Si ricordano poi le descrizioni che il sensitivo polacco Stephan Ossowiecki – con la psicometria — fece di ambienti e persone, tenendo tra le mani un oggetto (avvolto in contenitori in modo da non vedere di che cosa si trattava). Pur fornendo informazioni che sembravano completare le conoscenze in possesso dei ricercatori, non fu possibile — a causa della Seconda Guerra Mondiale – controllarne la veridicità. Chi verificò l’esattezza di ciò che era stato detto da una persona dotata di facoltà psi fu, invece, J. Norman Emerson, una figura di primo piano dell’archeologia canadese. Mediante le visioni di George McMullen raccolse una notevole mole di dati relative ad alcuni siti di popolazioni native americane. Ebbe visioni anche Edgar Cayce, ma le sue numerosissime rivelazioni in merito all’esistenza di Atlantide devono essere a tutt’oggi confermate.
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Il futuro “si può sentire”, uno studio divide gli psicologi
Una delle più importanti riviste americane di psicologia pubblicherà il lavoro di un professore che sostiene di aver dimostrato che gli eventi non ancora accaduti possono influenzare quelli presenti. La comunità scientifica è scettica. NON c’entrano i tarocchi, né la palla di cristallo e nemmeno i fondi di caffè. Il futuro si può “sentire”. A dirlo non è un manipolo di chiaroveggenti e fattucchiere ma un gruppo di scienziati della Cornell University 1 di Ithaca, nello Stato di New York. Il loro articolo, intitolato appunto “Feeling The Future”, è il primo studio su fenomeni tipicamente considerati paranormali a essere stato ammesso su una rivista di psicologia “seria”, in questo caso il Journal of Personality and Social Psychology 2.
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