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	<title>Enrico Baccarini &#124; ENIGMA</title>
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	<description>La cultura dell&#039;Insolito</description>
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		<title>&#8216;INFERNO&#8217; il nuovo romanzo di Dan Brown ambientato a Firenze</title>
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		<pubDate>Thu, 16 May 2013 15:34:22 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Enrico Baccarini</dc:creator>
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		<description><![CDATA[di Enrico Baccarini© - E' uscito il 14 maggio in Italia, in contemporanea con USA e Regno Unito, il nuovo romanzo di Dan Brown, Inferno. Un evento atteso a livello mondiale che ha riservato una grande sorpresa per il pubblico di appassionati lettori ed indagatori di misteri. Robert Langdon, esperto di simbolismi, torna ad indagare gli enigmi sepolti della storia, sulle tracce di Dante nella nostra amata Firenze...]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.enricobaccarini.com/wp-content/uploads/2013/05/Dan-Brown-Inferno-book-co-009.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-7745" alt="Dan Brown Inferno book cover" src="http://www.enricobaccarini.com/wp-content/uploads/2013/05/Dan-Brown-Inferno-book-co-009.jpg" width="460" height="276" /></a></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>di Enrico Baccarini©</strong> &#8211; E&#8217; uscito il 14 maggio in Italia, in contemporanea con USA e Regno Unito, il nuovo romanzo di Dan Brown, <strong>Inferno</strong>. Un evento atteso a livello mondiale che ha riservato una grande sorpresa per il pubblico di appassionati lettori ed indagatori di misteri. Robert Langdon, esperto di simbolismi, torna ad indagare gli enigmi sepolti della storia, sulle tracce di Dante nella nostra amata <strong>Firenze</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong></strong>Decine di milioni di copie vendute in tutto il mondo con i suoi <strong>Il Codice da Vinci, Angeli e Demoni</strong> e <strong>Il Simbolo Perduto</strong> e dopo due adattamenti cinematografici diretti da Ron Howard e interpretati da Tom Hanks, con un incasso complessivo di oltre 1.2 miliardi di dollari, l&#8217;obiettivo del romanziere americano si è focalizzato su una città che ancora riserva infinite domande sepolte nella sua storia nonché su un personaggio, Dante, che dopo otto secoli dalla sua morte continua a riservare infinite sorprese.</p>
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<p>// ]]&gt;</script></p>
<p style="text-align: justify;">&#8220;<strong>Io sono l&#8217;Ombra. Attraverso la città dolente, io fuggo. Attraverso l&#8217;eterno dolore, io prendo il volo</strong>&#8221;. Queste le prime righe dell&#8217;anteprima disponibile in rete sul sito della Mondadori (scaricabile a fondo pagina) ma anche questa volta dietro le quinte del romanzo si troverà una società segreta nota come &#8220;<em>Il <strong>Consortium</strong> un’organizzazione privata con sedi in sette diversi Paesi</em>&#8220;.<span id="more-7737"></span></p>
<div id="attachment_7748" class="wp-caption aligncenter" style="width: 386px"><a href="http://www.enricobaccarini.com/wp-content/uploads/2013/05/inferno-665x1024.jpg"><img class="size-full wp-image-7748" alt="inferno-665x1024" src="http://www.enricobaccarini.com/wp-content/uploads/2013/05/inferno-665x1024.jpg" width="376" height="579" /></a><p class="wp-caption-text">Dan Brown, Inferno (edito da Mondadori, collana Omnibus, 600 pagine, 20 euro)</p></div>
<p style="text-align: justify;">Affascinati dalla storica traduzione di Longfellow del 1867,  gli americani hanno sempre avuto un richiamo segreto per il <em>Divin Poeta </em> e la sua Commedia e nei decenni molti scrittori e romanzieri hanno dedicato il loro ingegno nella costruzione di storie che coinvolgessero il vate fiorentino.</p>
<p style="text-align: justify;">Questa volta è toccato a Dan Brown che si è mosso nel più totale riserbo fino al giorno della <em>release </em>del libro, una segretezza che ha coinvolto la stessa Mondadori che ha isolato dal mondo, impossibilitati a comunicare con l&#8217;esterno e controllati a vista da una scorta armata, undici traduttori internazionali che<strong> </strong>per otto settimane in un sotterraneo trasformato in bunker hanno tradotto la versione italiana del romanzo.</p>
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<p>// ]]&gt;</script></p>
<p style="text-align: justify;">Nel prologo del romanzo un&#8217;Ombra corre per via Castellani, passando dietro gli Uffizi e rifugiandosi nel Campanile della Badia. Dopo aver salito i gradini della torre si getta nel vuoto terminando la sua vita a due passi da quella che fu la casa di Dante. Con un salto temporale di qualche secolo che giunge a Robert Langdon, lo troviamo ricoverato all’ospedale di Torregalli. Ha perso la memoria e crede di essere a Boston ma muovendo gli occhi e vedendo la torre di Palazzo Vecchio viene invaso da una folgorazione. <strong></strong></p>
<p style="text-align: justify;">Il sottofondo narrativo è quello comune alla serie di Dan Brown ma come ogni suo romanzo i colpi di scena ed una sapiente, quanto semplice, tecnica narrativa rendono il tutto un mix avvincente e in grado di incollare il lettore sulle pagine del libro.</p>
<p style="text-align: justify;">Ecco il booktrailer realizzato dalla <a href="http://www.ecoframes.net/il-trailer-del-nuovo-libro-di-dan-brown/" target="_blank">Ecoframes</a> di Firenze:</p>
<p><iframe src="http://www.youtube.com/embed/2NmgsqVY6lo" height="315" width="560" allowfullscreen="" frameborder="0"></iframe></p>
<p style="text-align: justify;">Ancora una volta ci sarà un’organizzazione segreta, proprio come gli Illuminati e i Massoni dei precedenti episodi. Ancora una volta intrighi e misteri per una caccia al tesoro ricca di suspense e di imprevedibili sviluppi della storia.</p>
<p><a href="http://www.enricobaccarini.com/wp-content/uploads/2013/05/o-DAN-BROWN-INFERNO-facebook.jpg"><img class="aligncenter size-large wp-image-7753" alt="Dan Brown's Inferno Set To Be The Best Seller Of The Year" src="http://www.enricobaccarini.com/wp-content/uploads/2013/05/o-DAN-BROWN-INFERNO-facebook-1024x682.jpg" width="498" height="331" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">Nella sua nuova avventura Langdon sarà aiutato dalla dottoressa Sienna Brooks. Inizierà ben presto una caccia all&#8217;uomo in cui schieramenti avversi si potranno ritrovare dalla stessa parte ed in cui, come siamo già stati abituati da Dan Brown,  niente è veramente ciò che sembra.</p>
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<p>// ]]&gt;</script></p>
<p style="text-align: justify;">L&#8217;organizzazione chiamata <em>Consortium</em> risulta ambigua tanto quanto un movimento definito <em>Transumanesimo</em> mentre uno scienziato chiamato Bertrand Zobrist elabora teorie che oscillano tra l&#8217;utopia intellettuale e l&#8217;aberrazione umana. Alla fine di un&#8217;avventura che raggiunge momenti di insostenibile tensione, Dan Brown rivela come nel nostro mondo la distanza tra il bene e il male siano un labile confine, corrano lungo una sottolissima linea con una prossimità talvolta davvero inquietante, catastrofe e salvezza possono essere separate da infinitesimali differenze nei di punti di vista di due parti ma come comunque e ovunque  si possa riuscire e uscire <em>a riveder le stelle</em>.</p>
<p><iframe src="http://www.youtube.com/embed/-towfynUET8" height="315" width="560" allowfullscreen="" frameborder="0"></iframe></p>
<p style="text-align: center;">CLICCATE SULLA COPERTINA PER LEGGERE IL <strong>PRIMO CAPITOLO </strong>grazie a Mondadori.</p>
<p><a href="http://www.librimondadori.it/content/download/31091/1757517/version/1/file/Inferno_Anteprima.pdf"><img class="aligncenter" title="inferno dan brown" alt="" src="http://blog.screenweek.it/wp-content/uploads/2013/03/inferno-dan-brown.jpg" width="190" height="286" /></a></p>
<p style="text-align: center;">Presto nuovi approfondimenti e novità!</p>
<p style="text-align: center;"><strong>Enrico Baccarini©</strong></p>
]]></content:encoded>
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		<title>Il Dalai Lama afferma &#8220;I Visitatori da altre Galassie sono come noi&#8221;</title>
		<link>http://www.enricobaccarini.com/il-dalai-lama-afferma-i-visitatori-da-altre-galassie-sono-come-noi/</link>
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		<pubDate>Mon, 13 May 2013 16:21:34 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Enrico Baccarini</dc:creator>
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		<description><![CDATA[di Enrico Baccarini© - Una nuova voce autorevole si unisce al coro di guide spirituali e capi religiosi che pubblicamente hanno parlato della vita nel cosmo e dell'esistenza di altre forme di vita simili alla nostra. Questa volta è stato Sua Santità il Dalai Lama che ha affrontato l'argomento durante un meeting tenutosi lo scorso 9 maggio all'Università di Portland (Oregon, USA) intitolato 'Universal Responsibility and the Inner Environment'.  Durante il suo public speaking il Dalai Lama è entrato nell'argomento ricordando come "siamo tutti Uno", tutti gli uomini e ogni essere vivente possiedono dentro di sè una scintilla divina ma sia la 'paura' di sentirsi diversi dagli altri ad ingenerare in noi la distanza interiore ed umana all'origine del disagio e dei problemi che incombono sul nostro pianeta.]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<h2><a href="http://www.enricobaccarini.com/wp-content/uploads/2013/05/dalai-lama.jpg"><img class="aligncenter size-large wp-image-7713" alt="dalai-lama" src="http://www.enricobaccarini.com/wp-content/uploads/2013/05/dalai-lama-1024x727.jpg" width="436" height="310" /></a></h2>
