Written by Enrico Baccarini
News
Sep 9, 2010
Vengo a sapere che a Marzo 2010 è uscito in Inghilterra (in Italia chissà quando..) un interessantissimo studio sulla Sindone fatto dallo studio Macbeth di New York di Ray Downing per uno speciale di History channel. Ho potuto vederlo in inglese (chissà quando sarà disponibile in italiano) e devo dire che sono rimasto sconcertato per tanti motivi, soprattutto per la serietà e la metodologia con cui è stato condotto. E il risultato è convincente.
In poche parole, considerando sempre l’immagine della Sindone come un database di informazioni telemetriche, con i nuovi algoritmi grafici sono riusciti a rimuovere il ‘rumore’ presente dovuto alla trama del tessuto, alle pieghe e macchie posteriori, insomma, hanno tolto gran parte dei segni del tempo.
Dopodichè hanno considerato le sue deformazioni presenti alla formazione dell’immagine ipotizzata da energia radiante (un telo che ricopre un viso non è piano ma segue le curve della testa) corrispondente ad una griglia deformata, e l’hanno usata per attuare una legge\equazione di trasformazione geometriche ‘matriciali’ dell’immagine sindonica, in questo modo hanno ‘corretto’ quest’ultima ricollocando il posizionamento spaziale dei dati quindi hanno potuto dividere quale informazione appartiene ad uno spessore e quale ad una larghezza. Ovvio che non si può sapere esattamente come fu posizionato il lino sul viso ma gli errori di deformazione non sono molto enormi considerando che le proporzioni dei teschi non cambiano molto. Un paio d’immagine per capire:



Il risultato a questa trasformazione puramente geometrica dei dati del Volto della Sindone è la seguente:


Come si può vedere benissimo, l’informazione contenuta nel telo con la logica considerazione della distorsione geometrica da il risultato di un volto di giuste proporzioni. Dunque si sta scoprendo che questa reliqua è un negativo tridimensionale…mi chiedo sempre come il geniale falsario del medioevo avrebbe mai potuto creare un negativo tridimensionale su un lino. Confido che il problema della datazione del C14 verrà risolto, è l’unica nota stonata di una complessa sinfonia di evidenze che stiamo scoprendo passo dopo passo con decenni di studi e il progredire della tecnologia che ci aiuta! Cmq procedendo con questo studio analogamente per tutto il telo si acquisita l’informazione 3d di tutto il corpo. Così si è potuto lavorare a un modello f.e.m. Per i dettagli mancanti inevitabilmente però c’è voluta l’abilità e come dire il tocco artistico di chi l’ha realizzato. Non si potrà mai ricostruire quello che non c’è, bisogna decidere in altri modi meno analitici ma di buon senso. Io ho trovato che hanno agito con cognizione di causa. Così si aggiunge il contributo della computer grafica seria.

Per apprezzare meglio ho fatto una screenshot del risultato finale del loro lavoro finito (ultime 3 foto del post) e lo sovrapposto all’immagine della Sindone. Dopo attraverso vari algoritmi grafici semplici e accessibili a tutti ho evidenziato un pò l’uno e un pò l’altro. Il risultato lo condivido con voi.







Fonte – Blog Shakespeare1982, 4 Luglio 2010
Written by Enrico Baccarini
News
Sep 1, 2010

articolo di Yuri Leveratto
All’inizio del 1957 il medium e antropologo statunitense di origine serba George Hunt Williamson (1926-1986), si trovava a Lima, dove conobbe l’esoterico Daniel Ruzo (1900-1991), grande studioso di Marcahuasi, l’altipiano situato a 4000 m.s.l.d.m., indicato come il centro magnetico e gravitazionale del pianeta.
Chi era in realtà G.H. Williamson?
Anche se il suo principale interesse era l’attività di contatto extra-sensoriale con “intelligenze superiori”, si distinse anche come antropologo, esploratore e fondatore della paleo-astronautica, ovvero la disciplina che analizza la possibilità che in passato vi siano state delle visite di alieni nel nostro pianeta.
A mio parere G.H.Williamson può essere un definito un sensitivo, anche considerando la sua attività ascetica e spirituale in alcuni monasteri situati nelle Ande, durante gli ultimi venti anni della sua vita.
I due studiosi s’intesero subito, probabilmente c’era una percezione di fondo che li legava, ovvero la consapevolezza che anteriormente al diluvio universale (10.500-9.500 a.C.) una grande civiltà megalitica si era sviluppata in tutto il pianeta (vedi mio articolo sulle civiltà antidiluviane). (more…)
Written by Enrico Baccarini
News, UFO
Aug 29, 2010

