{"id":65,"date":"2010-04-12T10:41:48","date_gmt":"2010-04-12T09:41:48","guid":{"rendered":"http:\/\/www.enricobaccarini.com\/?p=65"},"modified":"2010-04-12T18:46:34","modified_gmt":"2010-04-12T17:46:34","slug":"il-mito-della-%e2%80%98lampada-perenne%e2%80%99","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.enricobaccarini.com\/?p=65","title":{"rendered":"Il mito della \u2018Lampada Perenne\u2019"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: center;\">Il mito della \u00ablampada perenne\u00bb<br \/>\n<strong>di<\/strong><strong> <\/strong>Carlo Lapucci (<a href=\"http:\/\/www.toscanaoggi.it\/notizia_3.php?IDCategoria=205&amp;IDNotizia=12292\" target=\"_blank\">Toscana Oggi<\/a>, 14 gennaio 2010)<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><a class=\"highslide\" onclick=\"return vz.expand(this)\" href=\"http:\/\/www.enricobaccarini.com\/wp-content\/uploads\/2010\/04\/lampada.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-medium wp-image-66\" title=\"lampada\" src=\"http:\/\/www.enricobaccarini.com\/wp-content\/uploads\/2010\/04\/lampada-300x220.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"220\" srcset=\"https:\/\/www.enricobaccarini.com\/wp-content\/uploads\/2010\/04\/lampada-300x220.jpg 300w, https:\/\/www.enricobaccarini.com\/wp-content\/uploads\/2010\/04\/lampada.jpg 530w\" sizes=\"auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\n<div id=\"_mcePaste\" style=\"text-align: justify;\">Viaggiando di notte talvolta colpisce la visione improvvisa di minuscole metropoli luminose, costellate di punti lucenti come grappoli appesi nell\u2019oscurit\u00e0: piccoli, grandi, a volte sterminati e imponenti, fitti o radi, raccolti o dispersi questi agglomerati di luce prima meravigliano poi pungono a sangue col ricordo della morte. I cimiteri si sono trasformati con l\u2019avvento della corrente elettrica sempre pi\u00f9 in queste costellazioni tristi che appaiono nel buio vicino ai paesi e alle citt\u00e0.<!--more--><\/div>\n<div id=\"_mcePaste\" style=\"text-align: justify;\">Una volta il fenomeno non era cos\u00ec vistoso: i lumini esistevano, alloggiati in celle protette, ma erano di cera o qualcosa di simile, si estinguevano rapidamente dopo la visita, erano radi e di solito si vedevano nella notte solo dopo una festa, o dopo la domenica, mentre s\u2019infittivano nei primi giorni di novembre, ma si trattava d\u2019un fenomeno quasi irrilevante.<\/div>\n<div id=\"_mcePaste\" style=\"text-align: justify;\">Forse \u00e8 la comodit\u00e0 che ha diffuso l\u2019usanza: per una cifra accessibile un congegno accende ogni sera una luce di memoria davanti a una tomba, cosa molto pi\u00f9 pratica di visite frequenti: \u00e8 un omaggio costante, una memoria che mostra l\u2019interesse dei vivi per lo scomparso. Tuttavia in un fenomeno cos\u00ec consistente e ormai generale, non pu\u00f2 non agire un sostrato mentale molto misterioso e primitivo. Non bastano i fiori artificiali, che pure sono anche questi omaggi d\u2019una certa perennit\u00e0, ci vuole la luce e la vogliono tutti: le tombe che hanno una piccola lampadina elettrica sono in certi casi la stragrande maggioranza.