<p style="text-align: justify;"><strong>di Enrico Baccarini© -</strong> Una nuova voce autorevole si unisce al coro di guide spirituali e capi religiosi che pubblicamente hanno parlato della vita nel cosmo e dell&#8217;esistenza di altre forme di vita simili alla nostra. Questa volta è stato Sua Santità il <strong>Dalai Lama</strong> che ha affrontato l&#8217;argomento durante un meeting tenutosi lo scorso 9 maggio all&#8217;Università di Portland (Oregon, USA) intitolato &#8216;<em>Universal Responsibility and the Inner Environment</em>&#8216;.</p>
<p style="text-align: justify;">Tra i primi che ne ha dato notizia troviamo il giornalista <a title="Posts by Stephen Cook" href="http://goldenageofgaia.com/author/stephen/" rel="author">Stephen Cook</a> con un pezzo intitolato &#8220;<em>Dalai Lama Discloses: Visitors from Other Galaxies are the Same as Us</em>&#8220;.</p>
<p style="text-align: justify;">Durante il suo <em>public speaking </em>il Dalai Lama è entrato nell&#8217;argomento ricordando come &#8220;siamo tutti Uno&#8221;, tutti gli uomini e ogni essere vivente possiedono dentro di sè una scintilla divina ma sia la &#8216;paura&#8217; di sentirsi diversi dagli altri ad ingenerare in noi la distanza interiore ed umana all&#8217;origine del disagio e dei problemi che incombono sul nostro pianeta.</p>
<p style="text-align: justify;">Ampliando questo concetto il Dalai Lama ha proposto all&#8217;auditorio un semplice esempio. Come percepiremmo esseri provenienti da altri mondi se li trovassimo davanti a noi? La diversità provocherebbe in noi paura!<span id="more-7710"></span></p>
<p style="text-align: justify;">La &#8216;diversa&#8217; natura di questi esseri rispetto alla nostra, genererebbe distanza tra le due realtà trasformandosi ben presto in  terrore e ingenerando sentimenti negativi.</p>
<p style="text-align: justify;">Il Dalai Lama ha però precisato che dovremmo accogliere e considerare i &#8216;Visitatori Galattici&#8217; come &#8220;<em>uguali a noi &#8230;</em> <em>stringendogli la mano, nel caso le possedessero</em>&#8220;. Parole semplici ma che affondano nel cuore della questione su molti livelli.</p>
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<p>// ]]&gt;</script></p>
<p style="text-align: justify;">Nascendo da una costola dell&#8217;induismo, circa nel VI secolo a.C., il buddismo possiede fin dai suoi albori la &#8216;consapevolezza&#8217; che il cosmo non è stata la casa solo del genere umano ma che innumerevoli altre forme di vita popolano la sua vastità fin dalle origini del tempo.</p>
<p style="text-align: justify;">Un passo emplematico e suggestivo a tale riguardo può essere trovato in uno dei testi più antichi del buddismo, l&#8217;<em>Acchariyābbhūtadhamma Sutta</em>, in cui vengono riportate le parole dirette di Siddharta Gautama.</p>
<p style="text-align: justify;">Parlando del luogo in cui risiedono e vivono gli &#8216;Dei&#8217; il Budda affermò che queste si trovano nelle <span>&#8220;&#8230; <em>nere, cupe regioni immerse nell&#8217;oscurità, tra i sistemi dei mondi, dove non può arrivare la potente e maestosa luce del nostro Sole e della Luna</em>&#8220;. Passi criptici e sibillini ma che risentono fortemente delle influenze induiste che fin dalle epoche più remote parlarono dei <em>Loka</em>, i pianeti fisici in cui risiedono i <em>Deva</em>, gli dei. </span></p>
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<p>// ]]&gt;</script></p>
<p style="text-align: justify;"><span>Un altro riferimento attribuito al Budda sulla &#8216;<em>pluralità di mondi abitati</em>&#8216; è possibile trovarlo nel testo </span><em>Tipitaka</em>, &#8220;The Buddha&#8217;s Teachings in Three Divisions&#8221; (Vol. 11, p. 61 and Vol. 23, sutanta pidok 25, Thai edition) in cui si parla nel dettaglio di tre pianeti extrasolari denominati Amornrakoyan, Buppaviteha e Auttrarakuru.</p>
<p style="text-align: justify;"><span>Lasciamo al lettore le sue conclusioni, personalmente ci siamo formate le nostre.<br />
</span></p>
<p style="text-align: justify;">[E' possibile ascoltare il punto specifico oggetto di questo articolo in cui il Dalai Lama parla di "visitatori da altre galassie" tra il minuto 36 e il 37 della registrazione sottostante.]</p>
<p><iframe src="http://www.youtube.com/embed/-VQakyDvkAY" height="315" width="560" allowfullscreen="" frameborder="0"></iframe></p>
<p style="text-align: justify;">Non è la prima volta però che il più alto rappresentante del buddismo parla di vita nel cosmo e di esseri intelligenti su altri pianeti. Già agli inizi del 2000 <a href="http://en.wikipedia.org/wiki/John_Edward_Mack" target="_blank">John Mack</a>, docente di psichiatria ad Harward e studioso del fenomeno <em>abduction</em> aveva avuto modo di interloquire con il sommo rappresentante del buddismo e convenire sulla reale esistenza di esseri viventi su altri pianeti nonché esporre i propri studi sul fenomeno dei rapimenti alieni.</p>
<p style="text-align: justify;">Tale colloquio era stato inizialmente documentato e filmato per essere inserito nel documentario <i>Dalai Lama Renaissance</i>, Wakan Films e Khashyar Darvich (<a href="http://www.imdb.com/title/tt0953363/" target="_blank">2007</a>), ma in post-produzione gli autori avevano deciso di non includere tale sequenza. Una intervista successiva rilasciata da John Mack lasciava però nella storia una traccia di questo eccezionale incontro, eccola:</p>
<p><iframe src="http://www.youtube.com/embed/QALNOkv9X_0" height="315" width="420" allowfullscreen="" frameborder="0"></iframe></p>
<p>&nbsp;</p>
<div id="attachment_7720" class="wp-caption aligncenter" style="width: 650px"><a href="http://www.enricobaccarini.com/wp-content/uploads/2013/05/john-mack-dalai-lama.jpg"><img class="size-full wp-image-7720" alt="Mack presents the Dalai Lama with a copy of his book Abduction: Human Encounters with Aliens in 1999 (C) - by Carl Studna" src="http://www.enricobaccarini.com/wp-content/uploads/2013/05/john-mack-dalai-lama.jpg" width="640" height="434" /></a><p class="wp-caption-text">John Mack mentre offre al Dalai Lama una copia del suo libro <em>Abduction: Human Encounters with Aliens</em> (C) &#8211; by Carl Studna 1999</p></div>
<p style="text-align: justify;">Una nuova pagina viene scritta negli annali della nostra storia, parole che devono farci riflettere e meditare profondamente! Lontano da faziosità e fanatismi esiste una sola verità, raggiungibile attraverso diverse strade ma che sembrano portare tutte alla medesima meta. Quanto espresso dal Dalai Lama pone nuova luce ad un concetto fondamentale, la presenza di altre forme di vita nel cosmo ma allo stesso tempo ci indica una strada da seguire, un percorso che ritrovi nella purezza del cuore e delle emozioni una via di incontro ed una lezione di umiltà per saper accogliere ciò che apparentemente sembra diverso considerandolo come uguale a noi!</p>
<p style="text-align: justify;">Finchè però non riusciremo a comprendere ed applicare questo concetto sul nostro pianeta, sarà difficile potersi rapportare equanimamente con esseri provenienti dalle stelle.</p>
<p style="text-align: center;"><strong>Enrico Baccarini© </strong></p>
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<p>// ]]&gt;</script></p>
]]></content:encoded>
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		<item>
		<title>War God: Nights of the Witch by Graham Hancock</title>
		<link>http://www.enricobaccarini.com/war-god-nights-of-the-witch-by-graham-hancock/</link>
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		<pubDate>Fri, 10 May 2013 14:58:23 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Enrico Baccarini</dc:creator>
				<category><![CDATA[Libri]]></category>
		<category><![CDATA[Graham Hancock]]></category>
		<category><![CDATA[War God]]></category>
		<category><![CDATA[War God: Nights of the Witch]]></category>

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		<description><![CDATA[From Graham Hancock Facebook official profile: Less than three weeks to go until publication of War God: Nights of the Witch, my first historical novel. It&#8217;s set during the Spanish conquest of Mexico (1519-1521), a turning point in human history comparable to the feats of Alexander the Great, Julius Caesar and Genghis Khan. It is [...]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.enricobaccarini.com/wp-content/uploads/2013/05/gh_wargod.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-7705" alt="gh_wargod" src="http://www.enricobaccarini.com/wp-content/uploads/2013/05/gh_wargod.jpg" width="488" height="749" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">From Graham Hancock Facebook official profile:</p>
<p style="text-align: justify;">Less than three weeks to go until publication of <strong>War God: Nights of the Witch</strong>, my first historical novel. It&#8217;s set during the Spanish conquest of Mexico (1519-1521), a turning point in human history comparable to the feats of Alexander the Great, Julius Caesar and Genghis Khan. It is at one level an epic tale of daring deeds, of adventure, of the clash of battle and of the worst excesses of male violence. But at a more fundamental level it is the story of two amazing native American women and of the triumph of their courage, their will, their ingenuity and their capacity to love in a world wounded and twisted out of shape by forces beyond their control. There are also strong supernatural elements in the story to do with demonic involvement in human choices and behaviour.</p>
<p><iframe style="width: 120px; height: 240px;" src="http://rcm-it.amazon.it/e/cm?lt1=_blank&amp;bc1=000000&amp;IS2=1&amp;bg1=FFFFFF&amp;fc1=000000&amp;lc1=0000FF&amp;t=enrbaceni-21&amp;o=29&amp;p=8&amp;l=as4&amp;m=amazon&amp;f=ifr&amp;ref=ss_til&amp;asins=1444734377" height="240" width="320" frameborder="0" marginwidth="0" marginheight="0" scrolling="no"></iframe></p>