Il 31 maggio 2010 segna la data di uscita dell’ultima commisione Francese sulla ricerca e lo studio dei Fenomeni Aerei Anomali. Pur non essendo ufficiale governativa , lo studio deriva da un fonte molto credibile , la 3AF ossia l’ Associazione Aeronautica e Astronomica Francese che aveva cominciato ad elaborare questa ricerca a partire dal maggio 2008. A capo della commissione d’inchiesta c’è Alain Boudier un ex addetto alla Difesa Francese. Si tiene a precisare che il Sigma/3AF non è un rapporto finale ma piuttosto uno studio tutt’ora in corso , pur avendo gia sollevato parecchio marasma mediatico per le affermazioni in esso contenute.
Alain Boudier, Presidente della Sigma/3AF Commission
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Written by Enrico Baccarini
Megalitismo, News
Aug 25, 2010
I saccheggi e l’abbandono minacciano i monoliti nigeriani

Nel Cross River State della Nigeria c’è un pezzo di storia dell’umanità, che potrebbe presto scomparire. Più di 300 pietre verticali erette più di 4000 anni fa, si perdono per furti e degrado. I monoliti Ikom sono alti 1-2 metri e recano elaborate incisioni di volti e figure geometriche. Le immagini non sono state decodificate, ma può essere una forma di scrittura preistorica. I monoliti, per lo più di pietra vulcanica, si trovano di solito collocati in cerchi, l’uno di fronte all’altro. Conosciute anche come Akwanshi, che significa “morti” in un dialetto nativo, queste pietre fanno parte dei tradizionali riti funerari locale.
Un tempo vi erano oltre 450 monoliti Ikom censiti, in 34 siti in tutto il paese. Un censimento in corso ne ha ritrovati solo 119. Ci sono state molte segnalazioni di furti e saccheggi dei monoliti, ma la polizia ha recuperato ben pochi degli oggetti che sono stati rubati. Poiché le pietre pesano tra i 50 e gli 800 kg, non è facile rimuoverle. Ma i luoghi all’aperto sono tutelati e controllati molto poco. All’Open Air Museum Alok, 30 pietre sono protette solo da 7 membri del personale. Nel 2006, a causa di tagli di bilancio in ambito del Servizio civile federale, le loro posizioni sono state eliminate. Il governatore del Cross River State è stato allertato per il pericolo di saccheggiatori e ha ristabilito i finanziamenti. Ha inoltre avviato la costruzione di un recinto intorno al sito. Ma altri luoghi con cerchi di pietra sono ancora ad alto rischio. Emangabe ha solo un muro parziale e Nkirigum è completamente accessibile e non protetta. Esistono leggi locali e federali che criminalizzano la rimozione dei manufatti. Ma la distruzione dell’economia nigeriana ha reso il valore delle pietre ($ 50.000) un premio irresistibile per alcuni ladri. E le leggi che esistono non sono, in molti casi, rigorosamente applicate. I saccheggiatori in alcuni punti corrono il minimo rischio di essere scoperti o di azione penale. (more…)
Written by Enrico Baccarini
Archeomisteri, News
Aug 20, 2010
Circa sei mesi fa, il Centro di ricerche sottomarine “Prodiving.CN” e l’ONG “Laboratorio K” rivolsero una richiesta agli esperti cinesi nel campo dell’archeologia subacquea. Secondo i loro strumenti di misura, eholokatorov, sonar e risultati topometrici, sul fondo del lago Fuxian potrebbe presumibilmente trovarsi un’antica città sommersa.

