In questo saggio Ferdinand Antoni Ossendowski, quale acuto osservatore della realtà, cerca di penetrare la complessa natura dell’animo russo con la curiosità e il distacco necessari di chi, come lui, è solo uno straniero in cammino fra i meandri di una popolazione sempre in bilico tra paganesimo e misticismo cristiano, sciamanesimo e razionalità, idealismo filosofico e bestialità.
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