<\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\"><\/div>\n<div id=\"_mcePaste\" style=\"text-align: justify;\"><strong>La lampada<\/strong><\/div>\n<div id=\"_mcePaste\" style=\"text-align: justify;\">La lampada come manufatto non \u00e8 un\u2019invenzione antichissima: se ne attribuisce per tradizione l\u2019invenzione agli egizi, ma risulta assente ad esempio nella narrazione della Guerra di Troia. Nell\u2019Odissea si legge che Penelope si faceva luce nella notte con bracieri. Questi saranno stati delle fiaccole di tipo particolare che si ponevano in alto su tripodi che sono i probabili antenati dei candelabri. Lo strumento per l\u2019illuminazione era una forma di torcia; la candela giunse molto pi\u00f9 tardi.<\/div>\n<div id=\"_mcePaste\" style=\"text-align: justify;\">La lampada ebbe subito una destinazione nel culto dei morti e in quello degli dei a ciascuno dei quali veniva dedicata, votata, una lampada di forma particolare. Quelle di Giove avevano il segno del Grifone, Diana aveva la mezzaluna, Esculapio i suoi due serpenti, Sileno la bocca spalancata, Nettuno il cavallo, Pan il capro con le corna e via secondo i culti. Non erano per\u00f2 cose per tutti: il prezzo dell\u2019olio e d\u2019ogni altro combustibile era carissimo e la notte s\u2019andava a letto al buio e si dormiva.<\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\"><\/div>\n<div id=\"_mcePaste\" style=\"text-align: justify;\"><strong>Il mito<\/strong><\/div>\n<div id=\"_mcePaste\" style=\"text-align: justify;\">Forse un mito dimenticato ci pu\u00f2 mettere sulla strada per capire come in tempi di crudo materialismo l\u2019inconscio guidi credenti, scettici, agnostici alla scelta di questo omaggio ai defunti tanto antico. Si tratta della lampada inestinguibile, perenne, perpetua di cui parlano numerosi viaggiatori dell\u2019antichit\u00e0, di vari popoli, che riferiscono d\u2019averla vista qua e l\u00e0, in deserti, grotte, sacelli, santuari, sepolcri. Il caso pi\u00f9 noto riguarda la scoperta della tomba di Tulliola, la figlia di Cicerone, avvenuta a Roma nel 1540: nel sepolcro si trov\u00f2 una lampada accesa la quale si smorz\u00f2 poco dopo l\u2019apertura del sacello. Simili leggende si narrano anche riguardo all\u2019apertura di tombe di Santi, soprattutto Sante in quanto la lucerna \u00e8 connessa alla femminilit\u00e0 e alla sua permanenza nella casa della quale \u00e8 l\u2019anima e la fedele custode. Non solo, nel Cristianesimo la lampada \u00e8 associata alla verginit\u00e0, alla vigilanza costante e alla solerzia della donna e della sposa attraverso la parabola evangelica de Le Vergini savie e delle Vergini stolte.<\/div>\n<div id=\"_mcePaste\" style=\"text-align: justify;\">Naturalmente il fenomeno pu\u00f2 essere spiegato in tanti modi: gas, autocombustione, fosforo, suggestione, ma nella leggenda e nel mito a noi interessa non quello che sono realmente le cose, ma quello che l\u2019uomo vi legge, in modo che gli oggetti, i fatti agiscono come specchi di realt\u00e0 interiori che emergono, spesso a lui stesso ignote.<\/div>\n<div id=\"_mcePaste\" style=\"text-align: justify;\">Tra i tanti si possono portare altri esempi dell\u2019antichit\u00e0 circa la durata e la persistenza di questo mito. Secondo Pausania nel tempio di Minerva in Atene c\u2019era una lampada d\u2019oro inestinguibile che ardeva giorno e notte senza bisogno d\u2019essere alimentata, alcuni dicevano per un anno, altri indefinitamente. La Luce eterna \u00e8 una lampada ad olio che brucia perennemente nella Sinagoga, davanti all\u2019Arca della Thorah, a ricordo del candelabro a sette braccia.