“L’uomo che superò i confini del mondo”, il nuovo attesissimo libro di Ruggero Marino

Bastano poche parole, una frase a sovvertire 500 anni di “storia” colombiana. Una frase come “Non nobis, Domine, non nobis, sed Nomini tuo da gloriam”. “Non a noi, non a noi, Signore, ma al tuo nome dona la gloria”. Il definitivo marchio templare dell’enigma Colombo. Il nuovo libro di Ruggero Marino, dal titolo “L’uomo che superò i confini del mondo” (Sperling & Kupfer), dopo quelli del 1991 edel 1997 (“Cristoforo Colombo e il papa tradito”) e l’ultimo del 2005 (“Cristoforo Colombo l’ultimo dei Templari”, Sperling & Kupfer Editori Rai Eri, tradotto in 8 paesi), è l’ulteriore approfondimento di una ricerca che va avanti ormai da circa 20 anni. La presente parte dell’indagine si muove ancora, lungo i percorsi di una incredibile contro-storia.

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Villa Palagonia (particolare)

Soprannaturale e innaturale

L’immaginario religioso, artistico, onirico dell’uomo è da sempre popolato da figure mostruose, deformi e innaturali, che affondano le loro radici simboliche nelle più profonde pieghe della psiche e nelle più arcaiche strutture culturali e mitiche. Carica di poteri e valenze simboliche, profetiche e iniziatiche, per poco che si indaghi il vario e grottesco repertorio iconografico dell’innaturale, la deformità si protende verso il nostro sguardo attraverso i secoli, alludendo ancora, anche per l’occhio disincantato della modernità, a un’inquietante ricchezza di significati nascosti e arcani messaggi.

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I rapporti di Cecco d’Ascoli con Dante e con gli altri poeti d’amore di Luigi Valli

Cecco d’Ascoli appartenne indiscutibilmente allo stesso movimento settario al quale appartenne Dante, ma, come abbiamo visto e vedremo meglio, Dante se ne andò per una strada sua e di questo fu duramente rimproverato dai consettari. Il movimento si disperse in molte branche ostili tra loro per l’individualismo che nasceva dal suo stesso carattere aristocratico. Cecco d’Ascoli è un altro dei consettari che si ribella alla concezione personalissima che Dante crea nella Divina Commedia e probabilmente alla sua molto più ortodossa tendenza.

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Ritrovato a Pachino, Sicilia, calamaro gigante

Dalle profondità degli abissi atlantici era probabilmente entrato nelle acque del Mediterraneo per riprodursi, finendo poi per spiaggiarsi sulle rive di contrada Granelli, vicino Pachino, dove è stato trovato morto. La singolare scoperta scientifica di un calamaro gigante affiorante sul bagnasciuga è avvenuta ieri ad opera di una passante che ha immediatamente avvertito l’ufficio locale marittimo della guardia costiera di Portopalo.

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Pietre sacre dallo spazio: 6 meteoriti da pregare

Di fronte ai fenomeni dei meteoriti e dei misteri che li circondano, ci si chiede se la nostra civiltà, così tecnologica ed avanzata, sia ancora legata alle superstizioni del passato oppure sia riuscita a spiegare gli enigmi di questi oggetti di provenienza extraterrestre. Le culture e le religioni antiche, infatti, assegnavano un potere sovrannaturale a queste pietre spaziali, spiegandone l’origine come un mistero del regno divino.

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Tradizioni di Atlantide

Troviamo allusioni agli Atlantidei nelle tradizioni più antiche di molte razze diverse. Il gran re di prima del diluvio, per i musulmani, si chiamava Shedd–Ad–Ben–Ad, ossia Shed–Ad, figlio di Ad, o di Atlantide. Tra gli Arabi, i primi abitanti del loro paese erano noti come Aditi, dal nome del progenitore Ad, nipote di Cam. Questi Aditi erano probabilmente gli abitanti di Atlantide o Ad–lantis. “Sono impersonati da un monarca a cui tutto viene attribuito, e che si dice sia vissuto per diversi secoli”. (Lenormant e Chevallier, “Ancient History of the East”, vol. II, p. 295).

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Pelagie, relitti della mitica Atlantide?

Dopo aver soggiogato le tribú libiche vicine, fondarono la città di Chersoneso (sic) sulle rive del lago Tritonis, era corrispondenti rispettivamente alla odierna città-oasi Kebili e al Chott (lago) el Jerid a circa 90 km nell’interno del golfo di Gabes in Tunisia. Da Chersoneso avevano invaso tutto il resto del mondo abitato scontrandosi con gli atlantidi di cui uccisero tutti gli uomini e fecero schiavi le donne e i fanciulli. La regina delle amazzoni libiche si chiamava Mirina. Il lago Tritonis scomparve invaso dalle acque marine a causa dì un terremoto che aveva distrutto le sponde prossime al mare. Mirina passò in Egitto, fece guerra agli arabi conquistò la Siria, la regione del Tauro e le isole dell’Egeo. Morì combattendo contro i Traci che, in seguito, sconfissero le amazzoni libiche e le ricacciarono da dove erano venute.

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Discrepanze Cliniche tra i dati previsti e quelli osservati nelle persone che raccontano di essere state addotte dagli UFO: implicazioni per il trattamento

Se un paziente confidasse ad un terapeuta di essere stato addotto da creature Aliene che lo hanno portato su uno dei loro UFO per eseguire su di lui una serie di procedure e di esami medici non é affatto detto che questo paziente troverebbe un ascolto attento, rispettoso e senza pregiudizi da parte del terapeuta. Il racconto si troverebbe così lontano dai confini del nostro sistema di credenze culturali che sembrerebbe intollerabilmente anomalo per la maggior parte di noi. Infatti probabilmente lo negheremmo o lo rifiuteremmo utilizzando le ipotesi per noi più comode e a noi più familiari basate su una maggiore cautela e che non richiedono specifici approfondimenti.

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La Fortezza da Basso, fortezza sotterranea

Alessandro de’ Medici, Duca di Firenze, incaricò due artisti ed architetti, Pier Francesco da Viterbo e Antonio da Sangallo di progettare e realizzare una fortezza, dopo l’esperienza dell’assedio posto a Firenze tra il 1529 ed il 1530.
La Fortezza da Basso, che in origine venne chiamata Castello Alessandria, vide posta la prima pietra nel maggio del 1533 ed ultimata anche nelle strutture interne nel 1537. Fu un’opera importante, nella quale furono investiti uomini e mezzi finanziari di notevole entità, dal rientro in città dopo l’assedio, la famiglia Medici doveva dimostrare la superiore potenza alla popolazione e intimidire i rivoltosi.

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