Usiamo solo il 10% del nostro cervello? E i creativi hanno l’emisfero destro più sviluppato? Ecco alcune delle più discusse (e a volte false) teorie sul suo funzionamento
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Modificando il nostro cervello, modifichiamo noi stessi
Richard Davidson, inizia la sua giornata con 45 minuti di meditazione, da quando ha visitato l’India e lo Sri Lanka da studente verso la metà degli anni ‘70. Questa pratica lo calma e gli permette di superare lo stress legato alla professione.
Nel suo nuovo libro “La vita emotiva del cervello,” Davidson spiega perché la meditazione e le altre pratiche similari possono aiutare le persone a migliorare la gestione delle proprie emozioni, per condurre una vita più produttiva e felice.
I poteri straordinari della musica a volte cambiano il cervello
«La musica è un sistema comunicativo non meno importante del linguaggio, ma solo nell’ultimo decennio è diventata oggetto di indagini neuroscientifiche con particolare attenzione al contributo che può dare all’approccio riabilitativo delle malattie neurologiche». Sul potere della musica non ha dubbi Giuliano Avanzini, primario emerito dell’Istituto Neurologico Carlo Besta a Milano, anche grazie alle nuove evidenze scientifiche: «La musica rappresenta un canale privilegiato di comunicazione e, infatti, è parte fondamentale dei riti che scandiscono la vita di quasi tutte le collettività umane. La sua origine evolutiva sta nella capacità di aggregare emotivamente gli individui, favorendo la condivisione delle esperienze»…
Leggi tuttoMeditazione in soccorso alle crisi del Default Mode Network, il “Rimuginio”
Secondo i nuovi dati di un gruppo di ricerca del Department of Psychiatry della Yale University, la tecnica della meditazione disattiva l’area cerebrale nominata Default Mode Network (DMN) (1) e argina la produzione della ruminazione mentale.
Parlando di meditazione si tende a restringere l’interesse ai suoi aspetti funzionali applicativi e a non vedere la presenza del significato che ha attinto nel lontano luogo di nascita; così pure l’efficacia della pratica meditativa, che ha a che vedere con le culture in cui è esercitata e che credono possibili determinati eventi più che altri.
Leggi tuttoPresto potremo leggere il pensiero ‘ascoltando’ le onde cerebrali
‘Leggere il pensiero’ non è più fantascienza, ma potrebbe diventare realtà in poco tempo. Lo comunica un’equipe di scienziati dell’Università della California, a Berkeley che sono riusciti a comprendere parole pensate solo analizzando l’attività cerebrale, come descritto nello studio pubblicato su PLoS Biology. Presto, comunicano gli scienziati, potremo comunicare con i pazienti in coma o impossibilitati a parlare […]
Leggi tutto‘Muovere e sentire’ oggetti virtuali usando solo il pensiero
Un passo importante verso la creazione di un esoscheletro robotico comandato direttamente dall’attività cerebrale volontaria da far indossare a pazienti gravemente paralizzati. Senza muovere alcuna parte del corpo, alcune scimmie sono state in grado di sfruttare la propria attività elettrica cerebrale per controllare il movimento delle mani di un avatar virtuale, entrare in contatto con degli oggetti e, al contatto, di distinguere i differenti tipi di trama che li caratterizzavano.
Leggi tuttoCervello: i ricordi a volte si cancellano, le emozioni mai
A volte una persona anziana non e’ piu’ in grado di ricordare un fatto sepolto nel suo lontano passato, eppure puo’ ancora provare il ‘brivido’ dell’emozione che quel fatto, per esempio la nascita di un figlio, ha prodotto. Anche un individuo malato, la cui memoria e’ KO per esempio per via del morbo di Alzheimer, non ricordera’ neanche cosa ha fatto 10 minuti prima ma, se quell’azione gli ha prodotto un sentimento, state pur certi che la sua memoria inceppata lo ricordera’. Le emozioni, infatti, secondo una ricerca pubblicata sui Proceedings of the National Academy of Sciences, lasciano segni indelebili nel cervello: anche quando i ricordi scompaiono le emozioni loro legate rimangono. La scoperta e’ di Justin Feinstein e DanTranel dell’universita’ dell’Iowa.
Leggi tuttoLo scanner che ‘guarda’ in ogni cervello: “Così sì potrà leggere nel pensiero”
di Adele Sarno Per la prima volta un gruppo di studiosi londinesi ha usato degli scanner per imaging a risonanza magnetica per ‘leggere nel pensiero’. Ciò è stato possibile perchè nello studio sono state individuate tracce di memoria ‘fissa’ visibili e misurabili nel cervello.
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