<\/div>\n<div id=\"_mcePaste\" style=\"text-align: justify;\">Sant\u2019Agostino riferisce come diceria o fenomeno naturale (La citt\u00e0 di Dio XXI, 6, 1) che in un tempio di Venere ardeva da tempo immemorabile una lampada perpetua inestinguibile da qualsiasi forza. \u00abVi \u00e8 stato un tempio di Venere e in esso un candelabro portante una lucerna che ardeva allo scoperto senza che alcuna tempesta o pioggia riuscisse a estinguerla: anch\u2019essa come quella pietra che fu chiamata Liucos asbestos, cio\u00e8 \u201clucerna inestinguibile\u201d\u00bb. La credenza deriva probabilmente dai fuochi che rimangono accesi per le esalazioni di gas che escono dal terreno, frequenti in zone orientali.<\/div>\n<div id=\"_mcePaste\" style=\"text-align: justify;\">Un altro famoso ritrovamento fu quello medievale, avvenuto nei pressi di Roma, di un misterioso gigante che fu identificato con l\u2019eroe virgiliano Pallante che fu detto pi\u00f9 alto delle mura di Roma. Figlio di Evandro cadde in battaglia ucciso da Turno. Di questa scoperta parla anche il Boccaccio nella Genealogia delle stirpi degli Dei. Accanto allo scheletro fu trovata una lucerna \u00abardente con perfetto fuoco, n\u00e9 poteva essere estinto con soffiare, n\u00e9 gittargli sopra acqua. Finalmente, fattole di sotto nel fondo un forame si estinse\u00bb.<\/div>\n<div id=\"_mcePaste\" style=\"text-align: justify;\">Si favoleggia che Cassiodoro e poi Cardano abbiano costruito lampade eterne, ardenti senza necessit\u00e0 d\u2019alimento, ma nell\u2019uno e nell\u2019altro caso fu la voce popolare a gridare al prodigio, mentre si trattava di luci capaci di prelevare gradatamente l\u2019olio da un serbatoio abilmente mascherato.<\/div>\n<div id=\"_mcePaste\" style=\"text-align: justify;\">Oltre alle lampade possono esservi anche fiamme inestinguibili di carattere diremmo naturale, fuochi spontanei che ardono realmente senza fine. Anche l\u2019Oriente ha moltissime tradizioni di questo genere che si spiegano di solito con le presenze di gas infiammabili sotterranei o effetti di decomposizioni. Di solito hanno cattivo odore e quindi indussero a pensare a manifestazioni diaboliche come da noi la ebbero i fuochi di Pietramala, presso il Passo della Futa.<\/div>\n<div id=\"_mcePaste\" style=\"text-align: justify;\">In contesti diversi la leggenda tende a nobilitare queste manifestazioni volgendole a segni di presenze divine, magiche e ad attribuire a tali luoghi carattere sacro. Il fatto che a noi interessa \u00e8 che dall\u2019animo umano, al di l\u00e0 del valore reale e dalla causa di queste manifestazioni, emerge un desiderio indefinibile che prende corpo in un\u2019immagine reale: una luce perenne, un fuoco inestinguibile, una fiamma eterna.<\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\"><\/div>\n<div id=\"_mcePaste\" style=\"text-align: justify;\"><strong>La radice del mito<\/strong><\/div>\n<div id=\"_mcePaste\" style=\"text-align: justify;\">La lampada \u00e8 un\u2019immagine dell\u2019uomo essendo costituita di tre elementi: un corpo che anticamente era per lo pi\u00f9 d\u2019argilla e rappresentava la parte materiale e caduca dell\u2019uomo, un\u2019anima vegetativa costituente la potenza vitale che era rappresentato dall\u2019olio dell\u2019alimentazione e infine lo spirito, l\u2019anima costituito dalla fiamma. Scrive Ilario da Poitiers: \u00able lampade sono la luce splendente delle anime che risplende attraverso il sacramento del Battesimo. L\u2019olio significa il frutto delle opere buone. Le parti esterne delle lucerne sono i corpi umani, nel cui interno si deve nascondere il tesoro di una buona coscienza\u00bb.