Angelo Cruciani realizza un’opera sperimentale: lo spettatore è chiamato a vivere l’interno dell’opera d’arte per poter recuperare, in solitudine, estraniandosi dall’ambiente circostante, l’attenzione e la facoltà di giudizio. L’oberazione visiva, che ci vuole indurre a inseguire bisogni indotti come animali ciechi, ha portato la Società a un punto limite.
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