E’ curioso constatare una serie di incredibili coincidenze numerologiche verificatesi nel caso dei minatori cileni rimasti intrappolati dallo scorso cinque agosto sotto settecento metri nella miniera di Copiapo’. Una analisi sommaria ha mostrato come nell’intera vicenda ricorra misteriosamente il numero 33. Una dramma che tiene ancora con il fiato sospeso mezzo mondo, una vicenda che ci ha lasciato tutti ammutoliti e sgomenti difronte alle insidie che la natura può ancora riservarci.
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Si riapre l’inchiesta sulla fine degli Zar
Una corte di Mosca riapre la strada per riconoscimento all’ultimo zar Nicola II e alla sua famiglia, trucidati dalla polizia politica di Lenin nel 1918 a Iekaterinburg, della qualifica di “vittime della repressione politica”. Il tribunale di Basmanny – un quartiere moscovita – ha infatti giudicato illegale la decisione della procura russa di chiudere l’inchiesta sull’esecuzione della famiglia imperiale, suscitando l’entusiasmo della famiglia Romanov.
Leggi tuttoStudio shock sul DNA di Hitler: aveva origini ebraiche
Che Hitler avesse sangue ebreo nelle vene era voce da tempo circolante, con svariate e talvolta fantasiose ipotesi. Ma ora sembra che sia la scienza a dimostrare, senza possibilità di confutazione, l’origine ebraica e forse anche nordafricana del Führer. Lo dimostrerebbe l’analisi del Dna. Che Hitler avesse sangue ebreo nelle vene era voce da tempo circolante, con svariate e talvolta fantasiose ipotesi. Ma ora sembra che sia la scienza a dimostrare, senza possibilità di confutazione, l’origine ebraica e forse anche nordafricana del Führer. Lo dimostrerebbe l’analisi del Dna.A indagare sono stati due belgi, il giornalista Jean-Paul Mulders e lo storico Marc Vermeeren che, con somma pazienza hanno rintracciato ben 39 discendenti di Hitler (cosa non facile dato che tutti costoro cercano in ogni modo di nascondere l’imbarazzante parentela) dai quali hanno ottenuto altrettanti campioni di saliva.
Leggi tuttoIl mito del “Compagno Lovecraft”
La consacrazione definitiva di un autore si ha quando il suo nome diventa un aggettivo. Parlando di una risata «omerica», una bolgia «dantesca», un personaggio «pirandelliano», una situazione «kafkiana», sappiamo bene ciò che intendiamo. Oggi, quando usiamo il termine «lovecraftiano», vogliamo dire: «Terrificante, mostruoso, fuori del mondo. L’orrore lovecraftiano è quella particolare categoria letteraria che pone l’enfasi sul terrore psicologico dell’ignoto o, in certi casi, dell’inconoscibile». La frase fra virgolette è tratta dalla lunga definizione del lemma Lovecraftian incluso in quello che è il dizionario più consultato al mondo, ovvero il «Wiktionary» affiancato all’enciclopedia «aperta» «Wikipedia», la summa del sapere raccolto su Internet, che accoglie le sue voci sulla base dell’effettivo uso e diffusione, realizzata e aggiornata (non senza contrasti) dai suoi stessi «utenti». Se c’era bisogno di una testimonianza sull’effettivo influsso dell’inventore di Cthulhu e del «Necronomicon» sulla cultura popolare contemporanea, non poteva essercene una più eclatante.
Leggi tuttoL’ultimo calice di Cleopatra, un mix di veleni uccise la regina
Un cockatil mortale. Un miscuglio di oppio e piante velenose. A causare la morte della celebre regina di Egitto Cleopatra nel 30 a.C. non sarebbe stato il famoso aspide dei libri di storia ma una pozione di veleni. La rivoluzionaria e suggestiva ipotesi è di uno storico tedesco, Cristoph Schaefer dell’università di Trier.
Leggi tuttoMarconi, il Raggio della Morte e una cospirazione sulle pagine de Il Giornale
Commento di Enrico Baccarini – Appare e quasi inosservato scompare sulle pagine di un noto quotidiano della penisola un articolo che farà molto parlare. Rino di Stefano non è nuovo agli appassionati del mistero, già dal ’78 si interessò ampiamente del noto caso Zanfretta, il metronotte genovese che a più riprese fu prelevato da esseri […]
Leggi tuttoIpazia, il coraggio della filosofia di Luciano Canfora
La vicenda di Ipazia, scienziata tra le maggiori della tarda antichità, massacrata ad Alessandria su istigazione del vescovo Cirillo (poi santo e dottore della Chiesa) nel marzo del 415 d.C. divide ancora. Incombe come ineludibile testimonianza del modo in cui il cristianesimo si impadronì dell’ impero romano. Nell’ autorevole Dizionario ecclesiastico diretto da Angelo Mercati e Augusto Pelzer, due pilastri della dottrina vaticana, si legge ancora che Ipazia «fu uccisa in una dimostrazione popolare perché avversa al cristianesimo», si precisa non senza improntitudine che il vescovo Cirillo fu estraneo alla cosa, e si squalificano gli storici antichi che lo inchiodano, tra cui lo storico cristiano Socrate scolastico (circa 380-440 d.C.), con l’ argomento che sarebbe vissuto «un secolo più tardi» laddove fu palesemente coevo dei fatti! Se tali dotti si abbassano alla più grossolana delle falsificazioni, ciò significa che quel crimine – con tutto il clima di intolleranza e di folle esaltazione dell’ ignoranza, creato dai cristiani padroni ormai della più grande metropoli del Mediterraneo – brucia ancora.
Leggi tuttoCartesio ucciso da un’ostia? Realtà e fantasia a confronto
Cartesio non mori’ di polmonite ma fu avvelenato con un’ostia della comunione all’arsenico da un padre agostiniano, Francois Viogue’. La sorprendente rivelazione che ribalta la teoria ufficiale sulla morte del grande filosofo francese e’ contenuta nel libro di uno studioso dell’universita’ di Erlangen, Theodor Ebert, i cui risultati sono ritenuti molto attendibili da numerosi colleghi.Secondo il testo, anticipato dallo “Spiegel”, l’assassino era un frate francese inviato dal Papa a Stoccolma come “missionario apostolico” per convertire al cattolicesimo la regina Cristina di Svezia, conversione poi avvenuta nel 1654.
Leggi tuttoIl mito della ‘Lampada Perenne’
Viaggiando di notte talvolta colpisce la visione improvvisa di minuscole metropoli luminose, costellate di punti lucenti come grappoli appesi nell’oscurità: piccoli, grandi, a volte sterminati e imponenti, fitti o radi, raccolti o dispersi questi agglomerati di luce prima meravigliano poi pungono a sangue col ricordo della morte. I cimiteri si sono trasformati con l’avvento della corrente elettrica sempre più in queste costellazioni tristi che appaiono nel buio vicino ai paesi e alle città.
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