<\/div>\n<div id=\"_mcePaste\" style=\"text-align: justify;\">La lampada, il lume, nella simbologia pu\u00f2 rappresentare la vita e l\u2019uomo. Un tempo indicava come il focolare il centro della casa dove sedeva al lavoro la madre, intorno al quale si riuniva la famiglia per i pasti, per le veglie e ne rappresentava lo spirito stesso. Se si aggiunge che i Romani tenevano presso il focolare le ceneri dei trapassati: abbiamo cos\u00ec un nodo di simboli, di sentimenti, di tempi e di spazi che allaccia completamente la vita al mondo.<\/div>\n<div id=\"_mcePaste\" style=\"text-align: justify;\">L\u2019anelito fondamentale di ogni vita \u00e8 quello di voler durare e durare per sempre: la vita si porta dietro tutto quello di cui \u00e8 fatta: la coscienza, l\u2019amore, la memoria, l\u2019attivit\u00e0, la condizione migliore della giovinezza, la fedelt\u00e0: la fiamma ne \u00e8 l\u2019immagine pi\u00f9 bella, una realt\u00e0 luminosa, viva, che si solleva dalla materia e diviene la cosa pi\u00f9 alta, misteriosa e spirituale quale appare la luce. Ma, come la vita, la fiamma, e con lei la lampada, \u00e8 fragile, precaria, breve, tenue e porta in se il destino della propria estinzione. La fiamma eterna, la lampada inestinguibile, la lux aeterna diviene il mito pi\u00f9 alto e segreto che ogni vivente racchiude in se, quello in cui egli stesso si rispecchia, quello in cui vede gli altri esseri viventi, il segno pi\u00f9 alto che pu\u00f2 offrire come immagine di se, dei suoi sentimenti, quale offerta della parte pi\u00f9 gelosa della propria anima agli dei e a coloro che ha amato e perduto.<\/div>\n<div id=\"_mcePaste\" style=\"text-align: justify;\">La lampada votiva<\/div>\n<div id=\"_mcePaste\" style=\"text-align: justify;\">Si favoleggia che gli antichi siano stati capaci di fabbricare anche lampade le quali, poste nei sepolcri, risplendevano senza fine procurando una luce perenne. Come si \u00e8 visto molti affermano che aprendo antichi sepolcri hanno trovato lampade con la fiammella accesa che si \u00e8 andata estinguendo a contatto con l\u2019aria.<\/div>\n<div id=\"_mcePaste\" style=\"text-align: justify;\">Al tempo stesso si constata che tuttora le chiese e i santuari ospitano, oltre alla lampada eucaristica, le lampade votive che ardono notte e giorno presso le immagini di Santi o della Vergine, o di Cristo. Quei lumi, a volte preziosi, se potevano avere in passato una funzione di sia pur debole illuminazione, oggi non hanno alcuna utilit\u00e0 pratica e rimangono, ricordo di usi passati quando l\u2019uomo vicino a morire lasciava nella chiesa il manufatto provvedendo con il lascito d\u2019una rendita a che restasse sempre accesa. Qui \u00e8 evidente la trasposizione dell\u2019uomo nell\u2019immagine della lampada e l\u2019idea di essere presente davanti a quel Santo in spirito nella forma della fiamma. Al tempo stesso si realizza l\u2019omaggio a una figura sacra.<\/div>\n<div id=\"_mcePaste\" style=\"text-align: justify;\">La lampada poteva infatti essere anche promessa in voto e donata al momento dell\u2019assolvimento: bisogna tener conto di cosa rappresentava a quel tempo una luce continua laddove il buio era la realt\u00e0 costante della notte. Solo le famiglie abbienti potevano infatti permettersi una lampada notturna sempre accesa che ciascun membro della famiglia poteva prendersi per le sue necessit\u00e0 riponendola al luogo determinato, ripetendo nel mondo domestico l\u2019opera delle Vestali.