cercando di dimostrare come l\u2019inchiostro utilizzato per la mappa contenesse delle sostanze rinvenibili solamente negli inchiostri moderni.<br \/>\nQuanto \u00e8 stato fatto dal team londinese sembra per\u00f2 andare oltre la rilevazione di sostanze non presenti nel XV secolo. L\u2019articolo pubblicato su \u201cAnalytical Chemistry\u201d, afferma che l\u2019alone giallognolo prodotto abitualmente dall\u2019invecchiamento dell\u2019inchiostro, nella mappa sarebbe in realt\u00e0 il prodotto di sostanze diverse da quelle presenti nella china stessa, prova irrefutabile quindi secondo i ricercatori di una frode perpetuata ad arte.<br \/>\nI ricercatori americani, dal canto loro, controbattono i dati londinesi affermando che la datazione al Carbonio 14 \u00e8 diventata oggi estremamente affidabile e che quindi nessun errore pu\u00f2 essere stato commesso durante le loro analisi. Se da una parte questa disputa non sembra ancora trovare una conclusione anche il mondo accademico, da ormai cinquanta anni si combatte sulla veridicit\u00e0 o la falsit\u00e0 della mappa.<br \/>\nTeam differenti, ma entrambi con le migliori strumentazioni disponibili, non sembrano essere giunti a conclusioni univoche.<br \/>\nDovremmo forse capire quali potessero essere le abilit\u00e0 dei falsari degli anni \u201950 per capire quali potessero essere i loro limiti e le loro possibilit\u00e0?<br \/>\nO forse dovremmo capire se una carta antica possa essere stata utilizzata per la creazione di un falso di proporzioni storiche?<br \/>\nVera o falsa che sia, la mappa ha comunque aperto un dibattito che in cinquant\u2019anni non ha trovato ancora una conclusione.<br \/>\nA distanza di pochi giorni dalla pubblicazione dei risultati inglesi ed americani, nuovi dettagli sono venuti alla luce, ad opera di una giornalista inglese, sulla possibile origine della mappa. Secondo \u201cThe Sunday Times\u201d, del 4 Agosto 2002, sarebbe stato un Gesuita austriaco a creare la mappa Vinland. Padre Joseph Fischer, morto nel \u201944 a 86 anni, secondo la ricercatrice Kirsten Seaver sarebbe stato il reale artefice della mappa.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\n<p style=\"text-align: center;\"><a class=\"highslide\" onclick=\"return vz.expand(this)\" href=\"http:\/\/www.enricobaccarini.com\/wp-content\/uploads\/2010\/04\/am07f79g1.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-medium wp-image-143 aligncenter\" title=\"am07f79g\" src=\"http:\/\/www.enricobaccarini.com\/wp-content\/uploads\/2010\/04\/am07f79g1-300x194.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"194\" srcset=\"https:\/\/www.enricobaccarini.com\/wp-content\/uploads\/2010\/04\/am07f79g1-300x194.jpg 300w, https:\/\/www.enricobaccarini.com\/wp-content\/uploads\/2010\/04\/am07f79g1.jpg 420w\" sizes=\"auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Frutto di una mistificazione perpetuata 70 anni fa, Padre Fischer si sarebbe servito di una pagina strappata da un volume del 1440 per creare una delle pi\u00f9 abili mistificazioni della storia. Padre Fischer, sempre secondo la ricercatrice, avrebbe \u201ccostruito\u201d la mappa in preda ad una profonda depressione, dopo la sfiducia di alcuni accademici suoi rivali, avvenuta nel 1934. Tante teorie, e tante prove, per un documento che continua a richiamare intorno a se l\u2019attenzione di studiosi e di ricercatori.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Forse non potremmo mai avere prove certe dell\u2019autenticit\u00e0 della mappa o di una sua origine mistificatoria, fatto sta che grazie a questa disputa \u00e8 stato riaperto un annoso dibattito per molti decenni tenuto sopito.<br \/>\nQualcuno \u00e8 mai arrivato in America prima di Colombo?<br \/>\nOggi esistono pochi dubbi sulla possibilit\u00e0 che prima di Colombo qualcuno possa essersi avventurato nel Nuovo Mondo.<br \/>\nLe carte dei Fratelli Zeno, la famosa mappa di Piri Reis, la \u201cUniversalis Cosmographiae\u201d (che sconvolse tutte le cognizione geografiche della sua epoca), e molte altre carte ci presentano scenari differenti rispetto a quelle che furono le conoscenze geografiche di quei periodi. Si \u00e8 spesso parlato di una conoscenza tramandata segretamente nei secoli su di una misteriosa terra d\u2019oltreoceano.