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<p style="text-align: justify;">Write to me at wargoddedications@gmail.co<wbr />m and I will reply to your email personally and send you a signed bookplate with the dedication of your choice. The bookplate is designed to be placed on the title page. Unfortunately I will not be able to sustain this offer after 30 May. I take my promises seriously, I do respond to every email personally, I do make out the bookplates personally, stamp the envelopes and post them myself. All this takes time and care and I&#8217;ll be under too much pressure after publication to continue. To help you decide whether War God is for you or not I&#8217;ve made two sample chapters available free online here: <a href="http://www.facebook.com/l.php?u=http%3A%2F%2Fwww.grahamhancock.com%2Fwargod%2Fbackground.php&amp;h=HAQHSWQSE&amp;s=1" target="_blank" rel="nofollow nofollow">http://<wbr />www.grahamhancock.com/<wbr />wargod/background.php</a>. There&#8217;s also a series of background articles giving more details about the content of the book and in the sidebar you&#8217;ll find further details about pre-ordering and answers that I&#8217;ve written to some frequently asked questions.&#8221;</p>
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		<title>Atlantide Brasiliana? Ricercatori scoprono un “pezzo” di continente sprofondato nell&#8217;Atlantico</title>
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		<pubDate>Thu, 09 May 2013 12:55:28 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Enrico Baccarini</dc:creator>
				<category><![CDATA[Continenti Scomparsi]]></category>
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		<description><![CDATA[Un gruppo di geologi brasiliani ha scoperto al largo delle coste di Rio, in Brasile, un grosso frammento di granito che potrebbe proveniente da un antico continente perduto, sprofondato sul fondo dell&#8217;Oceano Atlantico circa 100 milioni di anni fa, durante la separazione dell&#8217;Africa dal Sud America. I primi campioni di granito sono stati raccolti già [...]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.enricobaccarini.com/wp-content/uploads/2013/05/2011-02-28_19-59-43.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-7692" alt="2011-02-28_19-59-43" src="http://www.enricobaccarini.com/wp-content/uploads/2013/05/2011-02-28_19-59-43.jpg" width="456" height="366" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">Un gruppo di geologi brasiliani ha scoperto al largo delle coste di Rio, in Brasile, un grosso frammento di granito che potrebbe proveniente da un antico continente perduto, sprofondato sul fondo dell&#8217;Oceano Atlantico circa 100 milioni di anni fa, durante la separazione dell&#8217;Africa dal Sud America.</p>
<p style="text-align: justify;">I primi campioni di granito sono stati raccolti già due anni fa, quando il CPRM, l&#8217;agenzia geologica nazionale del Brasile, ha condotto un&#8217;esplorazione del fondale marino al largo del  Rio Grande, dove si trova una lunga dorsale che corre la parte meridionale dell&#8217;Atlantico (battezzata &#8216;<em>Elevacao do Rio Grande</em>&#8216;, NdR).</p>
<p style="text-align: justify;">Analizzando i primi campioni, i ricercatori avevano già ipotizzato che il granito potesse provenire da un antico continente sprofondato sul fondo dell&#8217;oceano, ma per trovare conferma alla loro teoria, nel mese di aprile del 2013 è stata organizzata un&#8217;ulteriore spedizione sul fondale a bordo del sommergibile “Shinkai 6500”, trovando altri indizi a sostegno dell&#8217;ipotesi.<span id="more-7689"></span></p>
<div id="attachment_7691" class="wp-caption aligncenter" style="width: 675px"><a href="http://www.enricobaccarini.com/wp-content/uploads/2013/05/2011-02-28_21-03-14.jpg"><img class="size-full wp-image-7691" alt="L'articolo scientifico che ha dato notizia della scoperta nel mondo accademico." src="http://www.enricobaccarini.com/wp-content/uploads/2013/05/2011-02-28_21-03-14.jpg" width="665" height="339" /></a><p class="wp-caption-text">L&#8217;articolo scientifico che ha dato notizia della scoperta nel mondo accademico.</p></div>
<p style="text-align: justify;">Per arrivare alla conferma definitiva, il prossimo passo dei ricercatori sarà quello di scavare i fondali dell&#8217;oceano.</p>
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<div id="attachment_7693" class="wp-caption aligncenter" style="width: 610px"><a href="http://www.enricobaccarini.com/wp-content/uploads/2013/05/atlantide-brasile-1.jpg"><img class="size-full wp-image-7693" alt="Alcuni campioni recuperati dal fondale marino." src="http://www.enricobaccarini.com/wp-content/uploads/2013/05/atlantide-brasile-1.jpg" width="600" height="215" /></a><p class="wp-caption-text">Alcuni campioni recuperati dal fondale marino.</p></div>
</div>
<p>&nbsp;</p>
<p style="text-align: justify;">Roberto Ventura Santos, un alto funzionario del CPRM, ha detto che l&#8217;ipotetico continente perduto potrebbe considerarsi l&#8217;Atlantide dei brasiliani. “<em>Ne siamo quasi certi</em>”, ha spiegato, “<em>dobbiamo solo rafforzare la nostra ipotesi. Avremo una conferma definitiva entro quest&#8217;anno, quando cominceremo lo scavo dei fondali per recuperare altri compioni di roccia</em>”.</p>
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<p>// ]]&gt;</script></p>
<div id="attachment_7694" class="wp-caption aligncenter" style="width: 516px"><a href="http://www.enricobaccarini.com/wp-content/uploads/2013/05/2011-02-28_19-37-30.jpg"><img class="size-full wp-image-7694" alt="Prospezione sonar del continente sommerso (Fonte: Mohriak et al. - 2010)." src="http://www.enricobaccarini.com/wp-content/uploads/2013/05/2011-02-28_19-37-30.jpg" width="506" height="361" /></a><p class="wp-caption-text">Prospezione sonar del continente sommerso (Fonte: Mohriak et al. &#8211; 2010).</p></div>
<p style="text-align: justify;">A febbraio del 2012, uno studio simile è stato pubblicato su <a href="http://www.enricobaccarini.com/scoperto-un-continete-preistorico-sotto-loceano-indiano/" target="_blank"><strong>Nature Geoscience</strong></a>. Un gruppo di ricercatori hanno trovato alcune sezioni di un antichissimo continente che sarebbe esistito in un arco di tempo molto remoto, tra i i 2 miliardi e gli 85 milioni di anni fa, e che ora giace sul fondo dell&#8217;Oceano Indiano.</p>
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<p>// ]]&gt;</script></p>
<p style="text-align: justify;">La porzione di territorio, che gli scienziati hanno denominato Mauritia, prima si separò da un continente più vasto per poi sprofondare sotto le acque dell&#8217;oceano.</p>
<p style="text-align: justify;">Secondo la teoria geologica più condivisa, fino a circa 750 milioni di anni fa la massa delle terre emerse formava un unico supercontinente chiamato Rodinia. E anche se oggi risultano separate da miglia di chilometri di oceano, l&#8217;India e il Madagascar un tempo si trovavano l&#8217;una accanto all&#8217;altra.</p>
<p><strong>Il pensiero sempre ad Atlantide</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Quasi come un pensiero fissato nella coscienza collettiva dell&#8217;umanità, ogni volta che si parla di continenti perduti o territori che affondano, il pensiero volge immediatamente ad Atlantide, la leggendaria isola sulla quale, secondo le teorie più in voga, sarebbe esistita una civiltà altamente progredita socialmente e tecnologicamente, e che sarebbe andata distrutta a seguito di un catastrofico cataclisma globale.</p>
<p style="text-align: justify;">Il primo riferimento ad Atlantide si deve al filosofo greco Platone, il quale la cita nelle sue opere, il Timeo e il Crizia. Secondo Platone, Atlantide aveva un esercito navale tanto potente che nel 9600 a.C. fu capace di conquistare l&#8217;Europa occidentale e tutta l&#8217;Africa.</p>
<p style="text-align: justify;">La distruzione di Atlantide avvenne nel giro di una sola notte. Secondo Platone, l&#8217;isola sprofondò sul fondo dell&#8217;oceano Atlantico, ma alcuni ricercatori, tra cui il Barbiero, pensano che Atlantide, a seguito di un repentino spostamento dell&#8217;asse terrestre per cause al momento non determinabili, sia diventata quello che per noi è oggi il Polo Sud, cioè l&#8217;Antartide. [<a href="http://ilnavigatorecurioso.myblog.it/archive/2012/08/02/ipotesi-barbiero-atlantide-potrebbe-essere-sepolta-sotto-i-g.html" target="_blank">Leggi il post sull'ipotesi di Barbiero</a>].</p>
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<p>// ]]&gt;</script></p>
<p style="text-align: justify;">Da quando Platone descrisse per primo il continente perduto di Atlantide, questo è stato oggetto di studi e di ricerche sia in campo letterario, sia in campo scientifico.</p>
<p style="text-align: justify;">Su questa misteriosa civiltà sono stati scritti moltissimi libri: alcuni nel tentativo di provarne la reale esistenza, altri con lo scopo di dimostrarne l&#8217;origine puramente fantastica. Lavorando su centinaia di letture psichiche di Edgar Cayce, gli autori de “<a href="http://clkuk.tradedoubler.com/click?p=217249&amp;a=1996707&amp;g=20336894&amp;url=http://www.ibs.it/code/9788827220887/cayce-edgar-cayce-schwartzer/misteri-di-atlantide-storia.html" target="_blank">I Misteri di Atlantide</a>” hanno ricostruito una storia dell&#8217;antica Atlantide, hanno compiuto ampie ricerche in tutto il mondo dalla sfinge alle Bahamas &#8211; cercando le tracce di Atlantide, con l&#8217;aiuto delle registrazioni di Edgar Cayce. Ora, per la prima volta, le scoperte delle più recenti spedizioni vengono pubblicate in questo libro.</p>
<div align="right">
<p style="text-align: justify;">Fonte &#8211; <a href="http://ilnavigatorecurioso.myblog.it/archive/2013/05/08/atlantide-brasiliana-ricercatori-scoprono-un-pezzo-di-contin.html" target="_blank">ilnavigatorecurioso</a>, 08 maggio 2013</p>