<\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\"><\/div>\n<div id=\"_mcePaste\" style=\"text-align: justify;\"><strong>Lampade sepolcrali e liturgiche<\/strong><\/div>\n<div id=\"_mcePaste\" style=\"text-align: justify;\">Nelle tombe dei vari popoli, soprattutto in quelle ricche, non \u00e8 difficile trovare una lampada, per lo pi\u00f9 di terra cotta, non solo perch\u00e9 \u00e8 di minor costo, ma perch\u00e9 resiste meglio alle offese del tempo.<\/div>\n<div id=\"_mcePaste\" style=\"text-align: justify;\">Da quanto si \u00e8 detto \u00e8 facile capire il senso di questa presenza: non solo la fiamma \u00e8 un atto di fede nella sopravvivenza dello spirito del defunto, non solo, insieme alle altre suppellettili, \u00e8 conforto al lungo viaggio nella morte, ma \u00e8 il segno della presenza di colui che opera la sepoltura accanto alla persona amata.<\/div>\n<div id=\"_mcePaste\" style=\"text-align: justify;\">Come quelle pagane erano contrassegnate degli attributi degli dei, quelle cristiane continuarono l\u2019uso apponendo nell\u2019argilla o nel bronzo delle lampade i simboli cristiani: soprattutto la croce o il monogramma di Cristo, ma anche l\u2019agnello, l\u2019ariete, la colomba, il pesce, il leone, la fenice, l\u2019aquila, il bove, il cervo, il pellicano, il cigno, la palma, la vite, la conchiglia, l\u2019ancora, il gallo, l\u2019antilope e molti altri.<\/div>\n<div id=\"_mcePaste\" style=\"text-align: justify;\">Nel paganesimo, ma ancor oggi nella superstizione, si riteneva il fuoco un potente mezzo di purificazione e strumento per allontanare gli spiriti demoniaci dai luoghi infestati. Per questo accendevano luci nei luoghi dove si trovavano le salme prede della morte e della corruzione. L\u2019uso continu\u00f2 nel cristianesimo, ma inizialmente non fu gradito dalla gerarchia come elemento paganeggiante. La luce accesa davanti ai morti prese tuttavia altri significati e con questi si diffuse e si estese consolidandosi anche nel rituale. Il culto dei martiri nel IV e V secolo dette alla lampada il significato di essere davanti alle spoglie di un santo e in genere i ceri posti accanto al feretro contraddistinguevano la morte di un cristiano e in particolare indicavano che il defunto era vissuto e morto nella luce della fede.<\/div>\n<div id=\"_mcePaste\" style=\"text-align: justify;\">Con simboli di vita, fede e resurrezione entrano nella liturgia il cero pasquale, che accompagna la processione della Purificazione e del Corpus Domini e viene presentato agli ordinandi, all\u2019accolito nel Battesimo, al penitente e le candele si consegnano agli sposi.<\/div>\n<div id=\"_mcePaste\" style=\"text-align: justify;\">L\u2019uso attuale delle luci davanti ai sepolcri si collega dunque a un uso antichissimo del culto dei morti ed \u00e8 vicino al tributo di onore e di memoria che riconosce la Chiesa.<\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\"><\/div>\n<div id=\"_mcePaste\" style=\"text-align: justify;\"><strong>Lampada eucaristica<\/strong><\/div>\n<div id=\"_mcePaste\" style=\"text-align: justify;\">Il lume ad olio che si tiene perennemente acceso giorno e notte in ogni chiesa cattolica davanti al tabernacolo dove si conserva il SS. Sacramento \u00e8 segno della presenza di Cristo nell\u2019Eucarestia. La lampada secondo il rituale deve essere alimentata solo con olio o cera d\u2019api. La cura era quella per cui ardesse davanti al tabernacolo un combustibile puro e perfetto, che non appestasse l\u2019aria con fumo o cattivo odore, come i grassi animali. L\u2019olio entra anche nella somministrazione dei sacramenti: la cera \u00e8 opera delle api, da sempre considerate esseri perfetti e caste in quanto non si accoppiano, pensando a questo la sola regina.