{"id":169,"date":"2010-04-14T00:35:57","date_gmt":"2010-04-13T23:35:57","guid":{"rendered":"http:\/\/www.enricobaccarini.com\/?p=169"},"modified":"2010-04-14T00:36:44","modified_gmt":"2010-04-13T23:36:44","slug":"i-grandi-iniziati","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.enricobaccarini.com\/?p=169","title":{"rendered":"I Grandi Iniziati della storia"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: center;\">Edoardo Schur\u00e9<\/p>\n<h2 style=\"text-align: center;\"><span style=\"font-family: Garamond; color: #800000;\"><em>I GRANDI  INIZIATI<\/em><\/span><\/h2>\n<p style=\"text-align: center;\"><span style=\"font-family: Garamond;\">Storia segreta delle  religioni(1906)<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><span style=\"font-family: Garamond;\"><a class=\"highslide\" onclick=\"return vz.expand(this)\" href=\"http:\/\/www.enricobaccarini.com\/wp-content\/uploads\/2010\/04\/schur.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-full wp-image-170\" title=\"schur\" src=\"http:\/\/www.enricobaccarini.com\/wp-content\/uploads\/2010\/04\/schur.jpg\" alt=\"\" width=\"121\" height=\"184\" \/><\/a><\/span><\/p>\n<h1 style=\"text-align: center;\"><span style=\"font-family: Garamond;\">ERMETE<\/span><\/h1>\n<p style=\"text-align: center;\"><span style=\"font-family: 'Trebuchet MS';\"><strong><span>ERMETE<\/span><\/strong><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><span><strong><span style=\"font-family: 'Trebuchet MS';\">I MISTERI  D&#8217;EGITTO<\/span><\/strong><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: 'Trebuchet MS';\"><br \/>\nO anima cieca! impugna la  face dei Misteri e scoprirai nella notte terrena l&#8217;altro te stesso luminoso, la  celestiale Anima tua. Segui questa divina guida e sia essa il tuo Genio, poich\u00e9  possiede la chiave delle tue esistenze passate e future.<br \/>\nEsortazione agli  iniziati (secondo il Libro dei Morti)<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: 'Trebuchet MS';\">Tendete l&#8217;orecchio in voi  stessi e mirate nell&#8217;Infinito dello spazio e del tempo. Ivi echeggiano il canto  degli Astri, la voce dei Numeri e l\u2019armonia delle Sfere.<br \/>\nOgni sole \u00e8 un  pensiero di Dio ed ogni pianeta una forma di questo pensiero. Ed \u00e8 per conoscere  il pensiero divino che voi anime, discendete e risalite penosamente la strada  dei sette pianeti e dei sette cieli loro.<br \/>\nChe fanno gli Astri? che dicono i  Numeri? che valgono le Sfere? &#8211; Dicono, cantano e volgono i vostri destini, o  anime perdute o salvate!<br \/>\nFrammento (da ERMETE)<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: 'Trebuchet MS';\"><strong>LA  SFINGE<\/strong><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: 'Trebuchet MS';\">Di fronte a Babilonia,  tenebrosa metropoli del dispotismo, fu l&#8217;Egitto vera cittadella della scienza  sacra nel mondo antico, scuola dei pi\u00f9 illustri profeti suoi, rifugio e fucina  delle pi\u00f9 nobili tradizioni per l&#8217;umanit\u00e0. Merc\u00e9 immensi scavi ed ammirevoli  opere conosciamo oggi il popolo egizio meglio di qualsiasi civilt\u00e0 che abbia  preceduto la Grecia, perch\u00e9 ci si apre la storia sua scolpita in pagine di  pietra . Per quanto per\u00f2 si nettino i suoi monumenti e si decifrino i  geroglifici, non possiamo ancora penetrare il profondo arcano del suo pensiero,  perch\u00e9 questo arcano \u00e8 la dottrina occulta dei suoi sacerdoti. Questa dottrina,  scientificamente coltivata nei templi e prudentemente velata sotto i misteri, ci  mostra nello stesso tempo l&#8217;anima dell&#8217;Egitto, il segreto della sua politica e  la principale sua funzione nella storia universale.