<p style="text-align: justify;">Ne hanno parlato anche l&#8217;<a href="http://www.ansa.it/mare/notizie/rubriche/uominiemare/2013/05/07/Scoperta-Atlantide-brasiliana-largo-costa-Rio-_8668659.html" target="_blank">ANSA</a>, <a href="http://www.repubblica.it/ultimora/24ore/brasile-trovata-atlantide-prove-di-continente-scomparso/news-dettaglio/4341259" target="_blank">La Repubblica</a>,  La <a href="https://www.mar.mil.br/dhn/chm/comissao_proarea/relevancia_cientifica.htm" target="_blank">Comissão</a> &#8220;<em>Elevação do Rio Grande &#8211; PROAREA</em>&#8221; patrocinata dalla Marina Militare brasiliana,</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Post Scriptum di Enrico Baccarini©</strong> &#8211; Dopo aver svolto qualche ricerca abbiamo trovato alcuni articoli scientifici pubblicati nel corso degli ulti anni su alcune riviste scientifiche internazionali. Spero questi riferimenti possano essere utili a tutti coloro che vogliano approfondire come noi questa affascinante scoperta.</p>
<p style="text-align: justify;">- Barker, P.F., Carlson, R.L. et al. 1981. Deep Sea Drilling Project &#8211; Leg 72 &#8211; Southwest Atlantic: Palaeocirculation and Rio Grande Rise tectonics. Geological Society of America Bulletin, 92, 294-309.<br />
- Barker, P.F., Buffler, R.T., Gamboa, L.P. 1983. A Seismic Reflection Study of the Rio Grande Rise. In: Barker, P.F., Carlson, R.L., Johnson, D.A. et al. ( eds ) Initial Reports of the Deep Sea Drilling Project, Washington, (US Govt Printing Office ), 72, 499-517.<br />
- Mohriak et al (2010). Geological and geophysical interpretation of the Rio Grande Rise, south-eastern Brazilian margin: extensional tectonics and rifting of continental and oceanic crusts . Petroleum Geoscience, Vol. 16, pp. 231-245</p>
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</div>
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		<title>Pablo Neruda, secondo primi esami era malato di cancro quando morì</title>
		<link>http://www.enricobaccarini.com/pablo-neruda-secondo-primi-esami-era-malato-di-cancro-quando-mori/</link>
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		<pubDate>Wed, 08 May 2013 15:10:44 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Enrico Baccarini</dc:creator>
				<category><![CDATA[Storia Antica & Moderna]]></category>
		<category><![CDATA[Augusto Pinochet]]></category>
		<category><![CDATA[Bbc]]></category>
		<category><![CDATA[Eduardo Contreras]]></category>
		<category><![CDATA[Nobel]]></category>
		<category><![CDATA[Pablo Neruda]]></category>
		<category><![CDATA[TMNews]]></category>

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		<description><![CDATA[Gli esami iniziali sui resti di Pablo Neruda hanno confermato che il poeta cileno vincitore del Premio Nobel per la Letteratura era malato di cancro quando morì. Lo hanno sostenuto, come riporta il sito internet della Bbc, gli esperti di medicina legale in Cile.]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<h3>Salma del poeta cileno riesumata per far luce su voci di avvelenamento. Attesa per analisi tossicologiche</h3>
<p><a href="http://www.enricobaccarini.com/wp-content/uploads/2013/05/neruda2013.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-7685" alt="neruda2013" src="http://www.enricobaccarini.com/wp-content/uploads/2013/05/neruda2013.jpg" width="473" height="357" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">Roma, 3 mag. (<a href="http://www.tmnews.it/web/sezioni/dalla-redazione/pablo-neruda-secondo-primi-esami-era-malato-di-cancro-quando-mori-PN_20130503_00026.shtml" target="_blank">TMNews</a>) &#8211; Gli esami iniziali sui resti di Pablo Neruda hanno confermato che il poeta cileno vincitore del Premio Nobel per la Letteratura era malato di cancro quando morì. Lo hanno sostenuto, come riporta il sito internet della Bbc, gli esperti di medicina legale in Cile.</p>
<p><script type="text/javascript">// <![CDATA[
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// ]]&gt;</script><br />
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<p>// ]]&gt;</script></p>
<p>Il poeta morì nel 1973, alcuni giorni dopo il colpo di Stato militare che portò il generale Augusto Pinochet al potere. La salma di Neruda era stata riesumata lo scorso mese, per far luce sulle voci di un suo avvelenamento da parte di agenti segreti. All&#8217;epoca la versione ufficiale attribuì il suo decesso a un cancro alla prostata.</p>
<p>Le conferme degli esami sulla sua malattia sembrano accreditare la versione di morte per cause naturali. Ma il legale Eduardo Contreras, investito del caso dal Partito comunista cileno, ha dichiarato che è troppo presto per arrivare alle conclusioni. I risultati saranno rivelati dagli esami tossicologici che saranno eseguiti in un laboratorio negli Stati Uniti.</p>
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// ]]&gt;</script><br />
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<p>// ]]&gt;</script></p>
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		<title>Scoperti i primi frammenti del meteorite esploso a Tunguska?</title>
		<link>http://www.enricobaccarini.com/scoperti-i-primi-frammenti-del-meteorite-esploso-a-tunguska/</link>
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		<pubDate>Mon, 06 May 2013 22:05:21 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Enrico Baccarini</dc:creator>
				<category><![CDATA[Archeomisteri]]></category>
		<category><![CDATA[Andrei Zlobin]]></category>
		<category><![CDATA[Depressione Suslov]]></category>
		<category><![CDATA[Halley]]></category>
		<category><![CDATA[ilnavigatorecurioso]]></category>
		<category><![CDATA[Khushmo]]></category>
		<category><![CDATA[Leonid Kulik]]></category>
		<category><![CDATA[Podkamennya]]></category>
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		<category><![CDATA[Siberia]]></category>
		<category><![CDATA[Suslov depression]]></category>
		<category><![CDATA[Tunguska]]></category>
		<category><![CDATA[Tunguska Podkamennya]]></category>
		<category><![CDATA[Xviz]]></category>

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		<description><![CDATA[Nessuno sa cosa sia esploso sopra i cieli della Siberia in quel lontano 30 giugno del 1908, quando una vasta e potente deflagrazione devastò un'ampia regione isolata della Russia, nei pressi del fiume Tunguska Podkamennya. L'Evento di Tunguska, infatti, rappresenta ancora oggi uno dei grandi misteri della storia moderna. L'esplosione fu mille volte più potente della bomba sganciata su Hiroshima, scatendando un sisma del quitno grado della scala Richter e abbattendo circa 80 milioni di alberi su una superficie di 2 mila chilometri quadrati. Il territorio dove si verificò la catastrofe era così isolato che gli storici hanno registrato un solo morto e un numero sparuto di testimonianze oculari...]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.enricobaccarini.com/wp-content/uploads/2013/05/tserver.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-7667" alt="tserver" src="http://www.enricobaccarini.com/wp-content/uploads/2013/05/tserver.jpg" width="482" height="372" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">Nessuno sa cosa sia esploso sopra i cieli della Siberia in quel lontano 30 giugno del 1908, quando una vasta e potente deflagrazione devastò un&#8217;ampia regione isolata della Russia, nei pressi del fiume Tunguska Podkamennya. L&#8217;Evento di Tunguska, infatti, rappresenta ancora oggi uno dei grandi misteri della storia moderna. L&#8217;esplosione fu mille volte più potente della bomba sganciata su Hiroshima, scatendando un sisma del quitno grado della scala Richter e abbattendo circa 80 milioni di alberi su una superficie di 2 mila chilometri quadrati. Il territorio dove si verificò la catastrofe era così isolato che gli storici hanno registrato un solo morto e un numero sparuto di testimonianze oculari.</p>
<div id="attachment_7668" class="wp-caption aligncenter" style="width: 325px"><a href="http://www.enricobaccarini.com/wp-content/uploads/2013/05/map_tunguska.jpg"><img class="size-full wp-image-7668" alt="map_tunguska" src="http://www.enricobaccarini.com/wp-content/uploads/2013/05/map_tunguska.jpg" width="315" height="160" /></a><p class="wp-caption-text">Mappa della Russia in cui è evidenziata la zona di Tunguska.</p></div>
<p style="text-align: justify;">Ma l&#8217;aspetto più misterioso dell&#8217;Evento di Tunguska è il fatto che l&#8217;esplosione non ha lasciato traccia di cratere, spingendo gli scienziati a speculare sulla possibile causa che ha scatenato la potente deflagrazione.Ma un articolo pubblicato di recente potrebbe finalmente gettare nuova luce sull&#8217;enigmatico fenomeno che ha segnato l&#8217;alba del XX secolo. <span id="more-7661"></span></p>
<div id="attachment_7669" class="wp-caption aligncenter" style="width: 478px"><a href="http://www.enricobaccarini.com/wp-content/uploads/2013/05/Evento-di-Tunguska.jpg"><img class="size-large wp-image-7669" alt="Foto del 1908 in cui si evince il livello distruttivo originato dall'evento." src="http://www.enricobaccarini.com/wp-content/uploads/2013/05/Evento-di-Tunguska-1024x754.jpg" width="468" height="344" /></a><p class="wp-caption-text">Foto del 1908 in cui si evince il livello distruttivo originato dall&#8217;evento.</p></div>
<p>&nbsp;</p>
<p style="text-align: justify;">La teoria generalmente accettata dagli studiosi è che l&#8217;esplosione sia stato il risultato di un impatto di un meteorite o di una cometa con l&#8217;atmosfera terrestre che, disintegrandosi ad alta quota, non ha lasciato traccia di cratere sulla superficie del pianeta. E&#8217; chiaro che un evento del genere avrebbe certamente inondato la regione di una miriade di frammenti del corpo celeste, ma fino ad oggi, nessuna prova convincente è mai stata prodotta.</p>
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<p>// ]]&gt;</script></p>