Tuttavia, date l’elevata altitudine e la bassa temperatura delle acque del lago, immergersi a gran profondità era piuttosto difficile. Pertanto, la missione è stata organizzato dopo aver reperito le necessarie attrezzature, e si è conclusa a metà maggio scorso. I risultati cui è pervenuta la spedizione degli archeologi cino–russi nella ricerca sul lago Fuxian sono così riferiti da Leonid Gav e Yevgeny Spiridonov, gli organizzatori del progetto: (more…)
Written by Enrico Baccarini
Cerchi nel Grano, News
Aug 19, 2010
Il presente materiale è tratto dal Blog di Mike Plato
Written by Enrico Baccarini
News, Templari
Aug 12, 2010
di P. Galiano e A. De Luca
Sui due cofanetti pseudo templari di Essarois e di Volterra
Alcuni amici, dopo aver letto i precedenti articoli sul giardino iniziatico di Villa Vigodarzere-Valmarana a Saonara, hanno domandato maggiori informazioni a proposito della citazione da noi riportata del saggio di Giovanni Cittadella in cui si parla, a proposito della statua del Baphomet presente nella terza grotta dei Templari, del “prototipo della fede ofitica che il Jappelli accortamente volle espresso in caratteri arabici.. perché l’orientale favella ci fosse velame a troppo liberi sensi”.
Questa iscrizione in “caratteri arabici” di cui parla Cittadella è stata sicuramente ripresa dallo Jappelli da un’incisione raffigurante il Baphomet, che venne per la prima volta pubblicata da von Hammer Purgstall in Mémoire sur deux coffrets gnostiques du moyen-âge, du cabinet de M. le duc de Blacas, Dondey-Dupré Parigi 1832 (reperibile presso la Biblioteca Nazionale di Francia cat. N° FRBNF30572982). L’incisione che abbiamo riportato nel nostro articolo (FIG. 1) è tratta dal Die Schuld der Templar di von Hammer, pubblicato a Vienna nel 1857 (testo disponibile sul web tramite Google libri).
La ricerca di von Hammer su questi cofanetti venne ripresa in due saggi da Prosper Mignard (Monographie du coffret de m. le duc de Blacas, Dumoulin Parigi 1852, reperibile presso la Biblioteca di Storia Moderna di Roma inv. N° 001215340 e Suite de la monographie du coffret de m. le duc de Blacas, Dumoulin Parigi 1853, reperibile presso la stessa Biblioteca inv. N° 000640063), i quali ne costituiscono la naturale prosecuzione.
Poiché la traduzione del testo “in caratteri arabici” da parte di ambedue gli autori ci è parsa parzialmente inesatta sia nella disposizione delle parole arabe sia nel significato in sé, con l’aiuto del coautore del presente articolo, Alberto De Luca, proveremo a darne una versione più corretta. (more…)
Written by Enrico Baccarini
News, SETI
Jul 27, 2010

di Enrico Baccarini©
IL SETI
Avviato nel 1960 dal “Progetto OZMA” dell’americano Frank Drake, il SETI (Search for Extra- Terrestrial Research) è la ricerca radioastronomica internazionale tesa all’individuazione di possibili segnali intelligenti dal cosmo. In Italia questa ricerca è attuata in concreto dall’Osservatorio Astronomico di Bologna col radiotelescopio di Medicina, sotto la guida dell’Ing. Stelio Montebugnoli dell’INAF.A livello privato, a Firenze è stato recentemente costituito da biologi, ingegneri, psicologi e sociologi il S.E.T.I. (Seti and Exobiology Think-tank Italy), gruppo di lavoro che intende portare avanti il discorso in Italia a livello di studi teorici come pure di divulgazione. L’autore di questo articolo è uno dei componenti tale team.
Da millenni il genere umano ha compreso, interagito e manipolato il mondo che lo circondava. Come esseri senzienti e raziocinanti abbiamo teso la nostra mente ed il nostro corpo verso nuove mete, dirigendoci fin da subito verso il cielo alla ricerca di un contatto tra i nostri antichi dei e le forze nascoste dei loro poteri. L’anelito a comprendere l’insoluto e il non indagabile può essere primariamente ricondotto al paleolitico superiore quando cioè, all’interno delle prime società umane, iniziarono a strutturarsi le prime forme di conglomerazione sociale e culturale e si iniziarono a porre le primi quesiti sul ruolo e la natura degli astri ovvero ad identificare movimenti ricorrenti utili nell’organizzazione delle prime tecniche di agricoltura.
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Written by Enrico Baccarini
News, Templari
Jul 14, 2010