<br \/>\nSecondo alcuni ricercatori (quali Louis Charpentier e Steven Sora) anche il misterioso Ordine dei Cavalieri Templari, secondo diverse tradizioni, sarebbe riuscito ad arrivare nella costa occidentale dell\u2019America prima che Colombo la scoprisse.<br \/>\nA riprova di tali affermazioni i due studiosi, come altri, citano diverse fonti che potrebbero comprovare le loro asserzioni. Nel New England esiste infatti una torre che la tradizione vuole esistere gi\u00e0 prima che si stanziassero in quelle zone i primi emigranti. Costruzione che nella sua struttura e conformazione si richiama molto allo stile architettonico utilizzato dai cavalieri Templari.<br \/>\nEsiste anche una pietra di considerevoli proporzioni in cui \u00e8 stato scolpito un cavaliere tipicamente crociato, con una croce che sembra rassomigliare molto a quelle templari.<br \/>\nQuali conseguenze potremmo trarre da questi dati?<br \/>\nPotremmo effettivamente trovarci davanti ad insediamenti europei precedenti alla scoperta di Colombo. Molte ricerche tenderebbero ad attestarci tali speculazioni, ma nostro ma grado fino ad oggi non sono state rinvenute prove significative di una presenza di tale ordine nel continente americano.<br \/>\nIn Italia Ruggero Marino (\u201cCristoforo Colombo ed il Papa Tradito\u201d, edizioni RTM \u2013 Roma 1997) da ormai svariati anni, sta conducendo un\u2019incessante ricerca sul mistero che circonda Colombo e la sua spedizione.<br \/>\n\u00c8 possibile ipotizzare che Colombo avesse consultato, o ottenuto, delle mappe estremamente dettagliate e che queste fossero state la base per la sua spedizione? (Cfr. \u201cLa Cosmographie Introductio del 1507. Ovvero Un castello di Carte\u2026 Geografiche\u201d \u2013 di Claudio Piani, Archeomisteri, Nov.-Dic. 2002).<br \/>\nSappiamo dalle fonti storiche che in Portogallo Enrico il Navigatore riusc\u00ec a creare la pi\u00f9 importante ed imponente biblioteca nautica mai conosciuta prima del suo tempo.<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><a class=\"highslide\" onclick=\"return vz.expand(this)\" href=\"http:\/\/www.enricobaccarini.com\/wp-content\/uploads\/2010\/04\/am07f80g.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-medium wp-image-144 aligncenter\" title=\"am07f80g\" src=\"http:\/\/www.enricobaccarini.com\/wp-content\/uploads\/2010\/04\/am07f80g-300x232.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"232\" srcset=\"https:\/\/www.enricobaccarini.com\/wp-content\/uploads\/2010\/04\/am07f80g-300x232.jpg 300w, https:\/\/www.enricobaccarini.com\/wp-content\/uploads\/2010\/04\/am07f80g.jpg 420w\" sizes=\"auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\n<p style=\"text-align: center;\"><em>Il Nuovo Mondo dei Vichinghi dall\u2019Islanda al Minnesota.<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Quali mappe fecero parte di questo tesoro?<br \/>\nDai dati in nostro possesso potremmo effettivamente ipotizzare che mappe molto dettagliate abbiano fatto parte di tale biblioteca, mappe che in alcuni casi non avrebbero dovuto esistere. La ricerca compiuta da studiosi come Marino potrebbe condurci verso nuovi scenari storicamente forse molto pi\u00f9 plausibili.<br \/>\nUna recente conversazione con il ricercatore spagnolo Javier Sierra (direttore della rivista \u201cMas Alla\u201d), ci ha posto all\u2019attenzione un problema estremamente interessante. Quando la mappa di Vinland fece la sua prima apparizione sul palcoscenico mondiale, era il 12 Ottobre del 1958, data commemorativa della scoperta dell\u2019America.<br \/>\nPerch\u00e9 proprio in tale data sarebbe stato reso pubblico questo documento?<br \/>\nEscludendo il puro caso, non possiamo escludere per\u00f2 delle motivazioni politiche. All\u2019interno di tale contesto, forse, possiamo comprendere l\u2019apertura che negli ultimi anni hanno dimostrato diverse istituzioni di fronte a teorie poco ortodosse presentate in proposito.