<p style="text-align: justify;">Solo la spedizione del 1930 guidata dal geologo russo Leonid Kulik tornò con un campione di roccia vetrosa fusa contenente delle bolle d&#8217;aria. Kulik considerò il ritrovamento come la prova evidente di un impatto. Stranamente, nel corso del XX secolo, forse a causa del disordine generato dalle due grandi guerre mondiali, il campione di Kulik andò perduto, impedendo così ulteriori indagini con gli strumenti della scienza moderna.</p>
<div id="attachment_7670" class="wp-caption aligncenter" style="width: 469px"><a href="http://www.enricobaccarini.com/wp-content/uploads/2013/05/TunguskaReiker1.jpg"><img class="size-full wp-image-7670" alt="l'evento Tunguska registrato dalle poche piante che riuscirono a sopravvivere all'evento." src="http://www.enricobaccarini.com/wp-content/uploads/2013/05/TunguskaReiker1.jpg" width="459" height="371" /></a><p class="wp-caption-text">l&#8217;evento Tunguska registrato dalle poche piante che riuscirono a sopravvivere all&#8217;evento.</p></div>
<p style="text-align: justify;">Tuttavia, qualcosa di nuovo potrebbe arrivare dalla scoperta di alcuni frammenti di roccia da parte di Andrei Zlobin, un ricercatore dell&#8217;Accademia Russa delle Scienze, secondo il quale potrebbero essere tracce evidenti di un impatto meteoritico. Se il ricercatore russo ha ragione, i campioni potrebbero finalmente aiutare a risolvere una volta per tutte che tipo di corpo celeste abbia colpito la Terra nel 1908.</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.enricobaccarini.com/wp-content/uploads/2013/05/scientificamerican0608-80-I3.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-7673" alt="scientificamerican0608-80-I3" src="http://www.enricobaccarini.com/wp-content/uploads/2013/05/scientificamerican0608-80-I3.jpg" width="500" height="374" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">Leggendo l&#8217;articolo di Zlobin <a href="http://arxiv.org/abs/1304.8070" target="_blank">pubblicato su Xviz</a>, ci si rende conto di trovarsi di fronte ad una scoperta notevole e a tratti oscura. L&#8217;area di maggior interesse per gli scienziati è la cosiddetta “Depressione Suslov”, un avvallamento del terreno venutosi a creare al di sotto della potente esplosione e che, secondo i ricercatori, dovrebbe essere il luogo dove è più probabile che vi siano detriti del corpo celeste.</p>
<p style="text-align: justify;">E&#8217; proprio qui che Zlobin ha cominciato a scavare, nella speranza di trovare frammenti di meteorite, ma senza successo. I ritrovamenti più importanti, invece, il ricercatore li ottenne da alcuni campioni raccolti nel vicino fiume Khushmo. Zoblin ha prelevato circa 100 esemplari interessanti, portandoli poi con sè a Mosca.</p>
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<p>// ]]&gt;</script></p>
<p style="text-align: justify;">Il fatto curioso è che la spedizione ha avuto luogo nel 1988 e per qualche ragione inspiegabile, Zlobin ha aspettato ben 20 anni per esaminare i campioni in dettaglio. Tant&#8217;è vero che solo nel 2008 sono state eseguite le analisi che hanno poi aiutato a identificare tre pietre del bottino con chiare evidenze di fusione determinata dall&#8217;enorme temperatura generatasi dalla resistenza posta dall&#8217;atmosfera terrestre alla corsa del meteorite.</p>
<div id="attachment_7671" class="wp-caption aligncenter" style="width: 609px"><a href="http://www.enricobaccarini.com/wp-content/uploads/2013/05/tunguska-meteoriti.jpg"><img class="size-large wp-image-7671" alt="Alcuni campioni di rocce fuse ritrovati da Zoblin." src="http://www.enricobaccarini.com/wp-content/uploads/2013/05/tunguska-meteoriti-1024x638.jpg" width="599" height="373" /></a><p class="wp-caption-text">Alcuni campioni di rocce fuse ritrovati da Zoblin.</p></div>
<p style="text-align: justify;">Secondo quanto riporta il <a href="http://www.technologyreview.com/view/514511/first-tunguska-meteorite-fragments-discovered/" target="_blank">resoconto del MIT</a>, Zoblin e altri ricercatori hanno analizzato gli anelli interni di alcuni alberi per stimare la temperatura prodotta dall&#8217;esplosione, abbastanza alta da riuscire a fondere le rocce. Zoblin conclude che le rocce devono essere i frammenti di un qualche tipo di corpo celeste entrato in collisione con la Terra.</p>
<p style="text-align: justify;">[<a href="http://ilnavigatorecurioso.myblog.it/archive/2013/01/21/rinvenuto-in-russia-un-frammento-di-alluminio-antico-di-300.html" target="_blank">Ritrovato in Russia un frammento di alluminio antico di 300 milioni di anni</a>]</p>
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<p>// ]]&gt;</script></p>
<p style="text-align: justify;">Manca ancora un&#8217;analisi chimica della composizione delle rocce, quindi bisogna ancora aspettare per avere un&#8217;idea precisa sulla natura dell&#8217;oggetto che ha devastato la Siberia.</p>
<p>Tuttavia, la natura dei frammenti non escludono che possa essersi trattato di una cometa con un nucleo contenente frammenti di roccia, scriva Zoblin. Il ricercatore ha stimato che il nucleo della cometa potrebbe essere stato molto simile a quello della più famosa cometa di Halley.</p>
<p><a href="http://www.enricobaccarini.com/wp-content/uploads/2013/05/campioni-tunguska-02.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-7674" alt="campioni-tunguska-02" src="http://www.enricobaccarini.com/wp-content/uploads/2013/05/campioni-tunguska-02.jpg" width="573" height="382" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">Rimane l&#8217;interrogativo inevaso sul perchè Zoblin abbia aspettato così tanto tempo per analizzare i suoi campioni. Non è difficile sospettare che la causa sia stata determinata dai repentini sconvolgimenti politici che hanno interessato l&#8217;Unione Sovietica all&#8217;inizio degli anni &#8217;90. Tuttavia, molti aspettano ancora una spiegazione più precisa sulla questione.</p>
<p style="text-align: justify;">Con spirito divulgativo, questo volume focalizza l&#8217;attenzione del pubblico sul reale rischio degli impatti da meteoriti, senza creare allarmismi ingiustificati. Partendo Dalla cronaca del catastrofico evento verificatosi il 30 giugno 1908 nella taiga siberiana, dai suoi effetti avvertiti a livello planetario, dalle teorie che nel corso dei decenni hanno cercato di spiegare la causa del disastro, esso prova a far luce su quello che negli anni è divenuto per tutti il mistero di Tunguska.</p>
<p style="text-align: justify;">La teoria più recente, che sembrerebbe condurre a un asteroide roccioso esploso in quota, viene presentata dagli stessi scienziati promotori sotto forma di interviste. Segue un breve salto nella preistoria del nostro pianeta, che consente di vedere più da vicino gli impatti che maggiormente hanno lasciato una impronta, a livello sia geologico che biologico.</p>
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<p>// ]]&gt;</script></p>
<p style="text-align: justify;">Un flashback che, come l&#8217;impatto siberiano, aiuta gli scienziati a capire quali sarebbero le conseguenze di una nuova possibile collisione. Per finire, uno sguardo al futuro del pianeta. E gli immancabili interrogativi: &#8220;Cosa accadrebbe se si verificasse nuovamente un impatto catastrofico come quello di Tunguska o, peggio ancora, come quelli della preistoria?</p>
<p><iframe src="http://www.youtube.com/embed/EiXpp-i442s" height="315" width="420" allowfullscreen="" frameborder="0"></iframe></p>
<p>Qual è la probabilità che simili eventi si ripetano? Quali sono le contromisure approntate dagli enti spaziali internazionali per impedire che si ripetano? E ancora: Qual è la verità sul caso Apophis? A queste e altre domande il volume cerca di dare una risposta completa e chiara.</p>
<div align="right">
<p style="text-align: left;">Fonte &#8211; <a href="http://ilnavigatorecurioso.myblog.it/archive/2013/05/03/scoperti-i-primi-frammenti-del-meteorite-esploso-a-tunguska.html" target="_blank">ilnavigatorecurioso</a>, 03 maggio 2013<img id="bstracker" alt="" src="http://bstracker.blogspirit.net/s.gif?host=ilnavigatorecurioso.myblog.it&amp;ts=1367831721127&amp;blog=208806&amp;t=65&amp;post=5375514&amp;ref=" /></p>
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<p>// ]]&gt;</script></p>
</div>
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		</item>
		<item>
		<title>La teoria alternativa del pre-contatto tra i popoli del Medio Oriente e del Sud America: il ritrovamento di resti di coca nelle mummie egizie</title>
		<link>http://www.enricobaccarini.com/la-teoria-alternativa-del-pre-contatto-tra-i-popoli-del-medio-oriente-e-del-sud-america-il-ritrovamento-di-resti-di-coca-nelle-mummie-egizie/</link>
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		<pubDate>Sat, 04 May 2013 11:19:16 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Enrico Baccarini</dc:creator>
				<category><![CDATA[Sud America]]></category>
		<category><![CDATA[coca]]></category>
		<category><![CDATA[cocaina]]></category>
		<category><![CDATA[Cristoforo Colombo]]></category>
		<category><![CDATA[Fuente Magna]]></category>
		<category><![CDATA[Monolito]]></category>
		<category><![CDATA[monolito di Pokotia]]></category>
		<category><![CDATA[Ofir]]></category>
		<category><![CDATA[Padre Carlo Crespi]]></category>
		<category><![CDATA[Peabirù]]></category>
		<category><![CDATA[Pedra de Ingà]]></category>
		<category><![CDATA[Pokotia]]></category>
		<category><![CDATA[Svetlana Balabanova]]></category>
		<category><![CDATA[terra di Ofir]]></category>
		<category><![CDATA[Yori Leveratto]]></category>