<\/div>\n<div id=\"_mcePaste\" style=\"text-align: justify;\">L\u2019uso risale ai primi anni del secolo XIII e da quel tempo si diffuse progressivamente finch\u00e9 nel scolo XVII il Rituale Romano ne introdusse e disciplin\u00f2 l\u2019uso in tutta la Chiesa.<\/div>\n<div id=\"_mcePaste\" style=\"text-align: justify;\">Questo tipo di arredo per l\u2019illuminazione a olio era diffusissimo nelle chiese del passato: la cera era molto pi\u00f9 rara e costosa. Spesso le lucerne sono veri e propri capolavori di ceramica, oppure di fusione o cesello e non di rado esistono dei lasciti testamentari che provvedono all\u2019alimentazione. 100 lucerne di bronzo ardono ancora davanti all\u2019Altare della Confessione in San Pietro.<\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\"><\/div>\n<div id=\"_mcePaste\" style=\"text-align: justify;\"><strong>Varie simbologie<\/strong><\/div>\n<div id=\"_mcePaste\" style=\"text-align: justify;\">Travalica ogni limite e si riferisce non solo a realt\u00e0 religiose, ma anche psicologiche, spirituali, sociali, per cui l\u2019uso di mantenere una fiamma perenne l\u00e0 dove si individua un punto di particolare valore sentimentale, storico, un luogo di forte e sentita memoria per un evento determinatosi, ovvero riposino le spoglie o le lapidi commemorative di caduti, martiri, vittime, \u00e8 ancora vivo e ne sono testimonianza soprattutto i monumenti, le cappelle, i sacelli edificati a ricordo di eventi e caduti della I Guerra Mondiale. Pi\u00f9 ancora largheggi\u00f2 il Fascismo in luci e lampade poste nei sacrari a commemorazione dei propri caduti. Oggi si mantiene all\u2019Altare della Patria e in pochi altri monumenti d\u2019una certa importanza. Col secondo dopoguerra l\u2019uso si \u00e8 attenuato non essendo pi\u00f9 assecondato dalla retorica patriottica ma, come si vede, l\u2019istituzione non muore e opera una metamorfosi insinuandosi e potenziandosi nel culto dei morti, che pure ha subito nei nostri tempi un forte ridimensionamento.<\/div>\n<div id=\"_mcePaste\" style=\"text-align: justify;\">Anche in un altro caso, fenomeno questa volta generale e condiviso da tutti i popoli, si verifica la rituale accensione di una fiamma che brucia ininterrottamente per un determinato periodo. La fiaccola olimpica infatti viene accesa all\u2019inizio e spenta alla fine dei giochi per indicare un tempo sacro, o meglio tale era nell\u2019antica Grecia, quando durante le Olimpiadi si sospendevano le ostilit\u00e0 e le guerre per celebrare degnamente la festa della massima divinit\u00e0.<\/div>\n<div id=\"_mcePaste\" style=\"text-align: justify;\">Non \u00e8 uscito ancora del tutto l\u2019uso nel culto domestico, religioso o dei morti, di mantenere acceso un lumino perenne davanti a un\u2019immagine sacra o a un ritratto d\u2019una persona cara scomparsa. La stessa cosa \u00e8 ancora viva per le strade dove ai tabernacoli si pone spesso una luce davanti all\u2019immagine, ovvero i devoti accendono periodicamente una candela o un candelotto che brucia fino a consumarsi.<\/div>\n<div id=\"_mcePaste\" style=\"text-align: justify;\">Non di rado anche nei luoghi degl\u2019incidenti, lungo le vie si trovano, accano ai mazzi di fiori i lumi accesi a ricordare l\u2019amore costante di chi mantiene fedelmente la memoria dello scomparso.