<br \/>\nPer gli storici, che  parlano dei faraoni come se fossero despoti quali si avevano in Ninive e in  Babilonia, l&#8217;Egitto sarebbe stato una monarchia assoluta e conquistatrice simile  all&#8217;Assiria, con una differenza soltanto nella durata di qualche migliaio d&#8217;anni  in pi\u00f9. Essi non sospettano nemmeno che, mentre in Assiria la sovranit\u00e0 reale  schiacci\u00f2 il sacerdozio per farsene uno strumento, in Egitto invece il  sacerdozio disciplin\u00f2 tale sovranit\u00e0 senza mai abdicare, nemmeno nei tempi  peggiori, e s&#8217;impose ai re cacciando i despoti e governando sempre la nazione  con una superiorit\u00e0 intellettuale ed una saggezza profonda e celata, che mai  alcun corpo insegnante uguagli\u00f2 in nessun paese e in nessuna epoca.<br \/>\nFa pena  il vedere che i nostri storici hanno appena intraveduto questo fatto essenziale  e pare che non gli diano importanza alcuna, mentre invece dovrebbero trarne  innumerevoli conclusioni. Non \u00e8 necessario essere archeologi o linguisti per  comprendere come l&#8217;Assiria e l&#8217;Egitto abbiano rappresentato due opposti  princ\u00ecpi, in virt\u00f9 dei quali si mantenne l\u2019odio implacabile fra i due popoli, e  che la lunga durata del popolo egiziano si dovette ad una ossatura religiosa e  scientifica pi\u00f9 forte di qualsiasi rivoluzione.<br \/>\nPer pi\u00f9 di 5000 anni,  attraverso il turbinoso periodo che dopo l&#8217;epoca ariana segu\u00ec i tempi vedici  fino alla conquista persiana e all&#8217;epoca alessandrina, l&#8217;Egitto fu la rocca di  pure ed elevate dottrine, le quali nell&#8217;insieme costituiscono la scienza dei  princ\u00ecpi, che potrebbe anche chiamarsi l&#8217;ortodossia esoterica dell&#8217;antichit\u00e0.  Cinquanta dinastie ebbero modo di succedersi e il Nilo pot\u00e9 spargere le sue  alluvioni su intere citt\u00e0 e l&#8217;invasione fenicia spandersi sul paese e esserne  espulsa: ma in mezzo ai flussi e riflussi della storia e sotto l&#8217;apparente  idolatria del suo politeismo esteriore, l&#8217;Egitto conserv\u00f2 il vecchio fondo della  sua occulta teogonia e della sua organizzazione sacerdotale, resistendo contro i  secoli come la piramide di Gizah, mezzo sepolta dalle sabbie ma pur sempre  intatta. Ed \u00e8 in virt\u00f9 di questa granitica resistenza che l&#8217;Egitto divenne  l&#8217;asse, attorno al quale si dovette evolvere il pensiero religioso dell&#8217;umanit\u00e0  passando dall&#8217;Asia in Europa; Giudea, Grecia, Etruria, anime di vita che  formarono civilt\u00e0 diverse, donde trassero le loro idee madri se non dalla  organica riserva dell&#8217;antico Egitto? Mos\u00e8 ed Orfeo crearono due religioni  opposte e prodigiose per l&#8217;aspro monoteismo dell&#8217;una e lo sfolgorante politeismo  dell&#8217;altra; ma in qual modello si form\u00f2 il genio loro? Ove trov\u00f2 l&#8217;uno la forza,  l&#8217;energia, l&#8217;audacia di rifondere un popolo semiselvaggio, come nelle fornaci si  fondono i bronzi, e l&#8217;altro la magia di far parlare gli d\u00e8i all&#8217;anima dei suoi  barbari incantati, con accento di melodiosa lira, se non nei templi di Osiride,  nell&#8217;antica Tebe, nell&#8217;arca solare o citt\u00e0 del sole degli iniziati, contenente  la sintesi della scienza divina e di tutti i segreti dell&#8217;iniziazione?