La percezione della magnitudine è strettamente connessa alla forza della visione, alla ricerca di una giusta distanza e alla definizione di una forma illusoria. All’interno di Magnitudine apparente, i lavori di Bonalumi e Radi riflettono come corpi celesti. Tra volumi puri, orme alterne, misure di luminosità e dialoghi di superficie. Diventando attrazioni neutrali assolute.
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