<br \/>\nLo stesso studio compiuto da Ruggero Marino ha riscontrato l\u2019interesse, nonch\u00e9 il plauso, di diverse istituzioni che studiano l\u2019\u201daffaire\u201d Colombo.<br \/>\nLo stesso Emilio Taviani, il massimo esperto italiano su Cristoforo Colombo, si \u00e8 dimostrato molto interessato al materiale prodotto da Marino.<br \/>\nSicuramente si parler\u00e0 ancora molto della mappa di Vinland, forse nuove prove verranno alla luce. \u00c8 fuori da ogni dubbio comunque che il continente americano abbia ospitato prima della sua scoperta, navigatori o esploratori provenienti dal vecchio continente.<br \/>\n<img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"http:\/\/www.edicolaweb.net\/blank.gif\" border=\"0\" alt=\"\" width=\"1\" height=\"8\" \/><br \/>\n<strong>DIVERSE IPOTESI A PROPOSITO DELLA UBICAZIONE DEL VINLAND DI LEIF ERICSON<\/strong><br \/>\n1757 \u2013 Westman, G. A. \u2013 A giudicare dal clima, il Vinland poteva trovarsi in Virginia o in Pennsylvania.<br \/>\n1760 \u2013 Suhm, P. F. \u2013 Il Vinland poteva trovarsi in Pennsylvania, nel Maryland oppure in Carolina.<br \/>\n1777 \u2013 Robertson, Wm. \u2013 Terranova<br \/>\n1782 \u2013 Sprengel, M. C. \u2013 Il Vinland va identificato con la costa continentale a sud della Carolina.<br \/>\n1784 \u2013 Forster, J. R. \u2013 Terranova, oppure un territorio indefinito a sud del fiume San Lorenzo.<br \/>\n1824 \u2013 Moulton, J. W. e Yates J. V. N. \u2013 Territori adiacenti a New York avrebbero fatto parte del Vinland.<br \/>\n1829 \u2013 Murray, Hugh \u2013 Il Vinland si sarebbe trovato nell\u2019estremit\u00e0 sud della Groenlandia.<br \/>\n1831 \u2013 Wheaton, Henry \u2013 \u201cAlla latitudine di Boston\u201d.<br \/>\n1837 \u2013 Rafn C. C. \u2013 Rhode Island.<br \/>\n1841 \u2013 Beamish, N. L. \u2013 Rhode Island.<br \/>\n1861 \u2013 Morse, Abner \u2013 Capo Cod.<br \/>\n1869 \u2013 Gaffarel, Paul \u2013 Coste degli Stati Uniti; Rhode Island, New York, New Jersey.<br \/>\n1869 \u2013 KohI, J. G. \u2013 \u201cRhode Island, forse non a grande distanza da Newport\u201d.<br \/>\n1882 \u2013 Higginson, T. W. \u2013 Labrador.<br \/>\n1884 \u2013 Weise, A. J. \u2013 Groenlandia.<br \/>\n1887-8 \u2013 Storm, Gustav \u2013 Nuova Scozia.<br \/>\n1887 \u2013 Power, L. G. \u2013 Labrador fra il 59\u00b0 6\u2032 N. e il 53\u00b0 N. Latitudine.<br \/>\n1888 \u2013 Packard, A. S. \u2013 \u201cIl Vinland di Leif era indubbiamente la spiaggia che si stende a est e a sud di Capo Cod\u201d.<br \/>\n1889 \u2013 De Costa, B. F. \u2013 La baia del Monte Hope, Rhode Island.<br \/>\n1892 \u2013 Horsford, E. N. \u2013 La curva nord-est del fiume Cbarles, un poco a ovest di Harvard Square.<br \/>\n1894 \u2013 Jelic, Luka \u2013 La costa degli Stati Uniti.<br \/>\n1898 \u2013 Howley, M. F. \u2013 La baia di Miramichi, New Brunswick.<br \/>\n1901 \u2013 Dieserud, Juul \u2013 La Nuova Scozia: \u201csono incapace di vedere un qualsiasi motivo plausibile per il quale si dovrebbe invece indicare il Capo Cod\u201d.<br \/>\n1903 \u2013 Fischer, Joseph \u2013 La Nuova Scozia.<br \/>\n1906 \u2013 Reeves, A. M. \u2013 \u201cIl Massachusetts oppure qualche regione della Nuova Inghilterra\u201d.<br \/>\n1909 \u2013 Grenfell, W. T. \u2013 Nella introduzione al libro di Grenfell scritta da W. S. Wallace, si dichiara che, per quanto si siano identificate Helluland e Markland con il Labrador, a proposito del Vinland si preferisce non azzardare nessuna ipotesi.<br \/>\n1913 \u2013 Olson, J. E. \u2013 \u201cPotrebbe trovarsi a sud della Nuova Scozia\u201d.<br \/>\n1913 \u2013 Babcock, W. H. \u2013 \u201cForse la Nuova Inghilterra, pi\u00f9 probabilmente il New Jersey o anche le regioni intorno a Chesapeake\u201d. Il Vinland di Leif doveva trovarsi \u201cnon pi\u00f9 a nord del Capo Cod e presumibilmente sotto di esso\u201d.<br \/>\n1914 \u2013 Hovgaard, Wm. \u2013 \u201cNella regione del Capo Cod\u201d.<br \/>\n1914 \u2013 Munn, W. A. \u2013 Estremit\u00e0 settentrionale di Terranova.<br \/>\n1915 \u2013 Fernald, M. L. \u2013 Labrador.<br \/>\n1917 \u2013 Steensby, H. P. \u2013 La vallata del San Lorenzo.