<br \/>\nOgni  anno, nel solstizio d&#8217;estate, quando scrosciano le piogge torrenziali  nell&#8217;Abissinia, il Nilo cangia colore e assume quella tinta di sangue, che  ricorda la Bibbia, seguitando a crescere fino all&#8217;equinozio di autunno per  seppellire sotto le sue acque l&#8217;orizzonte delle sue rive. Ma eretti sulle  granitiche basi, arsi dal sole accecante, stanno i templi tagliati nella roccia,  le necropoli, i piloni e le piramidi, che riflettono la maest\u00e0 delle loro rovine  nel Nilo cangiato in mare. Cos\u00ec, con la sua organizzazione ed i suoi simboli,  con gli arcani per lungo tempo impenetrabili della sua scienza, ha attraversato  i secoli il sacerdozio egiziano. In quei templi, in quelle cripte e in quelle  piramidi maturava la grande dottrina del Verbo-Luce, della Parola universale,  che Mos\u00e8 avrebbe poi rinchiuso nell&#8217;arca d&#8217;oro e di cui Cristo sarebbe stato la  face vivente.<br \/>\nImmutabile \u00e8 in se stessa la verit\u00e0 e sola sopravvive a tutto,  ma cangia dimore e forme, ed intermittenti sono le rivelazioni sue. Spenta per  sempre nelle cripte abbandonate sta la \u00ab luce di Osiride \u00bb e si \u00e8 avverata la  profezia di Ermete ad Asclepio: &lt;&lt;O Egitto! O Egitto! Non resteranno di te  che fole incredibili per le future generazioni, e nulla durer\u00e0 di te se non  parole scolpite nei sassi&gt;&gt;.<br \/>\nEppure, per quanto possano permetterlo  l&#8217;intuizione esoterica e il fuggevole riflesso dei tempi, vorremmo far rivivere  un raggio del sole misterioso dei santuari seguendo la segreta via dell&#8217;antica  iniziazione egiziana. Tuttavia, prima di entrare nel tempio, esaminiamo  fuggevolmente le grandi fasi che attravers\u00f2 l&#8217;Egitto prima dei tempi degli  Hyksos.<br \/>\nQuasi tanto vecchia quanto la struttura dei nostri continenti, la  prima civilt\u00e0 egiziana risale all&#8217;antica razza rossa. Opera sua \u00e8 la colossale  Sfinge prossima alla grande piramide, e nel tempo in cui non esisteva il delta,  formato in seguito dalle alluvioni del Nilo, il mostruoso e simbolico animale  era gi\u00e0 sdraiato sulla sua collina di granito avanti alla catena dei monti  libici e guardava il mare infrangersi ai piedi suoi, l\u00e0 ove oggi si stendono le  sabbie del deserto. La Sfinge, prima fra le creazioni dell&#8217;Egitto, \u00e8 divenuta il  suo simbolo principale, la sua insegna. Immagine della natura calma e  spaventevole del mistero suo, fu scolpita dal pi\u00f9 antico sacerdozio umano. Testa  d&#8217;uomo che esce da un corpo di toro, che ha gli artigli di leone e ripiega le  sue ali d&#8217;aquila sui grossi fianchi, \u00e8 l&#8217;Iside terrestre, la natura nella  vivente unit\u00e0 dei suoi regni; poich\u00e9 quegli antichissimi sacerdoti gi\u00e0 sapevano  ed insegnavano che nella grande evoluzione la natura umana emerge dalla natura  animale. In questo insieme del toro, del leone, dell&#8217;aquila e dell&#8217;uomo, sono  anche racchiusi i quattro animali della visione di Ezechiele, rappresentanti i  quattro elementi costitutivi del microcosmo e del macrocosmo: acqua, terra, aria  e fuoco, base della scienza occulta. Perci\u00f2, quando nei secoli posteriori gli  iniziati vedranno il sacro animale sdraiato sulla soglia dei templi o nel fondo  delle cripte, sentiranno questo mistero vivere in se stessi e ripiegheranno  tacitamente le ali dello spirito sulle verit\u00e0 interiori; e prima di Edipo  sapranno che l&#8217;enigma della sfinge \u00e8 l&#8217;uomo, il microcosmo, l&#8217;agente divino che  riassume tutti gli elementi, tutte le forze della natura.