{"id":239,"date":"2010-04-20T19:34:06","date_gmt":"2010-04-20T18:34:06","guid":{"rendered":"http:\/\/www.enricobaccarini.com\/?p=239"},"modified":"2014-11-01T17:01:08","modified_gmt":"2014-11-01T16:01:08","slug":"presenze-estranee-nellantichita-di-lord-david-william-davenport","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.enricobaccarini.com\/?p=239","title":{"rendered":"Presenze Estranee nell&#8217;Antichit\u00e0 di Lord David William Davenport"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: center;\"><strong><span style=\"font-family: Arial; color: #800000; font-size: x-large;\">Presenze Estranee nell&#8217;Antichit\u00e0<\/span><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><span style=\"font-family: Arial; color: #000000; font-size: small;\">di Lord David William Davenport<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><span style=\"font-family: Arial; color: #000000; font-size: small;\"><a class=\"highslide\" href=\"http:\/\/www.enricobaccarini.com\/wp-content\/uploads\/2010\/04\/davenport.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-medium wp-image-304\" title=\"davenport\" src=\"http:\/\/www.enricobaccarini.com\/wp-content\/uploads\/2010\/04\/davenport-300x200.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"200\" srcset=\"https:\/\/www.enricobaccarini.com\/wp-content\/uploads\/2010\/04\/davenport-300x200.jpg 300w, https:\/\/www.enricobaccarini.com\/wp-content\/uploads\/2010\/04\/davenport.jpg 400w\" sizes=\"auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a><br \/>\n<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Solo ora il problema della possibilit\u00e0 di vita intelligente su altri pianeti sta prendendo piede in termini di indagine scientifica.I primi tentativi di ricerca sono stati condotti dagli Stati Uniti e dall\u2019Unione Sovietica, accanto e di pari passo, ai loro programmi spaziali, ma finora solo nel nostro Sistema Solare. Questo limite di distanza, molto circoscritto \u00e8 probabilmente principalmente dovuto al fatto che tra gli altri problemi la nostra tecnologia non riesce a superare quello la cui base \u00e8 stata identificata da Einstein nella teoria della relativit\u00e0: la velocit\u00e0 della luce.<br \/>\nIn questo caso siamo senz\u2019altro di fronte ad una legge di fondo che regola il rapporto materia-distanza probabilmente valida per l\u2019intero Universo. Tuttavia essa non necessariamente dove essere considerata l\u2019unica.<br \/>\nLa ricerca futura, prima o dopo, certamente dimostrer\u00e0 che all\u2019interno delle coordinate di Einstein, esistono leggi che consentono il superamento della velocit\u00e0 della luce. Quando la nostra tecnologia avr\u00e0 capito questo &#8220;fattore X&#8221;, ci sar\u00e0 probabilmente il contatto con le forme di vita intelligente all\u2019interno della nostra galassia.<!--more-->Questo non vuol dire che forme di vita sviluppata su qualche lontano corpo celeste siano al nostro livello di conoscenza tecnologica. Al contrario, tutti i dati che sono in nostro possesso, da quelli relativi ai testi antichi, agli affreschi, alle sculture e ai disegni fino ai nostri &#8220;oggetti non identificati&#8221; sembrano testimoniare che questi esseri gi\u00e0 siano a conoscenza del &#8220;fattore X&#8221;.<br \/>\nAltrimenti, se avessero considerato la legge di Einstein come un limite invalicabile, non avrebbero attraversato gli spazi e lasciato presso di noi un ricordo cosi nitido della loro presenza.<br \/>\nVoglio parlare dell\u2019importanza di indagare nel nostro passato.<br \/>\nCredo, dopo anni di ricerca, che l\u2019approccio pi\u00f9 importante per capire la vita su altri pianeti e la chiave della loro tecnologia sia proprio nell\u2019indagine del materiale che ci viene dal nostro passato pi\u00f9 antico.<br \/>\nQuesta osservazione pu\u00f2 sembrare assurda a molti. Ed \u00e8 comprensibile, se si prende in considerazione che tutta la cultura occidentale basa i suoi valori su quelli della societ\u00e0 industriale, relativamente giovane, e analizza la storia antica dal punto di vista filosofico, mitologico e simbolico.<br \/>\nTutto ci\u00f2 che \u00e8 antico per l\u2019uomo moderno \u00e8 simbolo di &#8220;non-cultura&#8221; e di &#8220;non-civilt\u00e0&#8221;.<br \/>\nPartendo da questo presupposto \u00e8 comprensibile che i testi antichi vengano interpretati come le fantasie di un popolo di selvaggi. Al massimo si studiano gli antichi scritti orientali come manuali di mitologia e di filosofia assieme.