Orvieto: scoperta in Via Ripa de’ Medici una cavità del V secolo a.C. a forma di Piramide

Commento di Enrico Baccarini© – Passata quasi del tutto inosservata dai media italiani, la scoperta di una cavità sotterranea a forma piramidale risalente al V secolo a.C. sotto Orvieto sembra gettare nuova luce sul popolo degli etruschi e sui loro riti religiosi e funerari. Il ritrovamento è stato possibile grazie all’intervento del professor Claudio Bizzarri, direttore del Parco Archeologico Ambientale dell’Orvietano, e del professore David B. George, docente del St. Anselm College negli USA. Sono ancora scarne ed esigue le informazioni venute alla luce fino ad oggi ma siamo riusciti a recuperare dalle fonti originali i tasselli principali di un puzzle che sembra riservare ancora molte sorprese. Su Flickr sono presenti anche una serie di fotografie che riprendono la notizia.

Vi terremo aggiornati nel frattempo vi lascio all’articolo e all’intervista video apparsa su Orvietosi.it, quotidiano locale della città, e al comunicato stampa apparso sul sito del St. Anselm College (Virgiania, USA).
Buona lettura

 

EnricoB

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Apu-An, Il ritorno del sole alato, dalle Apuane a Tiahuanaco di Maurizio Martinelli

di Maurizio Martinelli

232 pagine
cm 14×21
Euro 18,00
ISBN 978-88-6623-053-3

Verdechiaro Edizioni (2011)

Dalle Apuane a Tiahuanaco

Una ricerca mistica e pura sulle origini dell’uomo. Un fil rouge che lega studiosi italiani a ricercatori come George Hunt Williamson e Zecharia Sitchin, e affonda le sue radici nel mistero, tessendo un dialogo che attraversa i decenni per arrivare fino a noi, con la completa esposizione di un punto di vista “non terrestre”.

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Giuseppe Brex e il primato Italico (di Paolo Galiano)

(estratto da Roma prima di Roma, di prossima pubblicazione per le Edizioni Simmetria)

di Paolo Galiano

Centuripe, città antica fondata dall’arcaico popolo dei Siculi, tra i numerosi motivi di interesse dovuti alla bellezza dei luoghi e ai notevoli resti archeologici ne ha uno meno conosciuto non solo dagli appassionati di storia ma forse anche dai suoi stessi cittadini, perché fu la città natale di Giuseppe Brex, una figura di studioso e di scrittore che si inserisce a pieno titolo in una linea di pensiero che possiamo far risalire almeno al XVIII secolo: parliamo di quegli scrittori che ricercarono le origini della civiltà italica, facendola risalire ad un periodo antichissimo e ponendola anzi come la più antica tra le civiltà del Mediterraneo.

Le dieci pietre sul Poggio Rota

di Nicola Dal Falco

Il cerchio di megaliti nei paraggi di Pitigliano in provincia di Grosseto propone una piccola Stonehenge italiana. Opere complesse legate all’osservazione del cielo, testimonianza della civiltà etrusca. Il bosco consacrato alla dea Voltumna. I riti di Valentano all’alba del 14 agosto che sembrano corrispondere ad antichi modelli. Il libro di Giovanni Feo sulla “geografia sacra”.


Al di là del valore documentario, delle ipotesi pro o contro una tesi archeologica, di questo o quel racconto venato di miti, il significato di Geografia Sacra, il libro di Giovanni Feo, sta nella ricerca del paesaggio. Impresa che necessita di due elementi: un territorio e un orecchio affinato per captarne la voce. Dietro il sipario, prima che la scena si illumini, è generalmente il suono ad offrire in anticipo il tema, a predisporre lo spettatore di fronte alla storia. Ed è sempre un racconto, l’ordine scelto per concatenare indizi e ricordi, la persistenza e la seduzione di un nuovo punto di partenza, a metterci sulla via.
Oltre i cambiamenti, i pensieri e le azioni che un territorio comanda o subisce nel corso dei secoli, spesso rimane qualcosa di remoto che, in sé e per sé, prima dell’evidenza di un rudere, risuoni in chi ha voglia di ascoltarne l’eco. È probabile che ciò avvenga quando la mente si allinea al corpo e il sapere alla percezione del passato, quando le cose intorno iniziano a parlare un altro linguaggio.
Forse, si tratta, innanzitutto, di uno stato d’animo, l’aver smosso un velo sulla natura.
Anche se molto resta ancora da dimostrare con la pallida ed esigente precisione della scienza, è iniziato un processo di arricchimento del mondo circostante, una lievitazione di significati: il territorio si è trasformato in paesaggio, in corpo visibile. Ed appena appare una forma ecco che tende ad affiorare il suo messaggio.

Di questo scrive Giovanni Feo, di una geografia sacra, ma sarebbe più giusto dire consacrata, che potrebbe riappropriarsi di tutti i segni che altri uomini vi opposero per capire qualcosa della scena che si svolgeva contemporaneamente dentro e fuori di sé.Leggi tutto→