<\/div>\n<div id=\"_mcePaste\" style=\"text-align: justify;\">Le nuove fiamme perpetue oggi si vedono apparire alte nella notte sulle torri che sovrastano le raffinerie e i pozzi petroliferi. Non hanno una particolare funzione simbolica se non quella di ricordare che la forza e lo spirito del nostro tempo deriva dal petrolio, dai gas e dagl\u2019idrocarburi: le fiamme salgono in lingue minacciose contro il cielo fumando giorno e notte: la luce \u00e8 tetra, spettrale, animata di ombre, non allude, non ricorda, non significa, illumina fantasmagorici castelli di tubi, condotte, armature, cisterne smisurate dai freddi riverberi metallici: eppure quella fiamma ha la stessa origine nelle viscere della terra di quella materia che soffiava le fiamme nelle tenebre di tanti millenni e sugger\u00ec all\u2019uomo l\u2019idea e il simbolo della lampada inestinguibile.<\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\"><\/div>\n<div id=\"_mcePaste\" style=\"text-align: justify;\"><strong>La lampada meravigliosa<\/strong><\/div>\n<div id=\"_mcePaste\" style=\"text-align: justify;\">Non \u00e8 quella di Aladino, ma fu a quanto si dice una vera lampada inestinguibile. V\u2019era a Parigi ai tempi di San Luigi un rabbino famoso nominato Jechiel, grande operatore di prodigi e cos\u00ec esperto nell\u2019affascinare gli occhi con le illusioni della magia e della fisica, che gli ebrei lo riguardavano come uno dei loro santi, e i parigini come uno stregone. La notte quando tutti erano a letto, egli lavorava al lume di una lampada meravigliosa, la quale spandeva nella sua camera una luce tanto pura che quella del giorno. Egli non vi metteva olio, eppure illuminava senza estinguersi e senza avere bisogno di alcun alimento. Si diceva che il diavolo aveva cura di questa lampada, e veniva a passar la notte con Jechiel. Cos\u00ec tutti i passeggeri battevano alla sua porta: quando erano ricche e oneste persone, la lampada mandava una viva luce, e il rabbino andava ad aprire. Quando poi erano importuni che battevano per distoglierlo dal suo lavoro, la lampada impallidiva, e il rabbino avvertitone, dava un colpo di martello su un gran chiodo piantato in mezzo alla camera, e la terra inghiottiva i malvagi aprendosi loro di sotto. I miracoli della lampada meravigliosa sbalordivano tutta Parigi. Il Re San Luigi avendone inteso parlare, fece chiamare Jechiel e fu contento, dicono gli ebrei, della meravigliosa scienza di quel rabbino.<\/div>\n<div id=\"_mcePaste\" style=\"text-align: justify;\">La lanterna dei morti<\/div>\n<div id=\"_mcePaste\" style=\"text-align: justify;\">Soprattutto quando i cimiteri erano vicini alle chiese vi era posta nel mezzo la lanterna dei morti. Esiste ancora in molti cimiteri dove non \u00e8 sostituita da una cappella ed \u00e8 costituita da una colonna di solito in pietra, piuttosto alta che aveva sulla sommit\u00e0 un\u2019edicoletta fatta a forma di lanterna nella quale di poneva una lampada accesa durante la notte, ovvero in certi periodi dell\u2019anno destinati al suffragio delle anime del Purgatorio, ovvero come richiamo generico ai viandanti per chiedere una preghiera. Era la meta della processione delle Palme e della commemorazione dei defunti (2 novembre).<\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Viaggiando di notte talvolta colpisce la visione improvvisa di minuscole metropoli luminose, costellate di punti lucenti come grappoli appesi nell\u2019oscurit\u00e0: piccoli, grandi, a volte sterminati e imponenti, fitti o radi, raccolti o dispersi questi agglomerati di luce prima meravigliano poi pungono a sangue col ricordo della morte. 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