<br \/>\nAl contrario, io sono arrivato alla conclusione che questi testi sono il racconto fedele della storia dei nostri avi, i quali avevano molta poca fantasia e non vagheggiavano mai, come vorrebbero alcuni linguisti occidentali, di una terra delle meraviglie.<br \/>\nCertamente, i dati storici sono stati mescolati, con il passare del tempo, a quegli elementi simbolici, mitologici e filosofici che hanno colpito i nostri studiosi. Il Ramayana, il Mahabarata e il Rg Veda, per\u00f2, per fare gli esempi pi\u00f9 noti, possono consentire agli archeologi e agli studiosi di avvicinarsi con un ragguardevole livello di approssimazione al nostro passato.<br \/>\nSe sono veri i dati che fanno riferimento alle citt\u00e0, come pu\u00f2 essere dimostrato dal Carbonio 14, se sono veri quelli relativi a guerre e all\u2019avvicendarsi delle dinastie degli Ariani, come dimostrano le ricerche di cronologia astronomica, perch\u00e9 essi dovrebbero essere falsi quando fanno riferimento a viaggi spaziali?<br \/>\nSi pu\u00f2 obiettare: perch\u00e9 non esisteva una tecnologia avanzata.<br \/>\nMa la risposta \u00e8: chi ci garantisce che i nostri antenati non abbiano visto esseri di altri pianeti o addirittura non abbiano convissuto con loro?<br \/>\nNessuno, a meno che non si invochino le &#8220;certezze&#8221; della societ\u00e0 industriale moderna.<br \/>\nQualcuno potrebbe ancora notare: e pi\u00f9 facile fare le ricerche sugli avvistamenti moderni, visto che esiste una gran quantit\u00e0 di materiale.<br \/>\nBene, esaminiamo la questione da questo punto di vista.<br \/>\nAbbiamo anni di avvistamenti, tanti, cosi tanti da costringere americani e sovietici ad installare centri di ricerca. Ma come si pu\u00f2 senza ombra di dubbio provare che un UFO \u00e8 un\u2019astronave extraterrestre?<br \/>\nDobbiamo lasciare da parte le voci, non provate, che gli americani abbiano preso prigionieri alcuni abitanti di navicelle spaziali.<br \/>\nDobbiamo lasciare da parte queste voci, perch\u00e9 non c\u2019\u00e8 materiale sufficiente per condurre, a nostra volta, una ricerca. Esaminiamo invece, gli &#8220;incontri ravvicinati del primo tipo&#8221;, i normali avvistamenti.<br \/>\nSi tratta in questo caso per lo pi\u00f9 di oggetti volanti non identificati che sfrecciano nel cielo, che potrebbero essere qualsiasi cosa, in genere impossibili da identificare anche se si usano i pi\u00f9 sofisticati strumenti.<br \/>\nPrendiamo in considerazione gli &#8220;incontri ravvicinati del secondo tipo&#8221;, quando questi oggetti lasciano impronte sulla terra, disturbano gli animali, e a volte, lasciano ustioni, paralisi temporanee e nausee nei presenti.<br \/>\nCome si fa a dimostrare senza ombra di dubbio che si tratti di navicelle extraterrestri, solo perch\u00e9 segni e dati ci sembrano &#8220;diversi&#8221; e sconosciuti?<br \/>\nVeniamo ai famosi &#8220;incontri ravvicinati del terzo tipo&#8221;, che avvengono in genere in aree isolate, avanti ad una o pi\u00f9 persone.<br \/>\nPer quel che si sa, gli americani girano da tempo attorno al problema ma raramente riescono a mettere le mani su qualcosa di pi\u00f9 di una descrizione vaga e di alcune prove, in genere terrificanti. Anche in questo caso siamo lontani dal riuscire ad individuare come e perch\u00e9 ci siano state queste visite, quali mezzi siano stati usati, da quali pianeti vengano le civilt\u00e0 a noi sconosciute.<br \/>\nAl massimo si pu\u00f2 tentare di fare una raccolta di dati, e usando le statistiche ci si pu\u00f2 orientare verso &#8220;qualcosa&#8221;, ma difficilmente si avr\u00e0 la prova che questo qualcosa esiste veramente.<br \/>\nPersino nei confronti delle fotografie, la scienza pi\u00f9 ufficialmente scettica ha buon gioco a sostenere che esse non sono prove.<br \/>\nLe note fotografie di un George Adamski indicateci da Sir Desmond Leslie, ad esempio, sembrano corrispondere a quello che immaginiamo debbano essere le navicelle extraterrestri, per forma, dimensione e proporzioni.<br \/>\nMa nessuna prova scientifica, nessuna ricerca ci pu\u00f2 fare affermare: si tratta senz\u2019altro di una navicella aliena. Senza contare che le fotografie da sole non ci permettono di andare avanti nelle nostre conoscenze tecnologiche, di capire quel &#8220;fattore X&#8221; cui accennavo prima.<br \/>\nTutto questo materiale raccolto ci dimostra tuttavia che il fenomeno degli avvistamenti deve essere messo al primo posto nella nostra ricerca scientifica.