di Maria Grazia Lopardi – L’Aquila
Dalla storia sappiamo che il futuro Celestino si è recato a piedi a Lione in occasione del concilio del 1274 per conseguire da Gregorio X la conferma del suo ordine destinato altrimenti alla soppressione come tutti quelli di più recente istituzione. Di quella visita nella città francese è rimasta traccia in quanto nel cuore di Lione, lungo la Saone, vi è un quartiere che rivela la presenza massiccia dei Celestini: in particolare vi è quai de Celestine in cui sfocia la “via del Porto del Tempio” e la piazza dei Celestini ospita il teatro di Lione dal significativo titolo di ‘Teatro dei Celestini’. Approfondendo la storia del luogo emerge una preesistente presenza, quella dei Templari la cui magione divenne convento dell?ordine del papa eremita. Nei circa due mesi in cui rimase a Lione, l?eremita fu ospitato dai Cavalieri del Tempio, nella magione che sorgeva lì dove ora si trova il Teatro dei Celestini. La storia che si basa sui documenti, per quel che si sa al momento, non ci dice quanto questo incontro sia stato significativo o fugace, ma le biografie parlano di un cavaliere bianco che soccorre Pietro ed i compagni lungo la Francigena nel viaggio di ritorno tra Lucca e Pistoia, entrambe sedi di magioni templari. E’ molto probabile che il soccorritore vestito di bianco, più che un angelo fosse un Templare. Di questo ordine cavalleresco che suscita ancora grande interesse, si è detto tutto ed il contrario di tutto: che era ortodosso ed eretico, che era ignorante e custode di una conoscenza antica riservata a pochi eletti, che era inflessibile nemico del mondo musulmano e dotato di una tolleranza religiosa tale da permettere di pregare nella stessa chiesa il Dio cristiano e quello dell?Islam? La storia narra che originariamente, verso il 1119, Ugo de Payns e Goffredo de Saint Omer con altre sette compagni avevano raggiunto la Terra Santa per custodire i pellegrini sulle tracce della vicenda terrena di Gesù: Baldovino re di Gerusalemme consentì loro di alloggiare dove una volta sorgeva il tempio di Salomone per cui acquisirono il nome di Templari ovvero i custodi del Tempio. (more…)
Written by Enrico Baccarini
Libri, News
Jun 29, 2010
Disprezzato dai suoi contemporanei, mummificato dalla retorica ufficiale: la storia non raccontata dell’”eroe dei due mondi”
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Bastano poche parole, una frase a sovvertire 500 anni di “storia” colombiana. Una frase come “Non nobis, Domine, non nobis, sed Nomini tuo da gloriam“. “Non a noi, non a noi, Signore, ma al tuo nome dona la gloria”. Il definitivo marchio templare dell’enigma Colombo. Il nuovo libro di Ruggero Marino, dal titolo “L’uomo che superò i confini del mondo” (Sperling & Kupfer), dopo quelli del 1991 edel 1997 (“Cristoforo Colombo e il papa tradito”) e l’ultimo del 2005 (“Cristoforo Colombo l’ultimo dei Templari”, Sperling & Kupfer Editori Rai Eri, tradotto in 8 paesi), è l’ulteriore approfondimento di una ricerca che va avanti ormai da circa 20 anni. La presente parte dell’indagine si muove ancora, lungo i percorsi di una incredibile contro-storia. In relazione ai quattro avventurosi viaggi di Cristoforo Colombo, alle sue reali e misteriche conoscenze, alle sue qualità sciamaniche, alle “prescoperte”, alle mappe “impossibili”, alla situazione politica e religiosa, che accompagnò le imprese del “navigatore dei due mondi”, al suo ruolo di inviato della Chiesa di Roma e di cavaliere crociato, plausibilmente figlio di papa Innocenzo VIII. Erede di un sogno anche templare. In un crescendo, fino alla sua morte, di inedite e sorprendenti novità. Nella certezza di un complotto, a danno di Colombo e di Innocenzo VIII, che ha mutato la storia. Per finire con la documentazione per fare santo Colombo, portata vanti da Pio IX e Leone XIII.
La scienza si appella ai documenti ed è giusto che lo faccia. Ma da 5 secoli la critica si scontra su quegli stessi documenti, senza mai avere trovato un accordo. Per cui l’unico dato scientifico di tutta la questione e l’assoluta “ascientificità” di ogni ricostruzione fatta sino ad oggi. In una storia ricucita e rattoppata in modo che le facciano difetto i “documenti” primari, senza i quali nessuna storia può essere considerata scientifica: e cioè la logica, il buon senso ed in alcuni casi perfino l’evidenza. (more…)