<br \/>\nLa razza rossa non  ha dunque lasciato di se stessa altro testimonio che la Sfinge di Gizah, prova  irrefutabile ch&#8217;essa aveva posto e risoluto a suo modo il grande  problema.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: 'Trebuchet MS';\"><br \/>\n<strong>ERMETE<\/strong><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: 'Trebuchet MS';\">La razza negra, succedendo  nel dominio del mondo a quella rossa australe, costitu\u00ec l&#8217;alto Egitto a suo  principale santuario e indubbiamente il nome di Ermete Toth, il misterioso e  primo iniziatore dell&#8217;Egitto alle sacre dottrine, si riconnette con una prima e  pacifica fusione delle razze bianca e nera, avvenuta nelle regioni dell&#8217;Etiopia  e dell&#8217;alto Egitto molto tempo avanti l&#8217;epoca ariana. Come Manu e Buddha, Ermete  \u00e8 nome generico, che designa ad un tempo un uomo, una casta e un dio. Quale  uomo, Ermete \u00e8 il primo ed il grande iniziatore dell&#8217;Egitto; quale casta, \u00e8 il  sacerdozio depositario delle occulte tradizioni; quale dio, \u00e8 il pianeta  Mercurio, assimilato con la sua sfera ad una categoria di spiriti iniziatori  divini, ed egli presiede cos\u00ec alla regione sopraterrestre della celestiale  iniziazione. Tutte queste cose, nell&#8217;economia spirituale del mondo, sono legate  come da un filo invisibile, da segrete affinit\u00e0, e il nome di Ermete \u00e8 quale  talismano che le riassuma, quale suono che le evochi. Da ci\u00f2 il suo prestigio.  Ermete Trismegisto, tre volte grande, lo chiamarono i greci, discepoli degli  egiziani, perch\u00e9 egli era re, legislatore e sacerdote. Cos\u00ec egli \u00e8 il simbolo  dell&#8217;epoca in cui sacerdozio, legislatura e regalit\u00e0 si trovavano riunite in un  sol corpo di governo. La cronologia egiziana di Manetone chiama tale epoca regno  degli d\u00e8i, perch\u00e9 allora non esistevano n\u00e9 papiri, n\u00e9 scrittura fonetica, ma  soltanto l&#8217;ideografia sacra; e la scienza del sacerdozio era incisa in  geroglifici sulle colonne e sui muri delle cripte e soltanto pi\u00f9 tardi pass\u00f2  nelle biblioteche dei templi, ma di molto aumentata. Gli egiziani attribuivano  ad Ermete 42 libri, che trattavano della scienza occulta, e certamente il libro  greco conosciuto col nome di Ermete Trismegisto, racchiude resti alterati ma  infinitamente preziosi di quella antica teogonia, che \u00e8 il fiat lux dal quale  Orfeo e Mos\u00e8 ebbero i primi raggi di luce. Cos\u00ec la dottrina del Fuoco-Principio  e del Verbo-Luce, racchiusa nella Visione di Ermete, rester\u00e0 vetta e centro  dell&#8217;iniziazione egiziana.<br \/>\nE noi cercheremo di rinvenire questa visione dei  maestri, mistica rosa che sboccia soltanto nella notte del santuario e  nell&#8217;arcano delle grandi religioni. Talune parole di Ermete, gravi di antica  saggezza, potranno ben prepararci. Asclepio, suo discepolo, ascolta: \u00ab Nessuno  dei nostri pensieri potrebbe mai concepire Iddio, nessuna lingua definirlo.  