Meditazione in soccorso alle crisi del Default Mode Network, il “Rimuginio”

Secondo i nuovi dati di un gruppo di ricerca del Department of Psychiatry della Yale University, la tecnica della meditazione disattiva l’area cerebrale nominata Default Mode Network (DMN) (1) e argina la produzione della ruminazione mentale.

Parlando di meditazione si tende a restringere l’interesse ai suoi aspetti funzionali applicativi e a non vedere la presenza del significato che ha attinto nel lontano luogo di nascita; così pure l’efficacia della pratica meditativa, che ha a che vedere con le culture in cui è esercitata e che credono possibili determinati eventi più che altri.

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Ippocambo e Amigdala, due mesi di meditazione li modificano

Due mesi di meditazione producono effetti visibili sulla materia-grigia. Tanto è necessario secondo uno studio del Massachusetts General Hospital che per la prima volta ha stabilito con esattezza la “soglia” misurabile oltre la quale le tecniche di rilassamento cambiano il cervello: 8 settimane producono effetti associati a memoria, empatia e, per l’appunto, stress. Lo studio, pubblicato sulla rivista Psychiatry Research: Neuroimaging, ha “arruolato” 16 persone alle quali i ricercatori hanno “scattato” foto cerebrali prima e dopo un corso anti-stress presso l’Università del Massachusetts.

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