<br \/>\nIl problema \u00e8 quello di imboccare la strada giusta.<br \/>\nEd ecco che interviene l\u2019indagine sui testi antichi. I nostri antenati, secondo me, hanno avuto incontri del primo, secondo e terzo tipo. In molti casi, addirittura, sembrano aver convissuto con esseri extraterrestri per un ragionevole spazio di tempo, a giudicare da quello che ci hanno tramandato, dalle cose scolpite, dalle pitture e dagli affreschi, dall\u2019esperienza che hanno raccontato oralmente.<br \/>\nIn questa direzione, un\u2019importanza dominante la devono avere i testi scritti, facilmente databili. Di per s\u00e9, nessuna scultura, nessuna pittura prova qualcosa.<br \/>\nMa se esse sono messe a confronto con quanto \u00e8 tramandato, allora si pu\u00f2 arrivare ad una seria probabilit\u00e0 di successo nell\u2019indagine scientifica.<br \/>\nPrendiamo ad esempio, la pietra tombale pi\u00f9 nota, scoperta dall\u2019archeologo messicano Alberto Ruz Lhullier nel 1949, nel Tempio delle Iscrizioni di Palenque. Sono stati scritti numerosi saggi in genere favorevoli all\u2019ipotesi che si tratti di una navicella galattica. Ingegneri aeronautici, come John Sanderson, hanno disegnato la sagoma della astronave. Ma se si arriva al fondo, nessuno ha portato una prova inconfutabile che vada al di l\u00e0 di una supposizione seppure fortemente motivata. La risposta a Palenque \u00e8 sicuramente sommersa nella letteratura e nella tradizione del popolo che ha immaginato e ha riportato sulla pietra la &#8220;navicella spaziale&#8221;. In alcuni casi persino la letteratura cui popoli vicini pu\u00f2 aiutare.<br \/>\nBisogna recuperare manoscritti, confrontarli, datarli, capire le interpolazioni successive, togliere le mitologie dalla cronaca dei fatti. Una procedura non facile, che richiede in genere, la formazione di un tema scientifico.<br \/>\nCome \u00e8 successo con Mohenjo Daro.<br \/>\nSono partito da una tradizione popolare di un\u2019esplosione antica, ho analizzato il Ramayana, ho confrontato la mia ipotesi con quella di alcuni studiosi indiani, sono andato sul posto, ho fatto condurre le analisi sulle pietre fuse, 2000 anni avanti Cristo, da un \u00e9quipe di geologi dell\u2019Universit\u00e0 di Roma.<br \/>\nDopo queste operazioni, si pu\u00f2 dire con quasi matematica certezza: quell\u2019esplosione non fu naturale.<br \/>\nE questo lo considero solo un primo passo per analisi successive che devono scartare anche quel residuo margine di dubbio che qualcuno potrebbe avanzare.<br \/>\nLa stessa operazione la sto conducendo sugli avvistamenti nell\u2019antichit\u00e0 e sulle esperienze tramandate dai nostri antenati. Io credo che nel passato sia sepolta la soluzione per il nostro futuro, forse anche un orientamento per capire quel &#8220;fattore X&#8221; attorno al quale stiamo girando da tempo.<br \/>\nSolo confrontando i dati tecnici estremamente dettagliati raccontati dagli antichi Ariani con quelli oggi in nostro possesso, si pu\u00f2 capire quale probabilit\u00e0 c\u2019\u00e8 che entrambi siano veri.<br \/>\nLe fotografie di un Adamski acquistano ben altro significato se risultano simili, come sembra, agli strumenti utilizzati sulle navi conosciute nell\u2019antico passato. Le pitture smettono di essere frutto della fantasia di un artista per diventare un avvistamento reale. E soprattutto la scienza ufficiale non ha appigli per smontare quello che faticosamente, pezzo per pezzo, \u00e8 stato oggetto di ricerca.<br \/>\nE solo, a mio parere, attraverso questo metodo comparativo, che un UFO non sar\u00e0 pi\u00f9 un oggetto non identificato, ma diventer\u00e0 una navicella spaziale, identificata e concreta.<br \/>\n<img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"file:\/\/\/C:\/Documents%20and%20Settings\/Enrico\/Desktop\/Materiale%20X%20Sito\/am_0808a_files\/blank.gif\" alt=\"\" width=\"1\" height=\"3\" border=\"0\" \/><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Roma, 1979<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Solo ora il problema della possibilit\u00e0 di vita intelligente su altri pianeti sta prendendo piede in termini di indagine scientifica.I primi tentativi di ricerca sono stati condotti dagli Stati Uniti e dall\u2019Unione Sovietica, accanto e di pari passo, ai loro programmi spaziali, ma finora solo nel nostro Sistema Solare. 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