Secondo Jill Tarter, gli alieni non sono tanto ostili come è stato dichiarato da Stephen Hawking. Da qui la necessità di continuare a cercare nello spazio qualche segnale intelligente di origine extraterrestre.
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Segnale alieno proveniente dalla spazio profondo captato dal radiotelescopio di Arecibo
Un segnale “alieno”, ritenuto interessante e degno di ulteriori accertamenti, è stato captato dal radiotelescopio di Arecibo, a Puerto Rico. Il segnale, stando a quanto riferito dagli astronomi, avrebbe avuto origine in un’area ancora non del tutto delimitata, che si trova tra la costellazione dei Pesci e quella dell’Ariete. I ricercatori, che hanno isolato per ben tre volte il segnale giunto fino al nostro pianeta, ritengono che la frequenza in questione non possa essere considerata una delle ormai conosciute interferenze naturali, e neppure un normale rumore di fondo che in passato ha portato a false illusioni…
Leggi tuttoCi sono pianeti simili alla Terra?
In uno studio della rivista «Astrobiology» un gruppo di ricercatori di Nasa, Seti e German Aerospace Center ha messo a punto due indicatori per individuare pianeti e satelliti con le maggiori probabilità di ospitare la vita: quali sono?
Si tratta dell’Indice di Similarità Terrestre e dell’Indice di Abitabilità Planetaria. Il primo misura il livello di somiglianza tra un pianeta extrasolare e la Terra, il secondo si basa su un calcolo che tiene conto di numerosi parametri chimici e fisici compatibili con la vita, anche se le condizioni ambientali sono tutt’altro che favorevoli. Questi due indici potrebbero permettere di non escludere dalla selezione dei pianeti vivibili quei corpi celesti che non sono così simili alla Terra.
Paul Davies: “il segnale Wow resta un mistero”
Il controverso segnale ricevuto dallo spazio interstellare rimane un enigma e, ancora, sfida la naturale spiegazione, ha dichiarato un esperto. I ricercatori che lavoravano presso il radio osservatorio Big Ear della Ohio University scoprirono, nel 1977, una registrazione di un segnale ricevuto dallo Spazio profondo. “Fu chiamato ‘segnale Wow’ perchè non fu ascoltato e prelevato in quel momento. Era presente nella registrazione informatica che, in quei giorni, era stampata su fogli di carta”, ha dichiarato lo scienziato Paul Davies. Davies è presidente del Seti (Search for Extraterrestrial Intelligence): Post-Detection Science and Technology Taskgroup della International Academy of Astronautics ed è professore alla Arizona State University.
Leggi tuttoJodie Foster finanzia la ricerca sugli alieni
Il film Contact le è rimasto dentro. Nel film di Robert Zemeckis del 1997, Jodie Foster interpretava una scienziata del progetto Seti (la ricerca di segnali extraterrestri tramite radiotelescopi) che riceve un messaggio misterioso. Interpretandolo, scopre che nasconde le istruzioni per costruire un veicolo interstellare e lei stessa si candida per il viaggio.
Leggi tuttoL’invasione aliena su National Geographic Channel
di Enrico Baccarini© – Cosa succederebbe nel caso di invasione aliena? Esistono dei piani segreti dei nostri governi per reagire ad un eventuale attacco? La scorsa domenica 3 luglio uno speciale di National Geographic Channel è andato in onda (alle 21.10) cercando di rispondere a queste domande attraverso interviste a tecnici e scienziati.
Leggi tuttoCentro Italiano Studi SETI – SETI, NAZIONI UNITE E CRISIS MANAGEMENT
Gli aspetti della problematica SETI piu’ frequentemente considerati nella letteratura e nei convegni, sono classicamente due:
a) L’aspetto scientifico-tecnologico: la ricerca di eventuali segnali intelligenti provenienti da civilta’ aliene, e l’invio di segnali terrestri verso lo spazio esterno, entrambi appannaggio quasi esclusivo delle tecnologie di signal processing, con l’inevitabile indotto di problematiche cosmologiche e il relativo supporto di teorie e modelli formali
b) L’aspetto che potremmo chiamare escatologico: le speculazioni sul possibile significato ontologico di eventuali civilta’ aliene, e sulle relative implicazioni etico-filosofiche per quanto attiene all’ interpretazione “classico – teologica” della condizione umana.
Il SETI Post Detection Protocol
Commento di Enrico Baccarini© – Presentiamo ai lettori di ENIGMA il testo integrale, nel suo originale in inglese, di un documento imprescindibile per tutti coloro che studino o si affianchino alla ricerca di vita nel cosmo. Il SETI Post Detection Protocol nacque dall’esigenza di delineare delle linee guida nel caso di una avvenuta ricezione di segnali intelligenti (ETI) provenienti da esseri di un altro pianeta ma, fatto ancor più interessante, è che questo strumento fu voluto e adottato proprio dalla stessa comunità scientifica su stimolo ed impulso del SETI di Frank Drake.prepared over a number of years in the SETI Committee of the International Academy of Astronautics by a special subcommittee under the leadership of Michael Michaud.
Leggi tuttoSeth Shostack: ‘Gli Extraterrestri non sono una minaccia’
Seth Shostack afferma che lui non ha nessun problema a credere negli UFO e negli extraterrestri. A suo parere, anche se fossero reali, non sarebbero un pericolo: “…io non sono qui per bisticciare con te. Mi piacerebbe concentrarmi su un altro punto – uno che sembra essere sfuggito nell’apparente, infinito, dibattito sugli UFO. Vale a dire, se gli alieni sono qui, dovete ammettere una notevole cosa: sono così innocui come i gattini su Xanax. Riflettiamo: la premessa è che la Terra venga visitata. Ma questi invasori sono una mortale minaccia? E’ possibile leggere, occasionalmente, che gli alieni stanno mutilando il nostro bestiame (un passatempo decisamente sgradito, se vero). Ma l’omicidio sembra essere “off-limits” per gli extraterrestri. Essi non uccidono le persone. Le vostre probabilità di essere eliminati da un alce sono più elevate”.
Leggi tuttoQuei batteri nei meteoriti “Forme di vita dallo spazio?”
Sono lunghi e filamentosi. Così appaiono i primi (o forse i secondi) alieni sbarcati sulla Terra. Un ricercatore della Nasa infatti, sostiene di aver scoperto una forma aliena fossilizzata di vita giunta dallo spazio che può spiegare, tra l’altro, come la vita stessa sia arrivata sulla Terra. La sua scoperta è stata pubblicata sulla rivista scientifica Journal of Cosmology. Nonostante la certezza dalla scoperta, frutto di lunghi anni di ricerche, il ricercatore Richard Hoover, un astrobiologo che lavora per il Marshall Space Flight Center della Nasa, ha chiesto a ricercatori di tutto il mondo di verificare se le sue prove possono in qualche modo non essere corrette.
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