L&#8217;Incorporeo, l&#8217;Invisibile, privo di forma, non pu\u00f2 essere percepito dai nostri  sensi; non la breve regola del tempo pu\u00f2 misurare l&#8217;Eterno: e per\u00f2 ineffabile \u00e8  Dio. Pu\u00f2 egli infondere a pochi eletti la facolt\u00e0 di trascendere le cose  naturali e percepire il lontano irradiarsi della suprema perfezione sua, ma  niuna parola trovano gli eletti per tradurre in linguaggio volgare l&#8217;immateriale  visione che li rese esultanti. Possono essi spiegare all&#8217;umanit\u00e0 queste  secondarie cause della creazione, che passano sotto gli occhi loro come immagini  della vita universale, ma velata rimane la causa prima, e giungeremo a  comprenderla soltanto attraversando la morte&gt;&gt; . Cos\u00ec parlava del dio  ignoto Ermete, eretto sulla soglia delle cripte; e i discepoli, che penetravano  con lui nelle profondit\u00e0, imparavano a conoscerlo quale essere vivente.<br \/>\nIl  libro parla della morte sua come della dipartita di un Dio: \u00abVide Ermete  l&#8217;insieme delle cose, e avendo veduto comprese, avendo compreso aveva il potere  di manifestarsi e rivelarsi. Quel che pens\u00f2 egli scrisse, quel che egli scrisse  in gran parte nascose, tacendo con saggezza eppure parlando, affinch\u00e9 il mondo  avvenire in tutta la sua durata cercasse queste cose. E dopo aver ordinato agli  d\u00e8i, suoi fratelli, di servirgli da scorta, sal\u00ec alle stelle \u00bb.<br \/>\nSi pu\u00f2, a  rigore, isolare la storia politica dei popoli, ma non \u00e8 possibile scindere la  loro storia religiosa. Le religioni dell&#8217;Assiria, dell&#8217;Egitto, della Giudea non  si comprendono che quando si afferra il punto di contatto con l&#8217;antica religione  indo-ariana, e allora, anzich\u00e9 mostrarsi a noi come enigmi e sciarade, nel loro  insieme e vedute dall&#8217;alto ci appaiono quale superba evoluzione, ove tutte le  cose si ordinano e si spiegano reciprocamente. La storia di una sola religione  sar\u00e0 sempre ristretta, superstiziosa e falsa, poich\u00e9 non c&#8217;\u00e8 di vero che la  storia religiosa dell&#8217;umanit\u00e0; e da questa altezza null&#8217;altro si avverte  all&#8217;infuori delle correnti, che fanno il giro del globo. N\u00e9 pot\u00e9 sottrarsi a  questa legge universale il popolo egiziano, che pur fu pi\u00f9 indipendente di ogni  altro e pi\u00f9 di ogni altro chiuso alle influenze esteriori. La luce di R\u00e0ma,  accesa nell&#8217;Iran cinquemila anni prima di Cristo, irradi\u00f2 sull&#8217;Egitto e divenne  la legge di Ammon-R\u00e0, Dio solare di Tebe. Cos\u00ec fu che l&#8217;Egitto pot\u00e9 affrontare  tante rivoluzioni, e Menes fu il primo re di giustizia, il primo faraone  esecutore di tal legge. Egli non volle togliere all&#8217;Egitto l&#8217;antica teologia,  che era anche la sua, ma la riafferm\u00f2 e la svolse aggiungendovi una nuova  organizzazione sociale: il sacerdozio, ossia l&#8217;insegnamento a un primo  consiglio, la giustizia a un altro, il governo ad entrambi; la regalit\u00e0  concepita come loro delegazione e soggetta al loro controllo; una relativa  dipendenza dei n\u00f3mi, o comuni, alla base della societ\u00e0. Questo \u00e8 quello che  possiamo chiamare governo degli iniziati, che aveva a sua base una sintesi delle  scienze conosciute sotto il nome di Osiris (O-Sir-Is), il signore intellettuale,  e di cui \u00e8 simbolo e gnomone matematico la grande piramide. Ben diverso era  dunque il faraone dal despota assiro, poich\u00e9, mentre questi fondava l&#8217;arbitrario  suo potere sui delitti e sul sangue, il faraone esercitava l&#8217;arte sacerdotale e  reale sul trono, dopo aver ricevuto dal tempio il suo nome di iniziazione.  