<br \/>\n1918 \u2013 Fossum, Andrew \u2013 La vallata del San Lorenzo.<br \/>\n1921 \u2013 Gathorne-Hardy, G. M. \u2013 Il Capo Cod. \u201cSembrerebbe indicata una regione qualsiasi, nelle vicinanze del porto di Chatham\u201d.<br \/>\n1930 \u2013 Th\u00f3rdarson, M. \u2013 \u201cUna localit\u00e0 imprecisata, sulla costa della Nuova Inghilterra\u201d.<br \/>\n1930 \u2013 Gray, E. F. \u2013 In un primo tempo, presso Menemsha Pond, sulla punta occidentale di Martha\u2019s Vineyard; pi\u00f9 tardi nella Terra di Nessuno.<br \/>\n1934 \u2013 Jones, C. H. L. e Raddall, T. H. \u2013 Sulla carta geografica da essi tracciata, si segue l\u2019itinerario del viaggio di Leif Ericson, raggiungendo il Capo Cod, oppure la regione immediatamente a ovest.<br \/>\n1934 \u2013 Reuter, O. S. \u2013 31\u00b0 N, la latitudine della Georgia, fors\u2019anche un poco pi\u00f9 a sud, probabilmente in Florida.<br \/>\n1936 \u2013 Hermannsson, Halldor \u2013 \u201cUna localit\u00e0 imprecisata sulla costa della Nuova Inghilterra, a sud di Passamaquoddy\u201d.<br \/>\n1937 \u2013 Br\u00f6gger, A. W. \u2013 Sulla penisola di Barnstable, nell\u2019interno, in localit\u00e0 abitabile, \u201cnon sulla costa del mare che \u00e8 completamente priva di luoghi riparati dal vento e dalle intemperie. E neppure a ovest del Capo Cod, dove di solito durante l\u2019inverno si verificano imponenti gelate\u201d.<br \/>\n1939 \u2013 Curran, J. W. \u2013 Nell\u2019Ontario, nella regione dei Grandi Laghi.<br \/>\n1941 \u2013 Goodwin, W. B. \u2013 Sul fiume Piscataqua, nel New Hampshire.<br \/>\n1942 \u2013 Haugen, E. I. \u2013 \u201cIn un luogo imprecisato, nel sud della Nuova Inghilterra o sulla costa del Medio Atlantico\u201d.<br \/>\n1946 \u2013 Holand, H. R. \u2013 \u201cSulla costa meridionale della Nuova Inghilterra, intorno al Capo Cod\u201d.<br \/>\n1947 \u2013 Swanton, J. R. \u2013 Non senza reticenze, azzarda l\u2019ipotesi che il Vinland potesse trovarsi nella regione del fiume Merrimack, Massachusetts: \u201cNon \u00e8 possibile attribuire alla mia idea l\u2019importanza di una vera e propria teoria\u201d.<br \/>\n1949 \u2013 Reman, Edward \u2013 La baia di Passamaquoddy.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Secondo molti studiosi la mappa di Vinland sarebbe la prima prova storica a documentare una esplorazione delle americhe ad opera dei Vichinghi, prima della scoperta di Colombo.<br \/>\nLa mappa di Vinland \u00e8 un disegno apparentemente di epoca medioevale (28\u00d741cm.) che descrive il mondo conosciuto (Europa, Asia e Africa) insieme a quella che sembrerebbe essere la costa atlantica dell\u2019America Settentrionale, ma identificata nella mappa come un\u2019isola. <\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[7],"tags":[182,183,185,179,184,181,180],"class_list":["post-140","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-archeomisteri","tag-canada","tag-joseph-fischer","tag-leif-ericson","tag-padre-fischer","tag-the-sunday-times","tag-vichinghi","tag-vinland"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.enricobaccarini.com\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/140","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.enricobaccarini.com\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.enricobaccarini.com\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.enricobaccarini.com\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.enricobaccarini.com\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=140"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.enricobaccarini.com\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/140\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.enricobaccarini.com\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=140"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.enricobaccarini.com\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=140"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.enricobaccarini.com\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=140"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}