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		<description><![CDATA[Secondo la Storia accademica non esistettero contatti tra i popoli del Medio Oriente e quelli del Nuovo Mondo nell’antichità. Le evidenze di un antico contatto tra questi due mondi, separati dall’Oceano Atlantico, sono però tali e tante che, a mio parere si può parlare di un pre-contatto, che però non fu ufficializzato e divulgato alle [...]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.enricobaccarini.com/wp-content/uploads/2013/05/1.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-7646" alt="1" src="http://www.enricobaccarini.com/wp-content/uploads/2013/05/1.jpg" width="360" height="240" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">Secondo la Storia accademica non esistettero contatti tra i popoli del Medio Oriente e quelli del Nuovo Mondo nell’antichità.<br />
Le evidenze di un antico contatto tra questi due mondi, separati dall’Oceano Atlantico, sono però tali e tante che, a mio parere si può parlare di un pre-contatto, che però non fu ufficializzato e divulgato alle masse, come durante la spedizione di <a href="http://www.yurileveratto.com/it/articolo.php?Id=244">Cristoforo Colombo</a>, ma rimase occulto, e solo le elite del tempo poterono avvantaggiarsi di alcuni segreti, come per esempio l’ubicazione di miniere (vedi il mio articolo sulla <a href="http://www.yurileveratto.com/it/articolo.php?Id=353">terra di Ofir</a>), e l’utilizzo di alcune piante medicinali. <span id="more-7644"></span><a href="http://www.enricobaccarini.com/wp-content/uploads/2013/05/2.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-7647" alt="2" src="http://www.enricobaccarini.com/wp-content/uploads/2013/05/2.jpg" width="299" height="400" /></a><br />
In alcuni miei articoli ho analizzato la possibilità che il pre-contatto sia stato reale, sia studiando alcuni petroglifi (come nel caso della <a href="http://www.yurileveratto.com/it/articolo.php?Id=91">Pedra de Ingà</a>), sia analizzando alcuni manufatti (come nel caso della <a href="http://www.yurileveratto.com/it/articolo.php?Id=97">Fuente Magna</a> o il <a href="http://www.yurileveratto.com/it/articolo.php?Id=99">Monolito di Pokotia</a>), sia approfondendo alcuni casi controversi di Storia recente (come nel caso della <a href="http://www.yurileveratto.com/it/articolo.php?Id=126">biblioteca metallica del Padre Carlo Crespi</a>), sia esaminando antichi sentieri che dalla costa del Brasile portano nell’interno del continente (come nel caso del <a href="http://www.yurileveratto.com/it/articolo.php?Id=340">cammino del Peabirù</a>).</p>
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<p>// ]]&gt;</script></p>
<p>C’è, però un’altra prova, molto importante, che questa volta fu trovata non in America del Sud ma in alcune mummie egizie.<br />
Come sappiamo la pianta della coca (<i>erytroxylon coca</i>), è originaria del Sud America e non cresce in nessun altro ambiente.</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.enricobaccarini.com/wp-content/uploads/2013/05/3.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-7648" alt="3" src="http://www.enricobaccarini.com/wp-content/uploads/2013/05/3.jpg" width="400" height="261" /></a><br />
Nemmeno nel Messico tropicale questa pianta attecchisce, tanto che i narcotrafficanti devono per forza importarla dal Sud America. All’interno della foglia di coca, vi è un alcaloide, detto cocaina (da non confondersi con la droga chimica detta anch’essa cocaina).<br />
Conosciamo l’uso tradizionale e ancestrale che i popoli indigeni del Sud America fanno della foglia di coca: la masticano e ne ottengono un effetto stimolante e anestetizzante.</p>
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<p>// ]]&gt;</script></p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.enricobaccarini.com/wp-content/uploads/2013/05/5.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-7649" alt="5" src="http://www.enricobaccarini.com/wp-content/uploads/2013/05/5.jpg" width="299" height="400" /></a><br />
Secondo la storia accademica questa pianta era sicuramente sconosciuta al di fuori del Sud America prima del 1492.<br />
Com’è possibile pertanto che siano state trovate tracce dell’alcaloide cocaina in alcune mummie egizie risalenti ad epoche comprese tra il 1070 a.C. e il 395 d.C.?<br />
La scoperta, che fu effettuata dalla scienziata tedesca Svetlana Balabanova nel 1990, ha inderogabilmente provato che nelle mummie egizie presenti nel museo di Monaco e anche in altre mummie egizie conservate in Sudan, sono presenti tracce di cocaina e anche di nicotina (tabacco, nome scientifico: <i>nicotiana tabacum</i>).<br />
Sappiamo che anche il tabacco è una pianta endemica del Sud America, e pertanto sorge la domanda: come è possibile tutto ciò?<br />
Per i resti di nicotina è stata avanzata l’ipotesi che alcune piante simili al tabacco si coltivassero in Asia e Africa in tempi antichi, mentre per il caso della coca, non c’è spiegazione.<br />
L’alcaloide della cocaina è stato poi trovato in 71 scheletri umani rinvenuti in Nubia, risalenti ad un periodo compreso tra il 600 d.C. e il 1100 d.C.</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.enricobaccarini.com/wp-content/uploads/2013/05/4.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-7650" alt="4" src="http://www.enricobaccarini.com/wp-content/uploads/2013/05/4.jpg" width="400" height="300" /></a><br />
Può essere questa una prova definitiva del contatto tra i popoli del Medio Oriente (in questo caso dell’antico Egitto), e quelli del Sud America?<br />
Gli scettici hanno portato innumerevoli teorie per sostenere che il ritrovamento della studiosa Balabanova non debba essere considerato come una prova del pre-contatto: hanno sostenuto che le mummie furono contaminate, e che le prove non furono condotte con metodi scientifici, il che non corrisponde alla verità.<br />
Alcuni hanno sostenuto che le mummie analizzate erano dei falsi, ma anche ciò è stato confutato. La maggioranza degli scienziati accademici ha però contestato la scoperta della Balabanova solo per il fatto che un contatto tra antichi Egizi e popoli del Sud America è per loro impossibile, e pertanto lo scartano a priori.</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.enricobaccarini.com/wp-content/uploads/2013/05/6.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-7651" alt="6" src="http://www.enricobaccarini.com/wp-content/uploads/2013/05/6.jpg" width="400" height="266" /></a><br />
A mio parere i resti dell’alcaloide cocaina, ritrovati nelle mummie egiziane è una delle prove che il continente americano (in questo caso il Sud America) era conosciuto dai popoli del Medio Oriente, che vi viaggiavano per intercambiare prodotti con alcuni popoli indigeni.<br />
Certo, questi viaggi non erano resi pubblici, ma tenuti in segreto.<br />
Le rotte per raggiungere l’America del Sud erano gelosamente custodite e non venivano divulgate, ma al contrario queste conoscenze erano riservate a pochi, solo alle elite del tempo.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>YURI LEVERATTO &#8211; </strong><strong>Copyright 2013</strong></p>
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<p>// ]]&gt;</script></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Bibliografia:</strong></p>
<p><i>1. Balabanova S, Schneider E, Bühler G (1990) Nachweis von Nicotin in Haaren. DAZ 40: 22002201</i></p>
<p>2. Balabanova S, Krämer M7 Schneider E, Bühler G (1991) Nicotul-Nachweis im Kniegelenk bei Raucher. Medwelt 42: 585-588</p>
<p>3. Balabanova S, Parsche F, Pirsig W (1992) First Identification ofDrugs in Egyptian Mummies. Naturwissenschaften 79: 358</p>
<p>4. Balabanova S, Schultz M (1994) lnvestigation of nicotine concentrations in prehistoric human skeletons found in early neolothic population (Late PPNB) from the Near East (Turkey and Jordan ). Homo 45/Suppl. S.5 14</p>
<p>5. Balabanova S, Teschler-Nicola M, Strouhal E (1994) Nachweis von Nikotin im Kopfhaar von natürlich mumifizierten Körper aus dem christlichen Sayala. Anthrop Anz 2: 167-173</p>
<p>6. Balabanova S, Bouyan Wei, Krämer M (1995) First Detection of nicotine in ancient population of southern China. Homo 46/1: 68-75</p>
<p>7. Balabanova S, Krupiensky M (1 995) Untersuchungen zum Nachweis von Nikotin im ekkrinen Schweiß nach Stimulation der Schweißdrüsen während einer Nikotinkarenz. Hautarzt 46: 255258</p>
<p>8. Balabanova S, Schneider H, Teschler-Nicola M, Scherer G (1995) Detection of Nicotine in Ancient European Population. J 0 Paleopathology 7: 43-50</p>
<p>9 . Balabanova S, Rösing FW, Teschler-Nicola M, Strouhal E, Bühler G, Michel C, Rosenthal J (1996) Was Nicotine used as stimulant already in the VI century AD from Christi an Sayala Population. J 0 Paleopathology 1 :43-50</p>
<p>10 Balabanova S, Wey B, Rösing F, Bühler G, Scherer G, Mayerhöfer C, Chen Z, Zhang W, Rosenthal J (1996) Nachweis von Nicotin in prähistorischen Skelettresten aus Süd-China. Antrop Anz 54: 34 1-353 .</p>
<p>11 Balabanova S, Rösing FW, Bühler G, Schoetz W, Scherer G, Rosenthai J (1997) Nicotine and cotinine in prehistoric and recent bones from Africa and Europe and the origin öf these alkaloids. Homo 48/1: 72-77</p>
<p>12 Balabanova S, Rösing FW, Bühler G, Teschler-Nicola M, Strouhal E, Rosenthal J (1 997) Evidence of Cocaine in Ancient Pre-Columbian Populations from Christian Sayala (Egyptian Nubia) J 0 Paleopathology 9: 15-21</p>
<p>Fonte &#8211; <a href="http://www.yurileveratto.com/it/articolo.php?Id=355" target="_blank">www.yurileveratto.com/it</a>, maggio 2013</p>
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		<title>“Altro che bufale, i Crop Circles sono fenomeni reali”</title>
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		<pubDate>Fri, 03 May 2013 16:26:07 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Enrico Baccarini</dc:creator>
				<category><![CDATA[Cerchi nel Grano]]></category>
		<category><![CDATA[Aliens]]></category>
		<category><![CDATA[Ball Lightning]]></category>
		<category><![CDATA[Crop Circles]]></category>
		<category><![CDATA[Dave Chorley]]></category>
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		<category><![CDATA[Electromagnetic Energy]]></category>