Allievo e strumento degli iniziati era il faraone cinto di corona, se pure non  ancora iniziato. Per secoli, contro l&#8217;Asia divenuta dispotica e contro l&#8217;Europa  divenuta anarchica, i faraoni difesero la legge dell&#8217;Ariete, rappresentante  allora i diritti della giustizia e dell&#8217;arbitrato internazionale.<br \/>\nIntorno al  2200 a. C. l&#8217;Egitto sub\u00ec la pi\u00f9 tremenda crisi che possa attraversare un popolo:  l&#8217;invasione e una quasi conquista straniera. Quale seguito del grande scisma  religioso, che avea sollevato le masse e seminato dissidi nei templi dell&#8217;Asia,  l&#8217;invasione fenicia, condotta dai re pastori, chiamati Hyksos, precipit\u00f2 sul  delta e sul medio Egitto. I re scismatici portavano con s\u00e9 una civilt\u00e0 corrotta,  la mollezza ionica, il lusso dell&#8217;Asia, i costumi dell&#8217;harem e la grossolana  idolatria. Compromessa era l&#8217;esistenza nazionale dell&#8217;Egitto, pericolante  l&#8217;intellettualit\u00e0 e minacciata la sua universale missione; ma lo animava un  corpo organizzato di iniziati, depositari dell&#8217;antica scienza di Ermete e di  Ammon-R\u00e0, anima vivente della nazione celatasi nel fondo dei santuari, raccolta  tutta in se stessa per resistere meglio al nemico. Infatti quel sacerdozio, che  sembrava curvato sotto l&#8217;invasione riconoscendo il dominio degli usurpatori, che  imponevano la legge del Toro e il culto del bue Apis, conservava invece  nell&#8217;intimo recesso dei templi la scienza, le tradizioni e l&#8217;antica e pura  religione avita con la speranza di restaurazione della dinastia nazionale. Fu in  quell&#8217;epoca che i sacerdoti diffusero tra le folle la leggenda di Iside e di  Osiride, dello smembramento di questo e della sua risurrezione per opera di Oro,  suo figlio, il quale ritroverebbe, trasportate dal Nilo, le sue sparse membra.  Con le solennit\u00e0 delle pubbliche cerimonie si eccitava l&#8217;immaginazione del  popolo che, commosso dalle sventure della dea e dal suo dolore, lenito soltanto  dalla speranza che riponeva in Oro, suo figlio, intermediario divino, conservava  amore all&#8217;antica religione. Ma contemporaneamente sentivano gli iniziati esser  necessario che inattaccabile fosse la verit\u00e0 esoterica, e perci\u00f2 la coprirono di  un triplice velo. Al diffuso culto popolare di Iside ed Osiride corrisponde  l&#8217;intima e sapiente organizzazione dei misteri maggiori e minori, difesi da  quasi insuperabili barriere e da tremendi pericoli. Furono inventate le prove  morali e richiesto di giurare il segreto, mentre con grande rigore s&#8217;infliggeva  la pena di morte agli iniziati, che divulgassero il minimo particolare dei  misteri. Cos\u00ec, per virt\u00f9 di questo severo organismo, l&#8217;iniziazione egiziana non  fu soltanto rifugio di esoteriche dottrine, ma anche crogiuolo, ove si  preparavano puri elementi per la nazionale risurrezione e scuola di religioni  future. Mentre i coronati usurpatori regnavano in Menfi, lentamente Tebe  preparava la rigenerazione del paese. Dal suo tempio, dalla sua arca solare,  usc\u00ec Amos, il salvatore dell&#8217;Egitto, che cacci\u00f2 gli Hyksos, dopo nove secoli di  loro dominazione, e ripristin\u00f2 nel suo diritto la scienza egiziana e la virile  religione di Osiride.<br \/>\nTale era la forza disciplinare dei misteri e la potenza  della loro iniziazione, ch&#8217;essi racchiudevano la migliore energia morale e la  pi\u00f9 alta selezione intellettuale dell&#8217;Egitto, s\u00ec che ne salvarono l&#8217;anima dal  giogo della tirannia straniera; e ci\u00f2 fu bene per l&#8217;umanit\u00e0.<br \/>\nPi\u00f9 sano e pi\u00f9  elevato del nostro era il concetto dell&#8217;uomo, sul quale riposava l&#8217;iniziazione  antica, poich\u00e9 noi abbiamo dissociato l&#8217;educazione del corpo da quella  dell&#8217;anima e dello spirito, e le nostre scienze fisiche e naturali, per quanto  avanzatissime in s\u00e9, astraggono dal principio dell&#8217;anima e della sua diffusione  nell&#8217;universo. La nostra religione non soddisfa ai bisogni dell&#8217;intelligenza, la  nostra medicina nulla vuol sapere di anima e di spirito. L&#8217;uomo contemporaneo  cerca il piacere senza felicit\u00e0, la felicit\u00e0 della scienza, la scienza priva di  saggezza. Invece in antico non si ammetteva che tali cose potessero separarsi e,  in tutti i campi, si teneva conto della triplice natura dell&#8217;uomo. L&#8217;iniziazione  era il graduale addestramento di tutto l&#8217;essere umano alle vertiginose sommit\u00e0  dello spirito, donde si pu\u00f2 dominare la vita. \u00ab Per giungere al dominio di s\u00e9 \u00bb,  dicevano i savi di quel tempo, l&#8217;uomo ha d&#8217;uopo di una totale rifusione di tutto  il suo essere psichico, morale ed intellettuale, ma tal rifusione non \u00e8  possibile che mediante il simultaneo esercizio della volont\u00e0, dell&#8217;intuizione e  del raziocinio. Con la loro completa concordanza l&#8217;uomo pu\u00f2 evolvere le sue  facolt\u00e0 fino a incalcolabili limiti. L&#8217;anima possiede sensi assopiti che  l&#8217;iniziazione ridesta, e l&#8217;uomo, mediante studi profondi e costante  applicazione, pu\u00f2 mettersi in rapporto cosciente con le forze occulte  dell&#8217;universo fino a raggiungere, con prodigioso sforzo, la diretta percezione  spirituale, aprirsi le vie dell&#8217;al di l\u00e0 e sapervisi dirigere. Soltanto allora  pu\u00f2 dire di aver vinto il destino e conquistato da quaggi\u00f9 la sua libert\u00e0  divina; soltanto allora pu\u00f2 l&#8217;iniziato divenire iniziatore, profeta e teurgo,  ossia veggente e creatore di anime, poich\u00e9 soltanto colui che comanda a se  stesso pu\u00f2 comandare agli altri, soltanto colui che \u00e8 libero pu\u00f2 liberare.  \u00bb<br \/>\nCos\u00ec pensavano gli antichi iniziati, e cos\u00ec vivevano ed agivano i pi\u00f9  grandi fra essi. Dunque ben altra cosa che non un vuoto sogno o un semplice  insegnamento scientifico era la vera iniziazione, per cui l&#8217;anima creava se  stessa e sbocciava su di un piano superiore a fiorire in un mondo  divino.<br \/>\nPoniamoci nei tempi di Ramsete, all&#8217;epoca di Mos\u00e8 e di Orfeo, verso  il 1300 prima dell&#8217;\u00e8ra cristiana e tentiamo di penetrare nel cuore  dell&#8217;iniziazione egiziana. I monumenti figurati, i libri di Ermete, la  tradizione ebraica e quella greca permettono di farne rivivere le fasi  ascendenti e di formarci un&#8217;idea della pi\u00f9 alta rivelazione sua.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Edoardo Schur\u00e9 I GRANDI INIZIATI Storia segreta delle religioni(1906) ERMETE ERMETE I MISTERI D&#8217;EGITTO O anima cieca! impugna la face dei Misteri e scoprirai nella notte terrena l&#8217;altro te stesso luminoso, la celestiale Anima tua. Segui questa divina guida e sia essa il tuo Genio, poich\u00e9 possiede la chiave delle tue esistenze passate e future. 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