		<category><![CDATA[Extremamente]]></category>
		<category><![CDATA[Google Earth]]></category>
		<category><![CDATA[Greg Jefferys]]></category>
		<category><![CDATA[Ionised Plasma Vortex]]></category>
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		<category><![CDATA[Sabrina Pieragostini]]></category>
		<category><![CDATA[UFO News]]></category>
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		<category><![CDATA[University Of Tasmania]]></category>
		<category><![CDATA[vortice di plasma ionizzato]]></category>
		<category><![CDATA[World War II]]></category>

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		<description><![CDATA[I cerchi nel grano non sono una mistificazione, una truffa, uno scherzo, ma un fatto reale. A sostenerlo è uno storico australiano, che ha esaminato una serie di foto d’epoca inglesi, risalenti alla fine della Seconda Guerra Mondiale, nelle quali si vedono insoliti disegni nei campi coltivati molto simili a quelli poi diventati noti come “Crop Circle”.]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><em><em>I cerchi nel grano non sono <strong>una mistificazione</strong>, una truffa, uno scherzo, ma un fatto reale. A sostenerlo è uno storico australiano, che ha esaminato una serie di <strong>foto d’epoca inglesi</strong>, risalenti alla fine della Seconda Guerra Mondiale, nelle quali si vedono <strong>insoliti disegni</strong> nei campi coltivati molto simili a quelli poi diventati noti come <strong>“Crop Circle”.</strong></em></em></p>
<div id="attachment_7610" class="wp-caption aligncenter" style="width: 469px"><a href="http://www.enricobaccarini.com/wp-content/uploads/2013/05/crop-1945-1.jpg"><img class="size-full wp-image-7610" alt="crop-1945-1" src="http://www.enricobaccarini.com/wp-content/uploads/2013/05/crop-1945-1.jpg" width="459" height="407" /></a><p class="wp-caption-text">Whiston Cross, 1945</p></div>
<p style="text-align: justify;">Complicati ricami, <strong>intrecci geometrici</strong>, raffigurazioni astronomiche: sono mille le varianti apparse negli ultimi decenni, impresse tra le spighe soprattutto delle <strong>campagne britanniche,</strong> dove il fenomeno è nato per poi diffondersi in tutto il mondo. Un mistero da molti attribuito all’azione di <strong>entità o forze aliene.</strong></p>
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<p style="text-align: justify;">Almeno fino a quando non si sono fatti avanti <strong>Dave Chorley e Doug Bower.</strong> I due, nel 1991, confessarono di essere gli autori dei cerchi nel grano comparsi nel sud della Gran Bretagna a partire dal <strong>1978</strong>. Con corde, assi di legno e bastoni mostrarono pubblicamente <strong>quant’era facile realizzarli</strong>.  Da allora, è stato gioco facile per gli scettici archiviare tutti gli esemplari spuntati qua e là come <strong>falsificazioni.<span id="more-7609"></span></strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<div id="attachment_7612" class="wp-caption aligncenter" style="width: 344px"><a href="http://www.enricobaccarini.com/wp-content/uploads/2013/05/crop-1945-3.jpg"><img class="size-large wp-image-7612" alt="crop-1945-3" src="http://www.enricobaccarini.com/wp-content/uploads/2013/05/crop-1945-3.jpg" width="334" height="301" /></a><p class="wp-caption-text">Whiston Cross, 1945, dettaglio a maggiore altitudine</p></div>
<div id="attachment_7613" class="wp-caption aligncenter" style="width: 344px"><a href="http://www.enricobaccarini.com/wp-content/uploads/2013/05/milton_malson_1945.jpg"><img class="size-full wp-image-7613" alt="milton_malson_1945" src="http://www.enricobaccarini.com/wp-content/uploads/2013/05/milton_malson_1945.jpg" width="334" height="298" /></a><p class="wp-caption-text">Whiston Cross, 1945, dettaglio ad una altitudine più elevata</p></div>
<p style="text-align: justify;">Ma Greg Jefferys, al contrario, crede di poter provare che i crop circle <strong>esistevano molti anni prima</strong> che i due burloni si mettessero all’opera. Lo storico, laureato in archeologia, si è appassionato dell’argomento dopo aver letto un articolo relativo a questi insoliti disegni pubblicato dalla rivista scientifica <em><strong>Nature</strong></em> <strong>nel 1880</strong> ed ora intende addirittura promuovere un dottorato di ricerca presso l’Università della Tasmania.</p>
<p style="text-align: justify;">Jefferys ha dunque studiato le <strong>immagini aeree</strong> scattate nel 1945 dalla Raf, a guerra appena conclusa, e visibili su <strong>Google Earth</strong>: in questo modo ha analizzato il 35 per cento del territorio britannico- com’era circa 70 anni fa- disponibile online. Ed ha scoperto molti, strani disegni nella campagne inglesi: in totale, <strong>ben 64</strong>. Ma considerando tutti i possibili difetti della pellicola, dovuti a cause <strong>meccaniche o chimiche</strong>,  alla fine ne ha salvati 13.</p>
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<p>// ]]&gt;</script></p>
<div id="attachment_7615" class="wp-caption aligncenter" style="width: 399px"><a href="http://www.enricobaccarini.com/wp-content/uploads/2013/05/crop-1945a.jpg"><img class="size-large wp-image-7615" alt="crop-1945a" src="http://www.enricobaccarini.com/wp-content/uploads/2013/05/crop-1945a-1024x681.jpg" width="389" height="258" /></a><p class="wp-caption-text">Un altro Crop Circles datato 1945 scoperto attraverso Google Earth</p></div>
<p style="text-align: justify;">“Utilizzando queste immagini aeree di Google Earth 1945, emerge che il numero dei cerchi del grano risulta <strong>relativamente costante</strong> negli ultimi 70 anni e che questi disegni non possono essere spiegati con la <strong>teoria della burla</strong>. E se non ha valore la rivendicazione dei mistificatori, allora i crop circle restano un <strong>fenomeno inspiegato</strong> che merita un’approfondita indagine da parte di istituzioni accademiche o da altre <strong>organizzazioni di ricerca</strong>&#8220;, scrive lo studioso australiano.</p>
<p style="text-align: justify;">Facendo le proporzioni, secondo Jefferys quell’estate dovrebbero essere apparsi sul territorio britannico circa <strong>100 cerchi nel grano</strong>. “E questo dato, combinato con un significativo corpus di <strong>documenti storici</strong> che comprovano l’esistenza anche nei secoli scorsi dei crop circle, <strong>smentisce</strong> le affermazioni fatte da coloro che rivendicano di esserne i creatori”- aggiunge lo storico, che si pone così la fatidica domanda:”Ma se non sono stati loro, <strong>allora chi o cosa</strong> è responsabile della formazione dei cerchi del grano?”</p>
<p style="text-align: justify;">Greg Jefferys ha già una possibile risposta. “Ci sono molti elementi che suggeriscono il coinvolgimento di una <strong>rara forma di energia</strong> elettromagnetica chiamata <em>vortice di plasma ionizzato</em>, noto anche come <strong>fulmine globulare</strong>.” Si tratta di uno dei fenomeni meno conosciuti della fisica: ancora non è chiaro come si producano queste<strong> sfere di pura energia</strong>, in grado di attraversare finestre e muri o di fluttuare a mezz’aria.</p>
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<p style="text-align: justify;">“In base ai miei studi, sospetto che le forze coinvolte nella creazione dei crop circle rappresentino <strong>un nuovo campo della scienza,</strong> potenzialmente straordinario, insomma una nuova frontiera che potrebbe portarci a <strong>scoperte fondamentali</strong> o a tecnologie sconosciute”, afferma il ricercatore.</p>
<p style="text-align: justify;">E conclude:”Se la comunità scientifica non fosse così timorosa e <strong>così tradizionalista</strong> nella sua visione dell’Universo, non se ne starebbe con le mani in mano <strong>fingendo</strong> che questi fenomeni non esistono, ma anzi intraprenderebbe uno studio approfondito per <strong>cercare una spiegazione</strong>.”</p>
<p style="text-align: justify;">Fonte &#8211; <a href="http://www.extremamente.it/2013/02/04/altro-che-bufale-i-crop-circles-sono-fenomeni-reali/" target="_blank">E</a><a href="http://www.extremamente.it/2013/02/04/altro-che-bufale-i-crop-circles-sono-fenomeni-reali/" target="_blank">xtremamente</a>, art. di Sabrina Pieragostini, 4 febbraio 2013</p>
<p style="text-align: justify;">si veda anche <a href="http://www.huffingtonpost.co.uk/2013/01/29/crop-circles--no-hoax-historian-google-earth-new-1945-overlay_n_2572524.html#slide=more277442" target="_blank">Huffington Post</a> del 29 gennaio 2013</p>
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		<title>Robot trova sfere misteriose sotto il Tempio del Serpente Piumato a Teotihuacan</title>
		<link>http://www.enricobaccarini.com/robot-trova-sfere-misteriose-sotto-il-tempio-del-serpente-piumato-a-teotihuacan/</link>
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		<pubDate>Thu, 02 May 2013 19:47:45 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Enrico Baccarini</dc:creator>
				<category><![CDATA[Mondi Sotterranei]]></category>
		<category><![CDATA[argilla]]></category>
		<category><![CDATA[Discovery News]]></category>
		<category><![CDATA[Gómez Chávez]]></category>
		<category><![CDATA[jarosite]]></category>
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		<category><![CDATA[LIUTPRAND]]></category>
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		<category><![CDATA[Teotihuacan]]></category>
		<category><![CDATA[Tlaloc II-T]]></category>
		<category><![CDATA[tunnel]]></category>

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		<description><![CDATA[Centinaia di sfere misteriose si trovano sotto il Tempio del Serpente Piumato, antica piramide a sei livelli a 50 km da Città del Messico.
Le sfere enigmatiche sono state trovate durante uno scavo archeologico utilizzando un robot dotato di fotocamera in uno degli edifici più importanti della città pre-ispanica di Teotihuacan.
"Sembrano sfere gialle, ma noi non ne conosciamo il significato. Si tratta di una scoperta senza precedenti", ha detto Jorge Zavala, un archeologo dell'Istituto Nazionale di Storia e Antropologia del Messico.]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.enricobaccarini.com/wp-content/uploads/2013/05/serpp1.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-7601" alt="serpp1" src="http://www.enricobaccarini.com/wp-content/uploads/2013/05/serpp1.jpg" width="482" height="316" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">Centinaia di sfere misteriose si trovano sotto il Tempio del Serpente Piumato a Teotihuacan, antica piramide a sei livelli e a 50 km da Città del Messico.<br />
Le sfere enigmatiche sono state trovate durante uno scavo archeologico utilizzando un robot dotato di fotocamera in uno degli edifici più importanti della città pre-ispanica di Teotihuacan.<br />
&#8220;<em>Sembrano sfere gialle, ma noi non ne conosciamo il significato. Si tratta di una scoperta senza precedenti</em>&#8220;, ha detto Jorge Zavala, un archeologo dell&#8217;Istituto Nazionale di Storia e Antropologia del Messico.<span id="more-7600"></span></p>
<p><a href="http://www.enricobaccarini.com/wp-content/uploads/2013/05/serpp2.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-7602" alt="serpp2" src="http://www.enricobaccarini.com/wp-content/uploads/2013/05/serpp2.jpg" width="454" height="298" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">Le rovine mesoamericane di Teotihuacan, patrimonio dell&#8217;umanità, rappresentano uno dei più grandi centri urbani del mondo antico. Fondata intorno al 100 a.C., la città ricca di piramidi aveva più di 100.000 abitanti al suo apice, ma fu abbandonata per ragioni misteriose intorno al 700 d.C. &#8211; molto prima che gli Aztechi arrivassero nel 1300.<br />
Lo scavo presso il tempio si è focalizzato su un tunnel lungo un centinaio di metri, che corre sotto la struttura. Il condotto è stato scoperto nel 2003, quando la pioggia ha aperto un buco a pochi metri dalla piramide.</p>
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<div id="attachment_7603" class="wp-caption aligncenter" style="width: 720px"><a href="http://www.enricobaccarini.com/wp-content/uploads/2013/05/pyrite2.jpg"><img class="size-full wp-image-7603" alt="Mappatura in una delle aree in cui sono state trovate le misteriose sfere." src="http://www.enricobaccarini.com/wp-content/uploads/2013/05/pyrite2.jpg" width="710" height="400" /></a><p class="wp-caption-text">Mappatura in una delle aree in cui sono state trovate le misteriose sfere.</p></div>
<p style="text-align: justify;">L’esplorazione del tunnel, che è stato volutamente riempito di detriti e rovine dal popolo di Teotihuacan, ha richiesto diversi anni di lavoro preliminare e di pianificazione.<br />
&#8220;<em>Infine, un paio di mesi fa abbiamo trovato due camere laterali a 72 e 74 metri dall&#8217;ingresso. Le abbiamo chiamate Camera Nord e Camera del Sud</em>,&#8221; ha detto a Discovery News l’archeologo Sergio Gómez Chávez, direttore del Progetto Tlalocan.<br />
Gli archeologi hanno esplorato il tunnel con un robot telecomandato chiamato Tlaloc II-TC, che dispone di una telecamera a infrarossi e di uno scanner laser che genera la visualizzazione in 3D degli spazi sotto il tempio.</p>
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<div id="attachment_7604" class="wp-caption aligncenter" style="width: 635px"><a href="http://www.enricobaccarini.com/wp-content/uploads/2013/05/Pyrite1.jpg"><img class="size-full wp-image-7604" alt="Un dettaglio delle misteriose sfere ritrovate" src="http://www.enricobaccarini.com/wp-content/uploads/2013/05/Pyrite1.jpg" width="625" height="410" /></a><p class="wp-caption-text">Un dettaglio delle misteriose sfere ritrovate</p></div>
<p style="text-align: justify;">&#8220;<em>Il robot è stato in grado di entrare nella parte del tunnel che non è stata ancora scavato e ha trovato tre camere tra 100 e 110 metri dall&#8217;ingresso</em>,&#8221; ha detto Gómez Chávez.<br />
Le misteriose sfere giacevano nelle camere, sia a nord sia a sud. Di raggio variabile tra 4 e 13 cm, gli oggetti hanno un nucleo di argilla e sono rivestiti con un materiale giallo chiamato jarosite.</p>
<p>Fonte &#8211; <a href="http://news.discovery.com/history/archaeology/mysterious-spheres-emerge-from-ancient-temple-130429.htm">Discovery News,</a> traduzione dell&#8217;associazione culturale <a href="http://www.liutprand.it/articoliMondo.asp?id=525" target="_blank">Liutprand</a>, 29 aprile 2013<br />
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		<title>Skármeta vuol sapere se Neruda è stato ucciso</title>
		<link>http://www.enricobaccarini.com/skarmeta-vuol-sapere-se-neruda-e-stato-ucciso/</link>
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		<pubDate>Thu, 02 May 2013 15:09:32 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Enrico Baccarini</dc:creator>
				<category><![CDATA[Storia Antica & Moderna]]></category>
		<category><![CDATA[arcoiris]]></category>
		<category><![CDATA[Il postino di Neruda]]></category>
		<category><![CDATA[Manuel Araya]]></category>
		<category><![CDATA[neruda]]></category>
		<category><![CDATA[Paolo Collo]]></category>
		<category><![CDATA[Pinochet]]></category>
		<category><![CDATA[Ricardo Elezier Neftalí Reyes Basoalto]]></category>
		<category><![CDATA[Skármeta]]></category>

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		<description><![CDATA[Il 23 settembre del 1973 – dodici giorni dopo il sanguinario colpo di stato del generale Augusto Pinochet – moriva in Cile Pablo Neruda (al secolo Ricardo Elezier Neftalí Reyes Basoalto). Per tutti, morì per un cancro alla prostata che lo affliggeva da tempo. “Per una dolorosa coincidenza, il poeta e la democrazia morivano insieme”, scrisse in La magia in azione Antonio Skármeta, amico e allievo del Premio Nobel per la Letteratura nel 1971. Una morte terribile, in bilico tra gli insopportabili dolori del corpo e quelli altrettanto insopportabili del suo animo straziato dall’orrenda macelleria che i militari golpisti stavano mettendo in atto nel Paese, oltre che dalla fine del suo grande amico Salvador Allende.]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><em>Lo scrittore de &#8220;Il postino di Neruda&#8221;, allievo e amico del grande poeta, aspetta che la magistratura faccia luce sul giallo degli ultimi giorni del premio Nobel: malattia o assassinato da Pinochet?</em></p>
<p><a href="http://www.enricobaccarini.com/wp-content/uploads/2013/05/pablo_neruda.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-7595" alt="pablo_neruda" src="http://www.enricobaccarini.com/wp-content/uploads/2013/05/pablo_neruda.jpg" width="475" height="306" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">Il 23 settembre del 1973 – dodici giorni dopo il sanguinario colpo di stato del generale Augusto Pinochet – moriva in Cile Pablo Neruda (al secolo Ricardo Elezier Neftalí Reyes Basoalto). Per tutti, morì per un cancro alla prostata che lo affliggeva da tempo. “Per una dolorosa coincidenza, il poeta e la democrazia morivano insieme”, scrisse in La magia in azione Antonio Skármeta, amico e allievo del Premio Nobel per la Letteratura nel 1971. Una morte terribile, in bilico tra gli insopportabili dolori del corpo e quelli altrettanto insopportabili del suo animo straziato dall’orrenda macelleria che i militari golpisti stavano mettendo in atto nel Paese, oltre che dalla fine del suo grande amico Salvador Allende.</p>
<p style="text-align: justify;">Ma recentemente è apparsa una notizia, e cioè che tra le molte migliaia di assassini perpetrati dagli sgherri del dittatore potrebbe annoverarsi proprio quello di Neruda, ucciso da un’iniezione letale il 22 settembre. A dirlo è Manuel Araya, ex autista del poeta, il quale, stranamente, e solo ora, avanza questa ipotesi.<span id="more-7593"></span></p>
<div id="attachment_7594" class="wp-caption aligncenter" style="width: 224px"><a href="http://www.enricobaccarini.com/wp-content/uploads/2013/05/Antonio_Skarmeta.jpg"><img class="size-full wp-image-7594" alt="Antonio Skarmeta autore de &quot;Il Postino di Neruda&quot;" src="http://www.enricobaccarini.com/wp-content/uploads/2013/05/Antonio_Skarmeta.jpg" width="214" height="300" /></a><p class="wp-caption-text">Antonio Skarmeta autore de &#8220;Il Postino di Neruda&#8221;</p></div>
<p style="text-align: justify;">Abbiamo girato la questione proprio ad Antonio Skármeta, in questi giorni in Italia per la presentazione del suo ultimo, delizioso libro, Un padre da film (Einaudi) e per una inedita e applauditissima performance al Festival Internazionale di Roma durante la quale ha letto (e interpretato) un capitolo del suo nuovo romanzo I giorni dell’arcobaleno.</p>
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<p style="text-align: justify;">Cosa ne pensa di questa notizia che ha fatto il giro del mondo? Al momento non saprei sensatamente e onestamente cosa dire. Non ero presente alla morte del poeta. Per cui credo che la cosa più giusta sia aspettare i risultati delle analisi dopo la riesumazione della salma. La Fundación Pablo Neruda si è schierata contro l’apertura del caso, dicendo che non ci sono assolutamente prove contrarie alla versione ufficiale.</p>
<p style="text-align: justify;">In effetti, si è sempre parlato solo di una malattia in fase terminale. Neruda negli ultimi giorni aveva avuto un forte peggioramento causato anche, sicuramente, dall’estrema depressione in cui era caduto dopo le notizie del golpe e della morte di Allende. Forse non aveva più voglia di vivere.<br />
Ma la testimonianza dell’autista?</p>
<p style="text-align: justify;">È strano, molto strano, che a distanza di anni, improvvisamente, venga fuori questa nuova “verità“. E poi, soprattutto, dopo la morte della moglie di Neruda, Matilde, che è stata al suo fianco fino all’ultimo momento. Teniamo conto che si è anche messo in dubbio il suicidio di Allende, quando è stato proprio il suo medico personale a testimoniare al riguardo. Mi pare che queste testimonianze “a posteriori” siano più figlie del desiderio di far notizia che di ricerca della verità.<br />
E quindi le esclude?</p>
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<p style="text-align: justify;">No. Non escludo nulla. Durante il periodo della dittatura di Pinochet può essere successo di tutto. La polizia segreta ha avuto carta bianca fin dal primo momento. E ha commesso atrocità indicibili. Per cui non si può escludere nemmeno un’ipotesi simile. È opportuno e giusto investigare su quegli anni di terrore, di torture, di desaparecidos e di morti senza nome. Ma secondo me, più che le “rivelazioni” dell’autista conta il parere della moglie Matilde (morta nel 1985), che non ha mai dato a intendere di sospettare che suo marito fosse stato assassinato. Ed è stata sicuramente lei la fonte più attendibile. Su questo non c’è dubbio. Inoltre, qualsiasi sia stato il modo in cui Neruda e Allende siano morti, il loro ricordo è così forte e vivo nell’opinione di tutti che non può essere scalfito da nessuna nuova ipotesi. E anche nel caso si provasse l’azione di terzi nella loro morte, non sarebbe “a minor gloria” loro, ma “a maggior ignominia” di Pinochet e dei suoi servi.</p>
<p style="text-align: justify;">Fonte &#8211; <a href="http://domani.arcoiris.tv/skarmeta-vuol-sapere-se-neruda-e-stato-ucciso/" target="_blank">arcoiris.tv</a>, art. Paolo Collo, 30 giugno 2011</p>
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